in evidenza 30 maggio 18:45 Di Maio propone: “Passo indietro di Savona, spostandolo a un altro ministero”

Il capo politico del MoVimento 5 Stelle Luigi Di Maio propone un passo indietro di Paolo Savona, mettendo all'EConomia una diversa figura di uguale caratura, con Savona che andrebbe a un altro ministero. L'annuncio è arrivato in diretta Facebook: "Secondo me se questa diciottesima legislatura deve avere un ricordo negli italiani, deve lasciarlo per un governo politico, non tecnico. Se ci dobbiamo ritrovare un governo tecnico come quello Cottarelli, e ce lo dobbiamo ritrovare solo perché nella squadra di ministri c’è un ministro non accettabile dal Quirinale, dobbiamo fare un ragionamento. Abbiamo una squadra già pronta, un candidato alla presidenza del Consiglio, troviamo una persona della stessa caratura del professor Savona e Savona va a un altro ministero".

Di Maio ha fatto sapere che il MoVimento 5 Stelle è quindi disposto a far partire un governo politico, cambiando il ruolo di Savona, e ha quindi messo la palla in mano alla Lega: "Noi ci stiamo, ora tocca alla Lega". Allo stesso tempo il capo politico del M5s ha ribadito che il governo, di cui farebbe parte anche la Lega, non vuole uscire dall'Euro. Il punto da cui parte, Di Maio lo spiega durante la sua diretta Facebook: "Sono stati 80 giorni molto difficili e l'epilogo non mi piace. Non mi piace l'idea che arrivi in Parlamento un governo non votato da nessuno e non mi è nemmeno piaciuto che siamo andati al Quirinale con la squadra dei ministri pronta e non ci hanno fatto partire il governo. Ora bisogna scegliere se andare al voto o insistere per un governo politico. Se si deve andare al voto lo si faccia il prima possibile. Sono cambiate le forze in campo e le sensibilità dei cittadini".

30 maggio 22:31 Bossi critica Salvini: “Su Savona io avrei mediato”

Da tempo le opinioni di Umberto Bossi e quelle del leader della Lega, Matteo Salvini, sono quasi sempre discordanti. E il caso della crisi istituzionale degli ultimi giorni non fa eccezione. A chi chiedeva a Bossi se Salvini avesse fatto bene a fare muro sul nome di Savona all’Economia, il ‘Senatur’ ha risposto: “Mica tanto. Sembra che lui sia interessato troppo alle idee di Savona". Quindi, Bossi ha spiegato la sua posizione: “Avrei mediato, può mediare”, ha affermato dando un consiglio a Salvini. E chi gli chiedeva se avesse altri suggerimenti per il segretario della Lega, Bossi ha replicato: “Non ha bisogno di un mio consiglio, ha capito”.

30 maggio 22:19 Salvini sullo spostamento di Savona dall’Economia: “Valutiamo, la porta non l’ho mai chiusa”

La porta Matteo Salvini non l’ha mai chiusa. Una porta girevole, quella di Paolo Savona, che potrebbe così passare dal ministero dell’Economia a un altro dicastero. La proposta di Luigi Di Maio di spostare Savona di ministero, lasciandolo nella squadra di governo ma indicando un’altra figura per il ministero di via XX Settembre, vede qualche timida apertura da parte di Salvini. “Valutiamo quanto questo spostamento sia utile agli italiani – afferma in serata – parlandone ovviamente con il professor Savona, cosa che educazione vuole. Stiamo ragionando su una squadra forte per un progetto forte”.

Salvini questa sera è a Genova, allo stadio Luigi Ferraris, per assistere alla Partita del cuore. Arrivando allo stadio ha risposto ai cronisti che gli chiedevano se la Lega sia disponibile ad accettare la proposta dei Cinque Stelle: “Dal 4 marzo stiamo ragionando solo in termini di quello che serve all'Italia. Strana questa richiesta di spostamenti da un giorno all'altro perché un ministro dell'economia non sta simpatico alla Merkel o ai tedeschi. La porta io non l'ho mai chiusa. Sono l'unico che dal 4 marzo sta lavorando come un dannato per dare un governo a questo paese però un governo con una dignità. Non è che se uno si alza male a Berlino a Parigi la mattina salta un ministro di governo italiano. Come stiamo facendo dal 4 marzo faremo la scelta migliore per il paese, delle belle idee in testa ce l'abbiamo”.

30 maggio 19:46 Il Quirinale apre a Di Maio: la proposta su Savona viene valutata “con grande attenzione”

L'idea di spostare Paolo Savona dal ministero dell'Economia a un altro ruolo nella squadra di governo viene valutata dal Quirinale "con grande attenzione". Secondo quanto fatto trapelare da fonti del Colle, la proposta lanciata poco fa da Luigi Di Maio durante una diretta Facebook di sostituire Savona all'Economia con un esponente di uguale caratura, trasferendo lo stesso economista a un altro dicastero, è in questo momento presa in considerazione e potrebbe quindi essere anche accettata dal Colle, rimanendo in attesa che il leader della Lega, Matteo Salvini, dica se è o meno d'accordo con l'idea di Di Maio.

30 maggio 19:17 Salvini risponde a Di Maio su passo indietro Savona: “Ci ragioniamo, ma no a governo con guinzaglio”

Il leader della Lega, Matteo Salvini, risponde parzialmente alla proposta di Luigi Di Maio sul possibile passo indietro di Paolo Savona come ministro dell’Economia: Savona, eventualmente, sarebbe spostato a un altro ministero. Salvini afferma che ci penserà, ci ragionerà, ma per il momento è anche molto scettico. “Ci penserò – afferma da Imperia, in una diretta video trasmessa da Sky – perché dal 4 marzo ad oggi stiamo facendo solo quello che può far bene all’Italia e ai nostri figli. Un governo è stato bloccato sul nascere perché c’era un ministro che non stava simpatico ai tedeschi. Qualcuno dice che ora questo ministro lo togliamo, ma mi domando perché non può fare il ministro in Italia uno che non sta simpatico ai tedeschi? Poi avessimo messo un passante, abbiamo messo uno dei più grandi economisti”.

Valuteremo – ribadisce Salvini -. Come Lega abbiamo fatto gesti di responsabilità, passi indietro, e anche di più. Abbiamo rinunciato alle poltrone, a tanti ministeri. L’ultima cosa che auguro agli italiani è l’ennesimo governo tecnico alla Monti. Però è altresì chiaro che un governo lo faccio partire con la faccia della Lega se può difendere nel mondo l’interesse di 60 milioni di cittadini italiani. Un governo col guinzaglio no. Per carità, ci ragioniamo, ma abbiamo già perso tanto tempo. Il governo sarebbe già in carica da giorni se qualcuno al Quirinale non avesse detto no”.

Salvini torna quindi a spiegare che la Lega sarà in piazza nel weekend per chiedere l’elezione diretta del capo dello Stato: “Saremo in piazza per chiedere se non è il caso che a eleggere il presidente della Repubblica siano gli italiani”. E aggiunge ancora: “Vi garantisco che nessuno ci spaventerà e noi non arretriamo di un millimetro, ma andiamo solo avanti. Però da persone adulte, che portano rispetto e mantengono la parola data. I ministri di un governo non sono come i calciatori del calciomercato. Se uno gioca come portiere deve fare il portiere. Vedremo nelle prossime ore, spero che il governo parta”.

Al termine del comizio, Salvini ha risposto ai cronisti che gli chiedevano ancora conto delle sue decisioni sulla proposta riguardante Paolo Savona: "Quando abbiamo proposto il professor Savona è stato perché era il migliore per fare il ministro dell'Economia. Se Di Maio ha cambiato posizione ne parlerò con lui".

30 maggio 17:50 M5s chiede “passo indietro” di Paolo Savona

Il MoVimento 5 Stelle sembra voler chiedere un passo indietro di Paolo Savona, presentato dall'ex presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte, come ministro dell'Economia del governo M5s-Lega. Proprio sul nome di Savona era nato lo scontro con il Quirinale e lo stallo con la mancata nascita del governo giallo-blu. A rendere nota la posizione dei Cinque Stelle è Laura Castelli, deputata e tra coloro che hanno redatto il contratto di governo. "Abbiamo sempre detto che o parte un governo politico con la maggioranza esistente in Parlamento e che ha scritto il contratto di governo, M5s e Lega, o per noi si deve tornare al voto subito. Sono ore cruciali e c'è una situazione di instabilità che rischia di essere pagata dai cittadini e dal Paese. Stupisce che Paolo Savona, persona di grande spessore culturale e sensibilità politica, non abbia ancora maturato la decisione di fare un passo indietro". La posizione viene espressa dalla Castelli attraverso una nota e arriva poco dopo la salita al Colle di Luigi Di Maio, capo politico del M5s, che ha avuto un colloquio informale con Sergio Mattarella.

