Accoltella il vicino che poi cade dal balcone a Inveruno: è in gravissime condizioni

Sembrava una semplice discussione tra vicini. In poco tempo si è trasformata in qualcosa di ben più grave. Stando alle prime ricostruzioni, uno dei due ha tirato fuori un coltello e ferito l'altro che poi è caduto dal balcone al primo piano della palazzina. È accaduto alle 14:00 del 5 aprile in via Palestro, al centro di Inveruno, sotto agli occhi degli altri vicini che hanno subito dato l'allarme. Sul posto sono arrivati 118 e tre pattuglie dei carabinieri di Legnano.
Prime ricostruzioni
Secondo le prime testimonianze, il ferito sarebbe un magrebino di circa 35 anni. L'uomo è stato ritrovato a terra privo di sensi. Arrivati sul posto, i carabinieri hanno notato varie ferite da arma da taglio alla schiena, al petto e alla mandibola. Secondo il Giorno, due coltellate avrebbero raggiunto anche la gola e un polmone. È stato trasportato in elicottero all'ospedale San Gerardo di Monza, dove le sue condizioni di salute sono apparse gravissime ed è stato intubato. Non è stato ancora possibile identificare il ferito, poiché non aveva con sé documenti di riconoscimento. L'appartamento dove è avvenuta l'aggressione è in uso a un italiano 41enne, già sottoposto agli arresti domiciliari per scippo. L'uomo è stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio mentre il coltello utilizzato per aggredire il vicino è stato posto sotto sequestro dai carabinieri.
Liti tra vicini
Non è di certo la prima volta che una lite tra vicini sfocia in una manifestazione di violenza o in un'aggressione fisica. Uno dei casi più recenti risale al 26 marzo. A Turate, in provincia di Como, moglie e marito sono stati accoltellati da un vicino per una questione di rumore. A Montichiari (Brescia), invece, il problema era "la musica troppo alta". La controversia, questa volta, era finita con un lancio di decespugliatore, un accoltellamento e una denuncia.
La nota dei carabinieri
Secondo quanto comunicato dai carabinieri, l'italiano al momento ha confermato esclusivamente la conoscenza del soggetto maghrebino, spacciatore, senza null'altro aggiungere; l'aggredito è in sala operatoria ed il personale medico si è riservato di far conoscere la gravità delle ferite.