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Alessio Borelli, ucciso nel suo appartamento a Corsico: fermato l’assassino, incastrato dall’impronta di una mano

È stato arrestato un 39enne a Milano accusato di aver ucciso il 41enne Alessio Borelli, trovato morto nel suo appartamento a Corsico lo scorso 11 luglio.
Alessio Borelli (foto da Facebook)
Alessio Borelli (foto da Facebook)

L'11 luglio 2026, Alessio Borelli è stato ucciso nel suo appartamento a Corsico, un comune che si trova nella provincia di Milano. A distanza di 17 giorni è stato trovato il possibile assassino: è il 39enne Ahmad Abdelghani. I carabinieri del nucleo investigativo di Milano, insieme ai colleghi di Corsico, lo hanno fermato proprio nella mattinata di oggi, martedì 28 luglio, con l'accusa di omicidio aggravato.

L'uomo ha precedenti, è senza fissa dimora ed è irregolare sul territorio nazionale. Da ieri sera i carabinieri lo stavano cercando in zona Lampugnano: oggi lo hanno individuato e bloccato. Poi, appena i magistrati hanno disposto il fermo, lo hanno arrestato.

Le indagini sono partite dopo che l'11 luglio scorso, i vicini di Borelli hanno chiamato i vigili del fuoco lamentando un forte odore proveniente dalla sua abitazione. I pompieri hanno allertato anche i carabinieri e, insieme, hanno fatto irruzione in casa. Una volta dentro, hanno fatto una macabra scoperta: hanno trovato il corpo della vittima in stato di decomposizione, riversa a terra in una pozza di sangue, con evidenti ferite d'arma da taglio al collo e al torace. 

Sono quindi partite le indagini, che hanno permesso di ricostruire i contorni della vicenda. È stato infatti possibile scoprire che l'8 luglio, nelle prime ore del mattino, i vicini avevano sentito urla e richieste di aiuto arrivare proprio dall'appartamento. L'inchiesta, che ha visto il coinvolgimento delle Sezioni Investigative scientifiche di Milano e del Ris di Parma, ha accertato che tra il 39enne indagato e Borelli ci fosse una relazione, che andava avanti da un mese e che negli ultimi giorni, prima della morte del 41enne, c'erano stati alcuni dissidi sfociati poi nell'incontro a casa di Borrelli e nell'omicidio.

Sono poi state raccolte ulteriori prove genetiche e biologiche: è stato isolato il suo profilo genetico sulle armi del delitto e sono state trovate sue tracce ematiche nel bagno. C'è poi un'impronta palmare, che è stata lasciata con il sangue su una porta a vetro della casa della vittima, che corrisponde a quella dell'indagato. Da qui, la richiesta del fermo che è stato reso indispensabile dal pericolo di fuga del 39enne. Le indagini hanno permesso inoltre di scoprire che l'indagato, ultimamente, aveva cambiato le proprie abitudini di vita: avrebbe cambiato spesso abitazione e numeri di cellulare per evitare di essere trovato. Adesso è stato portato nel carcere di San Vittore.

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