in evidenza 10 ottobre 15:35 Siria, già 60mila sfollati dopo un giorno di guerra con la Turchia

Sono già più di 60mila gli sfollati in Siria in meno di 24 ore, a seguito del lancio dell'offensiva militare della Turchia ieri contro una milizia curda nel nordest della Siria. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani. "Da mercoledì oltre 60mila persone sono state costrette a spostarsi, fuggendo dalle zone alla frontiera con la Turchia, in particolare le zone di Ras al-Ain e Derbassiye", ha riferito l'Osservatorio, precisando che gli sfollati si dirigono verso dei territori più a est, verso la città di Hassake.

11 ottobre 22:14 Newsweek: “I turchi bombardano per sbaglio forze speciali Usa”

Le forze turche impegnate nell'offensiva contro i curdi nel nord della Siria avrebbero bombardato per sbaglio uomini delle forze speciali statunitensi presenti nell'area. Lo riporta Newsweek citando fonti dell'intelligence curdo-irachena e un alto funzionario del Pentagono. Le forze Usa, una compagnia formata da 50 a 100 uomini, stavano operando sulla collina di Mashtenour nella città di Kobane e sarebbero state raggiunte da colpi di artiglieria sparati dalle postazioni turche, nonostante Ankara dovrebbe sapere dove si trovano truppe americane.

11 ottobre 19:28 ONU: “Centomila sfollati dall’inizio dell’invasione nel nord della Siria”

Sono quasi 100 mila gli sfollati messi in fuga dalle loro case dall'inizio dell'offensiva turca nel nord della Siria. Lo hanno reso noto le Nazioni Unite. Oltre all'esodo dei civili, l'Onu ha avvertito che cominciano a registrarsi conseguenze umanitarie: una stazione di approvvigionamento dell'acqua che rifornisce 400 mila persone nella città di Hasakè ha cessato di funzionare.

11 ottobre 19:18 I curdi: “A causa della Turchia fuggiti da una prigione cinque miliziani dell’Isis”

Almeno cinque miliziani dell'Isis sono fuggiti a seguito dei raid compiuti nelle scorse ore dall'aviazione turca contro una prigione di jihadisti sorvegliata dai curdi nella zona di Qamishli, nel nord-est della Siria. Lo riferiscono le autorità curde locali.

11 ottobre 17:51 Di Maio: “Bene che gli USA chiedano alla Turchia di fermare l’attacco”

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è nuovamente intervenuto sull'attacco turco in Siria. "Credo che l'azione turca sia inaccettabile perché unilaterale". Il leader del Movimento Cinque Stelle ha poi affermato: "Sono contento che anche gli Usa chiedano alla Turchia di fermarsi, per me l'Europa deve reagire con una sola voce e questa non può prevedere di continuare a elargire ulteriori risorse alla Turchia senza pretendere un comportamento corretto dal punto di vista istituzionale".

11 ottobre 17:44 Guerra in Siria, la Turchia bacchetta l’Ue: “Non prendiamo lezioni sulla lotta all’Isis”

"Chi evita persino di rimpatriare i suoi cittadini che sono terroristi foreign fighter non ha il diritto di dare lezioni alla Turchia sulla lotta all'Isis": è quanto contenuto nel messaggio inviato a Bruxelles da Ankara attraverso un comunicato del ministero degli Esteri turco. La Turchia respinge così le accuse dei Paesi occidentali, in riferimento in particolare ai jihadisti europei detenuti dai curdi in Siria. Intanto, mentre continuano gli attacchi contro i curdi, è salito a 342 il numero dei "terroristi neutralizzati" (cioè uccisi, feriti o catturati) a 48 ore dall’inizio dell’operazione militare della Turchia nel nord-est della Siria. Lo riferisce la Difesa di Ankara, che indica come "terroristi" i miliziani curdi dell’Ypg/Ypj.

11 ottobre 17:12 Siria, autobomba nella città curda di Qamishli al confine con la Turchia: “Diverse vittime”

Autobomba esplosa a Qamishli (Getty).
in foto: Autobomba esplosa a Qamishli (Getty).

