Novità in vista dal 2019 per i gradi della polizia italiana. Dopo alcuni mesi di lavoro, infatti, sono ormai pronti i nuovi "simboli" per indicare le gerarchie della polizia. A partire dal prossimo anno sulle spalline delle divise dei poliziotti non saranno più presenti le stellette e neppure le torri e le greche, che verranno sostituite da formelle dorate che saranno disposte a volte a rombo altre a piramide secondo il grado che indicano. La torre che fino al 31 dicembre 2018 indicherà i gradi di maggiore, tenente colonnello, vice questore aggiunto e primo dirigente nella polizia sarà sostituita da un'aquila dorata e incoronata. L'aquila avrà tra le zampe il bastone del comando e accompagnerà lo storico motto "sub lege libertas".

Dal prossimo anno non ci saranno più neppure le greche: al loro posto ci saranno le aquile. E il prefetto Franco Gabrielli nel prossimo numero di Polizia Moderna commenta così il cambiamento dopo un secolo: "Con l’adozione di nuovi segni distintivi di qualifica la Polizia rimarca la sua natura di amministrazione civile, tagliando con la tradizione militare da cui storicamente proviene. Un mondo, quest’ultimo, che guardiamo con rispetto, ma con la consapevolezza e l’orgoglio di essere qualcosa di diverso”.

La notizia dei nuovi simboli della polizia arriva in concomitanza con le celebrazioni per il 166esimo anno del corpo. Nella sua lettera, il Capo dello Stato Sergio Mattarela ha scritto: "Nella sua esperienza al servizio delle istituzioni la Polizia di Stato ha saputo dare valore ai cambiamenti che, con la Repubblica, l'hanno collocata a fianco dei cittadini ed oggi può affrontare le sfide della complessità con moderni assetti organizzativi e un patrimonio di culture, competenze, metodologie in continuo affinamento. L'azione di prevenzione e contrasto della minaccia terroristicaha potuto così avvalersi dell'impiego di modelli, tecnologie e strumenti di alto livello, significativi anche per garantire la sicurezza degli spazi cibernetici e reprimere i nuovi delitti che vi si perpetrano, da quelli più vili ai danni di deboli e minori, a quelli particolarmente insidiosi e sofisticati contro l'economia, la fede pubblica, la sicurezza di istituzioni e aziende".