
Via libera del Senato alla manovra, che ora passa all'esame della Camera. I sì sono stati 110, 66 i no e 2 astenuti. Approvata anche la Nota di variazione sulla legge di Bilancio. Protesta delle opposizioni al Senato poco prima del voto sulla fiducia sulla manovra. I senatori di Pd, M5S e Avs hanno esposto dei cartelli rossi con diverse scritte accomunate tutte dall'accusa alla premier: ‘Voltafaccia Meloni'.
"Sono convinto che sia una buona Legge di Bilancio che conferma una traiettoria positiva per il paese e per gli italiani", ha commentato il ministro per l'Economia, Giancarlo Giorgetti. "Adesso vale 22 miliardi". L'ammontare "è salito – ha spiegato il ministro – perché con l'ultimo maxi-emendamento abbiamo integrato gli stanziamenti per Transizione 5.0, la Zes e sull'adeguamento prezzi".
Il provvedimento andrà alla Camera per il via libera definitivo entro il 31 dicembre, termine fissato per evitare l'esercizio provvisorio. Ieri sera nell'Aula del Senato il governo ha posto la fiducia sul maxi-emendamento alla manovra. Intanto arriva il dietrofront sulla stretta sugli arretrati retributivi spettanti ai lavoratori sottopagati: la misura, insieme ad altre quattro, sarà stralciata.
Le micro-misure che sono finite nella Manovra 2026
Come ogni anno, anche nella legge di bilancio 2026 i parlamentari sono riusciti a infilare micro-misure che portano fondi in realtà locali, spesso a fini elettorali. Ci sono soldi per fare lavori di risanamento in varie parrocchie, e anche nel complesso sportivo di un oratorio. Ma ci rientra anche il restauro della fontana delle Sette Note a Comazzo (a Lodi), così come i fondi assegnati alle associazioni combattentistiche e a varie associazioni e fondazioni locali.
Schlein: "Meloni ha tradito tutte le sue promesse, vinciamo le elezioni per ridare speranza all'Italia"
"Giorgia Meloni ha gettato la maschera, la sua incoerenza è ormai conclamata", ha detto Elly Schlein, segretaria del Pd. "Dopo tre anni si è ritrovata, con un governo diviso e litigioso, a dover tradire tutte le sue promesse elettorali. Ha costruito la legge di bilancio sull'aumento all'età pensionabile, aumento delle accise sul carburante, tagli alla sanità in un Paese dove sei milioni di italiani non riescono a curarsi, tagli alla scuola e ai trasporti". Molti, ha insistito la leader democratica, "hanno detto e scritto che questa sarebbe una manovra senza visione; peggio, questa è una manovra che porta l'Italia in un vicolo cieco senza crescita, se non quella delle diseguaglianze. Ci siamo già fatti carico di questa inadeguatezza proponendo sedici emendamenti con tutte le altre opposizioni, è sempre più chiaro che da ora in avanti abbiamo la responsabilità di rafforzare questa alternativa e vincere le prossime elezioni per ridare speranza all'Italia".
Bonelli attacca sui soldi tolti al Fondo per i farmaci innovativi: "Essenziali per i malati oncologici"
"Nel maxi-emendamento alla legge di bilancio, il governo introduce una norma che riduce di 140 milioni di euro, a partire dal 2026, il Fondo per i farmaci innovativi", ovvero "risorse essenziali per le terapie dei malati oncologici e delle persone affette da patologie gravi. Un taglio gravissimo, già denunciato da 75 società scientifiche e dagli oncologi, che avvertono come questa scelta metta a rischio l'accesso alle cure più avanzate e decisive". Sono le parole di Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra. "È una scelta cinica e irresponsabile. Questa è una manovra economica di guerra, che toglie fondi alle cure salvavita e li dirotta sulle armi". I 140 milioni serviranno ad alzare il tetto della spesa farmaceutica degli ospedali, ma questo viene già sforato "per circa 5 miliardi di euro, rendendo del tutto insufficiente il lieve aumento", ha detto Bonelli.
