
Guerra in Ucraina e i negoziati per la pace con la Russia. Kiev apre a piano in 19 punti concordato con gli Usa a Ginevra. Il presidente americano Donald Trump assicura: “Stiamo facendo progressi, siamo molto vicini ad un accordo”, e annuncia l'invio di Witkoff a Mosca per incontrare Putin. Media: "Witkoff propose a Ushakov di collaborare alla stesura del piano di pace".
Per Trump l’Europa “sarà largamente coinvolta nelle garanzie di sicurezza”. Von der Leyen: "Ogni accordo di pace deve garantire sicurezza per Ue". Intanto i servizi di emergenza ucraini hanno riferito che la città di Zaporizhzhia ha subito un "massiccio" attacco di droni russi, che ha causato danni e feriti.
Zelensky: "Sappiamo difenderci, la narrativa russa è ingannevole"
"I russi stanno diffondendo in tutto il mondo la narrativa secondo cui l'Ucraina non sarebbe in grado di difendersi. Stanno dicendo che i soldati ucraini non sono in grado di difendersi. I risultati quotidiani dei combattimenti dell'esercito ucraino, delle nostre forze speciali e degli attacchi in profondità sono la prova che l'Ucraina è in grado di difendere i propri interessi". Lo afferma su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Ora, ogni occupante russo eliminato, ogni rifornimento del nostro fondo di scambio per l'Ucraina, ogni assalto russo respinto dagli ucraini, ogni pezzo di equipaggiamento russo distrutto, ogni attacco profondo che portiamo a termine: sono tutti argomenti che dimostrano che vale la pena stare al fianco dell'Ucraina, che vale la pena aiutare l'Ucraina e che non è l'Ucraina a dover essere pressata per la pace, ma la Russia, l'unica ragione per cui questa guerra si trascina", conclude Zelensky.
Ucraina: Oltre 14mila civili intrappolati nelle zone di guerra in Donetsk
Nella regione di Donetsk 14.400 civili si trovano ancora nelle aree di combattimento attivo, su un totale di 196.800 persone presenti nella parte della regione sotto il controllo ucraino. Lo scrive Ukrinform, agenzia nazionale di stampa dell’Ucraina, che cita Dmytro Petlin, del Servizio operativo, allerta e comunicazione dell’amministrazione militare regionale di Donetsk. Dal febbraio 2022 oltre 1 milione e 316.600 persone sono state evacuate dagli insediamenti di Donetsk sotto il controllo ucraino. A Pokrovsk, nella regione di Donetsk, i civili rimasti in città sarebbero circa 1.250. Lo afferma sempre Petlin, che però chiarisce: “La scorsa settimana tre persone sono state evacuate da Pokrovsk. Il numero di persone rimaste in città è più o meno lo stesso della settimana scorsa, circa 1.250. Tuttavia, queste cifre non sono confermate: si tratta degli ultimi dati forniti dalle autorità locali, quando era ancora possibile contare le persone presenti”.
L'Ungheria dice no a uso asset russi: "Serve ok di tutte le parti"
"L'Ungheria non sosterrà questa iniziativa. Utilizzare i beni congelati prima di un accordo di pace scatenerebbe contromisure russe che possono causare gravi danni alle aziende europee, comprese quelle ungheresi. Questa è la realtà fondamentale per noi". Lo scrive su X Balázs Orbán, direttore politico del primo ministro ungherese Viktor Orbán. "Ecco perché la pace è essenziale e perché l'uso di questi beni può essere solo parte di un accordo basato sul consenso di tutte le parti coinvolte. Lo diciamo da mesi – eppure a Bruxelles sembra che stiamo parlando di un muro".
Ucraina, interrogato il negoziatore Rustem Umerov per lo scandalo corruzione
Rustem Umerov, alto funzionario della sicurezza ucraina e figura chiave nei negoziati di pace con Mosca e Washington, è stato interrogato come testimone dagli investigatori che indagano sul più grande scandalo di corruzione in tempo di guerra dell'Ucraina, secondo quanto riportato da due media locali. L'Ufficio nazionale anticorruzione dell'Ucraina ha invitato Umerov a testimoniare nell'ambito dell'indagine su Timur Mindich, sospettato di essere il capo di un sistema di tangenti da 100 milioni di dollari che coinvolge la compagnia statale per l'energia nucleare, secondo quanto riportato dai media citando l'ufficio stampa di Umerov.
