"Mi pagano lo stipendio gli italiani per risolvere i problemi e contrastare il crimine. I reati sono calati, gli sbarchi anche, ho messo soldi per l'assunzione di forze dell'ordine. Se risolvo problemi e lo faccio da Marte o dal ministero cosa cambia?". Matteo Salvini ha risposto così a chi lo accusa di essere poco presente al ministero dell'Interno. "Di fare il ministro sigillato 15 ore in ufficio – ha aggiunto il leader della Lega – non ho voglia. Incontro sindaci, imprenditori, agricoltori. E porto in dote numeri che dicono che il Paese è più sicuro". Il vicepresidente del Consiglio ha sottolineato che potrebbe restare "in ufficio a guardare Sky", ma preferisce concentrarsi sul "garantire un Paese più sicuro per gli italiani". Poi, in risposta alle polemiche degli ultimi giorni, ha annunciato: "Ora vado al Viminale e mi faccio una foto, così a Repubblica sono contenti e io posso continuare a fare il mio lavoro".

La polemica a cui si riferisce il ministro dell'Interno è nata da una ricostruzione della Repubblica, secondo cui Matteo Salvini sarebbe stato presente al Viminale solo 17 giorni dall'inizio dell'anno. Infatti il vicepresidente del Consiglio ha viaggiato per 211 tappe in tutta Italia, a partire dal 1 gennaio, quando si trovava a Bormio. Tra eventi, comizi elettorali e manifestazioni Salvini è stato per 95 giornate piene su 134 lontano dal suo ministero, mentre per 22 volte è stato al Viminale solo per parte della giornata. Facendo un rapido calcolo percentuale si può elaborare il tasso di assenteismo del ministro dell'Interno, pari al 70% nel 2019. Mentre Matteo Salvini prosegue il suo tour elettorale, tra una contestazione con uno striscione e un'altra con un selfie trappola, le chiavi del Viminale sono in mano a Matteo Piantedosi, capo del Gabinetto scelto personalmente dal numero uno della Lega e delegato in sua assenza.