
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato che le trattative di pace sono incagliate principalmente sul destino del Donbass, in particolare il Donetsk. Il consigliere del Cremlino dice che ci potrà essere un cessate il fuoco solo dopo il ritiro delle truppe dal Donbass, e che quel territorio è russo.
Il Financial Times: "Nella bozza del piano di pace l'adesione dell'Ucraina all'Ue entro il 2027".
Belgio, Bulgaria, Italia e Malta: "Sì tecnico ma decisione su beni russi spetta a leader"
Belgio, Bulgaria, Italia e Malta confermano l’impegno a garantire all’Ucraina un “sostegno finanziario regolare e prevedibile nel lungo periodo”, ribadendo che ogni soluzione dovrà restare pienamente conforme al diritto internazionale e dell’Unione Europea. In una dichiarazione congiunta, i quattro Paesi sottolineano che i beni russi congelati “devono rimanere immobilizzati” finché Mosca non porrà fine alla guerra di aggressione e non avrà compensato i danni causati.
I governi esprimono però forti riserve sull’utilizzo della procedura basata sull’articolo 122 del Trattato sul funzionamento dell’UE, avvertendo che essa comporta conseguenze giuridiche, finanziarie e istituzionali che potrebbero andare oltre il caso specifico. Secondo i firmatari, la decisione avrebbe dovuto essere discussa dal Consiglio europeo prima dell’adozione finale da parte del Consiglio.
In vista del Consiglio europeo di dicembre, Belgio, Bulgaria, Italia e Malta chiedono a Commissione e Consiglio di continuare a valutare opzioni alternative, conformi al diritto UE e internazionale e con rischi inferiori, come strumenti di prestito dell’Unione o soluzioni-ponte per sostenere le esigenze finanziarie di Kyiv.
Pur votando a favore della procedura scritta, i quattro Stati precisano che il sì non pregiudica la decisione sull’eventuale utilizzo dei beni russi immobilizzati, che dovrà essere assunta a livello dei leader, e che non costituisce un precedente nell’ambito della Politica estera e di sicurezza comune. La dichiarazione, chiedono infine, dovrà essere allegata ai verbali della procedura.
Fonti Chigi: "Sui beni russi discussione politica senza fughe tecniche in avanti"
Insieme a Belgio, Bulgaria e Malta, l'Italia ha deciso di non far mancare il proprio sostegno al Regolamento che intende stabilizzare l'immobilizzazione dei beni russi – senza tuttavia stabilirne l'utilizzo – sino a che Mosca non cessi la sua guerra di aggressione contro l'Ucraina e non la risarcisca per i danni causati dalla sua guerra. Lo ha fatto perché non vi siano dubbi sul proprio sostegno all'Ucraina. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi, spiegando che l'Italia, tramite una dichiarazione aggiuntiva, ha però voluto sottolineare la necessità che decisioni di una tale portata giuridica, finanziaria e istituzionale siano sempre precedute da una discussione a livello politico e non vi siano fughe in avanti a livello tecnico.
Renzi: "Sull'Ucraina non sappiamo dove sta Giorgia Meloni"
"Se non avessimo finanziato militarmente e commercialmente l'Ucraina, Putin l'avrebbe presa in 15 giorni". Lo dice il leader di Italia Viva Matteo Renzi a Otto e mezzo su La7. "Sono d'accordo però nel dire che abbiamo armato l'Ucraina ma non l'UE dell'arma più potente che abbiamo: la diplomazia. Trump è decisivo per l'accordo di pace, non si può prescindere dagli Usa. Al contempo l'UE deve avere posizione unitaria. Ma non sappiamo Giorgia Meloni dove sta, fa zigzag. Mi spiace vedere Zelensky con Uk, Francia, Germania e senza l'Italia", aggiunge Renzi.
La Banca Centrale russa: "Illegale utilizzo diretto o indiretto degli asset russi"
Qualsiasi utilizzo diretto o indiretto degli asset russi congelati dai Paesi europei è "illegale e contrario al diritto internazionale, incluso il principio dell'immunità sovrana degli asset”. Lo sostiene la Banca centrale russa nel primo commento al progetto della Commissione europea, ancora tutt'altro che concordato, di trasferire tali asset a un “prestito di riparazione” per l'Ucraina di 140 miliardi di dollari.
