16 aprile 10:47 Salvini: “Di Maio giudica il centrodestra unito un danno, il M5S rispetti gli elettori”

 "Quello che Di Maio giudica un danno, il centrodestra unito, è quello che gli elettori hanno premiato col voto il 4 marzo: chiedo al MoVimento 5 stelle di avere rispetto per gli elettori". Così Matteo Salvini, nella sua prima tappa del tour elettorale in Molise, replica a muso duro al capo politico M5s. "Come io dico che non esistono partiti pericolosi o elettori pericolosi chiedo che tutti gli altri facciano lo stesso", aggiunge.

E sull'appuntamento elettorale del 22 aprile in Molise dice: "Ogni voto conta: noi pensiamo che da queste regionali possa venire un segnale nazionale di chiarezza e di cambiamento". E rivolto al leader pentastellato, secondo il quale il voto non ha valenza nazionale, risponde: "Mette le mani avanti. Pensava di avere già la vittoria in tasca qui in Molise e invece è testa a testa".

Salvini risponde anche alle dichiarazioni di Calenda: "Io dialogo con tutti, ma l'unico punto fermo è che con il Pd non si può fare nulla. A Calenda dico, mamma mia! Un governo con chi ha approvato la Fornero o vuole gli immigrati che cosa potrebbe fare?". E poi ribadisce: "Leggo di ammucchiate, di governo di tutti che a noi non va bene. Se tutti la smettessero di litigare e avessero il nostro senso di responsabilità si potrebbe partire".

Salvini è intervenuto anche sulla crisi in Siria: "Noi siamo rispettosi delle alleanze, ma a chi ci chiede favori economici e geopolitici rispondiamo: "no grazie"". Così il leader della Lega risponde al cronista che gli chiede se un suo ipotetico futuro governo sarebbe disposto, come richiesto oggi da Trump, a un impegno dell'Italia in Siria. "Noi non siamo il tipo di persone a cui citofonare dopo che tutto quanto è accaduto. Quando si decide di usare i missili – conclude Salvini – vorrei avere chiaro il perché".

16 aprile 10:16 Pinotti: “Prima di Maio era anti-Nato, oggi il M5S sostiene gli alleati”

"Nel post campagna elettorale abbiamo assistito a molte modifiche di posizioni rispetto al passato: ora Luigi Di Maio dice che l'Italia è parte di determinate alleanze e della Nato, ma in passato M5S aveva portato in parlamento la proposta di lasciare la Nato". Lo ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti al programma Circo Massimo su Radio Capital. Pinotti ha poi spiegato di non ritenere un pericolo Matteo Salvini al governo "perché dice che non ha intenzione di cambiare alleanze".

Poi aggiunge: "Non vedo il rischio di un'escalation in Siria. Due giorni fa mi ha telefonato la ministra della Difesa francese Florence Parly e mi ha detto che l'attacco era circoscritto e non è l'inizio di altri raid. Comunque, se dovesse essere chiesto l'utilizzo delle nostre basi valuteremo".

E sul ruolo che il Pd deve giocare nella partita di governo ha detto: "È sbagliato immaginare che i voti dati dagli elettori al Pd siano congelati. Si è parlato impropriamente di Aventino: il Pd non deve solo continuare a guardare, abbiamo delle responsabilità. Ma – ha sottolineato il ministro – esiste anche l'esito delle elezioni. Ci sono forze che hanno avuto molti consensi e ora hanno le responsabilità. Il Pd deve stare sui contenuti".

Commentando poi la proposta avanzata dal ministro Carlo Calenda, in un'intervista oggi a Repubblica, Pinotti ha osservato: "non credo sia una proposta che possiamo avanzare noi, cioè che il Pd debba farsi promotore di un governo del tutti dentro".

16 aprile 10:02 Calenda: “No a governo Lega, M5S e Pd, ma ci vuole esecutivo di transizione appoggiato da tutti”

Carlo Calenda (Pd), ministro dello Sviluppo economico uscente rilascia un'intervista a Repubblica, che titola: "È emergenza governo di transizione con Pd, M5S e Lega". Ma Calenda aggiusta il tiro: "Il titolo dato a Repubblica alla mia intervista è totalmente fuorviante. Basta leggere le risposte per comprendere che non ho mai auspicato un patto tra M5S, Pd e Lega che personalmente considererei un grave errore", dice Calenda. "Sostengo invece che data la situazione di stallo e il peggiorare delle crisi internazionali occorrerebbe proporre un Governo di transizione appoggiato da tutte le forze politiche e una commissione bilaterale per rimettere mano alla legge elettorale e alle altre riforme incompiute".

Secondo Calenda ci vuole un esecutivo "che risolva tre questioni fondamentali: la possibilità di formare esecutivi stabili in un sistema politico tripolare, il rapporto tra autonomia delle regioni e interesse nazionale, i tagli ai costi della politica e soprattutto la trasparenza nella gestione dei partiti".