Un'autobomba è esplosa questo pomeriggio davanti ad un ristorante di Qamishli, nella zona sotto il controllo curdo del nord della Siria, a est rispetto all'area in cui la Turchia ha avviato la sua operazione militare, e tra le città più popolose dell'area. Lo riferiscono le autorità locali curde, secondo le quali ci sarebbero "diverse vittime". Un primo bilancio, non confermato ufficialmente, parla di un morto e diversi feriti tra i civili, ma si attendono conferme.

11 ottobre 16:33 Siria, gli Usa: “La Turchia fermi gli attacchi o ci saranno gravi conseguenze”

Mentre continuano gli attacchi turchi in Siria, gli Usa sono intervenuti affinché Ankara mediti una tregua. "Li incoraggiamo a porre fine alle azioni militari contro i curdi nel nord-est della Siria – ha fatto sapere il Pentagono in una nota – questa incursione rischia di creare gravi conseguenze per la Turchia". Anche il presidente Donald Trump su Twitter aveva ipotizzato una mediazione Usa per un'intesa tra turchi e curdi. "Si sono combattuti l'un l'altro per 200 anni – ha scritto l'inquilino della Casa Bianca – ora abbiamo una di tre scelte: inviare migliaia di soldati e vincere militarmente, colpire la Turchia molto duramente con le sanzioni oppure mediare un accordo tra Turchia e curdi".

11 ottobre 15:38 Guerra in Siria, l’ambasciatore turco: “Delusi dall’Italia, stiamo difendendo confine Ue”

"Siamo scioccati e delusi dalle dichiarazioni del governo italiano". È la dichiarazione rilasciata dall'ambasciatore turco in Italia, Murat Salim Esenli. Con l'operazione militare nel nord della Siria, "stiamo difendendo le frontiere turche, ma anche quelle della Nato e dell'Ue, e vogliamo ricordare questi aspetti a tutti i nostri alleati", ha sottolineato, rispondendo così a distanza al ministro degli Esteri Luigi Di Maio e al premier Giuseppe Conte che avevano giudicato inaccettabili i ricatti del presidente turco Erdogan di scatenare una invasione di migranti in Europa. Intanto, proprio Bruxelles sarebbe pronta a sanzionare Ankara. Ad annunciare il piano è stata la viceministra per gli Affari europei francese, Amelie de Montchalin, ai microfoni di France Inter, sottolineando che "non si può rimanere impotenti di fronte a una situazione scioccante per i civili, per le forze siriane per 5 anni al fianco della coalizione anti-Isis, ma soprattutto per la stabilità della regione", mentre Tusk ha ribadito che "non accetteremo che i rifugiati siano usati come arma per ricattarci".

11 ottobre 15:21 Siria, gli sfollati dopo le bombe turche salgono a 64mila: “11 morti, 6 sono minorenni”

La situazione in Siria dopo l'attacco delle forze turche peggiora di minuto in minuto. A confermarlo a Fanpage.it è Cecilia S., 23enne studentessa di medicina all'Università di Firenze, che si fino a ieri si trovava nel Rojava, la Federazione Democratica della Siria del Nord amministrata dai curdi. "Affronto la mia crisi dopo essere uscita dalla Siria. Ieri sera sono arrivata nel Kurdistan iracheno – ha detto -. Alle 10 di ieri sera, secondo l'ultimo rapporto di Heyva Sor a Kurd, organizzazione locale che dal 2012 è impegnata nella ricostruzione del sistema sanitario insieme ai comitati della salute cittadini, i morti sono 11, con 6 vittime sotto i 18 anni e un bambino di 11. Trentasei sono i feriti, di cui 26 in condizioni gravi. L'ospedale di Sere kaniye è fermo, così come quello di Tell Abiad e gli attacchi nella regione hanno portato ad una grave crisi di acqua". Stando ai dati riportati dalla studentessa italiana "si registrano 64mila sfollati, secondo le stime dell'organizzazione Unhcr. Gli sfollati si stanno sfollando verso le regioni di Temir e Azak e alla frontiera chi può va verso il Kurdistan iracheno dove hanno preso alcuni villaggi".