Deputati Usa chiedono le dimissioni di Witkoff: "Traditore"
Con l'accusa di essere un "traditore" alcuni deputati americani hanno chiesto le dimissioni di Steve Witkoff dopo la pubblicazione delle conversazioni con Yuri Ushakov e Kirill Dmitriev pubblicate da Bloomberg. Il deputato repubblicano del Nebraska Don Bacon ha chiesto il licenziamento immediato dell'immobiliarista di New York prestato alla Casa Bianca. "Per coloro che si oppongono all'invasione della Russia e vogliono che l'Ucraina prevalga come Paese sovrano e democratico, è chiaro che Witkoff è chiaramente favorevole ai russi. Non può guidare questi negoziati. Un agente russo farebbe a meno di lui? Deve essere licenziato", ha dichiarato.
Sulla stessa linea il commento del repubblicano della Pennsylvania Brian Fitzpatrick per cui Witkoff "è un grande problema, una delle tante ragioni per cui questi show ridicoli e incontri segreti devono finire". Fitzpatrick chiede che subentri, come negoziatore, al posto di Witkoff il segretario di Stato Marco Rubio, e che gli sia consentito "di svolgere il suo lavoro". Il democratico Ted Lieu si è spinto oltre parlando di Witkoff come di un "traditore vero e proprio".
Cosa c’è di tanto interessante nella telefonata tra Witkoff e Ushakov per discutere del piano per l’Ucraina
Lo scorso 14 ottobre vi è stata una telefonata riservata tra l’emissario di Trump e il consigliere di Putin: Witkoff ha proposto un piano di pace in 20 punti per l’Ucraina e suggerito la chiamata Putin-Trump prima dell’arrivo di Zelensky. Cosa che effettivamente sarebbe avvenuta ma cosa c’è di tanto interessante nella telefonata tra Witkoff e Ushakov per discutere del piano per l’Ucraina.
Consigliere ucraino Podolyak: "Non sappiamo nulla della fuga di notizie su Witkoff"
“Per noi è importante distinguere tra i documenti ufficiali e tutto ciò che accade intorno ad essi. C'è la posizione dell'amministrazione statunitense sul piano di pace, che stiamo discutendo in diverse sedi con americani ed europei. Si tratta di un tentativo di creare un meccanismo realistico per porre fine alla guerra: garanzie di sicurezza, ruolo degli alleati, conseguenze per la Russia in caso di nuova aggressione. È una discussione complessa e delicata, in cui ogni parola vale oro. A parte questo, c'è la questione dei contatti informali, delle registrazioni delle conversazioni, delle fughe di notizie. È ovvio che questi argomenti influenzeranno soprattutto la politica interna e le discussioni interne in vari paesi, in particolare negli Stati Uniti. L'Ucraina, ovviamente, non ha nulla a che fare con l'organizzazione di queste pubblicazioni. Agiamo in modo diretto: nell'ambito di accordi di partenariato, con una logica trasparente e linee rosse assolutamente comprensibili per i nostri alleati. Le questioni più delicate – territori, numero delle truppe, possibilità di alleanze – richiedono un colloquio al più alto livello tra Volodymyr Zelenskyy e Donald Trump. Il presidente ucraino è pronto in qualsiasi momento a partecipare a tale incontro. È chiaro che senza un colloquio personale tra i due presidenti non è possibile rispondere in modo adeguato alle questioni più delicate. È altrettanto chiaro che la Federazione Russa non dimostra ancora la volontà di porre fine alla guerra…”. Così sui social il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak.