Il testo della Manovra arriva alla Camera: quali sono i prossimi passaggi
Il testo della Manovra è stato trasmesso alla Camera, dopo l'approvazione del Senato. Il ddl ora passerà dalla commissione Bilancio di Montecitorio, ma sostanzialmente il dibattito politico è ormai chiuso sulla legge di bilancio. Il centrodestra, infatti, come avvenuto in anni passati spingerà per concludere l'iter in tempi rapidissimi. Il via libera definitivo deve arrivare entro il 31 dicembre, e la tabella di marcia prevista è questa: arrivo in Aula alla Camera domenica 28 dicembre; primo voto, sulla fiducia, il 29 dicembre; ultima approvazione il 30 dicembre. Se i deputati dovessero fare una qualunque modifica, il testo dovrebbe poi tornare al Senato e mancherebbero i tempi tecnici per concludere il tutto prima del 2026.
Malan (FdI) dice che il governo "ancora una volta mantiene le promesse" con la manovra
"Come Fratelli d'Italia siamo fieri della legge di bilancio approvata oggi in Senato, che tra le varie misure prevede importanti interventi a favore di famiglie e imprese e il taglio delle tasse mantenendo i conti in ordine", ha detto il capogruppo di FdI al Senato Lucio Malan. "Ancora una volta il governo Meloni mantiene le promesse".
Medici preoccupati dalla legge di bilancio: "Senza nuovi interventi sempre più lasceranno la sanità pubblica"
Gli Ordini dei medici hanno detto di essere "impensieriti dall'inaspettata riduzione del fondo per i farmaci innovativi". Sono le parole del presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, Filippo Anelli. Nella manovra, ha aggiunto Anelli, sembravano arrivare le "prime, pur deboli, risposte" alla crisi della categoria. Ma "il testo è stato modificato in senso peggiorativo, gelando le speranze e le aspettative di tutti i medici, dirigenti, convenzionati, specialisti ambulatoriali". Se non ci saranno altri interventi "sarà massivo l'abbandono, da parte dei medici, del nostro Servizio sanitario nazionale, e credo anche del nostro Paese".
Serracchiani (Pd): "Per Meloni va tutto bene, ma ha cancellato Opzione donna"
"Secondo la presidente del Consiglio ci attenderà un Natale magico. Grazie al suo impegno prezioso troveremo tanti regali sotto l'albero: le accise dei carburanti aumentate, i salari e stipendi più bassi; le pensioni minime sempre più minime; i fondi per i più poveri e fragili tagliati; le bollette sempre più care. Ma per la presidente va tutto bene", ha dichiarato Debora Serracchiani, deputata del Partito democratico. "Talmente bene soprattutto per le donne, che non avranno neppure più la possibilità di andare in pensione prima perché è stata cancellata Ppzione donna. E per fortuna che alcune schifezze sono state stralciate. La Manovra di bilancio è stata incartata ed approvata. Proprio un bel ‘pacco' per gli italiani".
Romeo (Lega) dice che il Parlamento ha fatto bene a "correggere" il governo
Parlando nella dichiarazione di voto sulla manovra, il capogruppo della Lega (il partito che si è opposto più di tutti, in maggioranza, sul testo della legge di bilancio) ha ringraziato "il ministro Giorgetti, e tutto il governo, i membri dell'opposizione e tutto il Parlamento: che bello vedere il Parlamento che fa quello che deve fare, anche correggere alcuni provvedimenti", ha detto. Il riferimento era proprio alle occasioni in cui il Carroccio si è impuntato e ha spinto il governo a ritirare delle proposte. "Quello che conta è il risultato finale. Non potevamo tollerare la misura sulle pensioni: e infatti c'è la rivalutazione delle pensioni, le finestre no. Le altre sono bugie", ha detto.
Magi: "Governo ne esce con le ossa rotte, Manovra deludente e Parlamento annientato"
“Giorgia Meloni e il suo governo escono con le ossa rotte da questa sessione di bilancio, con una maggioranza spappolata, in litigio continuo al suo interno per la spartizione delle mancette, con la Lega che litiga con Fratelli d’Italia, con Salvini e Borghi che sfiduciano il loro collega di partito ministro dell’Economia Giorgetti assumendo un atteggiamento da veri e propri maranza politici, per usare il loro stesso linguaggio; tutto questo per produrre una manovra deludente, finanziata con i soldi del Pnrr, che non aiuta famiglie e imprese, non sostiene i salari e non contrasta il caro vita". Lo ha detto il segretario di Più Europa Riccardo Magi. "Il Parlamento nel frattempo è stato annientato tra maxiemendamenti presentati e poi ritirati nottetempo, nessuna possibilità di esaminare con attenzione i provvedimenti, arrivando in tempo limite per l’approvazione in Senato. È il colpo di grazia alla democrazia parlamentare, finita schiacciata sotto le ruote della manovra flop di Giorgia Meloni".
