Un risarcimento milionario. È l'indiscrezione, riportata da Gianluigi Nuzzi sul quotidiano "La Stampa" che filtrerebbe da ambienti vicini alla ragazza che ha accusato di stupro l'imprenditore Alberto Genovese. I condizionali sono d'obbligo dal momento che per ora non ci sarebbe nulla di confermato: inoltre sull'entità di eventuali risarcimento potrebbero anche esserci accordi di riservatezza tra le parti, come avvenuto in altri casi. Ma secondo il giornalista specializzato in casi di cronaca nera e giudiziaria, conduttore tra l'altro della trasmissione tv "Quarto grado", l'imprenditore partenopeo fondatore di diverse start up di successo tra cui Facile.it (poi venduta nel 2014), sarebbe pronto a offrire fino a 5 milioni di euro alla ragazza 18enne che lo ha accusato di averla drogata e stuprata ripetutamente in occasione di una festa a casa di Genovese lo scorso 10 ottobre.

Il risarcimento potrebbe consentire a Genovese, che dallo scorso 7 novembre è in carcere con l'accusa di violenza sessuale, attenuanti ed eventuali riduzioni di pena. In attesa di capire se l'ipotesi di risarcimento si concretizzerà, nella vicenda c'è da registrare una piccola novità: la presunta vittima di Genovese si è infatti rivolta all'avvocato penalista Luigi Liguori, già legale dell'ex moglie di Fabrizio Corona, Nina Moric, per affiancare gli altri due avvocati che finora l'hanno assistita, Luca Procaccini e Saverio Macrì. Proprio quest'ultimo in una recente intervista si era scagliato contro un audio della ragazza diffuso da La7 e che secondo il legale sarebbe stato manipolato. L'avvocato ha spiegato che la ragazza "sta malissimo, piange in continuazione, di notte vede forme che non esistono, ha crisi di panico" e ha inoltre sottolineato come alla festa in questione a casa di Genovese, uno dei tanti party esclusivi che l'imprenditore organizzava nell'abitazione chiamata "Terrazza sentimento", c'erano anche "notai di altissimo livello".

Genovese verso un altro processo per disturbo della quiete pubblica

Proprio le feste nell'abitazione di lusso nel centro di Milano potrebbero costare a Genovese un altro processo, in questo caso per disturbo della quiete pubblica. Secondo quanto riportato dal Corriere della sera, infatti, la procura di Milano ha chiuso le indagini partite dalle 13 segnalazioni giunte dai vicini di Genovese (tra cui anche il ballerino Roberto Bolle) per altrettante feste che si sono protratte oltre gli orari consentiti o hanno causato problemi per via dei rumori eccessivi. L'eventuale condanna potrebbe costare all'imprenditore una sanzione: sicuramente non un grosso problema rispetto alle accuse ben più gravi di cui Genovese deve rispondere.