La nave Aquarius della ong Sos Mediterranee, da una settimana al centro del dibattito politico italiano ed europeo dopo il rifiuto di Roma di accoglierla nel nostro Paese, è arrivata a Valencia, in Spagna, dove dalle prime ore della mattinata di oggi, domenica 17 giugno, è iniziato lo sbarco del primo gruppo di migranti dopo sette giorni ininterrotti di navigazione. In totale, sono 274 le persone che hanno toccato terra, tra cui di cui 182 uomini, 32 donne e 60 minori, tutti in buone condizioni fisiche: ad attenderli oltre 2500 volontari, circa 450 traduttori, due grandi tendoni allestisti dalla Croce Rossa dove verranno effettuati i primi screening sanitari sui profughi, e un grande striscione con la scritta "Benvenuti a casa", in tutte le lingue tranne che in italiano. Nel suo tragitto verso Valencia, l'Aquarius è stata accompagnata da una nave della Marina militare italiana, la Orione, e una della Guardia costiera, la Dattilo, che per prima è entrata nel porto iberico. Le operazioni sono state accompagnate da un lungo applauso.

Una volta sbarcati i primi migranti, attraccherà anche l'Aquarius vera e propria con a bordo 106 persone, tra cui alcuni con sindrome da annegamento o gravi ustioni da carburante e acqua salata, mentre per ultima entrerà l'imbarcazione Orione della Marina militare italiana, con 249 profughi. Al termine delle operazioni di attracco al molo 1 del porto di Valencia, le donne incinte, i bambini e quelli che sono in condizioni precarie di salute verranno portati in ospedale, mentre tutti gli altri saranno indirizzati nei vari centri di accoglienza disposti dalla Generalitat valenciana in tutta la regione. Prima, però, i profughi potranno avere un momento per riprendersi dopo i lunghi giorni in mare. Sono arrivate quindici tonnellate di cibo e beni di prima necessità, forniti gratis da una ventina di aziende della zona, compresi 700 quintali di pesche.

"Abbiamo dovuto fare di tutto per spiegare loro di non mollare – ha raccontato Sidonie Nsiako, operatrice del Camerun di Intersos a bordo di nave Dattilo della Guardia costiera -. Abbiamo spiegato più volte che il viaggio era lungo, ma alla fine ce l'avrebbero fatta e stamattina, quando hanno visto la città, hanno cantato e ballato. Ringraziavano Dio per essere finalmente arrivati".