30 maggio 17:28 Il Quirinale non vuole forzare i tempi: Cottarelli attende un eventuale governo politico

Dopo che il capo politico del MoVimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, ha lasciato il Quirinale, il presidente del Consiglio incaricato, Carlo Cottarelli, è andato al Colle dove è entrato dall'ingresso di Porta Giardini per un nuovo colloquio informale con il capo dello Stato Sergio Mattarella. Cottarelli e Mattarella hanno già avuto un colloquio questa mattina e al termine l'ex commissario alla spending review ha fatto sapere di essere disposto ad aspettare per valutare se, come emerso in queste ore, era possibile favorire la nascita di un governo politico, senza ricorrere quindi a uno tecnico guidato dallo stesso Cottarelli. Il presidente del Consiglio incaricato ha lasciato il Quirinale dopo un colloquio durato circa mezz'ora.

Secondo quanto emerge, Cottarelli e Mattarella hanno deciso di non forzare i tempi per capire se ci sono le condizioni per la nascita di un governo politico. Cottarelli, quindi, non tornerà questa sera al Colle per sciogliere la riserva ma darà ai partiti altro tempo per proseguire i negoziati e cercare una soluzione politica. Il presidente del Consiglio incaricato, comunque, avrebbe già pronta la lista dei ministri su cui non ci sarebbero problemi, secondo quanto trapelato.

30 maggio 17:17 Di Maio al Quirinale: nel pomeriggio colloquio con Mattarella

Dopo aver confermato il suo ‘no’ al voto di fiducia a un eventuale governo guidato da Carlo Cottarelli lasciando la Camera dei deputati, il capo politico del MoVimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, è andato al Quirinale dove ha incontrato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il colloquio è già terminato. Si è trattato di un colloquio informale tra i due dopo gli attriti degli ultimi giorni: Di Maio e il M5s hanno più volte accusato Mattarella per la decisione di opporsi alla nomina a ministro dell'Economia di Paolo Savona, arrivando così al blocco della nascita del governo tra pentastellati e Lega. Il M5s ha anche annunciato di voler chiedere in Parlamento lo stato d'accusa per il capo dello Stato: posizione su cui Di Maio sembra aver ritrattato nella serata di ieri. Questa mattina il presidente del Consiglio incaricato, Carlo Cottarelli, ha invece fatto sapere di essere disposto ad attendere notizie prima di consegnare la lista dei ministri perché ha saputo che si è tornato a parlare dell'ipotesi di un governo politico che renderebbe superfluo un esecutivo di transizione, composto da tecnici.

30 maggio 15:49 Salvini: “Se il governo è quello con Savona noi ci siamo, altrimenti il governo non ci sarà”

Il leader della Lega Matteo Salvini vuole un governo con il MoVimento 5 Stelle, sulla base del contratto stipulato dalle due forze politiche. Ma Salvini vuole anche che la squadra di governo sia la stessa già presentata al Quirinale dal presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte. "Come Lega – afferma da Sarzana – le abbiamo provate tutte per dare un governo a questo Paese. Con il centrodestra non andava bene, con i Cinque Stelle non andava bene. Noi ci siamo. Basta che non perdano più tempo e non prendano più in giro le persone. O si beccano il programma e la squadra che abbiamo presentato oppure facciano altro e ci facciano votare". E aggiunge, ancora: "Se qualcuno vuole dare un governo a questo Paese deve essere un governo che rispecchia il voto degli italiani e non un governo che arriva da Marte, e io non accetterò mai che venga detto no a un ministro di un governo italiano. O il governo è quello o non c'è governo".

Salvini prende però un impegno: "Vi do la mia parola che le proveremo tutte per dare un governo a questo Paese". E annuncia anche che la Lega vuole sostenere l'ipotesi di "una firma per chiedere agli italiani l'elezione diretta del Presidente della Repubblica, perché tanto il presidente della Repubblica fa quello che vuole ugualmente, quindi…".

30 maggio 15:26 Fico non parteciperà alla manifestazione M5s il 2 giugno: sarà alla parata istituzionale

Il presidente della Camera Roberto Fico non parteciperà alla manifestazione organizzata dal MoVimento 5 Stelle per il 2 giugno a Roma, alla Bocca della verità. Secondo quanto riferito, il presidente della Camera ed esponente di spicco del M5s, non sarà al fianco di Luigi Di Maio sabato perché impegnato a Montecitorio per un evento con gli studenti. Inoltre, la mattina, in quanto carica istituzionale, dovrà prendere parte alla parata dei Fori Imperiali. Niente manifestazione dopo il fallimento del governo M5s-Lega, dunque. Fico dovrà anche presenziare al Quirinale il giorno primo, il primo giugno, per il tradizionale ricevimento della Festa della Repubblica: appuntamento che sarà disertato dai Cinque Stelle.

30 maggio 15:03 M5S: “Fiducia a governo Cottarelli? Ne parleremo stasera”

Timidi spiragli per la nascita del governo dei tecnici. Mattarella e Cottarelli stanno prendendo tempo, probabilmente fino a stasera, per dare spazio a eventuali trattative tra Di Maio e Salvini per far partire un esecutivo giallo-verde. "Non vedo alcuna possibilità di legittimare un governo simile, ne parleremo comunque alla riunione di questa sera". Lo dice il deputato M5s Manlio Di Stefano ai cronisti a Montecitorio, confermando l'assemblea dei gruppi parlamentari prevista alle 19 di oggi. I Cinquestelle decideranno insomma se votare o meno la fiducia al governo tecnico.

Matteo Salvini intanto, che pure ha parlato della necessità di tornare alle urne al più presto, sta pensando all'opportunità di far nascere un governo che si occupi delle urgenze, per poi sciogliere la legislatura a fine luglio o al massimo ai primi di agosto, e andare al voto in autunno. "Spero che si torni al voto prima possibile ma non a fine luglio perché ci sono le sacrosante ferie degli italiani e i lavoratori stagionali", ha dichiarato questa mattina. La Lega insomma, al contrario di quanto ha dichiarato il premier incaricato, non sarebbe al momento disponibile ad andare a governare con il M5S: "Un governo politico? Ci abbiamo provato, non ci siamo riusciti", ha detto Giancarlo Giorgetti. E sulla possibilità che si formi un governo del centrodestra Giorgetti ha tagliato corto: "Sono solo voci".  

30 maggio 12:46 Renzi: “Salvini mai al governo con me neanche a pagamento? Io con lui nemmeno gratis”

Matteo Renzi risponde con un tweet al leader della Lega Matteo Salvini, che durante un comizio ha appena dichiarato: "L'unico tentativo che non ho fatto, e che non farò mai, è un governo con il Pd e la sinistra". L'ex premier replica: "Ha detto Salvini che non farà mai un governo con me neanche a pagamento. Matteo, tranquillo: io con te nemmeno gratis".

E poi su Instagram: "Dopo 87 giorni finalmente primo voto al Senato della nuova legislatura. Rischia di essere anche uno degli ultimi. Tutto quello che avevamo previsto dopo la mancata riforma costituzionale sta purtroppo diventando realtà: caos politico, instabilità finanziaria, Italia debole in Europa. Prima o poi anche gli altri riconosceranno che la necessità di cambiare le regole serve al Paese. Nel frattempo vediamo quante volte Di Maio e Salvini cambieranno idea stamattina. Prepariamoci alle elezioni, questi vogliono uscire dall'Europa ma non si capisce per andare dove #neuro #teatrino #vergogna #avanti". E pubblica la foto dello schermo del suo scranno che registra il suo primo voto da parlamentare a Palazzo Madama, sul decreto legge Alitalia.

30 maggio 12:37 Salvini: “Non ostacoliamo soluzioni di emergenza, ma andiamo alle urne subito”

"Dal 4 marzo per dare un governo al Paese abbiamo provato tutto, abbiamo rinunciato alle presidenze di Camera e Senato, alla presidenza del Consiglio. Abbiamo provato la strada con il centrodestra e poi con il M5S. A questo punto non ostacoleremo soluzioni rapide per affrontare le emergenze ma ridiamo la parola agli italiani il prima possibile". È questa, a quanto si apprende da fonti leghiste, la posizione delle ultime ore del partito di Matteo Salvini sulla crisi di governo. E ribadisce, durante un comizio a Massa: "L'unico tentativo che non ho fatto, e che non farò mai, è un governo con il Pd e la sinistra". 

"O faccio un governo che cambi veramente le cose per gli italiani o le cose per finta non lo facciamo. Non siamo in vendita. O lo facciamo con le persone che vogliamo o il governo lo faccia Mattarella", ha aggiunto.

Anche Giancarlo Giorgetti, braccio destro di Salvini, ha spiegato che a questo punto non ci sarebbero più i margini per un esecutivo giallo-verde: "Non si poteva tre giorni fa e non vedo come si possa oggi", un governo politico con il M5S. "E' difficile che maturi. Giorgetti premier? Ipotesi fantasiosa…", conclude.

