
Verso il voto del 22 e 23 marzo sul Referendum sulla Giustizia 2026: i cittadini sono chiamati a esprimersi sulla riforma della giustizia varata dal governo Meloni e dovranno votare Sì, se vogliono confermarla, e No se vogliono bocciarla. Ultimo sprint di maggioranza e opposizioni a poche ore dal silenzio elettorale che scatterà domenica e lunedì. La segretaria del Pd Elly Schlein, ospite del Tg La7, accusa Meloni di strumentalizzare i casi di cronaca per attaccare la magistratura e insiste sul caso Delmastro: "Dice chi sbaglia paga, per Delmastro non vale?". La premier replica: " Ci parlerò, se la questione fosse più ampia la giustizia farà il suo corso".
Non è previsto il quorum al Referendum sulla Giustizia 2026
Al referendum sulla giustizia non è previsto un quorum. Non servirà raggiungere una soglia minima (il 50%+1) di partecipanti al voto. Il risultato sarà comunque valido a prescindere da quanti andranno a votare. Passerà chi, tra il Sì o il No, prenderà più voti.
Cosa prevede la riforma della giustizia
La riforma della giustizia introduce la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri e divide in due organi separati il Consiglio superiore della magistratura (uno per i pm e uno per i giudici). Cambia anche il metodo di selezione dei membri. Non saranno eletti ma sorteggiati: una parte tra i magistrati, un'altra da un elenco di avvocati e professori nominati dal Parlamento. Altra novità, l’Alta corte disciplinare, un organo formato da 15 membri che si occuperà delle questioni disciplinari al posto del Csm.
Si vota domenica 22 marzo e lunedì 23 marzo
Si vota domenica 22 marzo e lunedì 23 marzo. Urne aperte domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15.
Referendum sulla Giustizia 2026, le ultime news in diretta verso il voto del 22 e 23 marzo
La campagna elettorale sta per chiudersi. Domani scatterà il silenzio elettorale e i cittadini saranno chiamati a esprimersi sulla riforma della giustizia. Intanto sale la tensione attorno al caso del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e dei suoi rapporti societari con la figlia di Mauro Caroccia, condannato per mafia.