
C'è l'accordo tra Israele e Hamas per la pace a Gaza: storico passo verso il cessate il fuoco in Medio Oriente. Donald Trump ha annunciato che Israele e Hamas "hanno entrambi firmato la prima fase del nostro piano di pace", prevedendo il rilascio degli ostaggi – alcuni già lunedì – e il ritiro progressivo delle truppe israeliane lungo una linea concordata. Il governo di Israele vota stasera la ratifica e precisa: "Cessate il fuoco entro 24 ore".
A Gaza, secondo i media israeliani, la popolazione è scesa in strada per festeggiare. L'Idf lascerà la Striscia già nelle prossime ore, ad eccezione di Rafah. Benjamin Netanyahu ha commentato: "Con l’aiuto di Dio, riporteremo tutti a casa". Il premier israeliano nel pomeriggio convoca il gabinetto di sicurezza e successivamente il governo per approvare l’accordo e il cessate il fuoco. Smotrich (estrema destra): "Non voterò a favore dell'accordo su Gaza".
Sui social, i familiari degli ostaggi hanno ringraziato Trump con un video: "Il presidente ce l’ha fatta". Anche l’ONU, per voce di Antonio Guterres, ha accolto con favore l’accordo, invitando a rispettarne i termini e a garantire un cessate il fuoco permanente e il libero accesso degli aiuti umanitari.
Wfp: “Necessario accesso umanitario illimitato a Gaza per fornire cibo e assistenza”
"È urgentemente necessario un accesso umanitario illimitato per fornire cibo e assistenza salvavita". Lo ha scritto su X Cindy McCain, direttrice del Programma alimentare mondiale (Wfp), unendosi all'appello del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres per un cessate il fuoco immediato a Gaza. "Il Wfp è sul campo ed è pronto a intensificare le operazioni, ma dobbiamo agire ora: non c'è tempo da perdere", ha aggiunto. In precedenza, Guterres aveva accolto con favore l'accordo di cessate il fuoco e aveva affermato che "deve essere garantito l'ingresso immediato e senza ostacoli a Gaza di forniture umanitarie e materiali essenziali".
Hamas: "Il ritiro israeliano da Gaza inizierà tra oggi e domani"
Nell'ambito dell'accordo raggiunto in Egitto fra Israele e Hamas, le truppe israeliane si ritireranno dalle zone densamente popolate. Si attende che questo ritiro inizi venerdì, ma potrebbe iniziare anche nella serata di oggi. Lo ha detto un alto funzionario di Hamas, Osama Hamdan, aggiungendo: "Gli israeliani dovrebbero ritirarsi da tutte le aree densamente popolate, in particolare Gaza City, Khan Younis, Rafah e Gaza nord".
Turchia: deputati a bordo della Freedom Flotilla stanno rientrando
Tre deputati turchi che si trovavano sulle barche della Freedom Flotilla sequestrate da Israele stanno rientrando in Turchia attraverso l'Azerbaigian. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri turco, Oncu Keceli, secondo il quale i parlamentari sono su un aereo diretto in Azerbaigian mentre Ankara sta cercando di organizzare un altro volo domani per rimpatriare gli altri cittadini turchi sulla Flotilla in custodia in Israele che secondo quanto riferito dai media sono 18. "Pianifichiamo di evacuare anche cittadini di Paesi terzi con il volo sopramenzionato" in programma domani, ha aggiunto il funzionario.
Ambasciatore palestinese: “Italia riconosca finalmente lo Stato di Palestina”
"Speriamo che questo sia un passo verso la fine dell'occupazione in tutto il territorio palestinese occupato e che l'Italia a questo punto, viste riconosciute tutte le condizioni poste, si unisca alla maggior parte dei Paesi del mondo e riconosca finalmente lo Stato di Palestina". Così a LaPresse l'ambasciatrice di Palestina in Italia, Abeer Odeh, sull'accordo per la pace a Gaza.
La nota ufficiale di Hamas dopo l’accordo sul piano USA in Egitto
In un comunicato diffuso in lingua araba dopo l’annuncio dell’accordo raggiunto a Sharm el-Sheikh, Hamas ha dichiarato di aver accettato la proposta di cessate il fuoco elaborata nell’ambito dei negoziati mediati da Qatar, Egitto e Turchia.