Cgil: "Manovra contro il lavoro, almeno abbiamo respinto nuovo attacco ai dipendenti sottopagati"
"Mentre la Manovra ha incassato l'ok del Senato, ribadiamo con forza il nostro giudizio fortemente critico sull'impianto complessivo del provvedimento. Possiamo però affermare con soddisfazione che un nuovo attacco ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori è stato sventato, grazie anche all'intervento immediato e determinato della Cgil", hanno commentato le segretarie confederali del sindacato Maria Grazia Gabrielli e Francesca Re David. Si parla della proposta che avrebbe permesso ai datori di lavoro, in alcuni casi, di non risarcire del tutto il dipendente anche se viene condannato perché il salario che paga è troppo basso. "Un'operazione vergognosa, respinta ancora una volta. Questo episodio conferma una tendenza più generale che caratterizza l'intera Manovra: un insieme di scelte che penalizzano il lavoro. Auspichiamo che il Governo rinunci definitivamente a questa deriva", hanno aggiunto le due esponenti della Cgil.
M5s: "Giorgetti rivendica 'cose impossibili' sulla manovra. Sì, siamo ultimi in Ue per crescita"
"Il ministro Giorgetti rivendica di aver fatto ‘cose che sembravano impossibili’. Su questo, purtroppo, non possiamo che dargli atto: riuscire a collezionare tre anni consecutivi di calo della produzione industriale, riportare l’Italia all’ultimo posto in Europa per crescita, e farlo avendo a disposizione oltre 200 miliardi di euro da investire, era davvero un’impresa", è l'attacco dei parlamentari M5S delle commissioni Attività produttive di Camera e Senato. "Un’impresa al contrario, tutta politica. La Manovra certifica il fallimento di una strategia che ha rinunciato a usare le risorse straordinarie per rilanciare industria, innovazione, transizione energetica e competitività del sistema produttivo", si legge nella nota. "Al loro posto, tagli, incentivi sbagliati, incertezza normativa e un progressivo disimpegno dall’economia reale. Altro che bilancio positivo: il governo ha sprecato un’occasione storica e oggi le imprese pagano il prezzo di scelte miopi, mentre l’Italia arretra rispetto ai partner europei. Questo sì che sembrava impossibile. E invece ci sono riusciti", concludono.
La viceministro Bellucci (FdI): "Così tuteliamo famiglie fragili"
"La nuova Legge di Bilancio, approvata in prima lettura al Senato, è una manovra attenta, responsabile ed equilibrata che guarda al bene della nazione e degli italiani. Sono stati fatti sforzi importanti per sostenere famiglie, imprese e ceto medio, finanziaria che complessivamente vale circa 22 miliardi di cui 18,7 iniziali ai quali vanno sommati altri 3,5 miliardi di euro recuperati. Una legge che ha visto interventi fiscali mirati come la riduzione delle aliquote Irpef fino a 50 mila euro, incentivi per giovani, donne e lavoratori del Mezzogiorno, e il credito d'imposta ‘verde' per imprese e misure a sostegno del lavoro, della formazione e della produttività". È il commento della viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci dopo il via libera del Senato. "Tra le novità presenti nella manovra l'esclusione della prima abitazione, entro un limite di valore catastale di 91.500 euro, maggiorato di 2.500 euro dal secondo figlio, dal calcolo dell'Isee per richiedere prestazioni come l'Assegno unico, l'Assegno di inclusione e il Bonus nido. Questa misura, di competenza del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha l'obiettivo di tutelare le famiglie, in particolare quelle più fragili, garantendo un accesso ampio alle misure di sostegno sociale ed economico. È un passo concreto – prosegue – che rafforza il modello di welfare attivo promosso dal Governo Meloni, nel solco della visione di uno Stato che sostiene chi ha bisogno e ne favorisce l'autonomia, superando definitivamente il mero assistenzialismo del passato. La nuova Legge di Bilancio si inserisce nel contesto di una fase di stabilità del Paese, con un clima di fiducia dei mercati e un'occupazione in aumento con la creazione di oltre un milione di posti di lavoro e, come evidenziato in questi giorni anche dall'Istat, con il record di quella femminile con 10,3 milioni di donne che lavorano e il tasso di occupazione femminile al 54,2% quasi 300mila occupate in più nel terzo trimestre 2025 rispetto allo stesso periodo di due anni fa", conclude Bellucci.
