
Le notizie sulla guerra tra Iran, Usa e Israele di mercoledì 15 luglio. Lo Us Central Command ha annunciato di aver concluso una nuova ondata di raid sull'Iran dopo aver comunicato di aver ripreso il blocco navale a Hormuz con 20 navi coinvolte. Trump: “Attacchi all'Iran continueranno finché non dirò basta. Senza accordo colpiremo centrali e ponti". Il Presidente Usa insiste: “Lo Stretto è aperto, ma non per l'Iran”. I pasdaran però colpiscono obietti Usa nel Golfo e bloccano Hormuz lanciando missili su cargo e petroliere: "Resta chiuso fino a termine raid Usa”
Kuwait, intercettati quattro missili e 21 droni provenienti dall'Iran
Un portavoce del ministero della Difesa del Kuwait ha dichiarato che le forze armate del Paese hanno intercettato quattro missili da crociera e 21 droni provenienti dall'Iran. Lo riporta Reuters online. Secondo il portavoce, l'attacco iraniano ha preso di mira diverse infrastrutture vitali in Kuwait, causando danni materiali ma non sono state segnalate vittime.
Trump: "L'Iran sarà sconfitto molto presto"
Donald Trump ha assicurato che "l'Iran sarà sconfitto molto presto". Parlando ad un summit sulla difesa in Pennsylvania il presidente degli Stati Uniti ha detto che una volta finita la guerra "l'economia americana avrà un boom. Ma anche adesso stiamo facendo molto bene".
Iran, segnalate esplosioni in diverse città
Esplosioni sono state segnalate nelle città di Ahvaz, nel sudovest dell'Iran vicino al confine con l'Iraq, a Chabahar, nel sudest del paese, e a Bandar Abbas, sulla costa sud affacciata sul golfo Persico. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Mehr. A Chabahar in particolare sarebbe stata colpita una torre di avvistamento navale utilizzata per la sicurezza marittima. Dalle 21 ora italiana le forze statunitensi hanno avviato una seconda ondata di attacchi contro l'Iran, come riferito dal Centcom.
Forze Usa: "Noi colpiamo obiettivi militari, Teheran civili innocenti"
I media di Stato iraniani "sostengono che le forze statunitensi abbiano colpito un deposito civile di grano a Hoveyzeh il 14 luglio (ieri). Questo è falso". Lo si legge in un messaggio del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) pubblicato su X, in cui si legge che "le forze statunitensi hanno colpito obiettivi militari iraniani a Bandar Abbas, Khormuj, Ahvaz, Qeshm, Tunb, Bushehr e Kuh-e Stak, al fine di ridurre la capacità dell'Iran di attaccare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz". Nel frattempo, conclude il Centcom, "l'Iran ha preso di mira civili innocenti in transito nello Stretto e nei Paesi limitrofi del Golfo".
Iran convoca l'ambasciatore Gb per protestare contro messa al bando pasdaran
Il ministero degli Esteri iraniano ha convocato l'ambasciatore britannico a Teheran per protestare contro la messa al bando del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche decisa questa settimana nel Regno, promettendo che la mossa "non resterà senza risposta". "A seguito dell'azione ingiustificata del governo britannico di inserire il nome del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche nella ‘Legge sulla prevenzione delle minacce statali', Hugo Shorter, l'ambasciatore britannico a Teheran, è stato convocato oggi, mercoledì presso il ministero degli Affari Esteri", ha riferito l'agenzia di stampa statale Irna, aggiungendo che la mossa "incontrerà una risposta reciproca e decisa da parte dell'Iran".
Centcom: "In corso seconda ondata di attacchi contro l'Iran"
Le Forze armate statunitensi hanno lanciato una seconda ondata di attacchi contro l'Iran.Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) afferma che gli attacchi "mirano a colpire le capacità militari iraniane utilizzate per minacciare le navi che transitano liberamente nello Stretto di Hormuz, una via navigabile internazionale vitale per il commercio globale".
Trump: "Nessuna scadenza per Teheran, ma sanno cosa devono fare"
"Non mi piace dare scadenze", ma "loro lo sanno" e "farebbero meglio a comportarsi bene". Lo ha detto Donald Trump al suo arrivo in Pennsylvania, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se gli Stati Uniti avessero imposto un ultimatum all'Iran.