Presidente tedesco Steinmeier: "L'Europa non lascerà sola Ucraina"
"L'Europa è decisa ad appoggiare l'Ucraina, non la lascerà sola. Sappiamo che Ucraina ha bisogno dell'Europa, perché difende la libertà dell'Europa. Dobbiamo continuare a sostenere Ucraina, come fanno Germania e Spagna, in maniera congiunta e con la speranza che questo appoggio sia accompagnato da iniziative diplomatiche, che speriamo possano sfociare nella fine della guerra in un prossimo futuro". Lo ha detto il presidente della Repubblica Federale tedesca, Frank-Walter Steinmeier nel suo discorso oggi, davanti al Congresso spagnolo. "Dopo 4 anni di guerra contro la Russia, vediamo che si cerca di minare il futuro di Europa" ha detto Steinmeier, ricordando che gli ucraini affrontano il quarto inverno di guerra, minacciati dai droni che distruggono le loro infrastrutture, i loro ospedali, le loro scuole, le loro case.
Lukashenko: "Bielorussia pronta ad ospitare negoziati tra Mosca e Kiev"
Il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko si è offerto di ospitare i negoziati di pace tra la Russia e l'Ucraina, "se si desidera tornare" a Minsk. Lukashenko ha formulato la proposta durante un incontro a Bishkek, in Kirghizistan, con il presidente russo Vladimir Putin. Mosca e Minsk, ha detto il presidente bielorusso, "hanno molte questioni serie da discutere" ed entrambe le parti hanno bisogno di consultazioni prima di prendere decisioni. "Se desiderate tornare di nuovo a Minsk, sapete che siamo sempre pronti", ha detto Lukashenko, secondo quanto si legge in una nota diffusa dalla presidenza bielorussa.
Peskov: "Attacchi a Witkoff per ostacolare l'accordo di pace"
"Le richieste di licenziare l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff in seguito alla pubblicazione delle sue conversazioni con il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, mirano a ostacolare il fragile slancio verso una soluzione pacifica in Ucraina". Lo dice il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov intervistao da una emittente russa. "Innanzitutto, non c'è nulla di particolarmente spaventoso", ha affermato Peskov secondo quanto riporta la Tass "se mettiamo da parte la questione se siano vere o meno". "Lo stesso presidente Trump, tra l'altro, ha parlato indirettamente in difesa di Witkoff: è il solito lavoro di un negoziatore". "Probabilmente, le voci che ora si levano [con richieste] di licenziare Whitkoff mirano principalmente a interrompere le modeste tendenze verso il raggiungimento di un accordo attraverso negoziati pacifici", ha aggiunto Peskov. "Certamente, emergeranno molte persone che non si fermeranno davanti a nulla per interrompere questo processo", ha concluso il portavoce di Vladimir Putin.
Cremlino: "Processo serio in corso per la pace"
È in corso "un processo serio" per trovare una soluzione negoziata al conflitto in Ucraina, e molti cercheranno di farlo fallire. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in un'intervista alla televisione di Stato ripresa dall'agenzia Ria Novosti. "C'è un processo in corso, un processo serio, e adesso, probabilmente, non c'è niente di più importante", ha affermato Peskov. In questo contesto, ha aggiunto, "appariranno molte persone che non si faranno scrupoli di nessun tipo pur di far fallire questo processo".
La Svezia spinge sull'UE per nuovo round di sanzioni contro la Russia
La Svezia spinge l'UE a premere per il prossimo round di sanzioni contro la Russia. Il ministro degli esteri svedese Maria Malmer Stenergard ha affermato che il Paese desidera che l'UE adotti il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia il prima possibile per mantenere la pressione su Mosca, affermando che la Svezia non avrebbe mai "premiato l'aggressione" e riconosciuto "l'annessione illegale della Crimea o di qualsiasi altra parte del territorio ucraino" da parte della Russia.
Zelensky ringrazia von der Leyen: "Sua posizione in sostegno di Kiev è chiara"
Volodymir Zelensky ringrazia Ursula von der Leyen "per il suo messaggio e la sua posizione chiari in sostegno dell'Ucraina durante il suo discorso al Parlamento europeo oggi". "Siamo d'accordo: fino a che la Russia continua a respingere tutti gli sforzi di pace, le sanzioni devono essere rafforzate e l'assistenza per la difesa e finanziaria dell'Ucraina devono proseguire", ha aggiunto Zelensky in un post in cui spiega di aver parlato con la Presidente della Commissione anche della situazione diplomatica e del lavoro dell'Ue sulla decisione sulla questione degli asset russi congelati da destinare alla difesa dell'Ucraina".
