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24 Settembre 2026
12:32

Un gruppo di 25 globicefali entrati nel fiume Tamigi è stato salvato e riaccompagnato in mare

Circa 25 globicefali sono entrati nel fiume Tamigi e sono stati accompagnati con successo verso il mare aperto. Due femmine sono però morte durante l'operazione di salvataggio. Negli stessi giorni un altro spiaggiamento di massa è avvenuto lungo le coste del Regno Unito.

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I globicefali nel fiume Tamigi ripresi dall'alto. Foto di Port of London Authority

Un gruppo di circa 25 globicefali entrati nei giorni scorsi nell'estuario del fiume Tamigi è stato accompagnato con successo verso le acque aperte del Mare del Nord, grazie a una complessa operazione di soccorso. Per circa sei ore, diverse imbarcazioni hanno seguito il gruppo di cetacei dal comune di Gravesend verso est, coprendo oltre 20 miglia nautiche e raggiungendo infine l'area delle fortezze marittime Maunsell, al largo dell'estuario.

I globicefali (Globicephala melas), chiamati anche erroneamente balene pilota, sono cetacei molto sociali che vivono in gruppi familiari grandi e sono tra quelli che maggiormente finiscono per disorientarsi e spiaggiarsi in massa. Questa specie frequenta soprattutto acque marine temperate e relativamente profonde, al largo della costa. La presenza di un gruppo così numeroso nel fiume Tamigi era quindi considerata anomala e molto preoccupante, anche perché le acque dell'estuario sono basse e intensamente trafficate.

Le operazioni di salvataggio dei globicefali nel fiume Tamigi

A coordinare le operazioni si salvataggio sono stati la Port of London Authority e la British Divers Marine Life Rescue (BDMLR), con il supporto di numerosi altri soccorritori e di squadre impegnate nel monitoraggio aereo. L'obiettivo non era spingere gli animali con la forza, ma accompagnarli gradualmente verso acque più profonde, mantenendo le imbarcazioni dietro il gruppo e muovendosi lentamente in direzione dei cetacei.

Durante l'operazione, però, due femmine sono purtroppo morte. Una è stata trovata lungo il fiume nei pressi di East Tilbury, mentre l'altra, che si era separata dal gruppo, è stata successivamente trovata morta a Canvey Island dopo essersi spiaggiata. I corpi saranno ora sottoposti ad analisi post-mortem nell'ambito del Cetacean Strandings Investigation Programme sugli spiaggiamenti di cetacei in Regno Unito e si spera potranno fornire informazioni sulle loro condizioni di salute. Al momento non è quindi possibile stabilire con certezza perché i cetacei siano entrati nell'estuario o cosa abbia provocato i due decessi.

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I globicefali mentre vengono accompagnati in mare aperto. Foto di British Divers Marine Life Rescue

La situazione ha richiesto particolare attenzione anche per la sicurezza della navigazione. Il Tamigi è infatti navigato quotidianamente da navi commerciali, imbarcazioni di servizio e mezzi da diporto. Ai naviganti è stato perciò chiesto di procedere con cautela, ridurre il più possibile la velocità, mantenere le distanze e di non navigare in mezzo al gruppo. Anche i tanti curiosi presenti sono stati invitati a non avvicinarsi agli animali con barche o droni e a non diffondere la loro posizione precisa. Rumore, traffico e presenza ravvicinata di persone possono infatti aumentare lo stress, spaventare gli animali e interferire con i loro sistemi di navigazione.

I globicefali e gli spiaggiamenti, un fenomeno diffuso e ancora da chiarire del tutto

Il caso del Tamigi arriva inoltre in giorni particolarmente difficili per i globicefali lungo le coste del Regno Unito. Il 20 settembre, infatti, un altro gruppo di circa 40 individui è stato avvistato in difficoltà vicino a Warkworth, nel Northumberland. Anche in questo caso i soccorritori hanno cercato di accompagnare i cetacei verso acque più profonde, ma il gruppo è rimasto sempre vicino a un individuo apparentemente in difficoltà e immobile.

Il giorno successivo sei globicefali sono stati trovati nei pressi di Coquet Island: cinque sulla terraferma e uno in acqua. Tutti e sei sono successivamente morti. Si tratta di due episodi distinti e secondo la BDMLR il gruppo del Northumberland non può essere lo stesso avvistato nel Tamigi, sia per la distanza tra le due aree sia per il numero differente di animali coinvolti.

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I globicefali (Globicephala melas) sono tra i cetacei che più spesso finiscono per spiaggiarsi in massa

Gli spiaggiamenti di globicefali non sono purtroppo un fenomeno nuovo sulle coste britanniche e non solo. Questi cetacei, proprio per i forti legami sociali che tengono unito il gruppo, possono essere coinvolti spesso in eventi di spiaggiamenti di massa. Nel 2023, in Scozia, un gruppo si è arenato nel tentativo di restare accanto a una femmina che stava avendo difficoltà a partorire.

Le cause degli spiaggiamenti possono però essere diverse e non sempre facili da ricostruire: per questo gli esami degli animali morti sono importanti per capire meglio cosa sia accaduto in ciascun episodio. Nel caso del Tamigi, almeno il gruppo principale è riuscito a sopravvivere e a raggiungere le acque aperte del mare.

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