"Al termine di negoziati seri e responsabili condotti dal Movimento e dalle fazioni della resistenza palestinese – si legge nella nota – riguardo alla proposta del presidente Donald Trump, volta a porre fine alla guerra di sterminio contro il nostro popolo e a garantire il ritiro dell’occupazione dalla Striscia di Gaza, Hamas annuncia di aver raggiunto un accordo che prevede la cessazione della guerra su Gaza, il ritiro delle forze d’occupazione, l’ingresso degli aiuti umanitari e uno scambio di prigionieri".
L’organizzazione islamista ha poi espresso gratitudine verso i Paesi mediatori: "Apprezziamo profondamente gli sforzi dei fratelli del Qatar, dell’Egitto e della Turchia, e riconosciamo l’impegno del presidente americano Donald Trump nel favorire la fine definitiva del conflitto e il completo ritiro dell’occupazione dalla Striscia di Gaza".
Il comunicato si conclude con un appello ai garanti dell’intesa e alla comunità internazionale: "Invitiamo il presidente Trump, i Paesi garanti e tutte le parti arabe, islamiche e internazionali a obbligare il governo dell’occupazione a rispettare pienamente gli impegni assunti, evitando che possa eluderli o ritardarli".
Wsj: "Hamas chiede 10 giorni per trovare corpi ostaggi deceduti"
Nel corso dei negoziati Hamas avrebbe fatto sapere di aver bisogno di almeno 10 giorni per localizzare i corpi degli ostaggi israeliani morti nella Striscia di Gaza. Lo riporta il Wall Street Journal citando fonti informate.
Gaza, operatore Onu: "Bombardato 3 volte nostro magazzino farmaci"
"Quello che arriva in televisione è solo una minima parte di ciò che accade davvero a Gaza". A dirlo è Gennaro Giudetti, operatore umanitario dell’ONU per Gaza, durante una conferenza stampa tenuta in Senato.
Giudetti ha raccontato la distruzione del magazzino in cui erano custodite medicine destinate alle organizzazioni umanitarie e agli ospedali locali. "Hanno bombardato il nostro deposito di farmaci – spiega –. Per tre volte i droni hanno colpito la struttura, puntando ai frigoriferi, alla catena del freddo e ai generatori. Alla terza volta hanno raso al suolo tutto: oltre dieci milioni di dosi di medicinali distrutti, insieme alle nostre scorte. Non siamo nemmeno riusciti a completare il ciclo di vaccinazioni contro la polio".
Sulla distribuzione degli aiuti umanitari, Giudetti denuncia ulteriori ostacoli: "I soldati israeliani aprono i cartoni e spesso è un dramma. Quando aprono scatole di garze o sacchi di farina, il contenuto finisce a terra e si perde. Entra pochissimo materiale: dal cloro, indispensabile per disinfettare l’acqua negli ospedali, al cemento, fino al latte in polvere per i neonati, alle incubatrici e ai farmaci oncologici".
India, premier Modi: “Nene l'accordo, si deva a leadership di Netanyahu”
Il premier indiano Narendra Modi ha salutato su X con un "benvenuto" l'accordo della prima fase del piano di pace del presidente Trump per Gaza. Dopo avere aggiunto che "questo risultato riflette la forte leadership del premier Netanyahu", Modi ha espresso la speranza che il rilascio degli ostaggi e l'incremento dell'assistenza umanitaria alla popolazione porti sollievo a Gaza e apra la strada per una pace duratura". Il partito del Congresso, principale formazione di opposizione del paese, ha immediatamente reagito alle affermazioni del Premier definendo "vergognoso e moralmente atroce" il suo elogio "inqualificabile" per Netanyahu e ha sottolineato il silenzio di Modi sul futuro di uno stato di Palestina independente e sovrano.
Portavoce vaticano, accordo Gaza era qualcosa di auspicato
L'accordo era "qualcosa di auspicato, anche per le parole dette dal Papa nei giorni scorsi". Lo ha detto il direttore della sala stampa vaticana, Matteo Bruni, rispondendo ad una domanda nella conferenza stampa in Vaticano di presentazione dell'esortazione apostolica di Leone XIV "Dilexi te".
Cessate il fuoco da stasera, liberazione degli ostaggi entro lunedì
Pare ormai evidente che il cessate il fuoco tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza entrerà in vigore solo dopo la ratifica dell'accordo da parte del governo israeliano, dunque nella serata di oggi.