11 ottobre 12:14 Ministro Amendola: “La Turchia si fermi, basta vittime innocenti in Siria”

Ai microfoni di Fanpage.it il ministro per gli Affari Europei Enzo Amendola parla dell’azione della Turchia in Siria e della posizione del governo italiano: “C’è da anni una vera tragedia in corso, con milioni di profughi e centinaia di migliaia di cittadini vittime di questa guerra civile. La Siria non merita che questo destino continui, l’entrata unilaterale della Turchia non va nel senso della pace, l’unica soluzione è politica, nel marchio delle Nazioni Unite.

11 ottobre 12:03 Putin: “Rischio di fuga per i miliziani dell’Isis”

In seguito all'operazione militare della Turchia nel nordest della Siria vi è il rischio che i miliziani dell'Isis lì detenuti "possano fuggire". "Non sono sicuro che Ankara possa prendere il controllo della situazione". Lo ha detto Vladimir Putin nel corso del summit dei capi della CSI ad Ashgabat.

11 ottobre 11:42 Siria, ambasciatore Turchia: “Siamo scioccati e delusi dall’Italia”

 "Siamo scioccati e delusi dalle dichiarazioni del governo italiano", perché "non è ciò che ci aspettiamo da un alleato" e "lo siamo egualmente per altri Paesi alleati". Lo ha detto l'ambasciatore di Turchia in Italia, Murat Salim Esenli, in conferenza stampa all'ambasciata a Roma. "L'Italia per noi è un partner strategico e per questo abbiamo aspettative e abbiamo consultazioni politiche regolari, a livello ministeriale e di segretari generali", ha spiegato. "Spero che il governo dell'Italia, ad alti livelli, capisca da dove veniamo" e "perché stiamo facendo quest'operazione"

11 ottobre 09:45 Francia: “Sul tavolo Ue sanzioni alla Turchia”

"La possibilità di imporre sanzioni alla Turchia è sul tavolo e l'Ue ne discuterà al Consiglio europeo della settimana prossima": lo ha ammesso oggi, ai microfoni di France Inter, la viceministra per gli Affari europei francese, Amelie de Montchalin. La de Montchalin ha aggiunto che "non si può rimanere impotenti di fronte a una situazione scioccante per i civili, per le forze siriane per 5 anni al fianco della coalizione anti-Isis, ma soprattutto per la stabilità della regione".

11 ottobre 08:43 D’Alema: “Erdogan sta bombardando i nostri valori, e l’occidente sta abbandonando i curdi”

"In Siria è in gioco l'autorevolezza delle grandi democrazie e del mondo occidentale. E purtroppo non si può contare sugli americani, che sono nelle mani di una leadership il cui grado di credibilità ormai è vicino allo zero. Questo accresce la responsabilità degli europei". Lo dice l'ex presidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, intervistato da ‘La Stampa'. D'Alema prova "vergogna", perché l'occidente sta abbandonando i curdi. "Sono stati loro in prima linea contro l'Isis, hanno quindi difeso noi, la nostra sicurezza. Ma rappresentano anche un'esperienza singolare di democrazia, di tolleranza, di eguaglianza tra uomini e donne. Quello che Erdogan vuole cancellare è ciò che di più simile ai nostri valori esiste in quella parte del mondo. Erdogan sta bombardando i nostri valori, non solo i curdi". D'Alema è deluso anche dalla Nato: "Conosco Stoltenberg, era il leader laburista norvegese, ma la sua dichiarazione sulla Turchia è imbarazzante. Ho provato un sentimento di vergogna. Ha chiesto una reazione ‘proporzionata', un aggettivo che ha senso se un Paese viene aggredito e gli si chiede di reagire senza esagerare. Ma la Turchia non è stata aggredita da nessuno".

11 ottobre 08:32 Di Maio: “Condanniamo ogni tipo di intervento militare, il popolo siriano ha sofferto abbastanza”

"Condanniamo con forza ogni tipo di intervento militare perché rischia di pregiudicare gli sforzi della coalizione anti Isis. La soluzione della crisi siriana non può passare attraverso l’uso delle armi, ma attraverso dialogo e diplomazia. Il popolo siriano ha già sofferto abbastanza". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un'intervista a Repubblica. "Sugli accordi presi in passato per il blocco dei flussi dei migranti in Turchia avevamo già sollevato perplessità e non eravamo noi al governo. Lunedì sarò in Lussemburgo e chiederò che l’Europa agisca con una sola voce", ha aggiunto il ministro, sottolineando che "La Ue non può accettare ricatti e spero che nessuno Stato membro si faccia latore di questo ricatto", in riferimento alla minaccia Di Erdogan di invadere l'Europa di profughi in caso la Ue tenti di ostacolarlo.

