“Affitti folli, nessun aiuto”: presidio per Enrico, studente della Statale sotto sfratto a Milano

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Il Presidio davanti al Campus Martinitt
Presidio al Campus Martinitt contro lo sfratto di Enrico, studente fuorisede dell’università Statale di Milano. Il collettivo Cambiare Rotta ha denunciato la crisi abitativa e ha chiesto alla Rettrice Brambilla un incontro sul diritto alla casa e allo studio.

Questa mattina, mercoledì 30 settembre, decine di solidali si sono riuniti davanti al Campus Martinitt per sostenere Enrico, studente fuorisede dell'università Statale di Milano, il cui sfratto è previsto alle 10:00. "Lottiamo per il diritto alla casa e il diritto allo studio", ha spiegato il Collettivo Cambiare Rotta a Fanpage.it che già settimana scorsa aveva organizzato una mobilitazione con tende, striscioni e volantini all'interno dell'ateneo.

Il provvedimento arriva dopo la perdita dei requisiti legati ai criteri di merito in Statale che, secondo lo studente, sarebbero "tra i più stringenti d'Italia" e renderebbero il diritto allo studio particolarmente precario: "Nonostante la mia carriera accademica sia totalmente in linea con la media nazionale, non sono più idoneo a ricevere le misure di ESU". Per questo, secondo il collettivo, lo sfratto sarebbe l'ennesimo esempio di come la crisi abitativa finisca per scaricarsi direttamente sulla possibilità degli studenti di continuare a studiare.

In questo scenario, "davanti a 1559 idonei al posto letto non beneficiari, agli sfratti per i criteri di merito, alle condizioni in cui versano gli studentati pubblici e davanti a un mercato degli affitti predatorio e residenze PNRR a 600 euro al mese, il silenzio della Rettrice davanti alla crisi abitativa scaricata sugli studenti è inaccettabile", ha affermato il collettivo, presidiando l'entrata del Campus Martinitt. Per gli studenti, infatti, il caso non sarebbe una vicenda individuale, ma il sintomo di un problema più ampio: da un lato i prezzi elevati degli studentati pubblici – primo tra tutti il caso di Porta Romana, dove una stanza può arrivare a costare 850 euro al mese – dall'altro un mercato privato caratterizzato da affitti sempre più elevati.

La mobilitazione, fanno sapere dal collettivo, proseguirà finché non arriverà un confronto con la rettrice: "Rimaniamo con Enrico a difendere il suo posto letto finché la Rettrice Brambilla non ci darà un incontro".

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