Almeno tre morti. Altri tre migranti sono stati salvati. Una ventina i dispersi. Questo è il bilancio, provvisorio, di un naufragio avvenuto a 50 km dalle coste di Tripoli. Un gommone con una ventina di persone a bordo, in precarie condizioni, è stato avvistato nel pomeriggio da un aereo della Marina militare italiana. Il velivolo ha quindi lanciato due zattere in mare e ha lasciato l’area per mancanza di carburante. Un elicottero della nave Duillio ha poi recuperato un naufrago in mare e due sulle zattere in ipotermia. Altre tre persone, invece, sono state viste in mare senza alcun apparente segno di vita, secondo quanto comunicato dalla stessa Marina. L’elicottero è poi nuovamente decollato per l’evacuazione medica dei tre naufraghi che sono partiti verso Lampedusa e sono considerati in serie condizioni.

L’intervento viene coordinato dalla Guardia costiera libica e il Centro di coordinamento di Tripoli ha dirottato un mercantile liberiano nella zona del naufragio. Sono tutt’ora in corso le ricerche degli altri naufraghi di cui non si hanno, ad ora, notizie: “Le ricerche continuano sotto il coordinamento del Libyan Rescue Coordination Center, che ha assunto la responsabilità del soccorso e dirottato sulla scena d'azione un mercantile di bandiera liberiana, con il supporto del P 72 e dell'elicottero di nave Duilio al rientro da Lampedusa. Nave Duilio intanto continua supporto alle ricerche”, fa sapere la Marina.

La notizia dell’affondamento del barcone a nord della Libia era stata riportata poco prima dalla nave della Ong Sea Watch: “Di ritorno da un volo di ricognizione, Moonbird (l'aereo dell'ong Sea Watch, ndr) ha intercettato via radio un avvistamento da parte di un velivolo italiano di un gommone parzialmente affondato”. A bordo ci sarebbero circa “25 persone e altre già in acqua”, secondo le prime informazioni che aveva fornito l’Ong. “Un mercantile si trovava nelle vicinanze, ma non risulta un intervento”, comunicavano ancora da Sea Watch. Che avrebbe chiamato l’Mrcc Italia che “rifiuta di dare informazioni” spiegando che è la Libia a seguire il coordinamento e il caso. “Tuttavia – comunica ancora Sea Watch – la comunicazione con gli ufficiali libici risulta impossibile in nessuna delle seguenti lingue: inglese, francese, italiano, né arabo”.

Salvini: ‘Finché porti aperti scafisti continuano a uccidere'

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha commentato su Twitter quanto avvenuto oggi in mare: "Altri morti al largo della Libia. Finché i porti europei rimarranno aperti, finché qualcuno continuerà ad aiutare i trafficanti, purtroppo gli scafisti continueranno a fare affari e a uccidere".