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Amianto nel liceo di Broni, ancora niente ritorno in classe per gli studenti: chieste nuove verifiche

Niente rientro a scuola per i liceali del Golgi di Broni: Ats Pavia, pur rilevando livelli di amianto nei limiti di legge, chiede prima una mappatura completa.
A cura di Chiara Daffini
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Il liceo Golgi di Broni [Pavia]
Il liceo Golgi di Broni [Pavia]

C'era chi sperava di sentire di nuovo dal vivo il suono della campanella del liceo Golgi di Broni, comune in provincia di Pavia, già nei prossimi giorni. Auspicio infranto dalla nota dell'Agenzia di tutela della salute di Pavia, datata 15 aprile 2026, che ha decretato lo stop alla riapertura della scuola, chiusa dallo scorso 23 marzo per rischio di dispersione dell'amianto in seguito a lavori di manutenzione dell'ascensore che avevano movimentato polveri in presenza degli studenti.

La vicenda era stata analizzata da Fanpage.it, che aveva messo in evidenza come l'unico censimento della presenza mineraria nell'edificio fosse datato 2017 e, per stessa ammissione della società che lo aveva svolto, "incompleto". Oggi Ats, pur rilevando allo stato attuale livelli di amianto nella scuola entro i limiti di legge, chiede come condizione per la riapertura proprio l'aggiornamento e il completamento della mappatura tracciata nove anni fa.

La storia del liceo Golgi

Il liceo Golgi di Broni è stato dichiarato Sin, cioè "sito di interesse nazionale", nel 2017. Questo significa che la scuola è tra gli edifici posti sotto l'attenzione del ministero dell'Ambiente perché presenta caratteristiche potenzialmente rischiose per la salute di chi lo frequenta. Non è il solo edificio classificato come tale nella cittadina pavese. Qui un tempo era attiva la Fibronit, azienda per la produzione di cemento amianto, e proprio in questo territorio si registra uno dei più alti tassi di mortalità per malattie asbesto-derivate.

Relativamente al liceo, sempre nel 2017 la Provincia di Pavia, proprietaria dell'immobile, ha incaricato la società Ecogestioni Srl di fare un censimento dell'edificio per rilevare quali fossero i punti di contaminazione da amianto. Ma nel documento, esaminato da Fanpage.it, si legge: "La valutazione è stata eseguita sui materiali a vista, in particolare quelli esaminati all’interno di questo documento, e non comprende materiali non raggiungibili o comunque confinati di cui non si è avuta alcuna indicazione specifica sulla possibile presenza da parte del committente. La presente verifica, inoltre, non si configura come valutazione del rischio ai sensi del D.M. 06/09/1994".

La scuola nel frattempo ha continuato a restare aperta per i suoi 500 studenti e il personale, nonostante le pressioni di associazioni e genitori affinché il liceo venisse spostato altrove e nonostante i 3 milioni stanziati dal ministero dell'Ambiente per abbattere l'edificio e bonificare l'area. Nell'aprile del 2025 il Consiglio provinciale ha approvato uno stanziamento di 500mila euro per l'avvio di un nuovo polo scolastico, ma ad oggi la situazione pare sostanzialmente immutata.

Questo perché, spiega a Fanpage.it Fabrizio Protti, presidente dello Sportello Amianto Nazionale: "La provincia si appella alla legge italiana, che consente al proprietario di un locale con presenza di amianto di non bonificare, a patto che ci sia una gestione del rischio tale da scongiurare pericoli per la salute pubblica".

L'ascensore per disabili

Qualcosa si è inceppato però la mattina del 23 marzo 2026, quando, durante i lavori di allargamento della porta dell'ascensore, che dovrebbero adeguarlo alla presenza di studenti disabili in carrozzina, la polvere del cantiere ha invaso l'edificio e messo in allarme studenti e professori.

Polvere e cantiere aperto nei corridoi del liceo Golgi
Polvere e cantiere aperto nei corridoi del liceo Golgi

"Gli accordi con la ditta – ha ribadito di recente a Fanpage.it il dirigente scolastico Roberto Olivierierano che la muratura non sarebbe stata toccata in presenza dei ragazzi a scuola, ma solo durante le vacanze di Pasqua, infatti nella settimana precedente al 23 marzo gli operai erano già al lavoro, ma nessuna polvere è stata mossa. Quando sono stato avvertito di quanto stava accadendo ho contattato subito il responsabile della ditta per chiedere lo stop immediato e ho fatto uscire i ragazzi dalle classi".

La ditta in questione è la MA.RI.PA. Ascensori srl, a cui a dicembre 2025 la Provincia di Pavia ha dato l'incarico con affidamento diretto: "Senza – precisa Protti – che la stessa fosse specializzata nel trattare ambienti a rischio amianto". La scuola è stata chiusa e i primi rilievi hanno evidenziato tracce del minerale tossico proprio nel vano ascensore, che, guarda caso, non rientrava nei campionamenti del censimento del 2017.

Lo stop di Ats

Nel frattempo ragazze e ragazzi del liceo stanno facendo lezione in dad, mentre una delegazione di studenti e genitori ha inviato una diffida formale – oltre all'esposto dello Sportello Amianto Nazionale, già arrivato sul tavolo della Procura – a dirigente scolastico, Provincia e altri enti interessati affinché le lezioni in presenza vengano riprese solo in garanzia di una totale sicurezza e con controlli svolti da soggetti diversi da quelli a cui sono stati affidati fino a oggi.

Si è arrivati quindi alla nota di Ats Pavia, che ha comunicato gli esiti dei monitoraggi effettuati sull'edificio nelle scorse settimane: "I campionamenti […] effettuati – si legge nel documento – hanno rilevato concentrazioni ampiamente inferiori sia al valore di riferimento per l'amianto negli ambienti di vita proposto dalle linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO) per la qualità dell'aria in Europa, pari a 1 fibra/litro misurata mediante microscopia elettronica a scansione (SEM) sia al valore richiesto per la certificazione di restituibilità ai sensi del DM 06/09/1994 (2 ff/L)".

"In particolare – prosegue la nota – si sottolinea che le concentrazioni non hanno mai superato il valore di 0.17 ff/L (un ordine di grandezza inferiore ai suddetti) e per 5 campioni su 12 sono risultate al di sotto del limite di rilevabilità della metodica analitica utilizzata. Sono stati inoltre effettuati campionamenti con stub biadesivi, anche in questo caso in più punti sui tre piani dell'edificio, per rilevare l'eventuale presenza di fibre di amianto depositate su superfici, che hanno evidenziato tramite lettura in SEM la positività di un solo campione dei 18 prelevati".

"Alla luce degli accadimenti del 23 marzo – conclude Ats Pavia – la scrivente Agenzia ritiene tuttavia di non poter valutare compiutamente la rioccupabilità dell'edificio da parte di studenti e lavoratori se non a conclusione delle attività di aggiornamento del censimento di tutti i materiali contenenti amianto presenti nella struttura […] e conseguente valutazione del rischio corredata dal relativo programma di controllo ai sensi del D.M. 06/09/1994 da parte dei soggetti obbligati".

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