Dopo l'approvazione da parte dell'esecutivo Netanyahu, inizierà un periodo di 24 ore durante il quale sarà possibile presentare ricorso contro la decisione presso l'Alta Corte di Giustizia. Una volta trascorso tale periodo, Hamas avrà 72 ore per adempiere alla sua parte dell'accordo e rilasciare tutti gli ostaggi, vivi e deceduti.
Di conseguenza, Hamas potrebbe completare il rilascio degli ostaggi lunedì, anziché domenica.
Unrwa: "Pronti a inondare Gaza di aiuti, ce n'è per 3 mesi"
L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha salutato l'accordo dicessate il fuoco tra Israele e Hamas come un "enorme sollievo" e si è dichiarata pronta a "inondare" Gaza di cibo di cui c'è disperato bisogno. "L'Unrwa ha cibo, medicine e altri beni di prima necessità da inviare a Gaza. Abbiamo abbastanza cibo per fornire cibo all'intera popolazione per i prossimi tre mesi", ha dichiarato su X il direttore dell'agenzia, Philippe Lazzarini.
Trump dovrebbe essere a Gerusalemme tra sabato e domenica
Il presidente americano Donald Trump potrebbe giungere in Israele nella giornata di domenica ma si sta valutando anche la possibilità che arrivi sabato sera. Lo scrive Ynet spiegando che il tycoon potrebbe fermarsi fino a lunedì mattina. A tal proposito – si legge – in preparazione alla visita l'ambasciata statunitense in Israele ha contattato il King David Hotel di Gerusalemme con la richiesta di riservare due piani per il presidente Trump e il suo entourage, a partire da sabato sera e fino a domenica. Il presidente americano dovrebbe anche pronunciare un discorso alla Knesset.
Media: "Se Hamas non trova corpi, entra in campo task force
Secondo quanto riportato da Channel 12, nel caso in cui Hamas non riuscisse a recuperare i corpi degli ostaggi deceduti, entrerà in azione una forza multinazionale incaricata dal Coordinatore per i prigionieri. Questo gruppo, composto da rappresentanti di Qatar, Egitto, Stati Uniti e Israele, opererà direttamente nella Striscia di Gaza con l’obiettivo di rintracciare e recuperare le salme, i cui luoghi di sepoltura sarebbero già noti all’Idf. Israele metterà a disposizione mezzi e apparecchiature di ingegneria pesante per consentire alla missione di portare a termine le operazioni di recupero.
L’intesa sul piano di Trump: una pausa temporanea, non la pace definitiva. L'opinione dell'esperto
Come si è arrivati all’accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Hamas e perché non rappresenta la fine del conflitto israelo-palestinese ma solo una sua “pausa”. Una tregua che non metta davvero l’accento sulla condizione postcoloniale in cui vivono i palestinesi non potrà mai rappresentare la fine sistematica delle ostilità. L'opinione di Giuseppe Acconcia.
Ministro Crosetto: “Quando toccherà a comunità internazionale Italia farà la sua parte”
"I primi passi saranno due: da una parte la liberazione degli ostaggi e dall'altra il ritiro dell'esercito israeliano da Gaza; mi pare che siano i due passi fondamentali, superati questi due scogli, che sembravano insormontabili, il resto può andare avanti. Quando toccherà alla comunità internazionale accollarsi i compiti, l'Italia farà, come ha sempre fatto in queste aree di crisi, la sua parte". Lo afferma il Ministro della Difesa Guido Crosetto in un'intervista telefonica al Tg1.
Gaza: "Almeno 67.194 morti e 169.890 feriti da inizio conflitto"
Gli ospedali della Striscia di Gaza hanno registrato almeno 10 morti e 49 feriti negli attacchi israeliani delle ultime 24 ore. Un bilancio che porta a 67.194 il numero dei morti dall'inizio del conflitto, il 7 ottobre 2023, e a 169.890 quello dei feriti, stando all'ultimo aggiornamento fornito dal ministero della Sanità.
Parroco Gaza mostra esplosioni: "Aspettiamo cessate il fuoco"
"Gaza. Ancora tutti aspettiamo il cessate il fuoco. 9.10.2025. 11.30 (circa)": è la didascalia con la quale il parroco di Gaza, padre Gabriel Romanelli, posta le foto delle esplosioni che si vedono ancora questa mattina dalla sua chiesa, nonostante il raggiungimento di un'intesa.
