
Le notizie dell'ultima ora sulle elezioni in Ungheria 2026: sono oltre 8,1 milioni i cittadini ungheresi chiamati alle urne per un'elezione che potrebbe segnare una svolta politica dopo sedici anni di governo di Viktor Orbán, al potere dal 2010 e già premier tra il 1998 e il 2002. La principale sfida arriva dall'opposizione guidata da Péter Magyar, ex esponente del partito di governo Fidesz, oggi diventato il volto di una possibile alternativa.
I seggi si sono aperti alle 6 di questa mattina e si chiuderanno alle 19, con una giornata elettorale segnata fin da subito da un'affluenza molto elevata. Il dato che sta caratterizzando questa tornata elettorale è infatti proprio la partecipazione: già nelle prime ore del mattino, aveva votato circa il 17% degli aventi diritto; alle 11 l'affluenza ha raggiunto il 37,98%, pari a circa 2,86 milioni di elettori, secondo i dati dell'Ufficio elettorale nazionale. Un livello definito record, molto più alto rispetto al 25,77% registrato nello stesso orario quattro anni fa. Alle 13 ha votato il 54,14% degli elettori.
Subito dopo la chiusura inizierà lo spoglio, con le prime proiezioni attese in serata e i risultati ufficiali nella notte.
Ungheria, Orbán: "Relazioni amichevoli con tutti i leader". E su Zelensky: "Sono fortunato a non essere lui"
Parlando con i giornalisti dopo il voto a Budapest, Orbán è tornato a ribadire la linea del suo governo sui rapporti internazionali, affermando l’intenzione di mantenere relazioni "amichevoli" con tutti i principali leader mondiali, incluso il presidente russo Vladimir Putin. Poi ha risposto anche a una domanda sul conflitto in Ucraina e sulla posizione del presidente ucraino Zelenskyy, commentando con una frase che ha subito fatto discutere: "Sono abbastanza fortunato da non essere Zelensky".
Ungheria, Orbán: "Mi dimetterei da Fidesz solo in caso di sconfitta pesante"
Il premier ungherese Orbán ha chiarito che lascerebbe la guida del suo partito solo in caso di una sconfitta elettorale netta. Parlando con i giornalisti dopo aver votato a Budapest, ha infatti legato un eventuale passo indietro a un risultato particolarmente negativo alle urne.
Orbán guida il partito Fidesz dal 1993 ed è tra i suoi fondatori. Nato nel 1988 come movimento giovanile anti-comunista, Fidesz si è trasformato nel tempo nella principale forza politica della destra ungherese e in uno dei riferimenti del cosiddetto fronte sovranista europeo.
Ungheria, Magyar:"Se non ci saranno brogli, il Tisza vincerà"
Dopo aver votato nel collegio uninominale 4 di Budapest, il leader dell'opposizione Péter Magyar ha rilanciato la sfida al governo di Viktor Orbán, sostenendo che il risultato elettorale dipenderà dalla regolarità del voto. In una breve dichiarazione alla stampa, ha affermato che, in caso di elezioni "libere e corrette", il suo partito avrebbe la possibilità di vincere. Poi ha sottolineato l'importanza di un'alta affluenza e ha avvertito sul rischio di possibili irregolarità, parlando di una consultazione che potrebbe decidersi anche per pochi voti. Nel corso della mattinata ha poi ribadito la necessità che le autorità garantiscano il rispetto delle regole e ha invitato i cittadini a recarsi alle urne. Il leader del Tisza ha infine annunciato la raccolta di segnalazioni su eventuali anomalie attraverso una piattaforma dedicata, spiegando che sono "già arrivate decine di segnalazioni", e ha ringraziato gli attivisti del movimento per il lavoro svolto negli ultimi anni.
Ungheria, anche Orban va a votare e ringrazia i sostenitori: "Sono qui per vincere"
"Sono qui per vincere" ha detto il premier ungherese, Viktor Orban, parlando con i cronisti dopo aver votato a Budapest. Poi ha detto che la campagna elettorale è stata "un grande momento nazionale dalla nostra parte" e ha ringraziato attivisti e sostenitori per il loro lavoro.
Ungheria, Scalfarotto (Iv): "Un voto che riguarda tutti"
"A Budapest, la città d'Europa che ha segnato in questi anni la frontiera materiale tra la democrazia liberale e l'autocrazia, sono oggi in gioco i valori sui quali abbiamo costruito la nostra Unione europea. Le libertà civili, la separazione dei poteri, lo Stato di diritto: principi preziosi, senza i quali non saremmo cittadini, ma sudditi. Un voto e il suo esito che ci riguardano tutti, direttamente" a scriverlo sui social è il senatore di Italia viva Ivan Scalfarotto, responsabile Esteri del partito.
