Abdoulaye Diop investito sull’A4 mentre aspettava i soccorsi: faceva il musicista e studiava Giurisprudenza

Aveva 27 anni, studiava Giurisprudenza all'Università di Padova e coltivava il sogno della musica. La sua vita si è spezzata nella notte tra martedì 14 e mercoledì 15 luglio sull'autostrada A4, nel tratto tra Brescia Est e Brescia Centro in direzione Milano. Abdoulaye Diop, originario del Senegal e residente a Mira, nel Veneziano, è morto dopo essere stato travolto da un'auto mentre cercava di recuperare alcuni effetti personali dalla sua Opel Corsa, rimasta ferma in carreggiata dopo un primo incidente.
L'incidente in cui è morto Diop
Secondo una prima ricostruzione, il giovane aveva urtato un camion senza riportare ferite gravi. L'impatto, però, aveva fatto finire la sua auto di traverso sulla terza corsia. Sceso dal veicolo per recuperare alcune delle sue cose, è stato investito da una Tesla sopraggiunta pochi istanti dopo. Trasportato in condizioni disperate all'ospedale Civile di Brescia, è morto intorno alle 3.30 nonostante i tentativi dei medici di salvargli la vita.
La passione per la musica
La notizia ha sconvolto la famiglia, partita nella notte nella speranza di poterlo riabbracciare ancora vivo, ma anche gli amici, i compagni di università e il mondo della musica indipendente che lo conosceva con i nomi d'arte "Uncle Nasty" e "Nasty Rabbit". Da tempo sperimentava sonorità e generi diversi, costruendosi un percorso artistico parallelo agli studi universitari.
Il ricordo di chi lo conosceva
Chi lo ha conosciuto, però, ricorda soprattutto il ragazzo. "Era uno studente che lasciava il segno", racconta Francesca Da Villa, insegnante di Discipline giuridiche ed economiche all'istituto Levi Ponti di Mira, dove Abdoulaye aveva studiato. "Era un giovane con grandi qualità, affettuoso, intelligente e profondamente legato ai valori della giustizia. Mi aveva chiesto consigli su come proseguire gli studi perché amava la mia materia".
Proprio quella passione lo aveva portato a iscriversi a Giurisprudenza, dove era ormai arrivato all'ultimo anno. "Quando era mio studente stava ancora cercando la sua strada – ricorda la docente – ma ero certa che l'avrebbe trovata".
Anche il sindaco di Mira, Marco Dori, ha voluto ricordarlo, sottolineando il vuoto lasciato dalla sua scomparsa. Un ragazzo che, tra l'università, la musica e i progetti per il futuro, si stava affacciando alla vita e che è morto in un tragico incidente mentre tentava semplicemente di recuperare le proprie cose dall'auto rimasta ferma sull'autostrada.