UN PROGETTO DI
video suggerito
video suggerito
30 Agosto 2026
11:49

Focena muore in una rete da pesca, l’altra le resta accanto: registrate per la prima volta le loro vocalizzazioni

Un gruppo di ricercatori ha registrato per la prima volta le vocalizzazioni tra due focene durante una cattura accidentale in una rete da pesca: una resta intrappolata mentre l'altra le rimane accanto, anche dopo la sua morte.

Immagine
I ricercatori hanno registrato le vocalizzazioni tra due focene mentre una delle due muore intrappolata in una rete da pesca. Foto da Wikimedia Commons

Per la prima volta i ricercatori sono riusciti a registrare in modo dettagliato cosa accade quando una focena rimane intrappolata in una rete da pesca. Le registrazioni dei suoni emessi dagli animali, effettuate accidentalmente al largo della Cornovaglia, nel Regno Unito, hanno catturato anche i richiami lanciati dai cetacei durante il tentativo di liberarsi e mentre uno dei due purtroppo moriva.

Lo studio, pubblicato recentemente sulla rivista Royal Society Open Science, è stato condotto da ricercatori della University of St Andrews, attraverso la Sea Mammal Research Unit e lo Scottish Oceans Institute.

Gli idrofoni utilizzati erano stati installati vicino a una rete da posta, un tipo di rete da pesca fissa che rimane immersa nell'acqua e nella quale molti animali possono rimanere accidentalmente impigliati. Si trattava di sistemi di monitoraggio acustico passivo, chiamati PAM (Passive Acoustic Monitoring): dispositivi che registrano i suoni prodotti dagli animali marini senza interferire con il loro comportamento.

Questa volta, però, gli strumenti hanno registrato qualcosa di particolarmente raro e straziante.

Una focena finisce nella rete da pesca, l'altra resta al suo fianco

Immagine
La rete da posta e l'idrofono utilizzato per registrare i cetacei. Foto di Jamie Macauley/University of St Andrews

I dati acustici e quelli relativi ai movimenti hanno mostrato la presenza di due focene comuni (Phocoena phocoena), uno dei più piccoli cetacei al mondo, che stavano cercando cibo nei pressi della rete. Per diversi minuti gli animali hanno continuato a muoversi nell'area, apparentemente riuscendo a vedere la rete e a evitarla. A un certo punto, però, una delle due è rimasta impigliata.

I ricercatori ipotizzano che il cetaceo possa aver perso per un attimo la concentrazione, forse mentre inseguiva una preda, finendo così nella rete. Una volta intrappolata, la focena ha cercato di liberarsi esercitando una forza sufficiente a muovere e sollevare la rete, ma purtroppo non a spezzarla. Nel frattempo l'altra focena è sempre rimasta nelle vicinanze.

Le registrazioni hanno permesso di osservare anche un aspetto finora estremamente difficile da studiare: come comunicano due cetacei durante una situazione di pericolo. Le focene hanno infatti prodotto diversi tipi di vocalizzazioni mentre uno delle due era impigliata nella reta, alcune delle quali potrebbero essere associate a una situazione di allarme, sofferenza o di difficoltà.

I richiami strazianti dopo la morte di una delle due focene

Naturalmente non è possibile stabilire con certezza, sulla base delle sole registrazioni, quale fosse il significato preciso di ogni richiamo emesso dagli animali. Tuttavia, ascoltare due cetacei che comunicano in una situazione così critica è indubbiamente doloroso e angosciante.

Tra il momento in cui la focena è rimasta impigliata nella rete e la sua morte, sono stati registrati 51 richiami dalla prima e 15 dalla seconda. Anche dopo la morte della focena finita nella rete, i ricercatori hanno continuato a registrare le vocalizzazioni del sopravvissuto, che è rimasto nei paraggi per circa un'ora.

Data la struttura sociale delle focene e la lunghezza del maschio catturato, gli autori ipotizzano che si trattasse di una madre con il suo figlio sub-adulto. Nei circa 60 minuti di registrazioni successive alla morte della focena, la madre ha emesso centinaia di richiami. Gli stessi autori hanno ammesso di non aver mai assistito a nulla del genere.

Quando le reti da pesca diventano una trappola mortale: il

Immagine
Il bycatch è purtroppo una delle principale cause di morte legate alle attività umane per tantissimi animali marini

Quanto accaduto alla povera focena è purtroppo un fenomeno ben noto, molto diffuso e con un nome preciso: bycatch, cioè la cattura accidentale di animali che non erano l'obiettivo della pesca. Per delfini, focene e altri cetacei, ma anche tartarughe marine, squali, rappresenta una delle principali cause di morte legate alle attività umane negli oceani.

Nel solo Regno Unito si stima che circa mille focene muoiano ogni anno dopo essere rimaste intrappolate nelle reti da posta. In tutto il mondo, le stime parlando invece di oltre 300.000 tra balene, delfini e focene.  Nel Golfo di California, invece, le reti da pesca illegali saranno con tutta probabilità la causa dell'estinzione della vaquita (Phocoena sinus), la più piccola focena al mondo. Ne restano probabilmente meno di dieci individui in tutto.

Questa volta, per una coincidenza, gli strumenti erano nel posto giusto e così siamo riusciti persino ad ascoltare cosa succede quando un animale finisce vittima del bycatch e oltre a documentare un evento così drammatico, queste registrazioni potrebbero aiutare a trovare soluzioni per ridurre il numero di animali catturati accidentalmente.

Rendere le reti da pesca più visibili agli animali

Immagine
L'obiettivo è rendere le reti da pesca più visibili agli animali per ridurre le catture accidentali

Una possibilità è rendere le reti più facilmente individuabili attraverso segnali acustici. Le focene, infatti, utilizzano come i delfini l'ecolocalizzazione, un sistema simile a un sonar naturale: producono suoni ad alta frequenza e analizzano gli echi che tornano indietro per orientarsi e individuare oggetti e prede.

Rendere le reti più "visibili" acusticamente potrebbe quindi aiutare gli animali a riconoscerle e a evitarle più facilmente. Altre soluzioni proposte e testate altrove prevedono anche reti progettate in modo da permettere agli animali più grandi e robusti di liberarsi oppure dispositivi capaci di emettere segnali luminosi visibili agli animali.

Sono approcci ancora da sviluppare e testare, ma le informazioni raccolte durante questo drammatico incidente potrebbero contribuire a capire meglio come e perché una focena finisce intrappolata, anche quando apparentemente è in grado di riconoscere la presenza della rete.

L'obiettivo, sottolineano i ricercatori, non è necessariamente eliminare la pesca con le reti da posta, che rappresenta un'attività importante per molte comunità di pescatori. La sfida è trovare soluzioni pratiche che permettano di continuare a pescare riducendo al minimo il rischio per gli animali.

Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social
api url views