Francia: "Gli ucraini non hanno raggiunto alcun accordo sui territori"
Gli ucraini non hanno raggiunto alcun accordo sul territorio e "non ne stanno prendendo in considerazione alcuno al momento". Lo ha detto la presidenza francese dopo che indiscrezioni di stampa suggerivano l'apertura di Kiev alla smilitarizzazione dei territori che ancora controllano e che i russi vogliono per sé. "Gli ucraini non hanno raggiunto alcun accordo sui territori, non ne stanno prendendo in considerazione alcuno al momento e non stanno prendendo in considerazione una zona demilitarizzata", ha insistito un consigliere del presidente francese Emmanuel Macron.
Crosetto: "L'Italia tenta di creare le condizioni perché le guerre finiscano"
"Noi siamo convinti che i due popoli debbano poter vivere in pace, debbano avere le condizioni per vivere in pace: vale per la Palestina, vale per l'Ucraina, vale per tutti i luoghi dove c'è guerra. Il tentativo dell'Italia è quello di creare le condizioni perché le guerre finiscano, le tregue si trasformino in pace e la pace si trasformi in rinascita economica. Stiamo parlando di tempi lunghissimi, i disastri fatti in alcune parti del mondo avranno bisogno di decenni, un buon motivo per partire prima possibile". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a margine del suo intervento ad Atreju.
Sui tempi, "guardate le difficoltà con cui in Kosovo dopo 30 anni si riesce a rimarginare le ferite aperte che sono molto meno gravi di quelle che sono aperte in Ucraina o in Palestina – ha aggiunto -. Bisogna lavorare tutti insieme, è la comunità internazionale che deve accollarsi questi percorsi di pace perché da sole quelle nazioni, quei paesi, quei popoli non ce la fanno".
Da Unione Europea ok al congelamento indeterminato degli asset russi
L'UE ha autorizzato il congelamento indeterminato degli asset russi. L'ok, attraverso la cosiddetta procedura scritta, è arrivato da 25 Paesi. Solo due hanno espresso parere contrario.
Kiev: "Imbarcazione turca danneggiata da attacco russo a Odessa"
Un'imbarcazione turca è stata danneggiata in un attacco aereo russo sulla città portuale ucraina di Odessa, sul Mar Nero. Lo ha riferito il ministro ucraino per la Ricostruzione Oleksiy Kuleba. "La Russia ha lanciato un attacco missilistico contro le infrastrutture portuali civili nella regione di Odessa", ha dichiarato su Telegram Kuleba, aggiungendo che "un traghetto battente bandiera turca è stato danneggiato nel porto sul Mar Nero, senza che fossero segnalate vittime".
Zelensky: "In Germania un gruppo di lavoro su garanzie di sicurezza per l'Ucraina"
“In Germania è in fase di preparazione il lavoro di un gruppo di difesa dedicato ai dettagli delle garanzie di sicurezza per l'Ucraina. Da parte ucraina, il gruppo è guidato dal tenente generale Hnatov e vi partecipano rappresentanti del nostro esercito, dei servizi di intelligence e delle forze di sicurezza”. Lo scrive il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sui social.
Mattarella: "UE accolga l'Ucraina nel processo di integrazione"
"Il processo di integrazione" europea "non si è ancora concluso e affronta oggi nuove sfide, e conferma la sua attrattività. Le ambizioni e gli sforzi, le volontà di popoli nostri vicini, dai Balcani Occidentali alla Moldova, dall'Ucraina alla Georgia, devono essere accompagnate da una attiva disponibilità dell'Unione ad accoglierli". Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso alla cerimonia dello scambio degli auguri di fine anno con il corpo diplomatico.