Udite esplosioni vicino Consolato Usa a Erbil, nel Kurdistan iracheno
Diverse esplosioni sono state udite questa sera nei pressi del consolato degli Stati Uniti a Erbil, capitale della regione autonoma del Kurdistan iracheno. Secondo giornalisti dell'Afp presenti sul posto, nei pressi della sede diplomatica è stato attivato il sistema di difesa aerea. Il consolato statunitense è stato più volte bersaglio di attacchi con droni e razzi dall'inizio del conflitto in Medio Oriente.
Media: "Forze armate iraniane abbattono drone Usa su Bandar Abbas"
Le forze armate dell'Iran hanno abbattuto un drone statunitense Lucas, identificato nell'area della città portuale iraniana di Bandar Abbas. Lo ha riferito l'agenzia di stampa statale iraniana Fars, aggiungendo che i sistemi di difesa aerea dell'Iran hanno abbattuto oltre 20 droni statunitensi nella provincia di Hormozgan.
Pasdaran: "Distrutti in Giordania hangar per caccia Usa"
I Pasdaran hanno reso noto che le forze aeree iraniane hanno distrutto nella base aerea statunitense di Al Azraq, in Giordania, gli hangar che ospitavano i caccia Usa F-15, F-16 e F-35. Distrutti anche diversi droni.
Ghalibaf: "Con Usa affrontiamo una guerra esistenziale, vogliono dividere l'Iran"
"Stiamo affrontando una guerra esistenziale con l'America che mira a rovesciare il nostro regime e dividere il nostro paese". Lo afferma il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohamed Bagher Ghalibaf.
"Non abbiamo mai accolto la guerra e non lo faremo mai, ma dobbiamo essere pronti per la battaglia e resistere fino alla morte. – ha aggiunto – Se l'Iran non ottiene benefici dal memorandum d'intesa, non abbiamo alcun motivo per aderirvi".
Teheran: "Almeno 35 morti negli attacchi condotti dagli Usa a luglio"
Sono almeno 35 i cittadini iraniani che sono stati uccisi e 300 quelli che sono rimasti feriti negli attacchi condotti dagli Stati Uniti contro l'Iran a luglio. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Teheran, sottolineando che la maggior parte delle vittime si è registrata nelle province del sud dell'Iran.
Capo Idf: "In allerta, pronti a colpire chiunque mini la nostra sicurezza"
"L'Idf monitora gli eventi, in Iran e su altri fronti, è in stato di allerta e pronto a colpire con forza il nemico se tenterà di minare la sicurezza dei cittadini israeliani". Lo ha detto il capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir durante la cerimonia di commemorazione degli agenti della comunità dell'intelligence israeliana caduti nelle guerre.
"Il 7 ottobre sarà ricordato come il più grande fallimento nella storia dell'Idf e della comunità di intelligence", ha aggiunto Zamir. "Da quella frattura, la nostra Divisione di Intelligence è cambiata radicalmente nelle modalità di allerta di una guerra o pericoli per lo Stato d'Israele".
Media: "Esplosioni al centro dell'isola iraniana di Hengam nello stretto di Hormuz"
Udite due esplosioni al centro dell'isola iraniana di Hengam, situata nello Stretto di Hormuz vicino alla più grande isola di Qeshm. Secondo l'agenzia Mehr, si tratterebbe di "proiettili americani". Le autorità di Hormozgan affermano che, al termine della valutazione preliminare, verrà pubblicato un rapporto integrativo.
Usa: "Colloqui Libano-Israele positivi, nei prossimi giorni ritiro da zone pilota"
I negoziati tra Libano e Israele, conclusisi oggi a Roma, sono stati "positivi" e il processo di implementazione delle "zone pilota" dalle quali Israele dovrà ritirarsi inizierà "nei prossimi giorni". Lo hanno annunciato gli Stati Uniti.
I due Paesi hanno tenuto due giorni di colloqui nella capitale italiana, sotto l'egida degli Stati Uniti, che li hanno definiti "produttivi e positivi", con l'obiettivo di porre fine allo stato di guerra tra di loro. Hanno raggiunto "un accordo sulla struttura e le linee guida per il processo delle zone pilota" dalle quali Israele dovrà ritirarsi nel Libano meridionale.
