
Le ultime notizie in diretta sulla crisi interna al governo Meloni dopo i risultati del Referendum sulla Giustizia e le dimissioni di Delmastro, Bartolozzi e Santanchè. A una settimana dalla pesante battuta d'arresto al referendum, il quadro politico resta incerto e in continua evoluzione.
Sia gli alleati sia i fedelissimi della premier Giorgia Meloni tendono a escludere, almeno per ora, il ricorso a elezioni anticipate, ipotesi che era stata presa in considerazione a caldo negli ambienti di Palazzo Chigi. Parallelamente, si moltiplicano le indiscrezioni su un possibile rimpasto di governo, che potrebbe limitarsi a interventi mirati oppure assumere una portata più ampia e strutturale. Durante la cena di sabato scorso con Antonio Tajani e Matteo Salvini, la presidente del Consiglio ha cercato di ricompattare la maggioranza, senza però fornire indicazioni definitive sulle sue intenzioni. Decisioni che, secondo prassi istituzionale, verranno prima condivise con il capo dello Stato, Sergio Mattarella. Nel frattempo, si registrano segnali negativi sul piano del consenso: Fratelli d'Italia è in calo, mentre cresce il gradimento per i leader dell'opposizione: il primo sondaggio post-voto realizzato da Nando Pagnoncelli fotografa infatti una maggioranza in evidente difficoltà, con Fratelli d'Italia che scende al 26,7 per cento.
Meloni ottiene da Mattarella l'interim Turismo: "Grazie a Santanchè per il contributo"
Giorgia Meloni ha parlato con il presidente Sergio Mattarella per assumere l'interim del Ministero del Turismo. La premier ha ringraziato Daniela Santanchè per il lavoro svolto, sottolineando l'"impegno del governo nel valorizzare il settore turistico, strategico per l'economia e il prestigio internazionale dell'Italia".
Mancini (Pd): "Se Meloni è una vera leader anticiperà le urne, le primarie sono uno strumento violento"
Il deputato Pd Claudio Mancini sostiene che, se Giorgia Meloni fosse una vera leader, potrebbe consolidare il primato del suo partito anticipando le elezioni e mettendo in difficoltà il centrosinistra: "Forse non è nemmeno così certa della mossa e potrebbe ripiegare sull'idea conservativa del potere: tienilo finché puoi", aggiunge. Secondo Mancini, il voto anticipato sarebbe favorevole anche al centrosinistra, mentre le primarie restano "uno strumento violento di selezione che lascia morti e feriti sul campo". Sul referendum, Mancini ricorda poi di aver previsto la sconfitta della premier: "Chi viene eletto col maggioritario subisce una visione alterata della realtà, con voti apparentemente schiaccianti e riconoscimento quasi unanime del proprio potere".
Crosetto: "No al voto anticipato finché c'è questa guerra"
Il Ministro della Difesa Guido Crosetto esclude elezioni anticipate, sottolineando l'impatto della crisi internazionale sull'Italia. In un'intervista a Repubblica, Crosetto spiega infatti: "Se non ci fosse una situazione internazionale così drammatica penso saremmo andati tutti volentieri al voto, ma la Costituzione indica in cinque anni la durata della legislatura". Sul presunto legame tra il governo Meloni e Donald Trump, Crosetto respinge le polemiche: "Trump è il presidente di una nazione, eletto a stragrande maggioranza. Noi facciamo la nostra strada senza sudditanza. L'alleanza con gli Usa è garanzia di libertà e sicurezza per Italia e Ue". E sulla Nato: "Trump passerà, come tutti, ma senza gli Usa saremmo il vaso di coccio del mondo: non abbiamo deterrenza e difesa senza la Nato".
Lupi (Noi Moderati): "Nessuna tentazione di voto anticipato, il rimpasto lo decide Meloni"
Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, assicura che "non c'è alcuna intenzione di elezioni anticipate" e sottolinea la necessità di completare l'azione di governo "con responsabilità e stabilità". Sul possibile rimpasto, Lupi spiega che "deciderà Giorgia Meloni se inserire nuovi elementi nella compagine di governo", ma invita a evitare settimane di logoramento politico. Commentando il referendum, Lupi dichiara poi che "a vincere sono le tifoserie estreme, non i moderati", ribadendo "l'importanza della componente moderata nel centrodestra". Tra le priorità del governo, cita i 7 miliardi dall'Europa per piano casa ed energia e gli interventi su famiglie, imprese e giovani. Sul fronte economico e delle misure recenti, Lupi difende il Consiglio dei ministri: "Si può capire la delusione di Confindustria, ma il governo va avanti e ha ben presente le cose da fare, tra cui gestire le possibili conseguenze economiche della guerra in corso".