Bonelli (Avs): "Pasticci e tagli sociali, solo armi e Ponte"
"La Manovra del governo dei pasticcioni toglie diritti alle pensioni degli italiani, taglia sanità, scuola e trasporto pubblico per finanziare l’opera illegittima del Ponte sullo Stretto e l’acquisto di armi", lo dichiara in una nota Angelo Bonelli, parlamentare Avs e co-portavoce di Europa Verde. "È una Manovra che trasforma l’Italia in un’economia di guerra: con un emendamento del governo le fabbriche potranno essere trasferite e riconvertite in siti di produzione di armi. Una scelta gravissima.Intanto crescono la povertà assoluta e il lavoro povero, mentre le bollette energetiche diventano sempre più care. A tutto questo il governo risponde con la fiducia e con i tagli sociali. Questa legge di bilancio non parla al Paese reale, ma agli interessi ideologici della destra: meno diritti, più armi, più disuguaglianze", conclude.
Conte: "Sui lavoratori sottopagati abbiamo fermato Meloni e i scoi"
"Pensavano di farla franca, calpestando i diritti dei lavoratori sottopagati senza che nessuno se ne accorgesse. Invece no: li abbiamo contrastati con forza e ora Meloni e soci ritirano dalla manovra la vergognosa norma che avrebbe impedito a queste persone di ottenere gli arretrati sul loro stipendio, nonostante una sentenza favorevole del tribunale, basata sul principio della giusta retribuzione dell'art. 36 della Costituzione". Lo afferma sui social il leader del M5s Giuseppe Conte. "Li abbiamo dovuti fermare su questa norma squallida, su aumento del tetto del contante a 10mila euro, sui condoni, sulla tentata ‘truffa' dello Stato ai cittadini sul riscatto della laurea, sull'ulteriore mazzata sulle finestre mobili per andare in pensione – aggiunge l'ex premier -. Ma quando si occuperanno seriamente di stipendi, taglio delle tasse, boom della cassa integrazione e imprese anziché infilare oscenità a destra e a manca?".
Il sindaco Beppe Sala: "La manovra penalizza Milano"
"Ancora una volta devo dire che Milano non è esattamente nel cuore del governo". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a margine del brindisi di Natale con la stampa. "Non voglio commentare temi che esondano rispetto alla città ma sembra che la manovra penalizzi Milano – ha aggiunto -, con un taglio di 15 milioni sulla M4, il trasporto pubblico è sempre il grande penalizzato in ogni manovra, ed è un servizio che i cittadini sentono come il più necessario". C'è poi il tema delle risorse per la polizia locale, con il decreto anticipi che ha istituito un fondo per gli straordinari dei vigili durante le Olimpiadi "però non è attingibile da Milano – ha detto ancora Sala -. Noi chiediamo o fondi o di derogare perché in quel periodo ci sarà bisogno di fare tanti straordinari".
Ronzulli (FI): "Manovra seria, responsabile e coraggiosa"
"Meno tasse, più sostegno alle famiglie, ai fragili, alle donne, ai giovani, alle imprese e alla sanità. Grande attenzione alla tenuta dei conti pubblici e, allo stesso tempo, alla crescita del Paese. Quella che abbiamo appena approvato è una Manovra seria, responsabile, coraggiosa, di visione. Una Manovra in linea con quelle degli anni precedenti, che hanno restituito all'Italia credibilità e affidabilità, come certificato dai mercati internazionali e da tutte le agenzie di rating. É così che si governa un Paese, con poche parole e molti fatti". Così, la senatrice di Forza Italia e vice presidente del Senato, Licia Ronzulli.