30 maggio 12:07 Cottarelli: “Può nascere un governo politico Lega-M5S, attendiamo sviluppi”

In riferimento ad alcune ricostruzioni apparse sulla stampa, ambienti vicini al presidente del Consiglio incaricato Cottarelli hanno fatto trapelare che, insieme al Capo dello Stato, si è deciso di attendere l'esito di possibili trattative tra Lega e M5S. Ecco il motivo dell'improvviso stand-by: "Durante l'attività del Presidente del Consiglio incaricato per la formazione del nuovo Governo sono emerse nuove possibilità per la nascita di un Governo politico. Questa circostanza, anche di fronte alle tensioni sui mercati, lo ha indotto – d'intesa con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – ad attendere gli eventuali sviluppi".

30 maggio 12:02 Di Maio conferma manifestazione 2 giugno: “Non contro Mattarella, ma per diritto italiani di scegliersi il governo”

La manifestazione del 2 giugno, l’incarico a Cottarelli e le possibili alleanze pre e post elettorali: sono questi i temi della lunga intervista che Luigi Di Maio ha concesso al direttore di Fanpage.it Francesco Piccinini. Si parte proprio con il senso della manifestazione del prossimo 2 giugno, con Di Maio che spiega: “Ovviamente è un appuntamento legato a ciò che è successo intorno alla formazione del governo, tanto è vero che l’hashtag è #ilmiovotoconta. C’era una maggioranza in Parlamento, c’era un contratto di governo, c’era la lista dei ministri, era tutto pronto e ci siamo presentati al Presidente della Repubblica. Ci è stato detto di no perché uno dei ministri in un libro era stato critico sull’euro. Poi è stato detto che questo governo non poteva partire perché volevamo uscire dall’euro, ma anche questa è una menzogna”. “La cosa paradossale”, confida Di Maio, “è che quando abbiamo incontrato il professor Savona ci ha detto ‘farò il ministro dell’economia solo se non usciremo dall’euro’, quella era anche la nostra intenzione, dunque abbiamo trovato un accordo”. Perché non Giorgetti, dunque? “Mi ha fatto sorridere questa idea, perché lui stesso aveva spiegato di non avere le competenze necessarie”.

Da qui il senso della manifestazione che, spiega, non è una prova di forza nei confronti di Mattarella: “La piazza del 2 giugno è una chiamata pacifica per tutti i cittadini che vogliono incontrarsi per ricordare il valore della nostra Costituzione, della Repubblica e della nostra sovranità da qualsiasi influenza esterna, altre nazioni, banche, agenzie di rating. Non è una piazza contro la Presidenza della Repubblica, ma a favore del diritto sacrosanto dei cittadini di votare e scegliersi un governo. Perché quello che non è partito era un governo votato dal popolo. […] Ora si sta polarizzando la discussione su Mattarella, se ha fatto bene o ha fatto male, ma il tema è un altro, è la madre di tutte le battaglie politiche, cioè la sovranità di un paese. Era questa battaglia che in quel momento si stava combattendo e non era fra le forze politiche e il Quirinale, ma tra la finanza e la politica. E se noi vogliamo assicurare il primato della politica sulla finanza non potevamo e non possiamo arretrare”.

30 maggio 10:44 Salvini: “L’unica cosa da fare è chiedere a Mattarella la data del voto”

Questo è il mio appello: "Sergio Mattarella ci dia la data del voto e gli italiani faranno giustizia su quello che è successo". Lo ha detto il leader della lega Matteo Salvini parlando a Pisa. E ha ribadito: "Mattarella ci dica come uscire dallo stallo: abbiamo rinunciato a posti, poltrone, presidenze e ministeri. Ci hanno sempre detto no. All'ipotesi di un governo giallo-verde ci abbiamo lavorato per un mese inutilmente ma io ho una dignità politica e soprattutto l'Italia non è schiava di nessuno: i tedeschi si facciano gli affari dei tedeschi e i francesi quelli dei francesi ma agli italiani ci pensiamo noi". Meglio tornare alle urne, dice il leader del Carroccio, ma non a luglio, "Perché ci sono le sacrosante ferie degli italiani e i lavoratori stagionali".

"Ci abbiamo provato con il centrodestra e con il Movimento 5 Stelle e ci hanno detto no. Siamo andati al Quirinale con la maggioranza alla Camera e al Senato e il signore del Colle ci ha detto no perché avevamo nella lista dei ministri una persona che non sta simpatico all'Europa. Se non cambiano alcune regole dell'Ue – ha aggiunto Salvini – l'Italia è finita. Noi vogliamo aiutare l'Italia a non essere suddita dell'Europa". 

Sulla riapertura di Di Maio, che ieri sera a Napoli ha rimesso in campo l'ipotesi di un esecutivo Lega-M5S, Salvini si dice indisponibile, e risponde così: "Non siamo al mercato ed è anche una questione di dignità. Abbiamo provato a fare un governo con il centrodestra e poi con i Cinquestelle ci hanno sempre detto no. Non svendiamo l'Italia. Leggo anche importanti commentatori che sui giornali mi chiedono di fare un gesto nobile chiedendo aiuto al Pd e allora voglio dire chiaro e tondo che noi non faremo mai un governo con Renzi e con il Pd", ha concluso.

30 maggio 09:57 Cottarelli torna al Colle, Di Maio ripropone il governo Lega-M5S mentre Salvini punta al voto

Dopo oltre 80 giorni di stallo, quella di oggi potrebbe essere la giornata decisiva. Il professor Carlo Cottarelli è tornato al Quirinale in mattinata per un ulteriore colloquio informale ma non ha sciolto la riserva e comunicato la sua decisione al capo dello Stato, e in questo scenario si prospettano due ipotesi: il voto a luglio o la partenza di un governo Lega-M5S. Difficilmente infatti un ipotetico esecutivo Cottarelli potrebbe ottenere la maggioranza per governare, dunque l'ipotesi dello scioglimento delle Camere a breve per portare il Paese a elezioni anticipate il 29 luglio prende sempre più corpo.

Nella serata di ieri, però, Luigi Di Maio ha dichiarato di aver ritirato la proposta di impeachment a Mattarella dal tavolo – anche perché Salvini a quanto pare non ha mai preso in considerazione questo tipo di attacco al capo dello Stato – e ha chiesto al presidente della Repubblica di far partire il governo Lega-M5S: "Una maggioranza in Parlamento c'è, fateci partire" ha urlato dal palcoscenico in piazza a Napoli. Salvini, di contro, vorrebbe si insediassero le commissioni per far lavorare a pieno ritmo il Parlamento, ma auspica il ritorno alle urne immediato. Nella giornata di oggi, dunque, stando a questo scenario, sarà possibile capire qualche delle due ipotesi avrà la meglio e capire se il Paese tornerà davvero alle urne in piena estate.

30 maggio 09:56 Calenda: “Pd crei il Fronte repubblicano, con un nuovo simbolo, contro il sovranismo anarcoide”

Un nuovo simbolo e un unico Fronte repubblicano. È la proposta avanzata da Calenda per il Pd in vista delle prossime elezioni, che potrebbero essere imminenti (si parla anche anche del 29 luglio). Il ministro dello Sviluppo economico uscente Carlo Calenda lo ha detto in un'intervista al Corriere della sera. Se il Partito democratico vuole essere protagonista, allora deve presentarsi con "con un nome, quello del Fronte repubblicano, un simbolo diverso e una lista unica, coinvolgendo tutte quelle forze della società civile e tutti quei movimenti politici che vogliono unirsi per salvare il Paese dal sovranismo anarcoide di Di Maio e Salvini. Questi non sono nazionalisti, non sanno cos’è il patriottismo. Quando Mattarella va al parlamento europeo e Salvini dichiara ‘scambierei due Mattarella per mezzo Putin' si capisce che il senso dello Stato e la difesa della nazione non hanno niente a che fare con il loro pensiero".

Al giornalista Enrico Marro, che gli domanda se sarebbe lui a guidare il Fronte repubblicano, risponde così: "La guida c’è già, si chiama Paolo Gentiloni. Io certamente mi batterò in prima fila al suo fianco sulle scelte di fondo che gli italiano dovranno fare: vogliamo stare in Europa o scivolare in Africa? Conservare il benessere costruito in settant’anni o distruggerlo? Difendere le istituzioni repubblicane o prendere la deriva di una democrazia populista sul modello di Putin? Avere a fondamento della vita politica la democrazia rappresentativa o i blog e le srl? È una sfida che dobbiamo affrontare con fiducia. L’Italia è più forte di chi la vuole debole".

