
Giorgia Meloni oggi al Senato e alla Camera in vista del Consiglio Europeo del 19 e 20 marzo: l'intervento della premier in diretta sulla crisi in Medio Oriente e la guerra in Iran. La premier riferirà sulla delicata situazione internazionale, scaturita dall'attacco di Usa e Israele contro Teheran lo scorso 28 febbraio. Al centro la questione degli aiuti ai Paesi del Golfo, il possibile coinvolgimento dell'Italia attraverso l'utilizzo delle basi americane nel Paese e l'impatto economico della crisi, con particolare riferimento all'innalzamento dei prezzi dell'energia.
Il Consiglio Europeo del 19 e 20 marzo sulla crisi in Iran e in Medio Oriente
L'ordine del giorno del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo non è stato ancora definito, e probabilmente sarà aggiornato nei prossimi giorni.
Come ha spiegato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Ciriani, Meloni ha dato disponibilità ad anticipare le sue comunicazioni, previste inizialmente per il 18 marzo, vista l'escalation in Medio Oriente: "Sono giornate terribili di impegni su mille fronti per la presidente del Consiglio, e questa disponibilità risponde a uno spirito di collaborazione nei confronti del Parlamento e dell'opposizione". Anche se i partiti di minoranza avevano chiesto che la premier riferisse oggi in Parlamento unicamente sulla politica estera, e non sul Consiglio Ue.
Di cosa parlerà Giorgia Meloni nelle comunicazioni alle Camere
La premier affronterà il tema di un possibile coinvolgimento dell'Italia nel conflitto di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, qualora arrivasse la richiesta Usa di utilizzare le basi militari. Meloni poi toccherà anche la questione Ucraina e il conflitto a Gaza.
Nella bozza a di risoluzione di maggioranza, in vista delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni, si chiede al governo di "Sostenere, anche attraverso iniziative coordinate nell'ambito dell'Unione europea e in cooperazione tra gli Stati membri, i partner della regione del Golfo colpiti dagli inaccettabili attacchi portati dal regime iraniano, prevedendo, qualora tali aggressioni dovessero proseguire, anche forme aggiuntive di assistenza in materia di difesa, protezione delle infrastrutture critiche e supporto logistico, in piena coerenza con lo spirito e con gli impegni emersi nella videoconferenza tra i vertici europei e i leader dei Paesi del Medio Oriente del 9 marzo scorso".
La bozza inoltre impegna il governo a "continuare a condannare fermamente la violenta repressione delle proteste civili in Iran e la flagrante violazione dei diritti umani da parte del regime islamista; a condannare altresì il ruolo destabilizzante dell'Iran in tutta la regione, esprimendo il suo pieno sostegno al popolo iraniano nella sua lotta per la libertà".
Si chiede un impegno a "lavorare con i principali partner europei, internazionali e regionali alla creazione delle condizioni necessarie per un ritorno della diplomazia per risolvere la crisi in Medio Oriente".
Inoltre si chiede al governo di "Adottare misure volte a mitigare l'impatto economico della crisi, con particolare riguardo ai prezzi dell'energia e al sostegno alle imprese esportatrici". All'esecutivo viene anche chiesto di "affrontare con urgenza assieme alla Commissione europea la definizione di interventi per ridurre immediatamente i prezzi dell'energia, a partire dalla possibilità di una sospensione provvisoria dell'applicazione del sistema ETS alla generazione termoelettrica come primo obiettivo e da una sua revisione che adatti il suo funzionamento al mutato contesto europeo e internazionale e ne corregga gli aspetti che si sono rivelati dannosi per competitività del nostro sistema industriale".
Il Senato impegna poi il governo a "mantenere la pressione europea nei confronti della Russia, con gli strumenti in essere, per portare Mosca a sedere al tavolo negoziale e contribuire costruttivamente alla pace".
Quando è previsto l'intervento di Giorgia Meloni alla Camera oggi e dove vederlo in diretta
È possibile seguire l'appuntamento in diretta alle 16 di oggi sulla webtv e sul canale satellitare della Camera, e si potrà seguire in streaming sul canale Youtube di Fanpage.it. La consegna del testo delle comunicazioni è prevista alle 10:30 a Montecitorio.
A che ora la premier parla al Senato oggi
La presidente del Consiglio Meloni interverrà oggi, 11 marzo, alle 9:30, nell'Aula del Senato per le comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026 e sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. In programma invece per le 16 le comunicazioni della premier alla Camera.
Giorgia Meloni oggi in diretta alle Camere: le comunicazioni in vista del Consiglio Europeo
Questa mattina al Senato cominceranno alle 9.30 le comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sia sulla crisi nel Medioriente, sia sui temi del Consiglio europeo del 19-20 marzo. Secondo quanto definito nella riunione dei capigruppo, il voto finale potrebbe essere all'ora di pranzo, presumibilmente tra le 13.30 e le 14. In particolare, dopo il suo intervento, la premier si sposterà alla Camera per consegnare lì il suo testo (e dove interverrà alle 16). Poi si passerà alla discussione. Seguirà l'eventuale replica della premier, stimata intorno a mezzogiorno, e quindi le dichiarazioni di voto. Per quest'ultime, ogni gruppo parlamentare avrà a disposizione 10 minuti per un tempo totale stimato in un'ora e 40 minuti. Ultimo passaggio, il voto sulle risoluzioni che saranno proposte.
Ieri l'Aula di Palazzo Madama ha bocciato la richiesta delle opposizioni di limitare all'Iran le comunicazioni della premier: i no sono stati 84 e i sì 53. La questione diviso maggioranza e opposizioni. Per il centrodestra, quel che conta è la presenza e disponibilità della presidente del Consiglio a riferire in Aula, come era stato chiesto dalle minoranze e viste le emergenze in corso. Per Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega, "anticipare la presenza della premier (a domani, invece del 18 marzo, ndr) per farsi dare un mandato chiaro dal Parlamento, consentirà al governo di poter interloquire a livello internazionale con un mandato forte anziché aspettare all'ultimo". Secondo le opposizioni, invece, la mancanza di un ordine del giorno aggiornato sul prossimo Consiglio Ue rischia di rendere inutile la discussione.