Berlino conferma: Zelensky in visita lunedì assieme a leader UE e Nato
Il governo tedesco ha confermato la visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Berlino, prevista per lunedì e anticipata nelle scorse ore dalla Bild. Zelensky incontrerà il cancelliere tedesco Friedrich Merz per colloqui bilaterali e per discutere dei negoziati di pace mirati a porre fine alla guerra. Nel tardo pomeriggio, ai due leader si uniranno "numerosi capi di Stato e di governo", oltre ad alti rappresentanti dell’Unione Europea e della Nato, come si legge nel comunicato diffuso da Berlino e citato dal Guardian.
La premier ucraina: "Nuovi colloqui con gli USA sulla ricostruzione"
L'Ucraina e gli Stati Uniti hanno tenuto un nuovo ciclo di colloqui sulla ricostruzione, ha dichiarato venerdì sui social media il primo ministro ucraino Yulia Svyrydenko. Svyrydenko ha affermato che alla riunione hanno partecipato, per la parte statunitense, Jared Kushner e Steve Witkoff, nonché il direttore generale della Banca mondiale Ajay Banga e l'amministratore delegato di BlackRock Larry Fink. Svyrydenko ha dichiarato che è stato creato un gruppo di lavoro per formulare un "piano d'azione" nel prossimo futuro.
Kiev: "Colpite due navi russe nel Mar Caspio con il supporto della resistenza locale"
L’Ucraina afferma di aver colpito due navi russe nel Mar Caspio nell’ambito di un’operazione congiunta condotta insieme a un movimento di resistenza locale. Secondo Kiev, le imbarcazioni trasportavano armi ed equipaggiamento militare.
In una nota diffusa su Telegram, le Forze per le operazioni speciali ucraine hanno riferito che il gruppo insurrezionale Chernaya Iskra avrebbe fornito “informazioni dettagliate sulla rotta e sul carico delle navi colpite”. Le unità coinvolte sarebbero la Composer Rachmaninov e la Askar-Sarydzha.
Le forze armate ucraine sottolineano inoltre che entrambe le navi sono soggette a sanzioni statunitensi “per il loro coinvolgimento nel trasporto di carichi militari tra l’Iran e la Federazione Russa”.
Erdogan propone a Putin dei cessate il fuoco "mirati" in Ucraina
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha incontrato il proprio omologo russo Vladimir Putin cui ha proposto dei cessate il fuoco "mirati" che permettano di mettere in sicurezza infrastrutture a uso civile, impianti di produzione energetica e porti. Un incontro in cui i due leader hanno parlato anche dei fondi russi attualmente congelati dagli Stati Uniti, ma soprattutto l'occasione per Erdogan di insistere con Putin sui vantaggi che la pace porterebbe alla Russia. "Ci sforziamo per una pace giusta e duratura e continuare su questa strada porterebbe vantaggi a entrambe le parti. Abbiamo parlato della possibilità di cessate il fuoco ‘mirati' permetterebbero di rimettere in sesto infrastrutture come porti e impianti energetici" le parole di Erdogan riportate in un comunicato della presidenza turca.
Erdogan a Putin: "Pronti a ospitare negoziato Russia - Ucraina"
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha incontrato questa mattina il presidente russo Vladimir Putin e ribadito la disponibilità del proprio Paese a ospitare un negoziato tra Russia e Ucraina. "Seguiamo da vicino gli sviluppi e cerchiamo spiragli di dialogo per porre fine alla guerra. In questo contesto la Turchia e' pronta a fare da padrone di casa per qualsiasi format di dialogo tra le due parti in conflitto", si legge in un comunicato emesso dalla presidenza turca al termine dell'incontro con Putin.
La portavoce russa: "Relazioni russo-italiane stanno attraversando la crisi più profonda dalla Seconda guerra mondiale"
"Le relazioni russo-italiane stanno attraversando la crisi più profonda dalla Seconda guerra mondiale" a causa delle "pressioni della Nato" sull'Italia. Tuttavia, "mi piacerebbe credere che non si sono interrotte, ma sono sospese". Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, citata dalla Tass, partecipando a un webinar sul fact-checking.