29 maggio 22:19 Salvini: “Facciamo partire il Parlamento per cancellare la legge Fornero. Poi voto al più presto”

Ospite a Di Martedì su La7, il leader della Lega Matteo Salvini ha dichiarato di essere d'accordo con Luigi Di Maio in merito alla ripresa delle trattative per il governo Lega-M5S: "Facciamo partire il Parlamento", ha detto Salvini, aggiungendo: "Come segretario della Lega chiedo ai presidenti di Camera e Senato di insediare le Commissioni. L'obiettivo è smontare un pezzo di legge Fornero, approvare la legittima difesa e tagliare i vitalizi e alcune tasse. L'unica cosa che non permetterò è che, in attesa di capire cosa fa Cottarelli e dove va Mattarella, gli italiani abbiano un Parlamento che non lavora".

"Prima si torna al voto meglio è e, quando se si tornerà alle urne, chiederei a Paolo Savona di rimettersi a disposizione degli italiani", ha proseguito Salvini, senza quindi allontanare lo spettro del voto. "Sperando che non si voti a Ferragosto. La cosa certa è che non possiamo avere un governo fantasma che magari aumenta l’Iva e aumenta le tasse sulla benzina e che poi se ne va indisturbato dopo 3 mesi. Su Savona comunque non mollo. E’ il meglio, e se ho il meglio io agli italiani propongo il meglio. Non un gradino sotto". 

29 maggio 21:36 Di Maio: “Torna in campo l’ipotesi governo Lega-M5S, il presidente Mattarella ci ascolti”

 

Potrebbe ripartire la trattativa per il governo M5S-Lega. Durante un comizio in piazza a Napoli, Luigi Di Maio ha dichiarato di aver accantonato l'idea dell'impeachment contro Mattarella, anche perché Matteo Salvini si sarebbe tirato indietro, e ha dichiarato che Lega e M5S potrebbero provare di nuovo a dar vita al "governo del cambiamento". "Prendo atto che Matteo Salvini ‘cuor di leone' non vuole fare l'impeachment e lì ci vuole la maggioranza. Una maggioranza c'è in Parlamento fatelo partire quel governo ma basta mezzucci. Perchè di governi tecnici, istituzionali, non ne vogliamo. Perchè quelli traseno e sicc e si mettono e chiatte come diciamo noi. La maggioranza in Parlamento c'è. La maggioranza c'è se si vuole risolvere questa crisi e rassicurare i mercati si faccia partire un governo che ha già un programma chiaro".

29 maggio 20:47 Di Maio: “Salvini non vuole impeachment di Mattarella, l’ipotesi non è più sul tavolo”

"Spero che si vada alle elezioni il prima possibile ma in una situazione politica molto difficile resta una posizione coerente ma collaborativa con il presidente della Repubblica Mattarella per uscire a risolvere quella che è l'attuale crisi che stiamo vivendo", ha dichiarato Luigi Di Maio da Napoli, facendo sapere inoltre che riguardo l'impeachment nei confronti del capo dello Stato "prendo atto che Salvini non lo vuole fare e ne risponderà lui come cuor di leone ma purtroppo non è più sul tavolo perché Salvini non lo vuole fare e ci vuole la maggioranza. Questa è una crisi che di certo non abbiamo generato noi e voglio dire anche che se i mercati hanno paura che l'Italia esca dall'euro è perché qualcuno ha fatto girare questa cosa. Il governo del cambiamento poteva essere una grande occasione anche per rassicurare i mercati. Noi siamo a disposizione con una soluzione ragionevole ma coerente con quello che abbiamo fatto finora".

29 maggio 20:09 La Pubblica Sicurezza alza la vigilanza a sedi istituzionali: “Pericolo manifestazioni di protesta”

Il dipartimento di Pubblica Sicurezza ha diramato a tutte le questure e le prefetture una nota in cui sottolinea la preoccupazione per l'attuale situazione politica e chiede di innalzare la vigilanza alle sedi istituzionali per prevenire possibili manifestazioni di protesta di singoli o gruppi appartenenti ad ambienti radicali non solo in occasione del 2 giugno. L'attenzione, secondo quanto si apprende, si concentra in particolare su Roma, dove ha sede la maggioranza delle istituzioni, ma riguarda anche altre città italiane. La nota del Dipartimento non fa alcun riferimento alle manifestazioni annunciate della Lega e del M5s quanto piuttosto alla possibilità che gruppi radicali – dagli anarchici a quelli di estrema destra – possano tentare di dar vita ad atti dimostrativi o di contrapporsi alle manifestazioni ‘ufficiali' già programmate. Per quanto riguarda il 2 giugno, si segnala la possibilità che gruppi antimilitaristi o pacifisti possano attuare contromanifestazioni contro la parata militare.

29 maggio 17:30 Cottarelli ha lasciato il Quirinale ed è tornato alla Camera

Il presidente del Consiglio incaricato Carlo Cottarelli è arrivato in un'auto istituzionale al Quirinale. Ma dopo un colloquio con il presidente Mattarella di circa un'ora ha lasciato il Colle per dirigersi alla Camera. Non ha rilasciato alcuna dichiarazione, ma è atteso ancora al Quirinale domani mattina.

"Il presidente del Consiglio incaricato, Carlo Cottarelli, ha riferito al Capo dello Stato della situazione. I due si rivedranno domani mattina". Così il consigliere Giovanni Grasso ha spiegato ai giornalisti l'uscita dal Colle del premier incaricato. L'uscita del portavoce del Quirinale è stato preceduto da un certo sconcerto da parte dei giornalisti che erano presenti quando hanno visto i corazzieri che tradizionalmente presidiano la porta che conduce allo studio "alla Vetrata" lasciare la loro postazione. Di solito questo è il segnale che il presidente della Repubblica ha lasciato la "Sala alla Vetrata" per far ritorno al suo studio privato. Contemporaneamente Cottarelli è stato visto fare il suo ingresso alla Camera dei Deputati.

Probabilmente è stata l'ipotesi del voto fissato per il 29 luglio a bloccare momentaneamente Cottarelli. Nel corso dell'incontro al Quirinale, il presidente del Consiglio incaricato ha fatto il punto della situazione con il Capo dello Stato che ha deciso di prendere tempo per valutare fino a che punto ci sia convergenza tra le forze politiche per luglio. Un giro di consultazioni rapido e informale che coinvolgerebbe lo stesso Cottarelli.

Intanto però fonti del Quirinale smentiscono le voci su una presunta rinuncia di Cottarelli: il premier incaricato avrebbe semplicemente bisogno di più tempo per approfondire alcuni nodi legati alla lista e nessuno ha parlato di rinuncia all'incarico.

29 maggio 16:31 Salvini: “Raccolta firme della Lega per elezioni diretta del Capo dello Stato”

"La Lega raccoglierà le firme su una proposta di legge per un Presidente della Repubblica eletto direttamente dai cittadini, in modo che possa rispondere direttamente ai cittadini del suo operato". Lo annuncia su Facebook il leader del Carroccio Matteo Salvini.

Salvini commenta condanna le minacce e gli insulti al presidente Mattarella: "Chi insulta e minaccia Mattarella non fa parte del futuro del mio Paese, ma Mattarella ha sbagliato, voleva difendere il risparmio ma ha ottenuto l'effetto contrario: oggi un governo in carica avrebbe affrontato meglio una crisi finanziaria". Poi l'affondo sul premier incaricato: "Cottarelli pensionato di lusso, buon per lui, che farà dei ministri ombra". 

29 maggio 15:38 Di Maio sul commissario Oettinger: “Silenzio assordante delle istituzioni, dovrebbero difenderci”

Luigi Di Maio, intervistato da Fanpage.it , commenta l'intervento a gamba tesa del commissario Ue al Bilancio Oettinger che avrebbe dichiarato in un'intervista: "I mercati insegneranno agli italiani a votare nel modo giusto". La frase era stata però parafrasata dal giornalista Bernd Thomas Riegert, che aveva liberamente riassunto il contenuto dell'intervista con un'anticipazione su Twitter. Le parole esatte pronunciate dal Commissario Ue sarebbero state queste: "Lo sviluppo negativo dei mercati porterà gli italiani a non votare più a lungo per i populisti".

Ecco la risposta del capo politico del Movimento: "Ci trattano come una colonia estiva dove fare le vacanze, è assurdo. Se io avessi detto la stessa cosa sui tedeschi sarebbe insorta tutta la comunità politica europea. Ora istituzioni dovrebbero difenderci, ma c'è silenzio assordante. Tra pochi mesi nascerà un governo del cambiamento".