Cremlino: "Accogliamo con favore sforzi per pace a Gaza"
Il Cremlino accoglie "con favore" gli sforzi per "porre fine all'incendio di Gaza". Lo ha affermato il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov. Lo riporta Ria Novosti.
Egitto, Presidente Al Sisi: "Accordo storico tra Israele e Gaza"
Il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi ha definito l’intesa raggiunta tra Israele e Hamas "un accordo storico" che "pone fine alla guerra a Gaza dopo due anni di sofferenze e dolore". Commentando la firma della prima fase del piano americano siglata nella notte a Sharm el-Sheikh, il leader egiziano ha sottolineato che si tratta di "un momento di grande importanza", capace non solo di chiudere "il capitolo della guerra", ma anche di aprire "una nuova stagione di speranza per i popoli della regione, verso un futuro fondato sulla giustizia e sulla stabilità".
Pd, Schlein: "Sollievo per tregua, ora si prosegua verso due popoli due Stati"
"Accogliamo con sollievo l’accordo sulla tregua. Il cammino della pace sarà ancora lungo, ma oggi è un passo decisivo, con il cessate il fuoco permanente, il rilascio degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas e il ritiro dell’esercito israeliano, per cui vanno ringraziati gli sforzi diplomatici di Stati Uniti, Qatar, Egitto e Turchia. L’Europa recuperi un ruolo nella ricostruzione di Gaza e nell’assicurare ogni supporto alla popolazione palestinese martoriata, a partire dal pieno accesso di tutti gli aiuti necessari. Ora serve che tutti rispettino l’accordo e che si prosegua con tutti gli altri passi indispensabili per garantire la soluzione politica dei due popoli e due Stati, con il riconoscimento dello Stato di Palestina e la fine dell’occupazione illegale in Cisgiordania, unica via per una pace giusta e duratura in Medio Oriente". Così Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico dopo l'annuncio dell'accordo di pace sul piano di Trump
La firma dell'accordo a Sharm el-Sheikh era prevista alle 12 israeliane (le 11 in Italia)
La firma relativa alla prima fase del piano del presidente statunitense Donald Trump per Gaza è attesa oggi nella località balneare egiziana di Sharm el-Sheikh, intorno alle 12 ora israeliana (le 11 in Italia). Lo riferisce il Times of Israel, citando fonti vicine ai negoziati.
L’intesa, che rappresenta un passaggio cruciale verso la tregua, prevede tuttavia che il cessate il fuoco entri in vigore solo dopo la ratifica ufficiale da parte del governo israeliano. Secondo quanto precisato in una nota dell’esecutivo, la riunione del gabinetto di sicurezza guidato da Benjamin Netanyahu è prevista per le 17 ora locale (le 16 in Italia).
Fonti governative israeliane hanno confermato che il cessate il fuoco non sarà operativo prima dell’approvazione formale dell’accordo. L’ufficio del primo ministro ha ribadito che nessuna misura entrerà in vigore fino al voto definitivo del governo.
Nonostante la contrarietà espressa da alcune frange dell’estrema destra, i principali media israeliani ritengono che la ratifica sia pressoché certa. La Reuters riporta che Netanyahu, dopo la firma a Sharm el-Sheikh, presiederà personalmente la riunione del gabinetto di sicurezza per chiudere la fase politica e procedere con l’attuazione del piano.
Hamas consegna lista detenuti palestinesi da liberare
Hamas ha consegnato ai negoziatori israeliani la lista dei detenuti palestinesi da rilasciare nel quadro dell'accordo raggiunto per un cessate il fuoco a Gaza. «Hamas conferma di aver presentato le liste dei prigionieri palestinesi secondo gli standard concordati nell'ambito dell'accordo. Ora attendiamo l'approvazione definitiva dei nomi e ci prepariamo ad annunciarli al nostro popolo» si legge in un comunicato diffuso dalla stessa Hamas.
Israele: "Cessate fuoco solo dopo ratifica governo" Netanyahu convoca gabinetto di sicurezza alle 17
L'ufficio di Netanyahu ha chiarito che il cessate il fuoco a Gaza non entrerà in vigore finché l'accordo non sarà ratificato oggi dal governo israeliano. Lo riporta Reuters online. Netanyahu dovrebbe convocare il suo gabinetto di sicurezza alle 17.