Financial Times: "Nella bozza del piano di pace l'adesione dell'Ucraina all'Ue entro il 2027"
Secondo quanto riportato dal Financial Times, l'Ucraina dovrebbe entrare a far parte dell'Unione Europea entro il 1° gennaio 2027, in base a una proposta di pace discussa nell'ambito dei negoziati mediati dagli Stati Uniti per porre fine al conflitto tra Russia e Ucraina che dura da anni. La proposta è stata negoziata da funzionari statunitensi e ucraini con il sostegno di Bruxelles, ha aggiunto il FT, citando persone informate sul contenuto del documento.
Il Cremlino: "Tutto il Donbass è russo"
Nuove dichiarazioni dal Cremlino riaccendono il confronto sul futuro del Donbass. In un’intervista al giornalista russo Alexander Yunashev, l’assistente presidenziale Yuri Ushakov ha affermato che “tutto il Donbass è russo”, ribadendo la posizione di Mosca su una regione dell’Ucraina orientale attualmente in parte occupata dalle truppe russe.
Le parole di Ushakov arrivano mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha sottolineato che qualsiasi accordo di pace dovrebbe prevedere il coinvolgimento diretto dei cittadini ucraini, anche attraverso un referendum su eventuali concessioni territoriali. Zelensky ha inoltre riferito che gli Stati Uniti avrebbero proposto la creazione di una “zona economica libera” nel Donbass, ipotesi che implicherebbe il ritiro delle forze ucraine dall’area.
Kiev, però, giudica il piano iniquo senza garanzie concrete che le truppe russe non assumano il controllo della zona una volta completato il ritiro. In dichiarazioni al quotidiano Kommersant, Ushakov ha spiegato che potrebbe non esserci una presenza militare formale né russa né ucraina, ma che resterebbero comunque operative la Guardia Nazionale russa e la polizia per “garantire legge, ordine e vita quotidiana”.
Ushakov ha infine ribadito che, per Mosca, il Donbass è “territorio della Federazione Russa” e sarà amministrato come tale. Una posizione che si scontra con il diritto internazionale: le regioni di Donetsk e Luhansk sono infatti riconosciute a livello globale come parte integrante dell’Ucraina.
Zelensky potrebbe arrivare a Berlino lunedì per il vertice dei leader E3
Il presidente ucraino Zelensky sarà a Berlino lunedì prossimo. Lo scrive la Bild, citando fonti legare alla sicurezza. Il governo tedesco non ha risposto in merito stamani in conferenza stampa. Secondo le indiscrezioni pubblicate dal tabloid, Zelensky verrebbe nella capitale tedesca per incontrare i leader europei del gruppo E3 e discutere dell'accordo sulla pace in Ucraina.
Nunzio in Ucraina: "Non c'è negoziato senza l'Europa"
"Non c'è negoziato senza l'Europa", dice monsignor Visvaldis Kulbolkas, nunzio apostolico in Ucraina, intervistato dal Giornale. "Posso dire che anche qui a Kiev – afferma il diplomatico – si percepisce questo tentativo dell'ambasciata italiana e della Farnesina di fare da trait d'union tra Stati Uniti ed Europa. Noto questo sforzo italiano a unire, a fare da ponte tra le varie posizioni e questo sarebbe un grosso vantaggio. Ne ha parlato anche Papa Leone sul volo di ritorno dal Libano e non penso che fosse solo un invito, era forse già un apprezzamento per ciò che l'Italia sta cercando di fare". "Speriamo che possa esserci un buon risultato – aggiunge – . È certamente un bene che l'Italia si stia impegnando perché conosce l'Ucraina e la Russia: questa conoscenza delle due parti, dal punto di vista culturale, economico e politico, a mio parere mette l'Italia in condizione di poter contribuire alla pace. Ci sono delle potenzialità non sfruttate a pieno e penso che possa essere utile mettere in campo tutte le risorse". Per quanto riguarda il ruolo del Vaticano, "non siamo coinvolti nelle discussioni politiche, ci occupiamo più degli aspetti umanitari e spirituali". Preghiamo per una pace giusta e duratura "e per raggiungerla è necessario che tutti siano coinvolti nel processo di pace. Come ha detto il Santo Padre non è realista un accordo senza l'Europa".
