Alberto Genovese con alcuni amici (foto Facebook)
in foto: Alberto Genovese con alcuni amici (foto Facebook)

In una telefonata alla madre, pochi giorni prima di essere fermato dalla Squadra mobile, Alberto Genovese aveva confessato l’intenzione di prendere un jet privato per andare ad Amsterdam e poi in Sudamerica. Diceva di non preoccuparsi per i blocchi alla circolazione dovuti al Covid e che aveva a disposizione un pilota pronto a partire. Del resto, come testimoniano diverse foto pubblicate in esclusiva da Fanpage.it, Genovese aveva già preso altre volte voli privati in compagnia di amici e amiche.
Ma quella che per alcuni sembra solo un’idea per evitare il lockdown per la procura era un chiaro piano di fuga. Ed è il motivo per cui il procuratore aggiunto Maria Letizia Mannella e il pm Rosaria Stagnaro hanno emesso il decreto di fermo che oggi il gip Tommaso Perna ha convalido. Genovese, accusato di aver drogato e violentato una 18enne nella sua casa di lusso accanto alla Madonnina, resterà in carcere. Nella motivazione il gip ha spiegato che l’imprenditore 43enne “può commettere ancora abusi”.

"Le sue feste erano fighe, c'era droga e alcol gratis"

«Tutti sapevano e tutti facevano finta di non vedere! Perché le sue feste erano fighe, perché là dentro c’era alcol e droga gratis!». Questo è l’inizio di uno sfogo, affidato a una storia Instagram, di una modella che dice di aver conosciuto Genovese e le sue feste a base di alcol e sesso. «Due volte sono stata in quella casa e poi ho deciso di non tornarci mai più – continua – Ho deciso che anche se fossero state le uniche feste possibili avrei preferito stare a casa. Le sue feste erano solo un pretesto per trovare nuove vittime. Una ogni volta. Ho avvertito tutti dicendo di non andare. E spesso mi sono sentita rispondere “sì lo so cosa fa lui, ma che mi importa”. Beh oggi voglio dire di essere fiera di aver preso la decisione giusta, di non essere complice di crimini. Sì perché se questa orribile persona ha avuto modo di commettere tutto ciò è anche colpa vostra che lo avete esaltato, che ne avete giovato e lo avete reso importante. Spero che chiunque sia stato vittima o abbia visto qualcosa ora faccia la cosa giusta e parli, perché è giusto così!».

La punta dell'iceberg

L'appello dell'utente è lo stesso auspicio del capo della Squadra mobile Marco Calì, che in questi giorni è impegnato con i suoi uomini a raccogliere testimonianze ed elementi per ricostruire un quadro complessivo. La sensazione è che la presunta violenza denunciata dalla 18enne non sia un caso isolato ma la punta di un iceberg che potrebbe coinvolgere anche altri invitati. "Non è tutto oro quello che luccica – scrive a chiusura del suo post la modella – Io l’ho capito da subito che era un giorno che non mi piaceva. Che era un posto e una persona da evitare. Tanti invece hanno visto solo il luccichio e hanno preferito far finta di niente!".