Confindustria attacca il governo: "Taglio retroattivo al Transizione 5.0 penalizza le imprese"
Confindustria ha duramente criticato il governo per la riduzione e la modifica retroattiva degli incentivi alle imprese, in particolare quelli legati al piano Transizione 5.0, con un taglio del credito d'imposta fino al 65%. La misura colpisce anche aziende che avevano già investito nelle energie rinnovabili.
L'associazione degli industriali chiede quindi ora correzioni immediate e un confronto con il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.
Alfieri (Pd): "Serve legge elettorale che superi le liste bloccate, ma non ci sono condizioni per dialogo con Meloni"
Il senatore Pd Alessandro Alfieri, ha affermato che il Partito democratico punterebbe a una legge elettorale capace di garantire sia rappresentanza sia governabilità, superando le liste bloccate. Critico verso il governo Meloni, Alfieri ha detto poi che, dopo la sconfitta al referendum, la maggioranza rilancia sulla modifica della legge elettorale invece di affrontare "le priorità economiche e sociali degli italiani", chiudendo le possibilità di un dialogo costruttivo. Sul tema delle primarie, Alfieri ha poi ribadito che prima di scegliere un leader "serve definire un'agenda condivisa su stipendi, bollette, sanità e sicurezza locale", lavorando in coordinamento con i sindaci.
Dl Bollette, Misiani (Pd): "Governo scarica su imprese i propri errori"
"Le misure su Transizione 5.0 inserite nel decreto fiscale rappresentano un voltafaccia gravissimo nei confronti delle imprese, un vero e proprio tradimento del patto di fiducia tra lo Stato e il mondo produttivo. Le aziende che avevano avviato investimenti in innovazione ed efficienza energetica, facendo affidamento su regole certe, si trovano oggi a ricevere appena un terzo di quanto promesso. Quanto deciso dal Consiglio dei ministri è l’epilogo disastroso di mesi di gestione caotica e irresponsabile. Il governo ha oscillato tra annunci e smentite, ignorando i segnali del territorio e stornando risorse senza curarsi degli impegni assunti. Cambiare le regole a partita in corso, scaricando sulle imprese il prezzo della propria incompetenza, è un fatto di una gravità inaudita. Con tre anni consecutivi di calo della produzione manifatturiera, il fallimento dell'esecutivo Meloni sul fronte della crescita è ormai certificato. Il Pd si batterà in Parlamento affinché questi tagli vengano cancellati e le risorse ripristinate: senza fiducia non può esistere alcuna politica industriale credibile", lo ha dichiarato Antonio Misiani, responsabile economia del Partito Democratico.
Conte: "Leader e programma si scelgono coinvolgendo i giovani, pronti a battere la destra"
In un'intervista su La Repubblica, Giuseppe Conte annuncia la volontà del Movimento 5 Stelle di indire primarie per scegliere il leader del centrosinistra, coinvolgendo in particolare i giovani: "Non vogliamo chiuderci nelle segreterie dei partiti per decidere il futuro premier. Prima dobbiamo definire un programma condiviso e solo dopo individuare chi meglio lo interpreterà", spiega. Conte critica poi duramente il governo Meloni, definendo le dimissioni di Santanchè, Delmastro e Bartolozzi come "pregiudicati calcoli elettorali" e denunciando una "questione morale seria" oltre all'incapacità di governare. Sulla legge elettorale definisce il cosiddetto "Meloncellum" una "supertruffa" e difende le preferenze senza premi di maggioranza che falsano i risultati. Sul referendum, Conte invita poi i giovani a organizzarsi dal basso: "Se ci darete forza democratica, potremo ridiscutere accordi come il patto di stabilità, il piano di riarmo europeo e le spese NATO al 5%". Infine, sull'Ucraina, il presidente M5S propone una svolta negoziale, criticando la strategia militare di Meloni e auspicando un ruolo guida dell'Europa nella ricerca di soluzioni diplomatiche.
Saluzzo: "Vicenda Delmastro gravissima, incomprensibili le mezze dimissioni di Chiorino"
In una lunga intervista a La Repubblica, l'ex procuratore generale Francesco Saluzzo definisce la vicenda Delmastro-Caroccia "di particolare e gravissima opacità, dai connotati grigi tendenti al nero". Commentando le dimissioni a metà dell'assessore regionale del Piemonte Elena Chiorino, Saluzzo le giudica "singolari": "Se mi dimetto da una carica, avrò delle motivazioni. Strano che valgano in un caso e non nell'altro, dove il ruolo è ancora più rilevante". Sul referendum e sulle recenti dimissioni, l'ex magistrato accusa il governo di una "furia di pulizie di facciata" nei ministeri e critica la riforma Nordio, sostenendo che mirava a "neutralizzare la magistratura sulle fasce che disturbano il potere e il bacino elettorale". Riguardo a Delmastro, Saluzzo sottolinea poi il "contorno di gravissima opacità" della vicenda legata alla fondazione di una società con la figlia di un imprenditore legato a clan mafiosi.
