
Gli aggiornamenti sulle proteste in Iran con le notizie di mercoledì 14 gennaio 2026. Donald Trump incita gli iraniani a proseguire le manifestazioni e assicura che gli aiuti "stanno arrivando". Tehran avverte: "Se attaccati colpiremo le basi Usa sul territorio".
Alcuni medici iraniani che sono riusciti ad avere contatti con l'esterno del Paese affermano che le ferite da arma da fuoco sui manifestanti si sono concentrate principalmente sugli occhi. Una strategia già adoperata durante le rivolte del 2022. "Stanno sparando deliberatamente alla testa e agli occhi: vogliono danneggiare la testa e gli occhi in modo che non possano più vedere", hanno dichiarato.
Ministro degli Esteri Iran: "Abbiamo il pieno controllo, ora c'è calma"
Le autorità iraniane hanno il "controllo totale" della situazione: lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, dopo oltre due settimane di proteste duramente represse. "Dopo tre giorni di operazioni terroristiche, ora c'è calma. Abbiamo il controllo totale" della situazione, ha dichiarato alla rete americana, secondo estratti di un'intervista registrata oggi.
Chiusa ambasciata britannica a Teheran
L'ambasciata britannica a Teheran ha annunciato la sua chiusura fino a nuovo ordine.
Trump: "Stop a azione militare? Osserveremo situazione"
"Osserveremo e vedremo come procede". Lo ha detto Donald Trump riguardo alla possibilità che gli Stati Uniti rinuncino a un'azione militare in Iran. "Spero che sia vero", ha aggiunto il presidente in riferimento al presunto stop alle uccisioni ed esecuzioni di manifestanti da parte delle autorità iraniane.
Trump: "Nostre fonti su stop uccisioni molto importanti"
Le "fonti" che hanno riferito di uno stop delle uccisioni e delle esecuzioni in Iran sono "molto importanti". Lo ha detto Donald Trump parlando nello Studio Ovale. "Ci sarebbero dovute essere molte esecuzioni oggi, lo scopriremo", ha aggiunto il presidente.
"Sostengono Hezbollah e l'Iran", due studenti asiatici espulsi dall'Estonia
Le autorità estoni hanno espulso oggi due cittadini di Pakistan e India sospettati di sostegno a Hezbollah e al governo dell'Iran. Ne dà notizia la televisione di Stato estone Err. I due uomini, in Estonia nel quadro di un programma di mobilità studentesca per studenti asiatici, sarebbero stati seguiti dai Servizi di sicurezza dello stato estone fin dal loro arrivo in Estonia la scorsa estate. Dall'inizio dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia, l'Estonia ha intensificato le politiche di controllo nei confronti di individui potenzialmente pericolosi per la stabilità dello Stato, portando a ripetute espulsioni di uomini legati ai servizi segreti russi.
Familiare del giovane condannato a morte in Iran: "Non è stato giustiziato oggi"
Erfan Soltani, che secondo quanto riferito rischiava l'esecuzione oggi in Iran dopo il suo arresto la scorsa settimana, non è stato giustiziato. Lo ha riferito un familiare a Sky News, sottolineando tuttavia che il 26enne potrebbe ancora essere giustiziato in qualsiasi momento. Soltani è stato processato e condannato dopo il suo arresto a Karaj giovedì, al culmine delle proteste prima del blackout di internet. È uno delle migliaia di manifestanti arrestati.
Spagna ai suoi cittadini: "Lasciate l'Iran"
Il governo spagnolo ha raccomandato ai suoi cittadini in Iran di lasciare la Repubblica Islamica. "Si consiglia ai cittadini spagnoli in Iran di lasciare il Paese con tutti i mezzi disponibili", si legge sul sito del ministero degli Esteri "La situazione è instabile in tutto il Paese. Diverse fonti segnalano numerosi morti e arresti di manifestanti".
Trump: "Uccisioni in Iran si sono fermate, nessun piano di esecuzioni"
"Siamo stati informati che le uccisioni in Iran si stanno fermando, si sono fermate, e non ci sono piani di esecuzioni". Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale.
Farnesina: "Via personale non essenziale ambasciata italiana"
La Farnesina ha deciso di ridurre il personale non essenziale nell'ambasciata italiana a Teheran. Lo si apprende da fonti informate. La decisione è stata presa al termine dell'incontro che il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto con l'ambasciatrice d'Italia a Teheran, con gli Ambasciatori italiani dell'area, con la Difesa e con il comparto dell'intelligence.
