
Una verdesca di circa due metri, rimasta incastrata tra gli scogli lungo la costa marchigiana, è stata salvata grazie all'intervento della Guardia Costiera. Dopo l'avvistamento avvenuto domenica scorsa a Terracina, arriva un nuovo episodio dalle acque antistanti Grottammare, vicino a San Benedetto del Tronto, dove era stata segnalata la presenza di uno squalo in difficoltà.
A intervenire sono stati gli operatori del 1º Nucleo Subacquei della Guardia Costiera, attivati dalla Capitaneria di porto locale e coordinati dal Reparto operativo di Ancona. Una volta raggiunto l'animale, i sommozzatori hanno verificato le condizioni della verdesca – una femmina di grandi dimensioni – e l'hanno liberata dagli ostacoli in cui era rimasta impigliata. Dopo l'intervento, come si vede nel video, lo squalo è stato accompagnato oltre la scogliera, in acque più aperte, dove ha potuto riprendere il largo.
Secondo la Guardia Costiera, il comportamento dell'animale è probabilmente legato alla ricerca di cibo, che può spingere questi squali ad avvicinarsi alla costa e a muoversi in aree poco profonde, aumentando il rischio di rimanere intrappolati tra rocce e acque basse.
Chi è la verdesca e perché non è pericolosa

La verdesca (Prionace glauca) – o squalo azzurro – è uno degli squali più comuni del Mar Mediterraneo. Si riconosce per il corpo slanciato, il dorso blu intenso e le lunghe pinne pettorali. Può superare i tre metri di lunghezza, ma nonostante le dimensioni è considerata una specie generalmente innocua per per gli esseri umani, anche se può mordere.
Si tratta infatti di un predatore pelagico, cioè abituato a vivere in mare aperto, lontano dalla costa. La sua dieta è composta soprattutto da pesci e cefalopodi, come calamari e seppie. Gli incontri con esseri umani sono rari e di solito avvengono in mare aperto. Nella maggior parte dei casi, non comportano comunque alcun rischio. La verdesca è inoltre inserita tra le specie protette nel Mediterraneo, a causa del forte declino delle popolazioni dovuto principalmente alla pesca eccessiva.
Questi squali, anche se pelagici, talvolta si avvicinano alla costa solitamente in cerca di cibo, perché in difficoltà o – nel caso delle femmine – per partorire i piccoli in acque basse e più sicure. Come altri squali è infatti una specie ovovivipara e partorisce piccoli già formati.
Avvistamenti squali in Italia: niente allarmismi

Negli ultimi giorni ci sono state diverse segnalazioni di squali lungo le coste italiane, in particolare proprio verdesche e soprattutto mako (Isurus oxyrinchus), una specie solitamente più rara e difficile da avvistare nel Mediterraneo. Un'apparente maggiore presenza che può comprensibilmente generare preoccupazione, ma che secondo gli esperti non deve essere interpretata come un'emergenza e neppure come un reale aumento di squali nelle acque italiane.
Come ha spiegato a Fanpage.it l'esperto Alessandro De Maddalena, questi avvistamenti sono in gran parte legati a fattori naturali e anche alla maggiore attenzione delle persone, che oggi documentano e condividono più facilmente ogni incontro in mare.
In altri termini, gli squali non stanno "invadendo" le nostre coste: sono sempre stati presenti, ma oggi li notiamo semplicemente di più. E soprattutto, nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di specie che non rappresentano un pericolo per gli esseri umani. Anzi, la maggior parte degli squali sono in forte declino e in serio pericolo di estinzione, principalmente a causa della pesca eccessiva. In questo senso, ogni avvistamento rappresenta quindi una buona notizia per la salute del mare e dei nostri ecosistemi.