Misiani (Pd): "Transizione 5.0, grave voltafaccia del governo sulle imprese"
Antonio Misiani, responsabile Economia del Partito Democratico, denuncia il "voltafaccia gravissimo" del governo sul decreto fiscale relativo alla Transizione 5.0. Secondo il senatore Pd, le aziende che avevano avviato investimenti in innovazione ed efficienza energetica riceveranno appena un terzo delle risorse promesse. "Cambiare le regole a partita in corso, scaricando sulle imprese il prezzo della propria incompetenza, è inaccettabile", dice Misiani, evidenziando mesi di gestione "caotica e irresponsabile" e tre anni consecutivi di calo della produzione manifatturiera. Il Pd promette così battaglia in Parlamento per ripristinare i fondi e difendere la fiducia nel mondo produttivo.
Bonelli: "Governo Meloni prolunga carbone fino al 2038, scelta killer per ambiente e salute"
Il deputato Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, definisce "incredibilmente irresponsabile" la politica energetica del governo di Giorgia Meloni, che invece di puntare sulle rinnovabili per ridurre i costi dell'energia e l'impatto della guerra, confermerebbe l'uso del carbone fino al 2038: "Incredibilmente irresponsabile: invece di puntare sulle energie rinnovabili per abbassare il costo dell'energia e liberarci dalla guerra, puntano sul carbone e vogliono prorogare l'uso di una fonte energetica che è il killer dell'ambiente e della salute fino al 2038".
La Vardera e il messaggio di mezzanotte di Giorgia Meloni: "Che modo vergognoso di fare politica"
Il deputato regionale siciliano Ismaele La Vardera ha reso pubblico un messaggio WhatsApp ricevuto dalla premier Giorgia Meloni, che commentava un suo video sull'impugnativa da parte del governo di una legge regionale: la norma destinava ristori per i territori colpiti dal ciclone Harry a gennaio, ma il governo l'ha impugnata ritenendo alcune disposizioni in contrasto con la legge nazionale e la Costituzione. Nel messaggio, Meloni scriveva: "Che modo vergognoso di fare politica. Il cambiamento…". La Vardera ha risposto difendendo la legittimità della sua critica e contestando la gestione del governo in Sicilia. Il senatore Pd Antonio Nicita ha sottolineato la sorpresa per il messaggio inviato di notte, mentre la senatrice Iv Dafne Musolino ha definito il gesto "lontano dalle regole istituzionali che un presidente del Consiglio dovrebbe osservare".
Meloni: "Il decreto sicurezza funziona, garantiremo manifestazioni pacifiche"
"La direzione del Governo resterà quella di fornire più strumenti per garantire sicurezza a tutti e più tutele per chi vuole manifestare pacificamente", ha detto la premier Giorgia Meloni in un post sui social, rivendicando l'efficacia del Decreto Sicurezza. "Il fermo preventivo di 91 soggetti dell'area anarchica, considerati pericolosi e giunti a Roma per una manifestazione non autorizzata in memoria dei due anarchici morti il 19 marzo nell’esplosione di un ordigno che stavano confezionando, conferma quanto fosse necessaria questa norma. La legge non limita la libertà di manifestare, come sosteneva certa sinistra. Serve invece a garantire che le manifestazioni si svolgano in modo pacifico e a tutelare chi vuole esercitare quel diritto in maniera civile, senza violenza e senza devastazioni, come prevede la Costituzione".
Crisi di governo dopo il referendum: Meloni valuta le prossime mosse
A una settimana dalla netta sconfitta referendaria, il quadro politico appare ancora fluido e privo di una direzione definita: nel centrodestra prevale, almeno per ora, una linea prudente: si tende a escludere il ricorso immediato alle elezioni anticipate, ipotesi che era stata invece presa in considerazione nelle ore successive al voto ma che oggi sembra perdere consistenza. Al contrario, prende sempre più corpo l'ipotesi di un rimpasto di governo. Le valutazioni in corso riguardano sia un intervento limitato, con pochi aggiustamenti mirati, sia una revisione più ampia dell'esecutivo, che ridisegni equilibri e deleghe.
Un primo confronto politico si è svolto durante la cena di sabato scorso con Antonio Tajani e Matteo Salvini, occasione in cui Giorgia Meloni avrebbe cercato di rafforzare la compattezza della coalizione, senza però sciogliere i nodi sulle decisioni future. Qualsiasi scelta, secondo la prassi istituzionale, dovrà comunque passare da un confronto preliminare con il capo dello Stato, Sergio Mattarella. Intanto arrivano segnali preoccupanti sul fronte del consenso: Fratelli d'Italia perde consensi, mentre crescono le opposizioni. Il primo sondaggio successivo al referendum, realizzato da Nando Pagnoncelli, per il Corriere della Sera, evidenzia infatti una maggioranza in affanno e fotografa il calo del partito della premier, sceso ora al 26,7 per cento.