11 ottobre 07:57 Siria, ucciso il primo soldato turco

 Il ministero della Difesa di Ankara ha annunciato che è stato ucciso il primo soldato turco dall'inizio delle operazioni della Turchia nel nord-est della Siria. Altri tre sono rimasti feriti. Ieri le forze curdo-siriane avevano dichiarato che cinque militari turchi erano stati uccisi nelle ultime ore.

10 ottobre 22:59 Siria, Conte: “Si rischiano migliaia di foreign fighters. Ma priorità è la popolazione curda”

Il premier Giuseppe Conte è intervenuto ancora sulla guerra in Siria dalla trasmissione Piazza Pulita in onda questa sera su La7. "Migliaia di foreign fighters sotto il controllo dei curdi rischiano di essere liberati. Quindi paradossalmente anziché risolvere la questione dei terroristi la può aggravare ancora di più", ha detto il presidente del Consiglio che ha anche sottolineato che la "priorità al momento è risparmiare sofferenze alla popolazione curda. Bisogna ribadire con forza che l'Unione Europea non può cedere al ricatto di rimanere esposta alla dispersione dell'ingente numero di profughi siriani che sono in Turchia pur di acconsentire a questa iniziativa militare".

10 ottobre 22:20 Guerra in Siria, l’appello delle organizzazioni umanitarie: “Basta bagni di sangue”

Preoccupazione per la situazione in Siria, dopo i bombardamenti della Turchia, è stata espressa dalle organizzazioni umanitarie: Amnesty international, Save the Children e altre 14 agenzie internazionali hanno fatto sentire la loro voce di fronte ad un altro possibile massacro nel Paese mediorientale, dopo oltre otto anni e mezzo di guerra. "Chiediamo a gran voce a tutte le parti coinvolte di fermare l’escalation delle violenze e di assicurare in ogni modo possibile la protezione e la sicurezza delle migliaia di bambini, e delle loro famiglie, già sfiniti da una guerra che dura ormai da più di otto anni e la cui vita da oggi è ulteriormente a rischio", sono le parole di Filippo Ungaro, portavoce di Save the Children, per il quale in grave pericolo, inoltre, più di 9mila bambini, di oltre 40 nazionalità diverse, che attualmente vivono in condizioni già precarie in tre campi sfollati presenti nell'area e che rischiano di perdere la vita se le operazioni belliche dovessero portare a un'interruzione degli aiuti umanitari.

10 ottobre 19:51 Siria, il premier Conte: “Inaccettabile il ricatto sui profughi del presidente turco Erdogan”

"L'Ue deve muoversi con una sola voce, non è accettabile questa iniziativa unilaterale, rischia di esser controproducente, di destabilizzare l'intero quadrante già compromesso. Non possiamo accettare che ci possa essere un ricatto tra l'accoglienza fornita dalla Turchia ai rifugiati, meritevole ma con fondi europei, e l'offensiva" in Siria. Lo ha dichiarato il premier Giuseppe Conte in relazione alle frasi pronunciate oggi dal presidente turco Erdogan, che ha minacciato i leader europei: se continueranno a condannare l’incursione dell'esercito di Ankara contro le milizie curde definendola un’occupazione, la Turchia aprirà le porte e lascerà passare milioni di rifugiati.

10 ottobre 17:05 Siria, Di Maio convoca l’ambasciatore turco: “Offensiva in Siria inaccettabile”

L'Italia interviene sulla questione mediorientale: il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha convocato l'ambasciatore turco nel nostro Paese, disponendone la convocazione alla Farnesina, a seguito delle iniziative militari di Ankara nella Siria nord-orientale. Lo ha reso noto proprio la Farnesina aggiungendo che, nel riaffermare l'importanza della cessazione di ogni azione unilaterale, l'Italia ribadisce che l'unica strada percorribile per una soluzione duratura alla crisi siriana è rappresentata dal processo politico in corso sotto gli auspici delle Nazioni Unite.