Amnesty: "In Iran massacro senza precedenti dei manifestanti, necessaria azione diplomatica globale"
Amnesty International ha lanciato un appello urgente alla comunità internazionale affinché intervenga con azioni diplomatiche coordinate di fronte a quello che l'organizzazione definisce un "massacro senza precedenti" di manifestanti in Iran.
Secondo Amnesty, video verificati, testimonianze dirette e informazioni credibili indicano che le forze di sicurezza iraniane hanno compiuto uccisioni illegali su vasta scala dall'8 gennaio, approfittando anche di un blackout quasi totale di internet imposto dalle autorità per occultare le violazioni.
L'organizzazione per i diritti umani sottolinea che l'impunità sistemica per i crimini commessi durante le proteste attuali e passate ha incoraggiato le autorità iraniane a proseguire nella repressione. Dal 28 dicembre, la risposta violenta alle manifestazioni, in larga parte pacifiche, ha causato un numero di vittime senza precedenti: secondo le stesse ammissioni ufficiali iraniane, i morti avrebbero raggiunto quota 2.000.
Farnesina: "Più tutela per 900 soldati italiani in Kuwait e Iraq"
Sono oltre 900 i membri delle forze armate italiane nell'area mediorientale, fra cui circa 500 unità in Iraq e 400 in Kuwait, "dove si stanno adottando misure precauzionali a tutela del personale militare". Lo si apprende da una nota della Farnesina diffusa al termine di un incontro che il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto alla Farnesina con l'ambasciatrice d'Italia a Teheran, con gli Ambasciatori italiani dell'area, con la Difesa e con il comparto dell'intelligence.
Il Ministro ha ribadito che "la massima priorità dovrà restare la tutela dei connazionali e la necessita' di garantire un costante monitoraggio dell'evoluzione del quadro di sicurezza regionale, anche attraverso il coordinamento tra sedi diplomatiche e con i partner internazionali".
Ministro tedesco: "Il regime iraniano ha perso ogni legittimità"
Quando un "regime" può reprimere le manifestazioni solo con la forza delle armi, è chiaro che è "alla fine", e non ha più alcuna legittimità. È quello che ha affermato il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul parlando al programma "Tagesthemen" della tv pubblica tedesca Ard a margine della sua visita negli Stati Uniti.
Secondo Wadephul il regime iraniano "perde ogni legittimità. Perde ogni diritto di governare questo Paese". Il ministro ha sottolineato che attualmente si assiste ad eccessi di violenza e un approccio disumano che non si vedevano da tempo. "Non si può andare oltre questa infamia". Wadephul ha sollecitato l'Ue a classificare le Guardie rivoluzionarie iraniane, accusate di svolgere un ruolo principale nella repressione, come organizzazione terroristica.
Media: "Lufthansa cancella i voli per Israele per tensioni su Iran"
La compagnia aerea tedesca Lufthansa ha invitato i suoi dipendenti a prepararsi a lasciare Israele e cancellerà tutti i voli da e per Israele da domani. Lo riporta il media israeliano Channel 12. La notizia arriva mentre aumentano le tensioni per una possibile azione militare statunitense contro l'Iran.
Iran, Ita opera su Tel Aviv ma sospende i voli notturni
Ita continua ad operare su Tel Aviv ma, sulla base dell'evoluzione della situazione in Medioriente ha sospeso i voli notturni al momento fino a martedi 20 gennaio. È quanto si apprende da fonti della compagnia.
Farnesina agli italiani in Iran: "Chi può lasci il Paese"
Chi è in grado di farlo deve lasciare subito l'Iran. Lo ha ribadito la Farnesina in una nota rivolta agli italiani ancora nel Paese teatro delle violente rivolte anti-regime.
Francia pensa ai satelliti Eutelsat per ripristinare internet
La Francia sta studiando la possibilità di ricorrere a materiale dell'operatore di satelliti di comunicazione europeo, Eutelsat, per aiutare gli iraniani a comunicare con l'esterno, dopo che le autorità di Teheran hanno tagliato internet nel paese dove è in corso una vasta contestazione popolare.