L'Alto Rappresentante Ue per la Politica estera risponde a Rutte: "Nessun segnale che la Russia voglia la pace"
L'Alto Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas fa chiarezza ed esprime la sua opinione sulle parole del segretario generale della Nato Mark Rutte, secondo cui la guerra può finire nel 2025: "Al momento non abbiamo alcuna indicazione che la Russia voglia la pace. I bombardamenti indiscriminati continuano. Se ci sarà un cessate il fuoco, potranno esserci i negoziati di pace".
Kallas: "Vogliamo tutti che la guerra in Ucraina finisca ma è importante il come"
"Vogliamo tutti che questa guerra finisca, ma anche il modo in cui finirà è importante. Dobbiamo tenere presente che c'è un aggressore e una vittima". Lo afferma l'Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas in conferenza stampa dopo la riunione con i ministri degli Esteri in videoconferenza. "Un cessate il fuoco immediato e incondizionato deve essere il primo passo per porre fine alla guerra, ma al momento non vediamo alcun segno che la Russia sia pronta per un cessate il fuoco. La Russia non sta rallentando. È una macchina militare, sta intensificando i suoi sforzi. Dobbiamo ancora passare da una situazione in cui la Russia finge di negoziare a una situazione in cui è costretta a negoziare. Ci stiamo arrivando".
Il viceministro degli Esteri russo: "Mosca non farà concessioni su questioni fondamentali"
La Russia non farà concessioni sulle questioni fondamentali che riguardano la guerra in Ucraina: lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo, Sergey Ryabkov. "Non possiamo parlare di concessioni o di passi indietro nel nostro approccio sui punti chiave per la risoluzione delle questioni in sospeso, anche nel contesto dell'operazione militare speciale. Sottolineo inoltre che diversi elementi dell'incontro tra i presidenti di Russia e Stati Uniti, Vladimir Putin e Donald Trump ad Anchorage, rappresentano già di per sé delle soluzioni di compromesso, come ha affermato anche il Presidente della Federazione Russa", ha proseguito. Ryabkov ha avvertito che, per il momento, la Russia "non è disposta a discutere pubblicamente alcun dettaglio" del piano di Trump sull'Ucraina, comprese le sue varie versioni.
Il consigliere di Putin Ushakov: "007 russi e ucraini si sono incontrati a Abu Dhabi"
Il consigliere del Cremlino Yury Ushakov ha detto che a Abu Dhabi funzionari dei servizi segreti russi e ucraini si sono incontrati "per discutere questioni delicate come lo scambio di prigionieri". Lo riporta Tass. "Si incontrano occasionalmente e discutono di questioni che definirei molto delicate, comprese quelle relative allo scambio di prigionieri", ha osservato il consigliere che sostiene che il segretario Usa Driscoll "si è presentato all'improvviso alla riunione e per quanto ne so, ha incontrato funzionari ucraini e ha anche tenuto una riunione con i nostri rappresentanti, cosa del tutto inaspettata".
Ucraina, blackout a Kharkiv, Sumy e Poltava dopo i bombardamenti russi
La società energetica Ucraina, Ukrenergo, ha annunciato blackout nelle regioni di Kharkiv, Sumy e Poltava. La decisione è stata presa in seguito ai bombardamenti russi su alcuni impianti energetici sul territorio nazionale. Secondo il ministero dell'Energia dell'Ucraina, questa notte l'esercito russo ha attaccato direttamente le infrastrutture energetiche delle regioni di Donetsk e Kharkiv.
Trump difende Witkoff: "Questo è ciò che fa un mediatore"
Trump ha difeso il suo inviato Steve Witkoff durante la notte, dopo che Bloomberg ha riportato che avrebbe consigliato al collaboratore di Putin Ushakov su come parlare con Trump e condurre i colloqui. "E' una cosa normale. Deve vendere questo all'Ucraina, deve vendere l'Ucraina alla Russia. E' quello che fa un mediatore. Non l'ho sentita, ma ho sentito dire che si tratta di una negoziazione normale. E immagino che stia dicendo la stessa cosa all'Ucraina, perché entrambe le parti devono dare e ricevere", ha detto Trump ai giornalisti.