La convocazione arriva dopo che, nelle prime ore del pomeriggio di giovedì, Di Maio aveva preannunciato che il prossimo lunedì, al consiglio dei ministri degli Affari esteri europei, l’Italia ha intenzione di chiedere "di agire con una sola voce anche attraverso l’utilizzo di misure nei confronti della Turchia che l’invitino a tornare indietro rispetto all’offensiva che ha deciso di muovere". Il numero uno della Farnesina ha anche aggiunto che "come governo pensiamo che sia inaccettabile, la condanniamo e rischia di compromettere la lotta al terrorismo. Le azioni di forza e le azioni militari nel passato hanno fatto soltanto proliferare il terrorismo".

10 ottobre 16:18 Siria, Trump: “La Turchia deve bombardare secondo le regole”. Macron: “Così si aiuta l’Isis”

"Seguo la situazione da vicino. E se non agirà secondo le regole la Turchia sarà colpita molto duramente finanziariamente e con delle sanzioni". Queste le parole di Donald Trump che è tornato a parlare della crisi mediorientale, lanciando un avvertimento ad Ankara impegnata nell'offensiva contro i curdi nel nord della Siria. All'inquilino della Casa Bianca ha risposto a distanza il presidente francese Emmanuel Macron, secondo il quale "l'offensiva della Turchia nel nord della Siria "rischia di aiutare l'Isis a ricostruire il suo Califfato". Macron, nel corso di una conferenza stampa tenuta a Lione, ha anche condannato "con la più grande fermezza l'offensiva militare unilaterale in Siria", invitando il governo di Ankara a "porvi fine il più rapidamente possibile".

10 ottobre 16:09 Siria, colpi di mortaio curdi verso la Turchia: tra i morti un bambino di 9 mesi

Il dolore di un padre che ha perso i suoi cari a Idlib.
in foto: Il dolore di un padre che ha perso i suoi cari a Idlib.

Almeno due civili, di cui uno è un bimbo rifugiato siriano di 9 mesi, sono rimasti uccisi nelle provincia frontaliera turca di Sanliurfa da razzi e colpi di mortaio sparati dalle zone sotto controllo curdo nel nord della Siria, in risposta all'offensiva militare lanciata ieri da Ankara. Il piccolo è stato identificato come Muhammad Omar, mentre l'altro civile ucciso è Cihan Gunes, funzionario turco dell'ufficio delle imposte di Akcakale, una delle città di frontiera da cui è partita ieri l'offensiva turca. Il totale dei feriti per questi attacchi è così salito ad almeno 46, secondo quanto rende noto la prefettura locale.

10 ottobre 14:48 La Turchia all’ONU: “Nostra azione proporzionata, misurata e responsabile”

La Turchia, in una lettera inviata al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, ha dichiarato che la sua operazione militare nel nord della Siria sarebbe "proporzionata, misurata e responsabile". "L'operazione prenderà di mira solo terroristi e i loro nascondigli, rifugi, armi ed equipaggiamenti", si legge ancora nel documento, di cui l'ANSA ha avuto visione, precisando che vengono "adottate tutte le precauzioni per evitare danni collaterali alla popolazione civile".

Nella missiva inviata da Ankara al Consiglio di Sicurezza Onu, si afferma che "i negoziati con gli Usa su una zona di sicurezza rimangono inconcludenti". Il Consiglio si riunirà oggi a porte chiuse per discutere della situazione in Siria su richiesta dei cinque membri europei (Gran Bretagna, Francia, Germania, Belgio e Polonia).

10 ottobre 14:29 Colpi di mortaio verso la Turchia, 18 feriti

Numerosi colpi di mortaio sono stati sparati dalle zone sotto controllo curdo in Siria verso le località frontaliere turche di Ceylanpinar e Akcakale, provocando almeno 18 feriti. Si tratta dei primi cittadini turchi rimasti colpiti dall'inizio ieri dell'offensiva di Ankara, partita proprio dalle località prese di mira dai curdi. Lo rendono noto le autorità locali.