Orban: "Molte persone stanno votando, avanti verso la vittoria"
Il premier ungherese Viktor Orban ha celebrato l'alta affluenza alle urne, esortando gli elettori a portare il partito Fidesz alla vittoria: "Molte persone stanno votando. Questo significa una cosa sola: se vogliamo proteggere la sicurezza dell'Ungheria, nessun patriota può restare a casa!. Solo Fidesz! Avanti, verso la vittoria!".
Affluenza record alle elezioni in Ungheria, partecipazione oltre le attese nelle prime ore
Partenza sopra le aspettative per il voto in Ungheria, dove l'affluenza si sta rivelando particolarmente alta fin dalle prime ore della giornata elettorale. Secondo i dati diffusi dall'Ufficio elettorale nazionale, infatti, alle 9 del mattino aveva già votato il 16,89% degli aventi diritto, un dato nettamente superiore rispetto alle precedenti tornate elettorali e indicativo di una forte mobilitazione. Il trend positivo era già emerso subito dopo l'apertura dei seggi: nella prima ora si era infatti registrata un'affluenza del 3,46%, quasi il doppio rispetto al 2022. Anche il confronto storico conferma la crescita della partecipazione, con numeri superiori sia al 2018 sia alle ultime elezioni. Poche ore dopo, alle 11, aveva già votato invece il 37,98% degli elettori, pari cioè a 2.858.892 persone.
Péter Magyar: "Sono in gioco il destino del nostro paese e il futuro dei nostri figli e nipoti"
In questa giornata elettorale che sta decidendo il futuro politico del Paese ha votato anche il leader dell'opposizione ungherese Péter Magyar. Uscendo dal seggio ha poi dichiarato: "Ho già votato per il cambiamento. Oggi sono in gioco il destino del nostro paese e il futuro dei nostri figli e nipoti".
L'ambasciata di Israele augura la vittoria a Orban: "Al fianco di Israele per anni"
Alla vigilia del voto in Ungheria arriva anche un messaggio di sostegno internazionale a Viktor Orbán: l'ambasciatore israeliano a Singapore, Eli Vered Hazan, ha infatti espresso pubblicamente l'augurio di una sua vittoria, sottolineando il rapporto politico costruito negli anni tra il premier ungherese e Israele, definendolo "un alleato stabile in un contesto europeo giudicato più critico". Nel suo messaggio sui social, Hazan ha elogiato Orbán come una figura "coerente nel sostegno a Israele" e capace, a suo avviso, di scelte politiche "razionali" in uno scenario internazionale complesso, richiamando anche l'appoggio di Trump come ulteriore elemento di legittimazione politica. Le dichiarazioni arrivano mentre il Paese si prepara a un voto potenzialmente decisivo, che potrebbe chiudere oltre sedici anni consecutivi di governo di Orbán e aprire una fase politica nuova guidata dall'opposizione di Péter Magyar, oggi alla guida della sfida al governo in carica.
Ungheria, la sfida a Orbán dopo 16 anni al potere e le ricadute in Europa
Il voto ungherese viene osservato con grande attenzione anche a Bruxelles, dove diversi Paesi dell'Unione accusano Viktor Orbán di aver progressivamente indebolito lo stato di diritto, limitato l'indipendenza dei media e ridotto gli spazi per le minoranze. Un eventuale cambio di governo potrebbe avere effetti significativi anche sul piano europeo, a partire dai rapporti con l'Ucraina e dagli equilibri interni all'Unione. Nel dibattito politico, lo scontro è stato costruito su narrazioni molto diverse. Orbán ha impostato la campagna come una scelta tra "guerra e pace", sostenendo che una vittoria dell'opposizione potrebbe trascinare il Paese nel conflitto in Ucraina. Dall'altra parte, il leader dell'opposizione Péter Magyar ha respinto queste accuse, concentrando la sua proposta su lotta alla corruzione e rilancio economico.
L'esito del voto non riguarda quindi solo la guida del Paese, ma potrebbe incidere profondamente anche sui rapporti tra Budapest e Bruxelles e sugli equilibri politici dell'intera Unione europea.
Ungheria al voto, come funziona il sistema elettorale e quanti seggi si assegnano
In Ungheria sono circa 8 milioni i cittadini chiamati alle urne, su una popolazione complessiva di poco inferiore ai 10 milioni. Il voto serve a rinnovare i 199 seggi dell'Assemblea nazionale, secondo un sistema misto che combina collegi uninominali e rappresentanza proporzionale. La maggioranza dei seggi, 106, viene assegnata nei collegi con sistema maggioritario, mentre i restanti 93 sono distribuiti attraverso liste nazionali, che includono anche le quote riservate alle minoranze.