Accusato di aver violentato una 22enne in ospedale a Milano che poi si suicidò: 29enne assolto anche in Appello

La Corte d'Appello di Milano ha assolto anche in secondo grado il 29enne accusato di violenza sessuale e lesioni nei confronti di una 22enne ricoverata all'ospedale Vizzolo Predabissi. La decisione è arrivata oggi, mercoledì 1 aprile, con i giudici che di fatto hanno confermato il pronunciamento del Tribunale di Lodi, che già un anno fa aveva prosciolto l'imputato da tutte le accuse. Il 29enne era accusato di aver violentato la 22enne nella notte tra il 27 e il 28 maggio 2024, mentre entrambi erano ricoverati al pronto soccorso. La ragazza, meno di 24 ore più tardi, si tolse la vita gettandosi dal quarto piano del reparto di Ginecologia.
La 22enne, ragazza italiana transgender, aveva raccontato ai carabinieri di essere stata avvicinata dal 29enne mentre attendevano di essere visitati. Aveva ricordato di essere stata condotta in una stanza del reparto, dove il giovane magazziniere di origini ucraine l'avrebbe stuprata. La 22enne, a quel punto, si era rivolta al personale sanitario chiedendo aiuto, con gli infermieri che avevano allertato i carabinieri, subito intervenuti per fermare il 29enne.
Dopo la denuncia, la 22enne aveva espresso il timore di tornare a casa e aveva chiesto di essere accolta in una struttura protetta. In attesa di individuare una soluzione adeguata, i medici decisero di ricoverarla nel reparto di Ginecologia. La sera del 28 maggio, però, la ragazza si lanciò dal quarto piano, morendo sul colpo.
Finito a processo per violenza sessuale e lesioni, il 29enne, dall’avvocata Emanuela Portugalli, era stato assolto nel marzo dello scorso anno dal Tribunale di Lodi "perché il fatto non sussiste". La Procura, invece, aveva chiesto una condanna a 7 anni e 6 mesi di reclusione. Oggi, la Corte d'Appello di Milano ha confermato l'assoluzione dell'impuato.