10 ottobre 14:22 Siria, comandante curda: “Turchia attacca Rojava con jihadisti”

"Oggi la Turchia non attacca da sola al confine con il Rojava, ma con i jihadisti, con questi miliziani. Chiediamo come mai un Paese Nato possa attaccare con i jihadisti la coalizione che ha combattuto l'Isis. La Turchia può fare facilmente un genocidio, uccide tutti, bombarda tutti. Lanciamo un appello alla comunità internazionale per fermare gli attacchi e creare una zona cuscinetto in Siria". Lo ha dichiarato Dalbr Jomma Issa, una comandante delle milizie curde YPJ, in conferenza stampa alla Camera. "Purtroppo ieri sono avvenuti questi attacchi, e abbiamo le foto. La Turchia dice che attaccano zone militari, ma qui ci sono foto che mostrano che a loro non importa di civili e militari, uccidono tutti", ha dichiarato, mostrando alcune immagini stampate su un foglio. A margine, la comandante ha riferito che le forze curde hanno avuto notizie questa mattina di "un villaggio bombardato dai turchi e tantissime famiglie sono state uccise".

La comandante ha poi aggiunto: "L'idea di un intervento Onu può sicuramente aiutare. Da sempre abbiamo detto che vogliamo i caschi blu. Se le Nazioni unite riuscissero a mandare una forza tra noi e la Turchia e tra noi e il regime. Due possibilità possono fermare la guerra: o l'Onu realizza una ‘no fly zone' cuscinetto o può portare le forze delle Nazioni Unite. Ci sono tantissime dichiarazioni di diversi Paesi, alcuni hanno preso posizioni positive ma questo non basta a fermare la Turchia, chiediamo ai Paesi di prendere una nuova posizione per fermare la Turchia, non solo per condannare", ha affermato.

Dalbr Jomma Issa ha concluso: "Se qualcuno attacca il nostro Paese dobbiamo difenderci, siamo pronti, le nostre forze sono al confine combattendo, non lasceremo mai che le forze della Turchia superino i confini, ma la Turchia non ha iniziato operazioni a terra. Noi come forza democratica in Siria prima di tutto crediamo nella forza del nostro popolo per liberare quelle zone, ma abbiamo la speranza che la comunità internazionale fermi gli attacchi in Turchia con gli aerei. Il nostro problema è questo, non abbiamo modo di difenderci dagli attacchi aerei", ha spiegato. "L'America ha tante basi militari in Siria, soprattutto sul confine con la Turchia, e queste basi sono ancora lì ma sul confine gli Usa si sono ritirati", ha riferito la comandante. "Noi abbiamo un esercito enorme e tantissime armi, ma sempre sulla terra. Se l'America dovesse fornirci armi antiaeree significherebbe che gli Usa vogliono fermare la guerra, e crediamo che l'America non voglia farlo".

10 ottobre 13:33 Migliaia di curdi lasciano il nord della Siria dopo l’arrivo dei militari turchi

10 ottobre 13:30 Genova, imbrattato il portone del consolato turco

Proteste contro l'operazione  militare turca contro i curdi in Siria anche a Genova dove un gruppo di manifestanti ha imbrattato con vernice rossa il portone della sede del consolato turco. L'azione è avvenuta durante la notte. Oltre alla vernice per simboleggiare il sangue, sull'asfalto a terra è comparsa la scritta: "Rojava resiste". Ignoti gli autori del gestii, indaga la Digos del capoluogo ligure.

10 ottobre 13:22 Erdogan: “Il mondo stia sereno, elimineremo l’Isis”

Al mondo intero "voglio dare questa rassicurazione: Daesh (Isis) non sarà presente nella regione" della Siria nordorientale dopo l'operazione militare avviata dalla Turchia. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando ai leader provinciali del suo partito Akp. "Oggi ci chiedono cosa ne faremo dei membri di Daesh. Faremo quello che abbiamo fatto con i membri di Daesh già finiti sotto il nostro controllo: li terremo in galera o li manderemo nei Paesi d'origine, se questi li accetteranno", ha aggiunto Erdogan, riferendosi ai timori su possibili fughe di jihadisti detenuti nelle carceri curde a seguito dell'offensiva turca. Le forze democratiche siriane a guida curda hanno accusato l'esercito di Ankara di aver bombardato la scorsa notte una di queste prigioni nell'area di Qamishli.

