"Non mi sostituisco ai giudici ma mi risulta che ci siano più elementi di irregolarità nella Sea Watch: col mare in tempesta invece di andare in Tunisia sono venuti in Italia. Quanto meno strano". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Interni Matteo Salvini, intervenendo a ‘Porta a Porta', rispetto all'ipotesi del possibile sequestro della nave. L'ong si è già smarcata dalle accuse. Anche il procuratore Fabio Scavone, ha già chiarito che il comandante della Sea Watch 3 non risulta indagato per i suoi spostamenti in mare dalla Procura di Siracusa.

A proposito dell'accordo stretto con gli altri otto Paesi Ue per la suddivisione dei 47 migranti Salvini ha detto: "Ne prenderemo uno. Sono contento, problema risolto, missione compiuta, la linea ferma ha convinto l'Europa", ha aggiunto sorridendo il vicepremier. "Si dichiarano tutti diciassettenni, verificheremo. Ho difeso i confini di questo Paese, l'ho fatto e lo continuerò a fare. Stiamo verificando con il ministro delle Infrastrutture chi far entrare e chi no, per verificare se ci saranno altri trafficanti di esseri umani".

Nel pomeriggio il vicepremier leghista aveva già fatto sapere che il suo dicastero è "al lavoro per risolvere definitivamente il problema, sigillando le acque territoriali italiane alle navi sgradite come quelle delle Ong. Mentre gli altri chiacchierano e denunciano, rivendico la linea della fermezza e l'obiettivo raggiunto". Il titolare del Viminale ha sottolineato poi che gli altri Paesi Ue hanno deciso di collaborare, mentre "ai tempi del Pd l'Italia accoglieva tutti senza fiatare".

Per quanto riguarda invece il caso di nave Diciotti, su cui Salvini ha cambiato idea dicendo di non volersi fare processare, ha ribadito: "Avevo avvertito della lettera al ‘Corriere della Sera' la Presidenza del Consiglio e il vicepremier Di Maio. Io ero tranquillo. Ma tutti gli amici mi hanno detto che il processo sarebbe stata un'invasione di campo senza precedenti. Il Senato dovrà dire se l'ho fatto per interesse pubblico o mio capriccio personale. È stato un atto politico che rifarei: ho agito da ministro, mica da milanista…".

Riferendosi al voto in Senato per l'autorizzazione a procedere ha detto: "Ognuno voti secondo coscienza: mi sorprende che con le tante cose che ci sono da fare in Sicilia si lavora su un atto politico che rifarei. Chi ha letto le carte sa cosa è successo, che è stato un atto politico. Lascio ai M5s la loro scelta, ma penso che voteranno di conseguenza, avranno le idee chiare". Poi ha commentato le parole di Silvio Berlusconi: "Non ci sarà alcuna crisi di governo, quindi non mi pongo il problema. Un conto sono le scelte locali, un altro le scelte nazionali: non c'è nessun sondaggio, neanche quello più allettante, che mi possa spingere a far cadere questo governo. Ho una parola sola". 

Sulla Tav il ministro ha ripetuto la posizione della Lega: "Non ho visto lo studio, rispetto il lavoro del ministro Toninelli: parlando con i tecnici si può aggiornare l'opera. Ci sono spese che possono essere eccessive, come la mega stazione di Susa, ma l'Italia non può essere isolata in Europa".