29 maggio 15:06 Delrio ai deputati del Pd: “Siamo i partigiani della Costituzione”

Vi dovete sentire partigiani della Costituzione”. È il messaggio che il capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio, lancia durante l’assemblea dei deputati dem. “Siamo di fronte a una crisi senza precedenti ed è il momento di avere coraggio e smascherare le tante menzogne che girano su questa crisi di governo”, afferma. “Se Di Maio mette il tricolore fuori dalla finestra – argomenta Delrio – io, come ex sindaco della città del tricolore, sono contento. Noi non scenderemo in piazza il 2 giugno perché è la festa di tutti gli italiani. Non possiamo lasciare la patria a Salvini e alla Meloni. La patria è di tutti. Dobbiamo ricordarcelo bene”.

Delrio difende il presidente della Repubblica Mattarella: “Da parte di Mattarella c’è stata limpida fedeltà alla Costituzione e al popolo italiano. Contro di lui c’è stata un'aggressione volgare e allarmante. Esprimiamo massima solidarietà al presidente della Repubblica e rinnoviamo il nostro impegno per l'Italia a difesa della Costituzione. Salvini e Di Maio stanno giocando sulla pelle degli italiani. Hanno usato Savona come alibi. Non volevano governare perché le loro promesse non si possono realizzare, sono bugie raccontate agli italiani. Hanno bloccato il Paese per 90 giorni, stanno facendo pagare prezzi enormi ai risparmiatori, alle famiglie, alle imprese”.

29 maggio 14:40 L’appello all’unità della sinistra di Boldrini: “Alle elezioni alleanza tra tutti i progressisti”

L’ex presidente della Camera ed esponente di spicco di Liberi e Uguali, Laura Boldrini, si schiera in difesa del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e lancia una proposta, un appello all’unità di tutte “le forze progressiste”. La Boldrini chiede che tutte queste forze si presentino alleate alle prossime elezioni, una chiara apertura verso il Pd per dare una risposta al fronte che definisce “populista e sovranità”. “Di fronte all’attacco al presidente della Repubblica Mattarella – scrive Boldrini in un tweet – e di fronte al rischio di una pericolosa deriva populista e sovranità, è necessario che tutte le forze progressiste decidano di allearsi alle prossime elezioni”. Il post della Boldrini si conclude con l’hashtag #NonPiùAllaSpicciolata.

29 maggio 13:17 Martina: “Il Pd si astenga sul voto di fiducia al governo Cottarelli”

"Il Pd sostiene con piena convinzione l'operato del Presidente Mattarella e la scelta di varare un Governo neutrale che porti alle elezioni anticipate. E proprio per rispettare il carattere di neutralità politica del Governo credo che sia opportuno che il Pd si astenga sul voto di fiducia. Convocheremo a breve e prima della fiducia la Direzione nazionale e lì decideremo". È la proposta di Maurizio Martina al gruppo Pd, durante l'assemblea dei deputati. E sulla mobilitazione, annunciata dal partito e prevista per venerdì 1 giugno, ha detto: "È necessario che il presidente della repubblica sia tutelato. Noi dobbiamo essere i protagonisti di uno sforzo aperto a tutte le forze che vogliano concorrere a prendere una iniziativa. Il Pd deve farsi carico di una proposta che aggreghi tutte le forze democratiche e di centrosinistra", perché, secondo Martina, a preoccupare è il piano segreto di uscita dall'euro di Lega e M5S: "L’Italia è in tutto e per tutto l’epicentro di un disegno molto più grande che stiamo vivendo sulla politica politica nazionale che punta a scardinare l’Ue e la moneta unica".  

29 maggio 13:01 Mattarella riceverà Cottarelli al Quirinale alle 16.30

Carlo Cottarelli è stato convocato al Quirinale alle 16.30. Lo rende noto il Colle con una nota. Presumibilmente il premier incaricato porterà con sé la lista dei ministri per la squadra di governo. L'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica informa che la Sala Stampa allestita presso la "Loggia d'Onore" sarà aperta ai giornalisti, ai fotoreporter e agli operatori Tv a partire dalle ore 15.00. È quanto si legge in una nota del Quirinale.

29 maggio 12:18 Di Maio: “Spread a 300, il problema non eravamo noi, oggi potevamo avere un governo forte”

Il capo politico del MoVimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, parla di spread in un post su Facebook: “Oggi è schizzato oltre i 300 punti, non accadeva da 4 anni. Il problema non eravamo noi, non era la nostra squadra di ministri, ma l'incertezza che oggi regna sovrana”. Secondo Di Maio, se il governo fosse partito non si sarebbe creata una situazione di questo genere: “Oggi avremmo un governo politico forte che sarebbe già al lavoro per incontrare gli altri Paesi Ue e spiegargli i dettagli della nostra politica economica che non ha mai previsto l'uscita dall'euro. Oggi invece c'è solo la prospettiva di un governo debolissimo, che otterrà solo una manciata di voti di fiducia (se li otterrà) e che non ha alcuna idea di futuro del Paese. Andare contro la democrazia non paga”.

Di Maio rinnova l’invito a manifestare il 2 giugno a Roma, alle 19 in piazza della Bocca della verità: “Per noi questo sarà un momento pacifico e democratico in cui ci ritroviamo tutti insieme per dire con una sola voce #Ilmiovotoconta. Chi vuole usare questo giorno per scopi violenti o di attacco è lontano dalla nostra idea di Paese”. Di Maio, in un post precedente, ha anche invitato tutti a partecipare a una manifestazione alle 19 a Napoli quest’oggi. “La situazione è molto grave, gravissima – scrive -. Il voto degli italiani è stato totalmente svuotato del suo valore. E questo non è accettabile. Gli italiani il 4 marzo hanno deciso di cambiare, hanno chiesto un governo politico che facesse delle serie iniziative per cambiare la loro vita e invece Mattarella ha deciso di affidare le sorti del nostro Paese a un tecnico alla Monti. Lo ha fatto addirittura tirando in ballo il risparmio degli italiani”.

29 maggio 10:56 Conte: “Savona nel governo era essenziale, io ero garante della permanenza nell’Euro”

Secondo l’ex presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte, la presenza di Paolo Savona nella squadra di governo era essenziale. In un’intervista a Repubblica, Conte racconta: “Ho avuto con lui un incontro riservato che è durato oltre un'ora e mezza. Sono uscito dal colloquio profondamente rassicurato: Savona era ben funzionale al nostro progetto politico che prevedeva la promozione di una nuova politica economica, meno legata all'austerità e più orientata a rilanciare gli investimenti produttivi. Di uscita dall'euro nessuno ha mai parlato e comunque non era nel contratto del governo. È per questo che mi sono potuto fare garante, con il presidente della Repubblica, della permanenza del Paese nel sistema-euro, ma anche della nostra determinazione a rinegoziare le politiche economiche”.

Secondo Conte la squadra di governo presentata era “equilibrata, forte di figure di rilievo politico”. L’ex presidente del Consiglio incaricato racconta anche cosa si prova a diventare premier per qualche giorno: “Superata la sorpresa iniziale, è prevalsa subito l'attitudine professionale a tuffarsi nella soluzione dei problemi- Con Di Maio, che già conoscevo, ma anche con Salvini, si è instaurato un rapporto molto franco, anche dal punto di vista umano. Ci siamo confrontati sugli obiettivi politici e sul modo con cui avrei diretto e coordinato l'azione di governo. Nessuno ha mai posto in discussione il mio ruolo e questo ho anche spiegato al capo dello Stato, confermando la mia risolutezza a esercitare tutte le prerogative del presidente del Consiglio”.

Infine, Conte si dice “deluso” per non aver visto avviare “una esperienza di governo che si riprometteva di operare forti cambiamenti. Sono anche triste, perché avevo previsto che il Paese avrebbe subito un forte contraccolpo nel caso in cui questa speranza fosse andata delusa”. E sulla possibilità di essere candidato con i Cinque Stelle, conclude che non ha ancora ricevuto proposte ma nel momento in cui le riceverà, valuterà il da farsi.

29 maggio 09:49 Oggi Cottarelli presenta la lista dei ministri, entro venerdì il voto di fiducia in Parlamento

Oggi la lista dei ministri ed entro venerdì la fiducia in Parlamento: l’obiettivo di Carlo Cottarelli, presidente del Consiglio incaricato, è di fare presto. Questa mattina l’ex commissario alla spending review è arrivato alla Camera dove si è subito messo al lavoro nella stanza messa a sua disposizione: già in giornata potrebbe tornare al Quirinale per presentare la lista dei ministri (una squadra snella, secondo quanto trapela) e sciogliere positivamente la riserva. Poi la prova del Parlamento, uno scoglio che difficilmente il governo potrà superare viste le premesse e gli annunci di voto negativo di M5s, Lega e Forza Italia. Continua, nel frattempo, a salire lo spread Btp/Bund, arrivato in mattinata a 238 punti, record negativo dal 2013.

