
Gli aggiornamenti in diretta dalle proteste in Iran con le ultime notizie di oggi, mercoledì 14 gennaio 2026. Donald Trump incita gli iraniani a proseguire le manifestazioni e a "prendere il controllo delle istituzioni", mentre nelle piazze del Paese continua la repressione. Il presidente degli Stati Uniti annuncia di aver cancellato "tutti gli incontri con i funzionari iraniani" e assicura che "l’aiuto è in arrivo", rilanciando una linea di forte pressione su Teheran.
Da Mosca arriva una dura reazione: le minacce statunitensi all’Iran sono definite "inaccettabili" e un eventuale nuovo attacco avrebbe "conseguenze disastrose". La tensione internazionale si riflette anche alle Nazioni Unite, dove la missione iraniana accusa Washington di perseguire apertamente un cambio di regime. "Le fantasie e la politica degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran sono radicate nel desiderio di rovesciare il governo, con sanzioni, minacce, disordini orchestrati e caos come modus operandi per creare un pretesto a un intervento militare", si legge in un messaggio pubblicato su X.
Nel frattempo, il segretario di Stato Marco Rubio precisa che Donald Trump starebbe valutando "risposte non militari" alla crisi. Ma sul terreno il bilancio delle vittime continua a crescere: si conterebbero migliaia di morti, molti dei quali sotto i 30 anni.
Iran: "Se gli USA ci attaccheranno bombarderemo le sue basi nella regione"
Il ministro della Difesa iraniano, generale di brigata Aziz Nafizardeh, ha avvertito mercoledì che il suo Paese attaccherà le basi americane nella regione se gli Stati Uniti lanceranno un'offensiva contro la nazione persiana. "L'Iran attaccherà le basi statunitensi se verrà attaccato", ha dichiarato il ministro della Difesa, secondo l'agenzia di stampa locale Mehr. Ha affermato che "tutte le basi statunitensi e le basi militari di altri paesi nella regione che assistono gli Stati Uniti negli attacchi contro il suolo iraniano saranno considerate obiettivi legittimi". "La risposta iraniana sarà dolorosa per i nemici" se l'Iran verrà attaccato, ha affermato il funzionario militare.
Ministro esteri Iran: "Disordini risultato delle ingerenze di USA e Israele"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha discusso degli sviluppi regionali e internazionali in una telefonata con la sua controparte emiratina: nell'occasione ha parlato anche dei recenti disordini in Iran, descrivendoli come il risultato di un'incitamento sostenuto da Israele e dagli Stati Uniti e aggiungendo che il popolo iraniano è determinato a difendere la sovranità e la sicurezza del Paese da quelle che ha descritto come minacce esterne.
Il Presidente della Corte Suprema: "Coloro che hanno decapitato persone o le hanno bruciate nelle strade vanno processati e puniti"
La magistratura iraniana annuncia un giro di vite contro i responsabili delle violenze scoppiate durante le recenti proteste. Il Presidente della Corte Suprema dell'Iran, Gholam-Hossein Mohseni-Ejei, ha dichiarato che coloro che "hanno decapitato persone o le hanno bruciate nelle strade" devono essere "processati e puniti il prima possibile".
In un intervento della scorsa settimana, Mohseni-Ejei ha escluso qualsiasi forma di indulgenza nei confronti di chi, a suo dire, collabora con “il nemico” contro il governo della Repubblica islamica. "Se qualcuno scende in strada per alimentare disordini, creare insicurezza o sostenere chi lo fa, non ci sono più scuse", ha affermato, aggiungendo che la situazione è ormai "chiara e trasparente" e che tali azioni equivalgono ad agire "in linea con i nemici della Repubblica islamica dell’Iran".
Le autorità iraniane accusano inoltre Stati Uniti e Israele di aver ordinato e armato presunti "agenti" con l’obiettivo di fomentare la violenza durante le manifestazioni, colpendo sia le forze di sicurezza sia i civili coinvolti nelle proteste.
Starlink attivo gratuitamente in Iran
Il provider di internet satellitare Starlink ha avviato un servizio gratuito in Iran, offrendo una delle poche vie di comunicazione con l’esterno dopo il blackout imposto dalle autorità. A confermarlo è Mehdi Yahyanejad, attivista con sede a Los Angeles che ha contribuito all’arrivo dei terminali nel Paese, citato dall’Associated Press. Secondo Yahyanejad, il servizio è pienamente operativo e funzionante.
“Possiamo confermare che l’abbonamento gratuito per i terminali Starlink è attivo”, ha dichiarato in una nota, spiegando che il sistema è stato testato con un terminale appena attivato all’interno dell’Iran. Anche altri attivisti hanno confermato online che l’accesso alla rete satellitare non prevede costi.
Starlink rappresenta al momento l’unico canale di comunicazione per molti iraniani, dopo che giovedì sera il governo ha bloccato la connessione internet mentre le proteste si estendevano a livello nazionale, accompagnate da una dura repressione contro i manifestanti.
Iran all'ONU accusa gli USA: "Vogliono un pretesto per attaccarci"
L’Iran torna all’attacco degli Stati Uniti in sede internazionale. In un messaggio diffuso su X, la missione iraniana presso le Nazioni Unite ha accusato Washington di perseguire una strategia volta al cambio di regime a Teheran, fatta di sanzioni, minacce e destabilizzazione interna, con l’obiettivo di creare un pretesto per un intervento militare.
Le accuse sono state ribadite in una lettera inviata dall’ambasciatore iraniano all’ONU, Amir Saeid Iravani, al segretario generale Antonio Guterres. Nel documento Teheran attribuisce a Stati Uniti e a Israele la responsabilità per la morte di civili innocenti, in particolare giovani, e invita Washington a evitare qualsiasi atto di aggressione militare contro la Repubblica islamica.
Proteste in Iran, le ultime notizie in diretta. Trump ai manifestanti: "Gli aiuti arriveranno presto"
Donald Trump torna a minacciare Teheran e rilancia il sostegno degli Stati Uniti ai manifestanti iraniani. Parlando a Detroit, il presidente americano ha promesso che “gli aiuti arriveranno presto” e ha avvertito che le autorità iraniane “pagheranno un prezzo molto alto” per la repressione delle proteste. Trump ha inoltre annunciato di aver “cancellato tutti gli incontri con i funzionari iraniani” fino a quando, ha detto, “non si fermeranno le uccisioni senza senso dei manifestanti”.
Il tono si è fatto ancora più duro in un’intervista alla Cbs, dove il presidente ha minacciato “azioni molto forti” nel caso in cui l’Iran proceda con l’impiccagione dei manifestanti arrestati. “Non ho sentito parlare di impiccagioni. Se li impiccheranno, vedrete delle conseguenze”, ha dichiarato, ribadendo che Washington reagirebbe con fermezza a un’eventuale escalation repressiva.
Alla domanda sull’obiettivo finale della sua strategia verso Teheran, Trump ha risposto senza esitazioni: “Vincere”. Una dichiarazione che conferma l’inasprimento dello scontro politico e retorico tra Stati Uniti e Iran, sullo sfondo delle proteste interne che continuano a scuotere il Paese.