Zelensky: "Le garanzie di sicurezza per l'Ucraina devono includere componenti di deterrenza europea"
Le garanzie di sicurezza per l'Ucraina devono includere componenti di deterrenza europea. Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelenksy. "Abbiamo tenuto una riunione della Coalizione dei volenterosi, un formato importante per sostenere la sicurezza dell'Ucraina ora e in futuro. Stiamo lavorando per assicurare che le garanzie di sicurezza includano componenti serie di deterrenza europea e siano affidabili, ed è importante che gli Stati Uniti siano con noi e sostengano questi sforzi. Nessuno è interessato a una terza invasione russa. E in questo momento, il sostegno alla difesa dell'Ucraina è particolarmente importante, perché gli attacchi russi non si fermano e deve esserci una maggiore protezione della vita affinché la diplomazia possa lavorare per una pace giusta. Grazie a tutti coloro che stanno aiutando", ha scritto su X
Kiev dice di aver riconquistato due villaggi nella regione di Kharkiv
Le forze ucraine hanno riconquistato due villaggi nei pressi di Kupyansk, nella regione di Kharkiv. Lo hanno riferito i militari impegnati al fronte nordorientale ucraino, citati da Ukrainska Pravda. Le forze speciali di Kiev "hanno completamente liberato il villaggio di Kindrashivka, i suoi dintorni e le foreste circostanti", mentre la 13a brigata Charter "ha completamente liberato il villaggio di Radkivka, i suoi dintorni e le foreste circostanti e ha cacciato il nemico da diverse decine di case a nord di Kupyansk".
Mosca: "In Ucraina ci potrà essere un cessate il fuoco solo dopo il ritiro delle truppe dal Donbass"
In Ucraina ci potrà essere un cessate il fuoco "solo dopo il ritiro delle truppe ucraine" dal Donbass. Così ancora il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, confermando che "questo è uno dei requisiti che gli americani impongono" a Kiev. "Prima o poi, se non attraverso negoziati, allora con la forza, questo territorio passerà sotto il pieno controllo della Federazione Russa", ha detto Ushakov in un'intervista a Kommersant, ripresa dall'agenzia Interfax.
Colloqui di pace, per il Cremlino "Zelensky vuole presentare proposte inaccettabili"
L'obiettivo che si prefigge Zelensky con i colloqui in Europa, previsti nel fine settimana e all'inizio della prossima, è fare inserire nel piano americano di pace "proposte inaccettabili" per la Russia. Lo sostiene il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov. Il consigliere di Putin ha ribadito che Mosca non ha ancora visto le proposte che si stanno mettendo a punto tra gli ucraini, gli europei e gli Usa. Ma è "improbabile" che le proposte avanzate da Kiev e dall'Europa "saranno di carattere positivo".
Kiev smentisce Le Monde sull'ok alla zona cuscinetto nel Donbass
L'ufficio del presidente dell'Ucraina definisce "errate" le interpretazioni di Le Monde secondo cui Kiev sarebbe disposta ad accettare la creazione di una cosiddetta "zona cuscinetto" nel Donbass. "Se l'Ucraina sia d'accordo o meno può essere deciso solo al più alto livello politico o dal popolo ucraino", ha detto Dmitry Lytvyn, consigliere del presidente, riferendosi ad alcune analisi del consigliere Mykhailo Podolyak riportate da Le Monde. Podolyak, ha aggiunto Lytvyn, ha parlato non del consenso di Kiev, ma del fatto che in teoria si potrebbero discutere vari modelli di sicurezza, ma tutto dipende dai dettagli.
"Per Zelensky voto è opportunità per cessate il fuoco"
Il presidente ucraino Zelensky potrebbe considerare le elezioni ucraine come un'opportunità per un cessate il fuoco temporaneo. Lo dice il collaboratore del Cremlino Yury Ushakov secondo Interfax. "Non è escluso che consideri questo come un'opportunità per ottenere un cessate il fuoco temporaneo", ha dichiarato.