Dura replica invece alle critiche arrivate da sauditi ed Egitto. "Non possiamo accettare le loro critiche all'operazione.  L'Arabia Saudita si guardi allo specchio. Chi ha bombardato finora lo Yemen? Prima rendete conto di questo. E anche tu, Egitto, non puoi parlare. Nel tuo Paese c'è un assassino della democrazia, come il presidente Abdel Fattah al Sisi" ha dichiarat ilo presidente turco Recep Tayyip Erdogan,

10 ottobre 13:02 Erdogan: “Uccisi 109 curdi. Se l’UE ci ostacolerà pronti a inviare 3,6 milioni di profughi”

A meno di 24 ore dall'inizio dell'operazione militare ‘Fonte di pace' nel nord-est della Siria, "109 terroristi sono stati uccisi" dai raid della Turchia. Lo ha reso noto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando ai leader provinciali del suo patrtito, l'Akp, e spiegando che il bilancio conta anche numerosi feriti, tutti consegnati alle forze armate turche o ai suoi alleati. Tra le vittime secondo la Mezzaluna Rossa ci sono anche 10 civili.  I villaggi, occupati dai miliziani locali cooptati da Ankara dell'Esercito siriano libero (Esl), sono quelli di Yabse e Tal Fander, che erano stati oggetto di bombardamenti turchi nelle scorse ore.

Erdogan ha poi aggiunto:  "Se l'Ue ci accuserà di occupazione della Siria e ostacolerà la nostra operazione militare, apriremo le porte a 3,6 milioni di rifugiati e li manderemo da voi". Il leader di Ankaraha accusato Bruxelles di non aver rispettato le "promesse", perché' non ha ancora trasferito la seconda tranche di 3 miliardi di euro di aiuti per la gestione dei rifugiati siriani, prevista dagli accordi, rivendicando che la Turchia avrebbe invece speso "40 miliardi di dollari". Erdogan ha anche rinnovato le critiche all'Ue per non aver accettato la Turchia come Paese membro. "Dal '63 fino a ora ci avete tenuti occupati", ha detto il presidente turco, riferendosi all'accordo di associazione che quell'anno ha stabilito le relazioni formali tra Ankara e le istituzioni europee.

 

10 ottobre 12:49 Mosca, promuoveremo il dialogo fra Ankara e Damasco

La Russia promuoverà il dialogo "tra Damasco e Ankara" alla luce dell'operazione turca in Siria. Lo ha dichiarato  il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. "Abbiamo motivi per credere che soddisferà gli interessi di entrambe le parti", ha affermato Lavrov. Allo stesso tempo la Russia "promuoverà i contatti tra Damasco e i gruppi curdi che rinunciano all'estremismo e alle tattiche terroristiche", ha affermato. Lo riporta Interfax.

La Russia desidera che le tensioni nel nord-est della Siria si attenuino il prima possibile sulla base del rispetto per la sovranità e l'integrità territoriale del Paese. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov sottolineando che i militari russi e turchi continuano "a comunicare". "Abbiamo una linea per la de-escalation, un canale di comunicazione regolare: i nostri militari si stanno parlando", ha detto. Lo riporta Interfax.

10 ottobre 11:57 I curdi: “Abbiamo respinto un nuovo attacco di terra turco”

Le Forze democratiche siriane (Fds) a guida curda hanno dichiarato di aver di nuovo respinto un "tentativo di incursione terrestre" dell'esercito turco a Ras al Ayn, dopo aver sostenuto lo stesso ieri sera rispetto a un'incursione a Tal Abyad, circa 120 chilometri più a ovest. Si tratta dei due punti d'accesso delle forze armate di Ankara e delle milizie arabe locali cooptate dalla Turchia per l'offensiva lanciata ieri nel nord-est della Siria. Secondo la nota delle Fds, l'attacco è stato fermato "sull'asse di Tal Halaf e Haluk", di fronte alla postazione frontaliera turca di Ceylanpinar.

