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2 Luglio 2026
12:16

Squalo capopiatto di oltre 4 metri trovato morto a Follonica: è una specie innocua che vive in acque profonde

Uno squalo capopiatto lungo oltre quattro metri è stato trovato morto a Follonica. È una specie considerata non pericolosa, stabilmente presente Mediterraneo e che solitamente frequenta acque profonde.

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Lo squalo capopiatto recuperato a Follonica, in Toscana

Uno squalo capopiatto è stato ritrovato morto tra gli scogli di Follonica, in Toscana. L’animale, lungo oltre quattro metri, è stato poi recuperato con mezzi pesanti e trasferito al porto di Scarlino, dove sarà analizzato per cercare di chiarire le cause della morte. Si tratta di una specie che solitamente frequenta acque profonde, per questo l'episodio ha attirato parecchia attenzione generando non poche preoccupazioni. Tuttavia, si tratta di una specie innocua per gli esseri umani e che viene osservata comunemente in Italia.

Chi è lo squalo capopiatto, il predatore innocuo

Lo squalo capopiatto (Hexanchus griseus), conosciuto anche come squalo vacca, è una delle specie più antiche ancora viventi e conserva diverse caratteristiche considerate primitive dal punto di vista evolutivo. La più evidente è il numero di branchie: mentre la maggior parte degli squali ne possiede cinque per lato, lui ne ha sei.

Ha un corpo massiccio, una testa larga e appiattita – da cui deriva il nome comune – occhi relativamente piccoli e una colorazione scura, in genere grigio-bruna. Può superare i 4 o 5 metri di lunghezza e, proprio per le sue dimensioni, quando finisce vicino alla riva o si arena richiama subito l'attenzione.

In realtà si tratta di un animale che vive soprattutto in acque profonde, spesso a centinaia di metri sotto la superficie, lungo i pendii continentali e in ambienti lontani dalla costa, come dimostra una recente spedizione nel Golfo di Napoli. Non è quindi un visitatore occasionale dei nostri mari: ci vive stabilmente, anche se di norma conduce una vita quasi invisibile agli occhi di chi frequenta spiagge e litorali.

È un predatore opportunista e si nutre di ciò che riesce a trovare, come pesci, razze, altri squali, calamari e seppie, ma può anche alimentarsi dei resti di animali già morti. Proprio questa dieta varia lo rende una specie importante negli ecosistemi marini profondi, dove contribuisce a "ripulire" l'ambiente e a regolare le popolazioni di altre specie.

Nonostante le dimensioni, il capopiatto non è considerato pericoloso per gli esseri umani. Gli incontri con sub e bagnanti sono rarissimi proprio perché vive lontano dalla costa e a grandi profondità. Non è una specie che frequenta abitualmente acque basse, né rientra tra gli squali coinvolti in incidenti con gli esseri umani.

Cosa vuol dire trovare uno squalo capopiatto a riva

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Lo squalo capopiatto (Hexanchus griseus) è una specie considerata non pericolosa e vive solitamente in acque profonde. Foto da Wikimedia Commons

Quando un individuo viene trovato vicino alla riva, nella maggior parte dei casi si tratta di un animale in difficoltà, disorientato, ferito o già morto. La sua presenza non deve quindi essere letta come un segnale di allarme per i bagnanti, ma piuttosto come un evento non comune, ma che può capitare con una certa regolarità. Il ritrovamento di Follonica non è infatti il primo caso del genere in Italia.

Negli ultimi anni diversi individui sono stati segnalati in varie aree del Mediterraneo italiano, come quello recuperato nel 2022 tra Vietri e Salerno, in Campania, e un altro trovato morto l'anno successivo sempre lungo le coste campane, a Sapri. Questo non significa però che ci siano "sempre più squali" nel Mediterraneo o che la loro presenza stia aumentando in modo anomalo sotto costa.

Come ha spiegato recentemente a Fanpage.it l'esperto Alessandro De Maddalena, l’impressione di un aumento degli avvistamenti dipende soprattutto da altri fattori: da una parte c'è una presenza umana sempre più diffusa in mare, dall'altra oggi chiunque può documentare in tempo reale ciò che vede con uno smartphone, diffondendo immagini e video in pochi minuti. Non ci sono quindi prove che gli squali stiano aumentando in Italia. Semplicemente, oggi li vediamo e li documentiamo con maggiore frequenza e facilità.

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