"Stiamo esplorando tutte le opzioni – ha detto Barrot in Assemblée Nationale rispondendo a una domanda in merito da parte di una deputata – e quella da lei menzionata ne fa parte". Interrogato successivamente, il portavoce del ministero degli Esteri, Pascal Confavreux, ha dichiarato che "la pista dei satelliti sarà in particolare esplorata. Quello che ci chiedono le nostre autorità è che si possa esplorare questa pista con Eutelsat per vedere se tecnicamente sia possibile".
Nyt: "Più probabile" assalto ad apparato sicurezza
Fonti ufficiali hanno dichiarato al New York Times che le possibilità che gli Stati Uniti lancino un attacco informatico o un assalto contro l'apparato di sicurezza interna dell'Iran sono "più probabili". Secondo le fonti, un attacco del genere è previsto solo tra qualche giorno e potrebbe provocare una controreplica da parte dell'Iran.
Tajani: "A Farnesina riunione sugli italiani a Teheran"
"Adesso vediamo l'evolversi della situazione. Sto andando alla Farnesina per parlare delle garanzie dei nostri concittadini che sono la'. La prima cosa che facciamo nei momenti di crisi" e' salvaguardare "la sicurezza dei nostri concittadini. Seguiamo minuto per minuto". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rispondendo ai giornalisti in Senato.
Media: "Gruppi curdi hanno tentato incursioni in Iran dall'Iraq"
Gruppi di separatisti curdi armati hanno tentato incursioni in Iran attraverso la frontiera con l'Iraq, venendo fronteggiati dai Pasdaran: lo riporta sul proprio sito la Reuters, citando tre fonti qualificate, tra cui un alto ufficiale iraniano. Tali incursioni sono interpretate come "segnali di tentativi di soggetti stranieri di approfittare della situazione di instabilità in Iran", scosso dalle proteste delle ultime settimane, aggiunge la Reuters. Teheran, secondo le fonti citate, sarebbe stata informata dei recenti passaggi di frontiera di combattenti curdi dall'Iraq da parte dell'intelligence turca. Questo aspetto al momento non è stato confermato ufficialmente da Ankara. Il governo dell'Iran ha chiesto a Iraq e Turchia, secondo l'alto ufficiale iraniano citato, di bloccare qualsiasi passaggio di armi e combattenti attraverso le frontiere condivise.
Crosetto: "Manderei in Iran pseudo-intellettuali che giustificano la repressione"
"In Iran è in corso il massacro di una generazione che non vuole potere, non vuole governare, non vuole occupare ma solo vivere libera. Purtroppo solo chi non ce l'ha ne comprende il valore. Quanto mi piacerebbe offrire la libertà ad alcuni di quei giovani mandando al posto loro in Iran gli pseudo intellettuali italiani che difendono ciò che sta accadendo". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto su X.
Media: "Trump si sente in dovere di agire in Iran"
Donald Trump si sente in "dovere" di dare seguito alle sue minacce contro l'Iran. Lo riporta Cnn citando alcune fonti della Casa Bianca, secondo le quali il presidente ha stabilito una "sua linea rossa e ora sente di dover fare qualcosa". Le stesse fonti ritengono che Trump agirà quasi certamente ma non è ancora chiaro quale tipo di azione deciderà di intraprendere. Le valutazioni del presidente accompagnano quelle interne alla Casa Bianca, dove all'esame ci sono i rischi di un eventuale attacco.
Tajani: "Iran ha convocato nostro ambasciatore a Teheran"
"La direttrice politica ha parlato con l'ambasciatore iraniano (convocato oggi alla Farnesina, ndr) e ha ribadito le nostre preoccupazioni e la nostra condanna. La reazione è stata che hanno convocato l'ambasciatore d'Italia a Teheran. Hanno reagito così". L'ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani parlando della situazione in Iran a margine della presentazione di un libro al Senato.
Tajani: "Astensione M5s su Iran incomprensibile"
"Incomprensibile". È il commento del ministro degli Esteri Antonio Tajani a chi gli domanda se sia rimasto stupito dall'astensione del Movimento 5 stelle che oggi, in Senato, non ha firmato la mozione unitaria messa a punto sull'Iran, nella quale si esprime la "preoccupazione" per quanto sta accadendo in corso e la "condanna" per la repressione messa in atto dalle autorità.