Giorgetti: "Le misure per le imprese rispondono alle richieste di Confindustria"
"Le misure sulle imprese in manovra rispondono alle esigenze degli industriali". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, a margine del via libera in Senato al testo del ddl. "Se andate a vedere le richieste del presidente di Confindustria Orsini prima dell'inizio della legge di bilancio, vedrete che quadrano esattamente con il tipo di risposte che abbiamo dato", ha sottolineato il numero uno del Mef. E a chi gli fa notare che secondo l'opposizione si poteva fare di più risponde con ironia: "C'è anche una canzone che lo dice…".
Appendino (M5s): "Su Opzione donna ignobile tradimento di Meloni"
"Non è solo il trionfo dell'incoerenza ma un ignobile tradimento consumato sulla pelle di migliaia di lavoratrici. Fa rabbia ricordare che Giorgia Meloni, dai banchi dell'opposizione, urlava nelle piazze pretendendo la proroga di Opzione Donna", lo scrive la deputata M5S Chiara Appendino, in un post sui suoi canali social. "Oggi la cancella senza pietà, calpestando le sue stesse promesse. Per questo più volte sono scesa in piazza con loro, con le madri, le figlie, le lavoratrici che da decenni sorreggono l'ossatura di questo Paese. Qualche settimana fa siamo andate sotto i Palazzi per ‘suonare la sveglia' a un Governo sordo e arrogante, ma la risposta è stata il silenzio", prosegue. "Meloni ha scelto deliberatamente di voltare le spalle a chi le aveva dato fiducia. È un accanimento che fa male, prima ancora che indignare. Hanno chiesto alle donne di lavorare più a lungo, mentre sulle nostre spalle da decenni pesava il lavoro di cura gratuito. Da lì lo Stato ha fatto cassa, accumulando risparmi", conclude.
Giorgetti: "In manovra abbiamo fatto cose che sembravano impossibili"
"Quello che vorrei sottolineare è che siamo intervenuti su questioni che sembravano quasi impossibili. La tassazione solo al 5% degli aumenti contrattuali era qualcosa che veniva chiesto da sempre dai sindacati e l'abbiamo fatto per i lavoratori dipendenti con redditi più bassi. La tassazione all'1% dei salari di produttività credo anche che sia sintomatica della direzione verso cui si deve andare. Quindi davvero un bilancio positivo che dimostra ancora una volta come tutto il governo sostiene questa linea che abbiamo impostato 3 anni fa". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti parlando con i giornalisti in Senato.
Giorgetti scherza: "Salvini? Magari gli porto del carbone..."
A proposito dei malumori con la Lega per le misure sulle pensioni, alcune delle quali stralciate, altre riformulate, dopo il via libera del Senato alla manovra, il ministro Giorgetti ha scherzato: "Salvini? Magari gli porto un po' di carbone sotto l'albero, ma siamo alla transizione green…"
Giorgetti: "Tutto bene quel che finisce bene, manovra vale 22 miliardi"
‘Tutto bene quel finisce bene". Così il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti dopo l'approvazione al Senato della Manovra. La legge di bilancio vale "circa 22 miliardi", ha spiegato. L'ammontare complessivo, inizialmente pari a 18,7 miliardi, "è salito – ha spiegato il ministro – perché con l'ultimo maxi-emendamento abbiamo integrato gli stanziamenti per Transizione 5.0, la Zes e sull'adeguamento prezzi".
Il Senato approva, ma Giorgetti discute con Romeo in Aula e poi esce
"Il Senato approva". Al momento della proclamazione in aula degli esiti del voto di fiducia sulla manovra in Senato, animata discussione tra il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Il capogruppo dei leghisti a Palazzo Madama si avvicina ai banchi del governo per spiegare qualcosa al ministro, sbracciandosi. Giorgetti annuisce, ma poi si alza di scatto, alza anche lui le braccia, raccoglie le sue cose e va via senza salutare, lasciando il collega di partito sul posto.
Manovra incassa l'ok del Senato, applausi della maggioranza in Aula
Applausi in Aula al Senato da parte della maggioranza al momento della chiusura della votazione finale sulla Manovra. Successivamente è stato letto l'esito del voto.