Questo processo sarà "finalizzato e implementato nei prossimi giorni", ha dichiarato un funzionario statunitense all'ambasciata americana in Libano. Ieri il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha affermato che il suo Paese è pronto a "procedere" con l'implementazione di due "zone pilota", una richiesta chiave delle autorità libanesi.
In base a un accordo quadro raggiunto il 26 giugno dopo cinque cicli di colloqui a Washington, Israele si ritirerà gradualmente dalle aree del Libano meridionale occupate nell'ambito della guerra contro Hezbollah. Il funzionario statunitense ha aggiunto che i due Paesi passeranno ora a "discussioni tecniche più ampie" con l'obiettivo di "raggiungere un accordo globale tra Libano e Israele".
L'accordo quadro è stato raggiunto dopo un fragile cessate il fuoco nella nuova guerra scoppiata tra Hezbollah e l'esercito israeliano. Il movimento sciita filo-iraniano ha trascinato il Libano nel conflitto il 2 marzo bombardando Israele a sostegno dell'Iran.
Tuttavia, secondo i media statali libanesi, l'esercito israeliano continua a effettuare limitati raid aerei nel sud del Paese e a demolire i villaggi occupati. Dopo i colloqui di Roma, il presidente libanese Joseph Aoun è atteso a Washington il 21 luglio su invito del suo omologo americano, Donald Trump.
Borsa, Milano chiude in calo: Ftse Mib a -0,85%
La Borsa di Milano chiude in calo penalizzata dall'escalation del conflitto che oppone Usa e Iran. A Piazza Affari il Ftse Mib cede lo 0,85% a 52.411 punti.
Teheran: "Nessun negoziato al momento, concentrati sulla difesa"
L'Iran non ha al momento alcun piano per riprendere i negoziati con gli Usa e resta concentrato sulla propria difesa. Lo ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, secondo quanto riportato dai media di Teheran, sottolineando che le forze armate della Repubblica islamica hanno dimostrato che "qualsiasi aggressione contro il territorio iraniano sarà sicuramente seguita da una risposta reciproca".
"Non abbiamo piani per negoziati al momento e siamo concentrati sulla difesa", ha affermato il portavoce, aggiungendo che il memorandum d'intesa raggiunto con gli Stati Uniti è "un insieme di obblighi reciproci". "Se l'altra parte viola i suoi obblighi, anche noi ci asteniamo dal rispettare i nostri. Questo è un principio e la stessa linea sarà seguita in futuro", ha aggiunto.
Trump: "Texas e Alaska possono essere alternative a Hormuz"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha indicato gli oleodotti in Texas e Alaska come possibile alternativa allo Stretto di Hormuz, sostenendo che il corridoio marittimo è "aperto per chi vuole attraversarlo", pur ribadendo che resta chiuso all'Iran. In un'intervista a Fox News, Trump è stato interrogato sul forte calo del traffico navale nello stretto. Secondo dati sul monitoraggio delle navi, lunedì sono transitati soltanto dieci mercantili, meno del 10% del volume abituale, dopo l'escalation militare tra Stati Uniti e Iran. "È aperto se la gente vuole attraversarlo. Non lo stiamo aprendo per l'Iran. È chiuso per l'Iran sia in entrata sia in uscita. Ma adesso è aperto", ha dichiarato il presidente. Trump ha quindi sostenuto che i nuovi investimenti nelle infrastrutture energetiche statunitensi potrebbero ridurre la dipendenza dallo Stretto di Hormuz. "Negli ultimi mesi sono successe molte cose. Si stanno costruendo oleodotti. Stiamo sviluppando ottime alternative, anche in Texas e in Alaska", ha affermato.
Media: "Venerdì incontro delegazioni militari Usa-Israele-Libano"
Venerdì si terrà un incontro di delegazioni militari tra libanesi, israeliani e americani. La sede non è ancora stata annunciata. Lo riferisce Sky News Arabia.