L'Iran ribadisce: "Pronti a rispondere in modo deciso a Israele e Usa"
L'Iran è pronto a rispondere "con decisione" ai suoi nemici, Israele e Stati Uniti. Lo ha detto il comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, accusando i loro leader di essere dietro le proteste che hanno travolto la Repubblica islamica. Le Guardie sono "al massimo della prontezza per rispondere con decisione all'errore di calcolo del nemico", ha dichiarato il comandante Mohammad Pakpour in una dichiarazione scritta citata dalla televisione di Stato, accusando il presidente Usa Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di essere gli "assassini della gioventù iraniana".
New York Times: "Qualsiasi attacco all'Iran previsto fra diversi giorni"
Il Pentagono ha presentato varie opzioni per colpire l'Iran e "qualsiasi attacco è previsto fra almeno diversi giorni e potrebbe provocare una forte rappresaglia dell'Iran". Lo riporta il New York Times citando alcune fonti americane, secondo le quali l'attacco potrebbe riguardare il programma nucleare iraniano, ma potrebbe anche avere la forma di un attacco informatico o di uno contro l'apparato di sicurezza interno, che sta usando una forza letale contro i manifestanti.
Tajani: "Quasi 600 italiani in Iran, la nostra prima preoccupazione"
"Ci sono tutte le implicazioni geopolitiche, l'Italia è un grande Paese, fa parte dell'Unione europea, siamo protagonisti in Medio Oriente, quindi è ovvio che vogliamo giocare un ruolo anche geopolitico. Ma il primo punto all'ordine del giorno della riunione sono i cittadini italiani. Poi ci occupiamo del resto". Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esterni Antonio Tajani, parlando della riunione convocata alla Farnesina sulla sicurezza degli italiani in Iran, che "arrivano a quasi 600".
"Adesso vediamo come evolve la situazione: è una riunione con i nostri Servizi, con l'ambasciata a Teheran perché in un momento di così grande tensione dobbiamo preoccuparci innanzitutto della sicurezza degli italiani – ha spiegato Tajani, a margine della presentazione del Rapporto di Itinerari previdenziali, alla Camera -. È quello che facciamo sempre in qualsiasi crisi internazionale, che sia legata alle vicende politiche o a tragedie più importanti a Crans-Montana: la prima preoccupazione, la prima cosa che facciamo è vedere come tutelare nel modo migliore i nostri concittadini".
Teheran: "Dazi Usa sono vendetta contro il popolo"
L'Iran denuncia definisce i dazi del 25 per cento introdotti lunedì "con effetto immediato" dagli Stati Uniti all'import dei Paesi che mantengono relazioni commerciali con Teheran come una "vendetta contro la popolazione che ha difeso la propria patria". "Il popolo iraniano è stato sottoposto a sanzioni economiche crudeli e illegali e a pressioni da parte degli Stati Uniti e di alcuni dei suoi alleati per oltre 75 anni con vari pretesti. Questo riflette un risentimento istituzionalizzato nei confronti del popolo iraniano all'interno dell'esecutivo e del sistema politico degli Usa", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei.
Iran: fonti Reuters, probabile attacco Usa in prossime 24 ore
Due fonti europee hanno riferito alla Reuters che "è probabile un attacco americano all'Iran nelle prossime 24 ore".
Riad assicura che non consentirà attacchi da suo territorio
L'Arabia Saudita ha assicurato a Teheran che non consentira l'uso del suo spazio aereo o del suo territorio per attacchi contro l'Iran. Lo riferiscono all'Afp due fonti vicine alle autorita', in seguito alle minacce degli Stati Uniti contro la Repubblica Islamica. "L'Arabia Saudita ha informato direttamente Teheran che non avrebbe partecipato ad alcuna azione militare contro di essa e che il suo territorio e il suo spazio aereo non sarebbero stati utilizzati a tale scopo", ha dichiarato all'Afp una fonte vicina all'esercito saudita. Una seconda fonte vicina al governo ha confermato che questa comunicazione era effettivamente avvenuta con l'Iran. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripetutamente minacciato un intervento militare in Iran sin dall'inizio del movimento di protesta che ha scosso il Paese, il più grande dalla proclamazione della Repubblica Islamica nel 1979.
La voce di chi è scappato dal regime iraniano: “Teheran spegne Internet per ucciderci nell’ombra"
Nel pieno del blackout imposto dal regime iraniano, la voce della diaspora rompe il silenzio. Paran Tanzifi, giovane imprenditrice iraniana emigrata a Parigi, racconta a Fanpage.it la repressione in corso, la violenza nelle piazze e la paura di un massacro, mentre la crisi interna si intreccia a una tensione geopolitica sempre più esplicita.