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27 Maggio 2026
8:50

Una megattera soccorre la compagna intrappolata in una lenza: la difende dagli squali e l’aiuta a respirare

Una megattera intrappolata nelle lenze da pesca è stata aiutata da un’altra compagna che l’ha protetta dagli squali per ore e sostenuta in superficie per permetterle di respirare.

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Gli scienziati hanno osservato alcune megattere tentare di aiutare una conspecifica rimasta impigliata in alcune lenze da pesca. Foto da Cartwright et al., 2026

Una megattera intrappolata nelle lenze da pesca, ormai in fin di vita e circondata dagli squali, viene sostenuta in superficie da un'altra conspecifica che continuava a nuotarle accanto. È una scena osservata alle Hawaii nel 2021 e raccontata oggi in uno studio pubblicato recentemente sulla rivista PLOS One, dove viene descritto uno dei casi più dettagliati di comportamento "epimeletico" mai documentati tra i cetacei.

Con questo termine, gli scienziati indicano quei gesti deliberati di cura verso un individuo ferito, malato o in difficoltà. Un fenomeno già osservato in delfini e balene, ma ancora poco compreso e che soprattutto continua a sorprendere gli scienziati per la sua complessità.

Il caso alle Hawaii: le megattere aiutano una compagna in difficoltà

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La megattera soccorritrice la compagna in difficoltà a raggiungere la superficie per respirare. Foto da Cartwright et al., 2026

La protagonista di questa storia era una megattera rimasta impigliata in attrezzature da pesca nel canale di Au'Au, tra le isole hawaiane di Maui e Lāna'i. Quando i soccorritori del santuario marino hawaiano specializzato nel recupero delle balene intrappolate la individuarono, l'animale era già in condizioni molto gravi. Riuscirono a rimuovere parte delle lenze, ma probabilmente troppo tardi: la megattera venne vista per l'ultima volta due giorni dopo e si ritiene che sia morta per le ferite e lo stress causati dall'intrappolamento.

A colpire i ricercatori, però, è stato soprattutto il comportamento delle altre balene presenti. Due megattere furono osservate vicino al cetaceo ferito, ma una in particolare rimase accanto alla compagna per almeno cinque ore consecutive. Non si limitava a seguirla: le nuotava attorno, rallentando il proprio viaggio e allontanava un gruppo di 10-12 squali tigre attirati dalla possibilità di mangiare un animale ormai indebolito.

Secondo gli studiosi, la balena aiutava anche la compagna a raggiungere la superficie per respirare, un comportamento molto simile a quello che le madri mostrano verso i piccoli appena nati e che recentemente è stato osservato e studiato anche nei capodogli, dove numerose femmine, anche non imparentate tra loro, collaborano per sorreggere e aiutare il neonato a respirare. In alcuni momenti, inoltre, poggiava anche la pinna pettorale sul corpo dell'altra balena, un gesto che ricorda molto una forma di conforto fisico.

Le megattere provano emozioni umane?

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Finora nessuno era riuscito a documentare e descrivere questo comportamento in maniera così dettagliata

Gli etologi – gli scienziati che studiano il comportamento animale – sono sempre molto cauti nell'attribuire emozioni "umane" agli altri animali. Parlare di empatia, compassione o altruismo, infatti, è sempre parecchio complesso ed estremamente delicato. Eppure episodi come questo mettono sempre più in discussione l'idea che gli animali aiutino gli altri soltanto per interesse personale o per proteggere parenti stretti, come i figli.

Eppure, gli autori dello studio hanno raccolto anche altri 11 casi documentati di megattere che hanno modificato il proprio comportamento per restare accanto a una compagna intrappolata nelle lenze da pesca. In uno di questi episodi, una balena rimase insieme alla compagna ferita per quattro giorni di fila.

La pesca è una minaccia crescente per delfini e balene

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Reti e lenze sono purtroppo una delle minacce principali per cetacei e altri animali marini

Le reti e le lenze da pesca rappresentano oggi una delle minacce più gravi per molte specie di cetacei e non solo. È un fenomeno purtroppo molto conosciuto e noto come bycatch e colpisce pesci, squali, razze, tartarughe e persino uccelli marini. Delfini e balene possono restare impigliati accidentalmente in cavi, corde e altre attrezzature da pesca, riportando ferite profonde, difficoltà respiratorie e problemi nel nuoto. Spesso muoiono lentamente per sfinimento o infezioni.

Proprio per questo gli esperti ricordano che, se si avvista una balena intrappolata, non bisogna mai tentare di liberarla da soli. Anche per i soccorritori addestrati si tratta sempre di operazioni estremamente pericolose: un animale di decine di tonnellate, spaventato e ferito, può muoversi improvvisamente e causare incidenti anche mortali. La cosa più importante è segnalare subito il caso alle autorità competenti o ai centri di recupero specializzati.

Questa storia senza lieto fine, però, racconta anche altro. Mostra che le megattere non sono soltanto animali intelligenti, ma individui sociali capaci di mantenere relazioni complesse e, molto probabilmente, di reagire alla sofferenza dei propri simili in modi che somigliano molto a ciò che noi chiamiamo empatia e altruismo.

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