10 ottobre 11:48 Di Maio alla Turchia: “Sospendere l’offensiva”

Come governo italiano "chiediamo al governo turco di cessare immediatamente l'offensiva perché non è assolutamente accettabile che si utilizzi la forza e che si continui a mettere a repentaglio la vita del popolo siriano. L'unica strada possibile da seguire è quella delle Nazioni Unite". Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a margine della Conferenza Italia – America Latina.

10 ottobre 11:41 La Turchia: “Non abbiamo colpito civili”

"Nella pianificazione ed esecuzione dell'operazione Fonte di Pace vengono presi di mira solo rifugi, ripari, postazioni, armi, mezzi ed equipaggiamenti che appartengono a terroristi del Pkk/Pyd-Ypg e di Daesh (Isis)". A scriverlo in una nota il ministero della Difesa di Ankara, respingendo così le denunce delle Forze democratiche siriane a guida curda di aver colpito "civili", uccidendone almeno 8.

10 ottobre 11:07 Turchia apre inchiesta per “propaganda terrore” verso i critici all’invasione in Siria

All'indomani dell'inizio dell'operazione militare contro le milizie curde nel nord-est della Siria, è scattata in Turchia la repressione interna contro i commenti ostili all'offensiva. La procura della capitale Ankara ha aperto stamani un'inchiesta per "propaganda terroristica" nei confronti dei co-leader del filo-curdo Hdp, terza forza nel Parlamento turco, i deputati Sezai Temelli e Pervin Buldan. Almeno altre 78 persone sono indagate per i loro post sui social media.

10 ottobre 09:35 Invasione in Siria, i curdi; “Abbiamo ucciso 5 soldati turchi”

"I curdi non hanno aiutato gli americani durante la Seconda Guerra Mondiale. Non ci hanno aiutati in Normandia, per esempio". Sono le parole pronunciate da Donald Trump per giustificare il tradimento del popolo curdo e la decisione di autorizzare l'invasione del nord della Siria da parte dell'esercito turco, un'operazione che – vista la sproporzione delle forze sul campo di battaglia – rischia di trasformarsi in un massacro per i combattenti curdi, da sempre in prima linea nella guerra allo Stato Islamico ma ance modello di progressismo per tutto il medio oriente, e non solo.

Il voltafaccia degli Stati Uniti potrebbe quindi consegnare intere aree del nordest della siria al controllo turco, paese che più volte è stato accusato di essere molto tollerante con i miliziani dell'Isis. "I curdi stanno combattendo per la loro terra", ha dichiarato Trump durante un evento organizzato alla Casa Bianca, aggiungendo che "non ci hanno aiutato durante la Seconda guerra mondiale. Non ci hanno aiutato in Normandia, ad esempio". Il Presidente degli Stati Uniti ha quindi affermato che, come americani, "abbiamo speso un mucchio di soldi per aiutare i curdi in termini di munizioni, in termini di armi, in termini di denaro, in termini di pagamenti". In ogni caso, "detto tutto questo, a noi piacciono i curdi", ma "ci sono diverse fazioni. Avete il Pkk, che è una fazione, e che ha lavorato con noi. Si tratta di un gruppo canaglia, ma ha lavorato con noi. Ma abbiamo speso tantissimo e loro stanno combattendo per la loro terra. Per cui quando dite ‘stanno combattendo per noi', sì. Loro stanno combattendo per la loro terra". La coalizione militare a guida Usa ha sostenuto militarmente e finanziariamente l'Ypg nell'ambito della lotta al sedicente Stato Islamico (Is) in Siria.

Nel frattempo stamattina il ministero della Difesa turco ha annunciato che le forze militari turche "hanno colpito finora 181 postazioni delle organizzazioni terroristiche nel nordest della Siria nel corso dell’Operazione Fonte di pace" iniziata ieri. Poco dopo l’annuncio di Ankara dell’inizio dell’offensiva di terra, il portavoce dell’SDF (le Forze Democratiche Siriane dominate dalle milizie curde YPG) Mustafa Bali ha detto dal canto suo su Twitter che "l’offensiva terrestre delle forze turche è stata respinta dai combattenti dell’SDF a Tal Abyad". Cinque militari turchi sarebbero stati uccisi.