Il consigliere del Cremlino: "Usa ora parlano a Ue e Ucraina, poi discuteranno con noi"
Le discussioni attualmente in corso tra gli Stati Uniti, l'Ucraina e gli Stati europei riguardo a un piano di pace dovranno prima o poi essere affrontate anche con la Russia. Lo ha detto oggi Yury Ushakov, consigliere del Cremlino per gli Affari internazionali. "Prima o poi i contatti attivi con gli americani riprenderanno, perché ciò che gli americani stanno attualmente coordinando con gli europei e con gli ucraini, alla fine dovrà essere mostrato anche a noi", ha dichiarato ai giornalisti.
Ucraina, ministro Spagna: "Importante congelare a lungo beni russi"
Congelando i beni della Banca centrale russa indipendentemente dal regime sanzionatorio, l'Ue ha fatto un "passo importante" verso l'approvazione del prestito di riparazione all'Ucraina, mentre lavora per venire incontro alle preoccupazioni del Belgio, una necessità sulla quale concordano tutti i ministri delle Finanze. Lo dice il ministro dell'Economia spagnolo Carlos Cuerpo, a margine dell'Ecofin a Bruxelles. "Ieri abbiamo visto il ministro belga", Vincent Van Peteghem, "un po' più aperto, almeno rispetto al suo primo ministro", Bart De Wever. "E' davvero un passo importante, e speriamo che venga finalizzato oggi, poter continuare a congelare i beni russi indipendentemente dal regime di sanzioni. Questo dà ulteriori garanzie per poterli utilizzare efficacemente con questo prestito di riparazione, e che, in questo caso, i beni russi contribuiranno a garantire il finanziamento dell'economia ucraina. Questo è il primo passo; speriamo che venga finalizzato oggi". Nei prossimi giorni, aggiunge Cuerpo, "potremo anche cercare di definire le condizioni che garantiscono il sostegno della maggioranza al prestito di riparazione al Consiglio Europeo della prossima settimana. Ci saranno molti incontri nei prossimi giorni per garantirlo, e speriamo di poter raggiungere un accordo perché è molto importante". Nella cena dei ministri di ieri, "uno o due elementi che abbiamo potuto vedere chiaramente, praticamente all'unanimità, nella discussione che abbiamo avuto a cena, è che siamo tutti d'accordo sull'urgenza del finanziamento da parte dell'Ucraina, e quindi sull'urgenza di poter prendere una decisione. E poi, anche in questo caso, la disponibilità ad accogliere le preoccupazioni delle autorità belghe". "Questo è un elemento su cui anche la Commissione sta lavorando intensamente, e il resto degli Stati membri è consapevole della necessità di affrontare queste preoccupazioni. Ci auguriamo che ciò possa essere fatto nei prossimi giorni", conclude.
Raid di droni ucraini contro la raffineria Slavneft-Yanov in Russia
Raid di droni ucraini contro la raffineria Slavneft-Yanov di Yaroslav in Russia. Un incendio di vaste proporzioni di è sviluppato nel sito di una delle principali raffinerie del Paese, come rendono noto fonti ucraine e russe. Il sito si trova a più di 700 chilometri dal confine con l'Ucraina. L'impianto era già stato colpito da droni lo scorso 31 ottobre.
Kiev sarebbe pronta ad accettare zona demilitarizzata in Donbass
L'Ucraina sarebbe "pronta" ad accettare concessioni territoriali, secondo quanto rivela Le Monde, citando fonti secondo cui, Kiev sta cedendo su uno dei punti chiave dei negoziati con Stati Uniti e Russia, accettando la creazione di una zona demilitarizzata nel Donbass. Questa zona demilitarizzata, secondo Kiev, costringerebbe le forze ucraine e russe a ritirarsi da entrambi i lati dell'attuale linea del fronte nel Donbass. Questa regione strategica, un bacino minerario ambito dalla Russia dal 2014, potrebbe essere posta sotto la supervisione di una forza internazionale, inclusi gli Stati Uniti, per prevenire ulteriori aggressioni russe.