Alberto Genovese arrestato per stupro
13 Novembre 2020
15:13

Il braccio destro di Genovese a Fanpage: “Mai passato droga alle ragazze”

Dalle carte della vicenda che coinvolge Alberto Genovese, imprenditore arrestato con l’accusa di aver drogato e violentato una modella 18enne durante una festa nella sua casa, spunta il nome di Daniele Leali. Il dj e imprenditore amico di Genovese è stato accusato da un’ospite della festa di aver portato in sala della droga su un piatto. Sentito da Fanpage.it mentre si trova in Indonesia, ha spiegato di essere partito perché aveva impegni di lavoro all’estero. Il suo avvocato: “Smentiamo quanto dichiarato dalla teste, nessun profilo legato allo spaccio”.
A cura di Salvatore Garzillo
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“Non so chi mi accusa e comunque stiamo già querelando le testate giornalistiche e denunciando per calunnia e diffamazione chi ha scritto cose infondate su di me. I miei avvocati stanno lavorando alla vicenda. A breve uscirà la mia difesa”. A Fanpage.it parla Daniele Leali, il vocalist e imprenditore definito “braccio destro” di Alberto Genovese nel decreto di fermo che ha portato all’arresto dell'ex fondatore di Facile.it (venduto nel 2014) con l’accusa di aver drogato e violentato una modella 18enne durante una festa organizzata nel suo lussuoso attico ribattezzato “Terrazza sentimento”.

Era il 10 ottobre scorso e a quella festa c’era sicuramente anche Leali, grande amico del padrone di casa ed emerso nella vicenda a seguito delle dichiarazioni di una delle ragazze presenti: “C’era della droga alla festa e a un certo punto c’erano due piatti a disposizione per tutti. Li ha portati vicino al bar Daniele Leali: in uno c’era 2CB, conosciuta come ‘coca rosa', e nell’altra ‘Kalvin Klain', che è chetamina mischiata con cocaina. Credo che tutti si aspettassero che Leali la portasse in sala, nessuno si è spaventato o sorpreso della cosa (..) Leali e Genovese sono molto amici, per cui se Daniele beve o assume qualcosa, io ritengo di poterlo fare anch'io senza preoccuparmi», continua la ragazza. E infine: "Ho sempre seguito con gli occhi Daniele Leali per capire se ci si potesse fidare".

Il viaggio di lavoro in Indonesia

Leali è partito ieri per l’Indonesia e al telefono ha spiegato a Fanpage.it di essersi allontanato dall’Italia perché aveva già un impegno lavorativo. Posizione confermata dal suo avvocato Sabino Di Sibio dello studio Lexant, che sottolinea la posizione di uomo libero del suo assistito: "A oggi Leali non è ancora formalmente indagato in nessun reato in concorso con Genovese. In secondo luogo è partito perché ben prima del 10 ottobre aveva firmato dei contratti di lavoro e si è spostato per fare il dj nella località dove si trova adesso. Non per sfuggire da qualcosa. Se avesse voluto fuggire non avrebbe postato il suo viaggio sui social, quindi siamo sereni che quando tornerà saremo pronti a chiarire ogni sua posizione al pubblico ministero. Al quale, oggi stesso, invierò la nostra disponibilità a essere ascoltato per qualunque necessità”.

"Escludo il passaggio di droga"

Leali è infatti apparso nel quadro dei personaggi ritenuti interessanti dagli inquirenti a seguito delle dichiarazioni di una ospite della famosa festa del 10 ottobre, secondo cui lui avrebbe portato i piatti con la droga. Accuse gravi che dovranno essere dimostrate: "Innanzitutto smentisco quanto dichiarato da queste ragazze – continua l’avvocato Di Sibio – Un conto è dire di aver portato sostanza da fuori a dentro l’abitazione, un’altra è essere presente all’interno e consumarla assieme agli altri, limitandosi eventualmente a passarla. Circostanza che comunque questa difesa smentisce. Sono due aspetti completamente diversi".

Quindi, secondo la sua difesa, il dj non avrebbe neppure spostato questi presunti piatti con sostanza stupefacente: "Condotte relative allo spaccio le escludiamo categoricamente perché è una cosa inimmaginabile per Leali. Che poi all’interno dell’abitazione possano aver consumato droga questa è una cosa che chiariremo davanti al pm. Di certo non c’è stata alcuna attività di agevolazione nello spaccio. Bisogna tenere distinte le condotte rilevanti e quelle no".

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