Cremlino: "È prematuro dire che l'accordo è vicino"
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha definito "premature" le dichiarazioni secondo cui la situazione in Ucraina sarebbe vicina a un accordo di pace. "È troppo presto per dirlo", le sue parole riportate dalla Tass. Peskov – allo stesso tempo – ha confermato che "ci sono contatti" in corso fra Russia e Stati Uniti.
Il Cremlino: "Intromissione degli europei del tutto inutile"
"Gli europei si intromettono in tutte queste questioni, cosa del tutto inutile, a mio avviso". Lo ha detto il consigliere presidenziale russo per la politica estera, Yuri Ushakov, rispondendo a una domanda della televisione di Stato sul possibile ruolo dell'Europa nelle discussioni sui piani di pace per l'Ucraina. Lo riporta la Tass.
Il Cremlino: "Fine guerra entro il 2025? Ci piacerebbe"
"Ci piacerebbe": così il consigliere presidenziale russo per la politica estera Ushakov ha risposto a una domanda della televisione di Stato sulla possibilità che il conflitto in Ucraina finisca entro il 2025, come ritenuto possibile dal segretario generale della Nato, Mark Rutte, in un'intervista al Pais. Lo riferisce l'agenzia Interfax.
Cremlino: "Molti punti piano Usa richiedono discussione"
Il consigliere presidenziale russo per la politica estera, Yuri Ushakov, ha dichiarato che "alcuni aspetti" delle proposte di Donald Trump per la pace in Ucraina "possono essere considerati positivamente, ma molti richiedono una seria discussione tra gli esperti", che non c'è ancora stata. Parlando in un'intervista alla televisione russa, ripresa dalla Tass, Ushakov ha lamentato che Mosca ha ricevuto, solo in via non ufficiale, "diverse versioni" del piano, "alcune delle quali possono anche confondere".
Cosa prevede il nuovo piano di pace in 19 punti accettato da Kiev
Dopo il rigetto del progetto Usa in 28 punti, sul tavolo dei negoziati tra Washington, Kiev e le capitali europee circola ora una bozza in 19 punti, filtrata da Reuters, Guardian e Financial Times. Il dossier rielabora i nodi centrali del conflitto e prova a ridurre le pretese contenute nel precedente schema elaborato da Steve Witkoff e Kirill Dmitriev. Di seguito, i contenuti principali già emersi.
Territori contesi – È il cuore del negoziato. La bozza europea prevede che “l’Ucraina si impegna a non recuperare il suo territorio sovrano occupato con mezzi militari. I negoziati sugli scambi territoriali inizieranno dalla linea di contatto”. Niente riconoscimenti automatici di sovranità russa, nessuna cessione preliminare delle aree occupate, e un rinvio delle decisioni finali a un confronto diretto tra Trump e Zelensky.
Adesione dell’Ucraina alla Nato – Il tema resta sospeso. Secondo il Financial Times è “messo tra parentesi” in attesa di un accordo ai massimi livelli. Reuters segnala che l’ingresso dipenderebbe dal consenso unanime dei membri dell’Alleanza, oggi inesistente. Il Guardian nota che la proposta mantiene formalmente aperta la porta alla Nato, ma avverte sul rischio che Mosca tenti di imporre condizioni. Una distanza netta dal “Piano Trump”, che chiedeva a Kiev di sancire per Costituzione la rinuncia definitiva al Patto Atlantico.
Dimensioni dell’esercito ucraino – Si ridimensiona il limite proposto dagli Stati Uniti (600 mila effettivi), con la bozza europea che fissa un tetto di 800 mila militari in tempo di pace. Restano però le preoccupazioni occidentali: un esercito troppo compresso renderebbe Kiev vulnerabile. Da qui l’introduzione di garanzie di sicurezza “in stile Articolo 5”, attivabili in caso di nuova aggressione russa pur senza un ingresso formale dell’Ucraina nella Nato.
