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Incontro ravvicinato con uno squalo bianco nel Canale di Sicilia: il video dei sub

Subacquei filmano un raro squalo bianco nel Canale di Sicilia. Un incontro eccezionale che conferma la presenza, seppur minacciata, della specie nel Mediterraneo.

9 Giugno 2026
10:16
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Lo squalo bianco avvistato e filmato nel Canale di Sicilia

Durante un'immersione nel Canale di Sicilia, tra Tunisia e Italia, un gruppo di volontari dell'associazione Ghost Diving e della fondazione Healthy Seas ha avvistato e filmato uno squalo bianco, uno dei predatori marini più iconici e minacciati del Mediterraneo. I sub stavano lavorando alla bonifica dei fondali, rimuovendo vecchie reti e attrezzature da pesca abbandonate e impigliate in un relitto sommerso, quando lo squalo è comparso improvvisamente nelle acque profonde del Mediterraneo centrale.

A filmare la scena è stato Derk Remmers, che in un’intervista alla BBC ha raccontato tutta l'emozione del momento: "Le mie dita tremavano, è stato un incontro davvero speciale". Lo squalo, ha spiegato, continuava ad avvicinarsi e allontanarsi dal gruppo di sub, mantenendo però un comportamento tranquillo e curioso. Secondo gli esperti coinvolti nell'osservazione potrebbe trattarsi di un maschio adulto.

Remmers ha anche sottolineato che non esiste alcun motivo di allarme per le persone: l'avvistamento è avvenuto lontano dalle coste, in mare aperto, in un'area frequentata molto raramente da essere umani.

Lo squalo bianco nel Mediterraneo non è una novità

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Lo squalo bianco (Carcharodon carcharias) è una specie molto rara ma da sempre presente nel Mediterraneo

Anche se oggi gli incontri con questa specie sono eccezionali, la presenza dello squalo bianco (Carcharodon carcharias) nel Canale di Sicilia non rappresenta una novità assoluta, anzi. Come aveva spiegato recentemente a Fanpage.it Alessandro De Maddalena, uno dei maggiori esperti di squali al mondo, questa specie un tempo era infatti molto più comune e facile da osservare.

"Un tempo era molto più diffuso anche nei nostri mari, soprattutto nell'Adriatico orientale, nel Tirreno e in Sicilia, ma parliamo di circa un secolo fa. Oggi è rarissimo, anche se ancora presente", aveva raccontato De Maddalena.

Secondo l'esperto, alcune aree del Mediterraneo potrebbero però avere ancora oggi un ruolo importante per la riproduzione della specie. "Le femmine, per esempio, si spostano nel Canale di Sicilia per partorire e un lavoro che abbiamo pubblicato recentemente suggerisce la presenza di una possibile nursery anche nell’Adriatico orientale, in Croazia".

Con il termine "nursery" gli scienziati indicano una zona dove i piccoli squali crescono nei primi anni di vita, generalmente in acque relativamente più sicure e ricche di cibo. E il Canale di Sicilia è storicamente noto per essere proprio un'area nursery fondamentale per i bianchi del Mediterraneo.

Gli avvistamenti di squalo bianco negli ultimi anni

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Negli ultimi anni ci sono state diverse osservazioni in varie aree del Mediterraneo

Negli ultimi anni diverse prove dirette e indirette hanno rafforzato l’idea che lo squalo bianco non abbia mai abbandonato completamente il Mare Nostrum. Nel maggio del 2025, per esempio, un individuo è stato avvistato vicino a Malta. Nello stesso anno, un giovane squalo bianco è stato pescato accidentalmente e poi liberato nell'Adriatico, al largo del Montenegro.

Nel 2023, invece, un altro giovane bianco lungo circa 2,1 metri è stato catturato accidentalmente in Spagna. A questi episodi si aggiungono poi gli avvistamenti dubbi e non confermate in mare mare aperto e diverse segnalazioni che arrivano anche dalle coste mediterranee del Nord Africa, dove purtroppo gli squali – incluso il bianco – finiscono talvolta per essere uccisi o tra i mercati locali di pesce.

Si tratta in ogni caso di episodi molto rari, ma ben documentati, che confermano come la specie sia ancora presente nel Mediterraneo, anche se con numeri probabilmente molto bassi che confermano il rischio concreto di estinzione.

A minacciare il futuro dello squalo bianco e di molte altre specie ci sono soprattutto la pesca accidentale, chiamata bycatch, ma anche i cambiamenti climatici, che stanno modificando temperatura delle acque, disponibilità di prede e distribuzione delle specie marine in tutto il Mediterraneo. Proprio per questo, ogni avvistamento documentato rappresenta una preziosa occasione per raccogliere informazioni importanti su uno dei predatori più enigmatici e minacciati dei nostri mari.

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