Il MoVimento 5 Stelle intanto continua ad attaccare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e a ribadire che la richiesta di impeachment verrà presto avanzata. Sia M5s che Lega si dicono invece convinti di poter sviluppare i punti del contratto di governo in Parlamento, avendo i numeri pur non essendo riusciti a formare il governo. Giancarlo Giorgetti, numero due della Lega, in due interviste a Corriere della Sera e Repubblica parla di una “ipotetica maggioranza formata da Lega, Cinque Stelle, Fratelli d’Italia e Leu”.

È tornato a parlare anche l’ex presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte, che in una intervista a Repubblica ha raccontato del suo incontro con Paolo Savona. “Sono uscito dal colloquio profondamente rassicurato – racconta Conte – era ben funzionale al nostro progetto politico, che prevedeva la promozione di una nuova politica economica, meno legata all'austerità e più orientata a rilanciare gli investimenti produttivi. Di uscita dall'euro nessuno ha mai parlato e comunque non era nel contratto di governo".

28 maggio 20:55 Di Battista: “Il Quirinale mente, i nomi di Bagnai e Siri sono stati fatti per il Mef”

"Ho sentito Salvini" e nei giorni scorsi "abbiamo deciso anche di avanzare altri due nomi oltre a quello di Savona, quelli di Bagnai e Siri. Se il Quirinale smentisce vuol dire che il Quirinale mente, potrò essere anche accusato di vilipendio". Lo ha detto Alessandro Di Battista a Otto e mezzo. Il pentastellato, che ha annunciato che si candiderà per le prossime elezioni ha così smentito la nota del Colle di questo pomeriggio: In caso di ritorno al voto "sono pronto a ricandidarmi. Mi presenterò alla Camera" Su Di Maio candidato premier non si sbilancia: "Me lo auguro. La forza del M5S sta anche in questo legame indissolubile che abbiamo io e lui".

Su un'alleanza con la Lega per le elezioni Di Battista ha detto: "E' prematuro", ma ha aggiunto, in "certe battaglie ritengo la Lega più affidabile del Pd". Di Battista torna poi sul "no" del Colle a Paolo Savona. Se "il presidente della Repubblica si prende libertà che non gli sono consentite credo che questo vada oltre le sue prerogative", ha detto, ribadendo che il M5S "non vuole uscire dall'euro".

28 maggio 20:07 Renzi: “A Di Maio e Salvini non interessano gli italiani, vogliono seminare odio e paura”

Renzi in diretta su Facebook commenta la crisi istituzionale, arrivata ieri al suo punto di rottura: si chiede come mai non Di Maio e Salvini non hanno accolto l'eventualità di sostituire il nome di Paolo Savona con il vice di Salvini, Giorgetti: "Di Maio e Salvini tengono l'Italia in ostaggio, dopo 85 giorni di stallo. Abbiamo fatto in modo che loro formassero il governo. Dopo tante promesse, reddito di cittadinanza, flat tax, abolizione della legge Fornero, blocco degli immigrati. Alla prova dei fatti si sono impauriti e si sono tirati indietro. Hanno usato l'alibi del ministro dell'Economia". E poi ricorda il rischio de rialzo dello spread: "Spread non è una parolina tecnica ma il fatto che i mutui costano di più: stanno giocando sulla pelle degli italiani", sottolinea.

"Di Maio e Salvini hanno scelto un premier non eletto, un professore dal ridondante curriculum, Giuseppe Conte. Nella scorsa legislatura hanno fatto una campagna elettorale contro di me dicendo che ero un premier non eletto. Ma io sono stato eletto come sindaco a Firenze. Così come nessuno aveva votato l'uscita dell'Italia dall'euro. Che io sappia soltanto due candidati lo avevano proposto, Bagnai, a Firenze e Borghi a Siena, e sono stati battuti, uno da me e uno da Padoan".

"Se volete uscire dall'euro – ha aggiunto rivolgendosi ai due leader – abbiate il coraggio di fare una campagna elettorale su questo Se volete uscire dall'euro non mettete di soppiatto un ministro, che ha presentato un piano B di uscita dall'euro, cosa che giustamente ha preoccupato il presidente della Repubblica". Renzi a questo punto ha ricordato che in più occasioni, quando lui stesso era premier, ha dovuto ritirare dei nomi fatti al Capo dello Stato.

"Le prossime elezioni non sono solo un'occasione di rivincita del Pd, ma ci danno l'opportunità di coinvolgere i nostri elettori. Dobbiamo allargarci, non restare chiusi. Occorrerà l'impegno di tutti. Noi ci saremo. Al lavoro tutti insieme, convinti. Perché questa Italia forte possa uscire vincitrice dalle prossime elezioni", aggiunge. E ribadisce che in questo momento per i Dem "l'unica cosa che non si può fare è dividersi". 

In chiusura invita i cittadini a scendere in piazza, in vista della manifestazione nazionale indetta dal Pd a Roma per l'1 giugno: "Noi abbiamo il dovere di reagire, anche di scendere in piazza se necessario e prepararsi alla campagna che sarà tutto su questo: Europa sì-Europa no".

28 maggio 19:41 Di Maio: “Il governo Cottarelli non avrà la fiducia delle Camere, subito al voto”

"E' certo che il governo Cottarelli non avrà la fiducia delle Camere. Per la prima volta nella storia avremo un governo che non ha il sostegno del popolo nè del Parlamento. E' vergognoso: sarà un governo anti-italiano di occupazione delle istituzioni. Voto subito! #IlMioVotoConta". Questo è tweet del capo politico del M5S Luigi Di Maio.

E poi durante la registrazione di "Matrix" su Canale 5 indica una possibile finestra per il voto: "Spero a ottobre, forse è meglio settembre. Sarà una campagna elettorale totalmente diversa – ha aggiunto – Sarà una sorta di referendum. Il panorama elettorale si sta polarizzando: sono rimasti M5s e Lega e se noi due siamo le parti lese di questa legislatura, gli italiani dovranno scegliere tra noi che ci siamo battuti cercando di fare un governo e gli altri".

Ha poi spiegato perché non è stato possibile valutare l'ipotesi di Giancarlo Giorgetti al posto dell'economista Paolo Savona al dicastero dell'Economia: "Quando abbiamo parlato a Giorgetti, ha detto a me e Salvini: ‘se mettete me ai tavoli europei, io non ho conoscenze e competenze per avere i risultati a livello europeo".

28 maggio 19:15 M5S: “Casaleggio non ha mai detto che Salvini ci ha usati”

"Salvini ci ha usati per i suoi fini". Davide Casaleggio lo avrebbe detto a Ivrea, alla Open Academy di Rousseau, secondo quanto riporta il Corriere della Sera. Ma il M5S smentisce nel modo più "assoluto" che Casaleggio abbia detto la frase.

Secondo il quotidiano l'erede di Gianroberto aveva detto solo poche ore prima che il progetto dell'esecutivo Lega-M5S naufragasse: "Sono confidente che Conte possa risolvere la situazione".

28 maggio 18:40 Il Pd organizza una manifestazione nazionale a Roma il 1 giugno “in difesa delle istituzioni”

A partire da domani il Partito Democratico organizzerà mobilitazioni in tutto il Paesein difesa delle istituzioni democratiche e della Costituzione in queste ore sotto un attacco senza precedenti”. Dopo queste prime mobilitazioni, il Pd organizzerà anche una manifestazione nazionale che si terrà il primo giugno a Roma. “Ciò che i presunti vincitori delle elezioni hanno detto, dicono e annunciano – si legge in una nota del partito – preoccupa e non può rimanere senza risposta. Stanno alzando irresponsabilmente i toni e dividono il Paese. Il Partito democratico attiva tutte le sue strutture territoriali e i suoi circoli con presidi aperti all'incontro con i cittadini giustamente preoccupati per quel che sta accadendo. La manifestazione nazionale si terrà a Roma il 1 giugno a partire dalle ore 17”.

28 maggio 18:26 Il Quirinale smentisce Di Maio: “Mai fatti i nomi di Bagnai e Siri come ministri dell’Economia”

L'ufficio stampa del Quirinale smentisce le dichiarazioni rilasciate dal capo politico del MoVimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, durante la trasmissione Pomeriggio Cinque, condotta da Barbara D'Urso: "Non risponde a verità la circostanza riferita dall'on. Luigi Di Maio a Pomeriggio 5 che al presidente della Repubblica siano stati fatti i nomi di Bagnai e Siri come ministri dell'Economia", secondo quanto riporta una nota. Di Maio aveva affermato che il veto di Mattarella non era sul nome di Savona ma su tutti i nomi simili al suo, tanto da affermare che il M5s aveva proposto anche i nomi di Siri e Bagnai come possibili ministri dell'Economia. Ipotesi seccamente smentita dal Quirinale.

Ma Di Maio insiste:a quanto si apprende, il capo politico del Movimento conferma di aver fatto pervenire al Quirinale i nomi di Alberto Bagnai e Armando Siri per uscire dall'impasse. "Io non c’ero, non so cosa si sono detti Mattarella e Di Maio", ha invece tagliato corto Matteo Salvini.