Centcom: "Da ritorno blocco deviate 2 navi mercantili"
"Da quando è ripreso il blocco navale contro i porti iraniani, le forze statunitensi hanno deviato due navi mercantili che tentavano di forzarlo". Lo riferisce il Comando Centrale degli Stati Uniti, aggiungendo che l'esercito "rimane vigile e pronto a garantire il pieno rispetto del blocco".
Media: "Negoziati Roma andati bene, accordo su due zone pilota"
Il round di colloqui tra Israele e Libano a Roma si è concluso e un funzionario israeliano ha dichiarato che i negoziati sono andati bene e che sono necessarie ulteriori preparazioni e intese prima di avviare l'attuazione delle fasi iniziali delle zone pilota. Secondo il funzionario, riferisce il quotidiano israeliano Ynet, questo obiettivo sarà raggiunto nei prossimi giorni. Nel frattempo, una fonte libanese ha dichiarato alla televisione qatariota Al Jazeera che "l'incontro si è concluso con un accordo su due zone pilota: una occupata da Israele e l'altra adiacente alle sue posizioni. Il prossimo incontro vedrà riunite delegazioni militari di Libano e Israele. La data e il luogo non sono ancora stati stabiliti".
Marine Traffic: "Confermati 21 transiti da Hormuz in 24 ore"
Il 14 luglio si è registrato un leggero aumento dei transiti confermati rispetto al giorno precedente, con un totale di 21 transiti rilevati nella zona monitorata dello Stretto di Hormuz. Si è trattato prevalentemente di traffico commerciale a basso rischio, sebbene siano stati osservati anche nove transiti soggetti a sanzioni, cinque dei quali con navi battenti bandiera iraniana. Lo rilevano Marine Traffic e Kpler, secondo cui i movimenti hanno mostrato una leggera prevalenza in direzione ovest-est, mentre i viaggi con carico trasportavano principalmente greggio, Gpl, metanolo e minerale di ferro. Secondo gli esperti, le rotte sono rimaste fortemente concentrate sulla rotta iraniana, mentre la cosiddetta rotta omanita risulta in forte calo a causa del peggioramento delle condizioni di sicurezza nell’area prospiciente l’Oman. L’Organizzazione marittima internazionale (Imo) segnala 56 incidenti confermati e 17 vittime tra i marittimi, con tre nuovi attacchi verificati negli ultimi giorni.
Il presidente iraniano Araghchi è in viaggio verso Doha per i funerali dell'ex emiro.
ìSecondo una dichiarazione pubblicata sul suo canale Telegram, il ministro degli Esteri iraniano è partito per Doha questo pomeriggio "per incontrare i funzionari del Qatar ed esprimere le condoglianze per la scomparsa dell'ex emiro del Paese". Lo sceicco Hamad bin Khalifa Al Thani è deceduto domenica, giorno in cui è stato proclamato un periodo di lutto nazionale di quattro giorni. L'Iran ha attaccato quelli che definisce obiettivi statunitensi in Qatar, Paese che spesso funge da mediatore tra Washington e Teheran nel conflitto, l'ultimo attacco risale a domenica scorsa.
Ministero salute Iran: "Oltre 260 feriti nell'ultima ondata di attacchi Usa"
Il capo del Centro per le pubbliche relazioni e l'informazione del Ministero della Salute iraniano, Hossein Kermanpour, ha dichiarato su X che oltre 260 persone sono rimaste ferite nell'ultima ondata di attacchi americani contro il Paese. "Nella nuova ondata di incitamento alla guerra contro il nostro Paese, l'Iran, finora sono rimaste ferite più di 260 persone, tra cui 3 donne e 6 minori di 18 anni. Purtroppo, 2 delle vittime sono donne, 222 dei feriti sono stati curati e dimessi", ha affermato Kermanpour in un post su X.
Media Israele: "Incontro Trump-Netanyahu lunedì"
Dovrebbe tenersi lunedì prossimo l'incontro alla Casa Bianca tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ed il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Lo hanno indicato fonti israeliane citate da Ynet. Netanyahu, secondo quanto riferito dal Jerusalem Post, volerà sabato negli Stati Uniti per partecipare anche ai funerali del senatore Lindsey Graham e resterà a Washington fino a martedì.