Gestione degli asset russi congelati – Scompare la redistribuzione strutturata prevista dagli Usa. Nel piano in 28 punti si stabiliva che “100 miliardi di dollari” fossero destinati alla ricostruzione dell’Ucraina sotto guida statunitense, con Washington titolare del “50% dei profitti”. Nella nuova bozza gli asset restano congelati finché Mosca non risarcirà i danni; nessuna spartizione immediata, nessun fondo congiunto. Il Guardian aggiunge che l’alleggerimento delle sanzioni e il rientro della Russia in organismi come il G8 dipenderebbero dal consolidamento della pace.
Elezioni presidenziali e politiche – La bozza europea prevede che le elezioni in Ucraina si tengano “al più presto possibile” dopo l’accordo, senza scadenze rigide. È un’impostazione più flessibile rispetto al “Piano Trump”, che imponeva il voto “entro 100 giorni”.
Nuova struttura di sicurezza – Secondo Reuters, l’E3 propone una “security task force” formata da Usa, Ucraina, Russia ed Europa per monitorare l’attuazione dell’intesa e gestire le eventuali violazioni del cessate il fuoco.
I punti restanti – Molti dei 19 capitoli, soprattutto quelli politico-militari più delicati, verrebbero negoziati direttamente tra Trump e Zelensky. Gli emendamenti riguardano procedure di verifica, meccanismi di sblocco progressivo delle sanzioni, misure di demilitarizzazione locale, gestione dei corridoi umanitari, controllo delle armi pesanti lungo la linea del fronte, ritiro graduale delle truppe e garanzie multilaterali sull’accordo.
Nel complesso, la bozza a 19 punti rappresenta un tentativo di mediazione tra le richieste massimaliste del piano Witkoff-Dmitriev e le condizioni poste da Kiev e dall’Unione Europea, riducendo le frizioni immediate e rinviando ai leader politici la decisione sui nodi che restano più esplosivi.
Fonte ucraina alla Cnn: manca ancora intesa con Usa su tre nodi significativi

Una fonte ucraina di alto livello ha detto alla Cnn che ci sono ancora notevoli divari su 3 punti tra ciò che l'amministrazione Trump chiede all'Ucraina e ciò che le autorità di Kiev sono disposte ad accettare. Parlando alla Cnn, la fonte ha concordato con i funzionari di Trump sul fatto che sia stato effettivamente raggiunto un "consenso" sulla maggior parte dei punti esposti nelle 28 proposte di pace degli Usa. Ma la fonte ha affermato che, lungi dall'essere solo pochi punti di disaccordo minori, come sostiene la Casa Bianca, ci sono ancora almeno tre aree cruciali in cui permangono differenze significative, differenze che potrebbero decretare il successo o il fallimento degli sforzi per negoziare la fine del conflitto. In primo luogo, la delicata questione se l'Ucraina dovrebbe cedere territori chiave nella regione del Donbass, nell'Ucraina orientale, annessi ma non ancora conquistati dalla Russia, tra cui la "cintura di fortezze" di città e paesi fortemente difesi, considerati vitali per la sicurezza ucraina. Precedenti proposte statunitensi prevedevano che l'Ucraina cedesse il territorio per trasformarlo in una zona demilitarizzata amministrata dalla Russia. La fonte ucraina ha dichiarato che ci sono stati "certi progressi" su tale proposta, ma che non è stata ancora presa alcuna decisione. In secondo luogo, è ancora in discussione la controversa proposta statunitense di limitare le dimensioni delle forze armate ucraine a 600.000 unità. La fonte ucraina ha affermato che si è parlato di un nuovo numero più elevato, ma che Kiev desidera ulteriori modifiche prima di essere disposta ad accettare tali limitazioni. Infine, per quanto riguarda la rinuncia dell'Ucraina alla sua ambizione di diventare membro della Nato, tale richiesta, ha detto la fonte a Cnn, rimane inaccettabile. Una simile concessione creerebbe un "brutto precedente" e di fatto darebbe alla Russia un diritto di veto sull'alleanza militare occidentale "di cui non è nemmeno membro". Punti la cui risoluzione a favore della Russia è anche la principale condizione posta da Mosca per porre fine alla sua brutale campagna. Ma tutti e tre i punti ancora aperti rappresentano anche linee rosse di lunga data per l'Ucraina, su cui hanno combattuto e perso la vita decine di migliaia di soldati ucraini.