28 maggio 17:37 Berlusconi: “Non voteremo fiducia a Cottarelli, centrodestra sarà unito alle elezioni”

Forza Italia non voterà la fiducia al governo guidato da Carlo Cottarelli e il centrodestra andrà unito alle prossime elezioni: è questa la posizione espressa, attraverso una nota, dal presidente di Fi, Silvio Berlusconi. “A chi mi chiede quale sarà il futuro del centrodestra, rispondo che alle prossime elezioni non immagino altra soluzione che quella di una coalizione di centrodestra unita con Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia, destinata sicuramente a prevalere anche per la possibilità di una mia candidatura”. E Berlusconi parla anche della fiducia al governo Cottarelli: “Per quando riguarda la fiducia al governo tecnico la nostra posizione non può che essere negativa”.

28 maggio 16:05 I sindaci leghisti della Lombardia rimuovono la foto di Mattarella dai loro uffici

Foto: Facebook/Leonardo Tarantino
in foto: Foto: Facebook/Leonardo Tarantino

Un appello lanciato su Facebook e subito raccolto da alcuni sindaci leghisti della Lombardia: rimuovere le foto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella dagli uffici dei primi cittadini del Carroccio. L’iniziativa è partita ieri sera da Paolo Grimoldi, segretario della Lega lombarda, che su Facebook parla della bocciatura di Savona come ministro dell’Economia sostenendo che “la democrazia italiana è stata ferita a morte”. Così, esprimendo preoccupazione e indignazione, Grimaldi ha chiesto “a tutti gli amministratori della Lega in Lombardia di rimuovere immediatamente dai loro uffici pubblici la foto di Mattarella, che non rappresenta più un garante imparziale dei cittadini”.

Appello ribadito oggi, in un altro post su Facebook: “Il presidente Mattarella – scrive ancora Grimoldi – ha dimostrato di non essere un garante imparziale per le nostre più alte istituzioni democratiche e non può più rappresentarci. Per questa ragione ho chiesto agli oltre 160 sindaci della Lega in Lombardia di rimuovere dai loro uffici la foto di Sergio Mattarella e in queste ore i nostri sindaci hanno già iniziato a togliere le foto di Mattarella dai loro uffici”. La dimostrazione che l’appello sia stato ascoltato arriva anche dai commenti sotto al post Facebook sul profilo di Grimoldi: Leonardo Tarantino, sindaco di Samarate (Varese), pubblica una foto del muro del suo ufficio in cui si vede appeso lo stemma del suo comune e accanto uno spazio vuoto in cui prima – presumibilmente – c’era appeso un quadretto con la foto di Mattarella.

28 maggio 13:52 Cottarelli incontra Fico, nel pomeriggio il colloquio con la presidente del Senato Casellati

Foto: Twitter/Camera dei deputati
in foto: Foto: Twitter/Camera dei deputati

Il presidente del Consiglio incaricato, Carlo Cottarelli, ha incontrato a Montecitorio il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico. Dopo aver ricevuto dal capo dello Stato Sergio Mattarella l’incarico di formare il governo, Cottarelli ha avuto un colloquio di circa mezz'ora con Fico e nel pomeriggio vedrà anche la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, probabilmente intorno alle 15.30.

Cottarelli si è messo al lavoro alla Camera, dove è stata velocemente predisposta la sala dei Busti, la stessa impiegata anche da Giuseppe Conte durante le sue consultazioni. Secondo quanto emerso finora, comunque, Cottarelli dovrebbe utilizzare la stanza per lavorare al programma e alla squadra di ministri, ma non dovrebbe tenere le consultazioni con tutti i gruppi parlamentari.

28 maggio 12:56 Martina: “Il Pd voterà la fiducia a Cottarelli, Salvini è il nemico del popolo”

Il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, annuncia che il suo partito sosterrà il governo guidato da Cottarelli e si scaglia contro il leader della Lega, Matteo Salvini: “È inaccettabile lo slogan di chi starebbe dalla parte del popolo contro i palazzi, contro l'elite. Salvini è il nemico del popolo. Hanno giocato sulla pelle del Paese con una operazione che si è rivelata per quello che era, ovvero una operazione per portare l’Italia fuori dall'Euro, e lo hanno fatto con spregiudicatezza. Ha fatto bene il presidente a difendere gli interessi nazionali rispetto agli interessi di partito di queste due forze”, afferma durante la trasmissione di RadioUno ‘Gioco da premier’.

Martina parla anche del Pd e di ciò che adesso dovrà fare: “Noi dobbiamo essere pronti a ogni scenario e lavorare, come stiamo facendo in queste ore, uniti e aperti. Si nota la differenza tra questo gruppo dirigente e la grandissima irresponsabilità che abbiamo vissuto in queste ore delle altre forze”.

Martina annuncia inoltre che il Pd sosterrà il nascente governo guidato da Carlo Cottarelli e che voterà la fiducia in Parlamento. L’annuncio di Martina è arrivato ancor prima che Cottarelli facesse sapere di aver accettato l’incarico conferitogli da Mattarella. “Voteremo sì”, dice Martina riferendosi alla fiducia a Cottarelli: “Questa è una situazione delicata. Faccio fatica ad immaginare una legislatura che vada avanti. Ora bisogna dare una mano al presidente Mattarella. Noi del Pd dobbiamo essere pronti ad ogni scenario e lavorare uniti ed aperti. Abbiamo tutte le condizioni per fare bene”.

28 maggio 12:51 Salvini: “Il Pd torna al governo grazie a Mattarella, colpo di coda dei poteri forti”

Dopo la decisione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella di incaricare Carlo Cottarelli di formare il nuovo governo (con il compito di guidare il Paese fino a nuove elezioni), il leader della Lega Matteo Salvini attacca duramente il Colle: “Il Pd bocciato dagli italiani torna al governo, grazie a Mattarella? Questa non è democrazia, questo non è rispetto del voto popolare. È solo il colpo di coda dei poteri forti che vogliono l'Italia schiava, impaurita e precaria. Le prossime elezioni saranno un plebiscito, popolo e vita vera contro vecchie caste e signori dello spread”.

28 maggio 12:39 Cottarelli accetta l’incarico: “Governo fino al 2019 o elezioni a settembre”

L'ex commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, ha ricevuto l'incarico di formare il governo dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Cottarelli, dopo l'incontro nello studio alla Vetrata con il capo dello Stato, ha riferito ai giornalisti presenti al Quirinale: “Ho accettato l’incarico di formare il governo come richiesto dal presidente della Repubblica. Sono molto onorato come italiano di questo incarico e ce la metterò tutta. Mattarella mi ha detto di presentarmi in Parlamento con un programma che porti a nuove elezioni. Conto di presentare in tempi molto stretti la lista dei ministri. Arriverò in Parlamento con un programma che comprenderà la legge di bilancio. In caso di mancanza di fiducia, il governo si dimetterà immediatamente e avrà il compito di portare il paese a elezioni dopo il mese di agosto. Il governo terrà una neutralità completa rispetto all’impegno elettorale: mi impegno a non candidarmi e chiederò lo stesso impegno agli altri membri del governo”.

 

Cottarelli si sofferma poi sulla situazione economica: "Sapete bene che lo spread è aumentato, ma l’economia italiana è ancora in crescita ed è sotto controllo. Un governo da me guidato avrebbe una gestione prudente dei nostri conti pubblici. Un dialogo con l’Europa nella difesa dei nostri interessi è essenziale, il nostro ruolo nell’Unione è essenziale così come la nostra continua partecipazione all’area dell’Euro”.

28 maggio 12:26 Cottarelli riceve l’incarico da Mattarella: a lui il compito di formare il governo

Foto: Twitter/Quirinale
in foto: Foto: Twitter/Quirinale

L'ex commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, ha ricevuto l'incarico di formare il governo dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo il colloquio tra i due avvenuto questa mattina al Colle. Ad annunciarlo il segretario generale del Quirinale, Ugo Zampetti: "Il presidente Mattarella ha ricevuto Carlo Cottarelli al quale ha conferito l’incarico di formare il governo. Cottarelli si è riservato di accettare e farà a breve una dichiarazione".

 

28 maggio 12:21 Salvini: “Cambiamo legge elettorale e mettiamo premio di maggioranza, poi subito al voto”

Il leader della Lega Matteo Salvini ha le idee chiare sul da farsi ora, dopo il fallimento del governo M5s-Lega in seguito allo scontro con il Quirinale: modificare la legge elettorale e voto subito. Intervistato su Radio24, Salvini spiega: “L’unica seria possibilità di andare al volo velocemente, con una legge elettorale che premi chi prende un voto in più, è partire dall'attuale legge elettorale e inserire un premio di maggioranza a chi prende un voto in più. I numeri in Parlamento ci sono perché comunque siamo una Repubblica parlamentare, o così pensavo fino a ieri”. Salvini parte dal presupposto che Lega e Cinque Stelle “hanno la maggioranza sia alla Camera che al Senato”.