Amnesty International: “Il perimetro di sicurezza a Gaza rafforza apartheid e ingiustizie”
Il progetto israeliano di creare un "perimetro di sicurezza", una zona cuscinetto nelle aree più fertili della Striscia di Gaza, rischia di rafforzare ulteriormente il sistema di apartheid, l’occupazione e le ingiustizie esistenti. Qualsiasi tentativo di affidare a terzi la gestione della Striscia senza garantire la libertà di movimento verso il resto del Territorio occupato non farà che aggravare la frammentazione territoriale alla base del sistema israeliano. Allo stesso modo, ogni misura che alteri la composizione demografica e la geografia di altre aree del Territorio occupato, come la Cisgiordania e Gerusalemme Est, deve essere immediatamente annullata, ha sottolineato Agnès Callamard, Segretaria generale di Amnesty International.
"L’attuale piano non prevede una reale partecipazione delle persone palestinesi alle decisioni sul futuro del loro territorio, sul modo in cui saranno governate e su come potranno esercitare i propri diritti umani. Ripetere gli errori e i fallimenti del passato, ignorando i diritti fondamentali e le cause profonde dell’ingiustizia, non garantirà un futuro equo e sostenibile né per i palestinesi né per gli israeliani. Dopo due anni di doppi standard vergognosi e di veti che hanno paralizzato il Consiglio di sicurezza dell’Onu mentre il mondo assisteva a un genocidio, è giunto il momento di sfruttare questa opportunità per porre fine all’orrore, correggere gli errori e preservare ciò che resta della nostra umanità", ha concluso Callamard.
Media: "È entrato in vigore il cessate il fuoco a Gaza"
È entrato in vigore l'accordo di cessate il fuoco a Gaza. Lo riferisce il media egiziano Al Qahera News citato da Reuters online.
Meloni: "C'è ancora moltissimo da fare, ma è davvero un buon inizio"
"C’è ancora tanto da fare, ma si tratta di un passo importante". Così la premier Giorgia Meloni, in collegamento telefonico con il Tg1, ha commentato l’accordo di pace in Medio Oriente. "Le immagini della popolazione di Gaza sono commoventi. È un momento da celebrare, ma è fondamentale mantenere alta l’attenzione sul lavoro delicato e complesso che resta da svolgere", ha aggiunto.
La proposta di Smotrich (estrema destra Israele): "Subito dopo rilascio ostaggi annientare Hamas"
Il ministro delle Finanze israeliano di estrema destra Bezalel Smotrich, noto per le sue dichiarazioni incendiarie, ha affermato che Hamas deve essere annientato subito dopo il rilascio dei rapiti da Gaza. "Subito dopo il ritorno degli ostaggi, lo Stato di Israele riprenderà a impegnarsi con tutte le sue forze per la vera eradicazione di Hamas e il vero disarmo di Gaza, in modo che non rappresenti più una minaccia per Israele", ha dichiarato Smotrich in un post su X, dopo aver annunciato che nella riunione di governo voterà contro il piano di tregua su Gaza raggiunto nella notte, senza però volere la caduta del governo. "È anche fondamentale garantire che non si torni alle idee sbagliate del 6 ottobre e che non si diventi di nuovo dipendenti dalla calma artificiale, dagli abbracci diplomatici e dalle cerimonie sorridenti, ipotecando il futuro e pagando prezzi orribili", ha aggiunto Smotrich.
Oms: "Pronti a intensificare risposta sanitaria a Gaza dopo tregua"
Il capo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) dell'Onu ha salutato l'accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas come "un grande passo verso una pace duratura", affermando che la sua agenzia è pronta a "intensificare" l'assistenza sanitaria a Gaza. "L'Oms è pronta a intensificare il suo lavoro per soddisfare le urgenti esigenze sanitarie dei pazienti di Gaza e per sostenere la riabilitazione del sistema sanitario distrutto", ha dichiarato su X il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus.
La Rai cambia il proprio palinsesto dopo la notizia dell'intesa per la pace tra Israele e Gaza
La Rai dedica l’intera giornata di oggi, 9 ottobre, alla notizia dell’accordo di pace raggiunto tra Israele e Palestina. Le reti del servizio pubblico rivoluzionano la programmazione per seguirne da vicino l’annuncio e la firma: tutte le novità.
I festeggiamenti per le strade di Gaza dopo l'annuncio dell'accordo
Le immagini della festa nella Striscia di Gaza, dove i palestinesi hanno celebrato le scorse ore il primo sì all'accordo di pace tra Hamas e Israele. Gioia assoluta per i residenti che hanno ricevuto la notizia in piena notte.