Per Ursula von der Leyen l'Europa "deve continuare a fare pressione sulla Russia"
Secondo Ursula von der Leyen l'Europa "deve continuare a fare pressione sulla Russia, finché non ci sarà una pace giusta e duratura" in Ucraina. "Non possiamo mai perdere di vista – continua – ciò che l'Ucraina sta sacrificando, ciò per cui sta combattendo: la sua sicurezza, la sua libertà, la sua indipendenza. Perché, in definitiva, questo è ciò che è in gioco in questi giorni cruciali per l'Ucraina e per l'Europa: fondamentalmente, il nucleo e i valori della Carta delle Nazioni Unite. Ecco perché l'Europa sarà al fianco dell'Ucraina e la sosterrà in ogni fase del percorso".
Von der Leyen: "Nulla sull'Ucraina senza l'Ucraina, migliaia di genitori aspettano i figli"
"Nulla sull'Ucraina senza l'Ucraina, nulla sull'Europa senza l'Europa, nulla sulla Nato, senza la Nato", ha aggiunto Ursula von der Leyen intervenendo alla plenaria di Strasburgo circa la posizione europea sul piano di pace in Ucraina. "Ci sono migliaia di madri e padri che aspettano i loro figli: l'Europa farà di tutto perché ciò accada".
Guerra Ucraina, Von der Leyen: "Ogni accordo di pace deve garantire sicurezza per Ue"

"La prima priorità è che qualsiasi accordo garantisca una pace giusta e duratura e garantisca una reale sicurezza per l'Ucraina e l'Europa". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo in plenaria al Parlamento europeo a Strasburgo nel dibattito sul piano di pace per l'Ucraina. "In quanto nazione sovrana, non possono esserci limitazioni alle forze armate ucraine che renderebbero il Paese vulnerabile a futuri attacchi. E questo riguarda tanto la deterrenza quanto la sicurezza dell'Europa, perché la sicurezza dell'Ucraina è la sicurezza dell'Europa, quindi l'Ucraina ha bisogno di garanzie di sicurezza solide, a lungo termine e credibili, come parte di un pacchetto piu' ampio per dissuadere e scoraggiare eventuali futuri attacchi da parte della Russia. Ed e' altrettanto chiaro che qualsiasi accordo di pace deve garantire che la sicurezza europea sia garantita a lungo termine".
Ucraina, presidenza Ue: "Accogliamo con favore tutti gli sforzi per raggiungere la pace"
"Fin dal primo giorno, abbiamo sostenuto gli sforzi dell'Ucraina per difendersi e raggiungere la pace, e accogliamo con favore tutti gli sforzi diplomatici volti a raggiungere una pace e una sicurezza giuste e durature. Ci auguriamo che il recente impegno degli Stati Uniti porti a risultati positivi e siamo soddisfatti dei progressi compiuti nell'incontro di Ginevra". Lo ha dichiarato la ministra degli Affari europei della Danimarca (presidenza di turno dell'Ue), Marie Bjerre, intervenendo in plenaria al Parlamento europeo a Strasburgo nel dibattito sul piano di pace per l'Ucraina.
Zacharova: "Media e politici europei ostacolano risoluzione del conflitto in Ucraina"
I media e i politici europei stanno cercando di ostacolare una risoluzione politica e diplomatica del conflitto in Ucraina, sostiene la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, che ha commentato le recenti pubblicazioni dei media sul piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e le dichiarazioni dei politici europei. "Non si tratta di fare punti. Non si tratta di rafforzare la propria posizione attraendo le masse. Si tratta, in primo luogo, di ostacolare una soluzione politica e diplomatica e, in secondo luogo, di manipolare la situazione per i propri scopi. Ma manipolare la situazione, in base al punto 1, significa ostacolare del tutto qualsiasi possibilità di una soluzione politica e diplomatica", ha detto Zakharova a Sputnik Radio.