Poi, a Radio Capital, il leader della Lega afferma ancora: “Adesso l'unica cosa certa è che c’è una maggioranza in Parlamento che può proporre e approvare le leggi. Per prima cosa facciamo partire la discussione sulla legge elettorale perché adesso il lavoro passa al Parlamento e, essendo questa una Repubblica parlamentare, sarà lì che si faranno le leggi. A meno che la Merkel non ce lo voglia impedire…”.

28 maggio 11:55 Forza Italia non sosterrà un governo Cottarelli: “Non avrà i numeri”

Forza Italia non sosterrà un governo guidato da Carlo Cottarelli, che questa mattina è al Quirinale e probabilmente riceverà l'incarico dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ad annunciarlo è Giorgio Mulè, portavoce dei gruppi parlamentari del partito di Silvio Berlusconi: "Il centrodestra deve essere unito oppure non è centrodestra. L'alleanza del centrodestra è quella che governa diverse regioni. Dove è diviso non è forza di governo ma è forza minoritaria– afferma ai microfoni di 6 su Radio 1 -. O il centrodestra marcia compatto alla prossima tornata elettorale oppure non avrà chances di essere centrodestra ma sarà qualcos'altro. Il Parlamento attuale dice in maniera chiarissima che il governo di Cottarelli non avrà mai i numeri per avere la maggioranza in Parlamento. Forza Italia e tutto il centrodestra non darà i voti a un governo tecnico e nemmeno i Cinque Stelle, quindi è un governo che nasce già minoritario". Mulè sembra quindi rispondere a Salvini che questa mattina chiedeva compattezza nel centrodestra e minacciava i suoi alleati di una possibile rottura nel caso in cui Fi avesse sostenuto un governo Cottarelli.

28 maggio 10:35 Salvini: “C’è problema di democrazia, Mattarella ha scelto i mercati e non interessi italiani”

Secondo il leader della Lega Matteo Salvinic’è un problema di democrazia”. Queste le parole del segretario del Carroccio arrivando a Montecitorio. Un problema che esiste, secondo Salvini, “perché in Italia il popolo è sovrano e non dipende tutto dallo spread e dalle democrazie europee”. Secondo Salvini “il fatto grave è che Mattarella ha scelto i mercati e le regole europee anziché gli interessi degli italiani”.

Salvini, parlando ancora con i cronisti alla Camera, afferma: “Sono incazzato nero, mi permettete di essere incazzato nero almeno un altro giorno e poi ragionare? A me piace ragionare a mente lucida. Io oggi, se permettete, dovevo essere al Viminale a ragionare su mafia e immigrazione, permette sia incazzato ancora per un po’?”. Poi spiega ancora la sua posizione: “Il problema non è che mi ha detto no a un nome, ma ha detto no a un'idea”. E rilancia: “Andremo al governo con chi ha subito dei veti: saremo ancora più forti. Ho letto e riletto la Costituzione e non c’è nessun articolo che proibisca di cambiare le regole Ue”.

Salvini difende nuovamente la sua scelta di insistere sul nome di Savona: “La lealtà vale più di una poltrona, Savona era la massima garanzia di riuscire a contrattare condizioni vantaggiose per l'Italia in Europa, più di chiunque altro. Più di me e di Giorgetti sicuramente”. E, infine, su Berlusconi dice semplicemente: “Ha sbagliato”.

 

28 maggio 10:23 Calenda annuncia la sua candidatura alle prossime elezioni: “Ci potete scommettere”

Il ministro dello Sviluppo economico e neo-iscritto del Pd, Carlo Calenda, annuncia di essere pronto a candidarsi in caso di ritorno al voto. “Ci puoi scommettere”, risponde su Twitter a un utente che gli chiedeva di candidarsi questa volta, dopo la decisione di non scendere in campo nelle scorse elezioni che si sono tenute il 4 marzo. “Da ieri sera fino alle prossime elezioni – aveva scritto in un tweet di poco precedente Calenda – conterà una sola cosa: chi vuole che l'Italia rimanga un grande paese europeo e chi la vuole riportare indietro di 70 anni. Nessun'altra differenza avrà senso finchè non scioglieremo questo nodo. Vediamo che paese siamo. Uniti si vince”.

28 maggio 10:15 Mattarella: “Contro l’intolleranza, fedeltà alla democrazia. Violenza resta una minaccia”

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella torna a parlare in occasione del 44esimo anniversario della strage di piazza della Loggia e il suo messaggio sembra però rivolgersi anche alla politica attuale: “Per sconfiggere chi intende seminare ancora intolleranza e paura – afferma – dobbiamo tenere alta la comune sensibilità democratica e restare fedeli ai principi che ispirano la nostra convivenza. È questo lo spirito che rende questa importante giornata di ricordo un momento di impegno dell'intera comunità nazionale”. Secondo il capo dello Stato, “la minaccia della violenza non è stata cancellata nella nostra comunità. Siamo tutti testimoni di come possa assumere forme e modalità nuove, nel perseguimento di uno stesso obiettivo: colpire la dignità delle persone e il loro libero arbitrio”.

Mattarella si concentra poi sul ricordo dei fatti di Brescia: “Ora la memoria dei fatti di Brescia, che si legano alla catena del terrore di quegli anni, sollecita tutti noi a rafforzare sempre più la nostra cultura democratica, a costruire insieme il bene comune, a trasmettere alle nuove generazioni i valori di una civiltà che rispetta la libertà e le differenze”. “La terribile strage del 28 maggio 1974 ha lasciato un segno profondo nella storia della Repubblica – aggiunge il capo dello Stato -. Oggi, nel giorno dell'anniversario, desidero esprimere i miei sentimenti di solidarietà e vicinanza ai familiari delle vittime innocenti, ai loro amici e compagni di lavoro, a tutti coloro che sono stati capaci – sin dal momento dell'attentato e poi nel corso degli anni, instancabilmente – di una grande reazione civica, grazie alla quale la democrazia è stata capace di sconfiggere le forze e i progetti eversivi”.

28 maggio 10:00 Cottarelli convocato al Quirinale alle 11.30: Mattarella pronto a dargli l’incarico

Come già anticipato ieri dal Quirinale, l'ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli è stato convocato ufficialmente al Colle alle 11:30 di questa mattina. Cottarelli incontrerà in mattinata il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, dopo la mancata nascita del governo M5s-Lega, gli dovrebbe conferire l'incarico di formare il governo. Un esecutivo che però avrà bisogno di trovare i voti in Parlamento, impresa non facile dopo che proprio M5s e Lega hanno fatto sapere che non sosterranno un governo del presidente.

28 maggio 09:54 Oggi Cottarelli al Colle, Salvini: “Se Berlusconi lo sostiene si rompe l’alleanza”

Il giorno dopo la notte in cui è saltato tutto si riparte da Carlo Cottarelli: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo riceverà oggi per conferirgli l’incarico di formare il governo, dopo la mancata nascita dell’esecutivo formato da M5s e Lega. Ieri la rottura dopo il ‘no’ del capo dello Stato su Paolo Savona come ministro dell’Economia. Mattarella ha dato altre possibilità a Di Maio e Salvini che non hanno però voluto accettare di avere a via XX Settembre il numero due della Lega Giancarlo Giorgetti. E così si è arrivati alla rottura con il presidente incaricato Giuseppe Conte che ha rimesso il suo mandato. E con la conseguente convocazione di Cottarelli.

Le reazioni sono state dure: da una parte c’è Di Maio che chiede l’impeachment per il presidente della Repubblica (con il sostegno di Giorgia Meloni), dall’altra c’è Salvini che si dice pronto a rompere l’alleanza con Berlusconi nel caso in cui Forza Italia sostenga Cottarelli. “Se Berlusconi vota il governo Cottarelli addio alleanza: la nota di ieri era la stessa di Renzi, del Pd”, dice Salvini a Radio Capital. E non esclude l’ipotesi di una alleanza elettorale con il M5s.

Di Maio, spalleggiato da Di Battista e altri esponenti pentastellati, sostiene invece che ora bisogna mettere in stato d’accusa Mattarella. Il capo dello Stato ha voluto tenere il punto sul nome di Savona: dopo aver ceduto su quello di Conte (avrebbe preferito un esponente politico per Palazzo Chigi), Mattarella non ha voluto transigere su un ministro dell’Economia con idee anti-Euro e anti-Unione europea e che non è neanche un esponente politico del governo. Oggi tocca quindi a Carlo Cottarelli, ex Fmi ed ex commissario alla spending review. Il problema sarà quello di trovare i voti in Parlamento per far partire questo governo del presidente, almeno fino all’arrivo di nuove elezioni.