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A Milano sarà ridotto il limite di velocità: si circolerà massimo a 30 chilometri orari

La misura è allo studio del Comune di Milano, insieme l’ipotesi di far pagare il parcheggio ai residenti con la seconda auto e di aumentare il prezzo per l’ingresso nell’Area C.
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Il Comune di Milano continua a cercare tutte le possibili soluzioni per fare un po' di cassa e, così, chiudere il bilancio di previsione per il 2023. Se da un lato ipotizza di voler introdurre il pagamento dei parcheggio residenti (quelli con le strisce gialle) a chi ha la seconda auto, dall'altro sta valutando di ridurre in tutta la città il limite massimo di velocità a trenta chilometri orari.

Il limite di velocità

L'idea allo studio di Palazzo Marino sarebbe quella di ridurre la velocità massima consentita nelle strade cittadina a trenta chilometri orari. Una prescrizione che, in realtà, è già in vigore in molte vie dalla città, ma che ora Beppe Sala vorrebbe estendere a tutta la rete stradale cittadini.

La discussione su questa proposta sarà discussa in Consiglio già a gennaio, in quanto fra le varie misure allo studio è quella più facile da realizzare, anche perché troverà minori resistenze interne alla maggioranza e, forse, pure dall'opposizione. Non a caso si sono già dichiarati favorevoli consiglieri comunali.

"Anche in questo caso, – spiega Marco Mazzei, consigliere comunale della Lista Sala – bisognerà dare del tempo ai cittadini prima di introdurre la misura. Come successo già in altre città. La logica, però, sarà quella di estendere davvero la zona 30 a tutta la città, con alcune eccezioni che dovranno essere studiate. È un provvedimento che può essere attuato quasi a costo zero".

L'aumento di Area C

Creerà, invece, mentre molto più dibattito l'idea di aumentare il costo per entrare all'interno dell'Area C di Milano. Il ticket attualmente costa, infatti, già 5 euro e la preoccupazione della Giunta è che un aumento del prezzo rischierebbe di essere controproducente, in quanto diminuirebbero troppo gli accessi.

Non si tratta, quindi, di misure volte a tutelare l'ambiente e le condizioni di vita nella città, ma unicamente a rimpinguare un po' le casse del Comune di Milano, che intanto è stato bocciato dalla Corte dei conti per la gestione dei fondi del Pnrr.

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