Approvata la manovra al Senato: passa alla Camera
L'Aula del Senato ha approvato la legge di bilancio bilancio varata dal Consiglio dei ministri con 110 favorevoli, 66 contrari e 2 astenuti. Ora il testo passa alla Camera per il via libera definitivo.
Sì del Senato alla fiducia sul maxiemendamento alla manovra
Il Senato ha votato la fiducia posta dal governo sul maxiemendamento alla manovra: i voti favorevoli sono stati 113, i voti contrari 70, astenuti 2. Ora si terrà il Consiglio dei ministri per la Nota di variazione e successivamente l'Aula di Palazzo Madama tornerà a riunirsi e si terranno due votazioni elettroniche: una sulla Nota di variazione e l'altra, nei fatti definitiva, sulla legge di Bilancio. Il testo così passerà alla Camera.
Dai banchi delle opposizioni al Senato cartelli contro la Manovra: "Voltafaccia Meloni"
Prima dell'avvio del voto di fiducia sulla legge di Bilancio, i senatori delle opposizioni (M5s, Pd, Avs) hanno esposto cartelli nell'Aula di Palazzo Madama contro il governo. "Voltafaccia Meloni" è la scritta bianca su campo rosso esposta dai parlamentari dem.
Al via in Senato la prima chiama sulla fiducia alla manovra
Nell’aula del Senato è iniziata la prima chiama sulla questione di fiducia posta dal Governo sull'approvazione del maxiemendamento alla legge di Bilancio.
In Aula arriva anche Salvini e fa alzare Urso per sedersi accanto a Giorgetti
Crescono le presenze dei ministri tra i banchi del governo in Aula al Senato durante le dichiarazioni di voto sulla manovra. Ai ministri Giancarlo Giorgetti e Luca Ciriani, in Aula già dalle prime battute, si sono aggiunti i ministri Daniela Santanché, Adolfo Urso, Roberto Calderoli e Nello Musumeci. Da poco è arrivato in Aula anche il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini che ha chiesto al ministro Urso di lasciargli la sedia accanto al titolare del Mef. Tra Giorgetti e Salvini è partito subito un fitto dialogo, durante il quale il ministro dei Trasporti ha mostrato un documento al ministro dell'Economia indicando alcuni passaggi. I due proseguono l'esame di alcune pagine del documento mentre vanno avanti le dichiarazioni di voto.
Stralciate 5 misure inserita all'ultimo dal governo nel maxi-emendamento alla manovra
Sono state stralciate dal maxiemendamento del governo alla Manovra cinque misure dopo l'analisi della Commissione Bilancio del Senato. Tra queste, come anticipato ieri, figura la misura che prevedeva le aziende non fossero tenute a pagare le differenze retributive e contributive su lavoratori sottopagati che hanno intentato causa qualora gli stessi fossero stati inquadrati con il giusto contratto collettivo. Via anche la misura che tagliava da tre anni a uno il divieto per i dipendenti che hanno avuto poteri autoritativi o negoziali nella Pa di svolgere incarichi per soggetti privati legati all'attività svolta nella pubblica amministrazione. È stata tolta inoltre, la norma sullo spoil system per le Authority. Escono dal testo anche una disposizione in materia di magistrati fuori ruolo, con la riduzione da 10 a 4 anni dell’anzianità di servizio per poter essere autorizzati al collocamento fuori ruolo e la revisione della disciplina del personale della Covip.
Il capogruppo della Lega al Senato Romeo: "Non potevamo non fermare la norma sulle pensioni"
"Siamo intervenuti come Lega perché non potevamo non bloccare l'aumento dell'età pensionistica. La gente ci ringrazia e questo dà il senso del risultato politico ottenuto. E vogliamo parlare della sanità? Più di 6 miliardi quest'anno rispetto agli anni precedenti, e una parte arrivano dalle banche grazie al pressing della Lega, perché non esiste socialmente che ci siano questi mega-profitti e che nessuno ne tenga conto". Così il capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo, in dichiarazione di voto sulla manovra. "E ringraziamo Giorgetti per averci dato nel decreto Anticipi spazi di libertà, alias federalismo, per le regioni che hanno i conti in ordine che potranno utilizzare queste risorse per abbattere le liste d'attesa".