Idf: "Uccisi a Gaza due comandanti forza Nukhba di Hamas"
Due comandanti di Hamas appartenenti alla Forza Nukhba, unità d'élite del gruppo palestinese, sono stati uccisi ieri sera in un raid israeliano nel nord della Striscia di Gaza, secondo quanto riferito dalle Forze di difesa israeliane. Lo riporta Times of Israel. Nell'attacco sono morti Ali Shamlakh, vicecomandante di compagnia della Nukhba, accusato di aver condotto operazioni contro truppe e civili israeliani, e Nasser Louh, comandante di una cellula della Nukhba all'interno del battaglione Sabra di Hamas. "I terroristi rappresentavano una minaccia immediata per le nostre forze impegnate nell'area e sono stati eliminati con un preciso attacco aereo", ha dichiarato l'Idf.
Teheran: "I nuovi attacchi statunitensi rafforzano la nostra volontà"
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei ha dichiarato che i nuovi attacchi statunitensi hanno ulteriormente rafforzato la determinazione dell'Iran a ottenere giustizia e a chiamare i responsabili a risponderne. Lo riporta Fars nel suo account in inglese su X. In un post su X, Baghaei ha dichiarato che ieri gli Stati Uniti hanno condotto attacchi contro diverse aree dell'Iran, inclusa la provincia di Hormozgan, aggiungendo che la "lista di crimini di Washington contro l'Iran si allunga di giorno in giorno". Per il portavoce un attacco ha colpito anche un presidio di tutela ambientale nel villaggio di Seyed Jowzar, nella contea di Hajjiabad, uccidendo tre membri della famiglia di Javad Hassanzadeh, una guardia forestale. Per Baghaei l'episodio rappresenta "l'ultimo di una serie di crimini di guerra statunitensi commessi negli ultimi quattro mesi e mezzo". Il portavoce ha sottolineato che ogni nuovo episodio non fa che rafforzare la determinazione dell'Iran a perseguire la giustizia attraverso meccanismi legali e internazionali e a chiamare i responsabili a risponderne.
Kuwait: "La difesa ha intercettato attacchi con droni lanciati dall'Iran"
Lo Stato maggiore delle forze armate del Kuwait ha reso noto nelle prime ore di oggi che le difese aeree hanno respinto attacchi di droni lanciati dall'Iran. Alcune esplosioni udite, ha riferito lo Stato maggiore, sono state causate dall'intercettazioni degli attacchi da parte dei sistemi di difesa aerea. Negli ultimi giorni il Kuwait ha annunciato più volte di aver intercettato attacchi missilistici e di droni iraniani, nel contesto del continuo scambio di fuoco tra Iran e Stati Uniti.
Concluso a Roma l'ultimo giorno di colloqui tra le delegazioni di Israele e Libano
Si è concluso il secondo e ultimo giorno di colloqui a Roma tra Israele e Libano. Lo rende noto l'agenzia libanese Nna, secondo cui le discussioni si sono focalizzate sull'accordo quadro firmato dalle parti a Washington che prevede, tra l'altro, il ritiro delle Forze di Difesa israeliane dalle due «zone pilota» nel sud e il trasferimento del controllo delle stesse all'esercito libanese. "Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta ascoltando la posizione del Libano nei colloqui con Israele" ha affermato il presidente libanese Joseph Aoun, secondo quanto riferito dal suo ufficio, citato da Times of Israel. "La formula quadro è la migliore possibile e ha iniziato a dare i suoi frutti, e Washington ha cominciato ad ascoltarci, con il dossier libanese ora sul tavolo del presidente degli Stati Uniti" ha spiegato Aoun. "I nostri obiettivi sono chiari e non scenderemo a compromessi sulle questioni che riguardano i diritti del Libano" durante il secondo giorno di colloqui a Roma.
Teheran: "Hormuz resta chiuso, due navi fermate da colpi di avvertimento"
"Lo Stretto di Hormuz rimane chiuso e, nelle ultime 24 ore, almeno due navi sono state fermate in seguito a colpi di avvertimento sparati dalla Marina delle Guardie Rivoluzionarie" Lo scrive Tasnim, l'agenzia di stampa che è collegata ai pasdaran dopo i raid usa