
La foca monaca torna a farsi vedere lungo le coste della Campania e questa volta il video è particolarmente eloquente: l'animale è stato ripreso mentre caccia e si nutre tra le acque dell'Area Marina Protetta di Punta Campanella, a Massa Lubrense, in uno dei tratti di mare più tutelati della Penisola Sorrentina.
L'avvistamento è avvenuto nella zona A, quella a protezione integrale, dove la tutela è massima: qui la pesca è vietata e le attività umane sono ridotte al minimo, con accesso consentito solo per ricerca scientifica e immersioni autorizzate. Proprio in quest'area, ricca di pesci e di altre forme di vita marina, la foca è comparsa all'improvviso davanti ai sub del Centro Subacqueo Torre del Greco, alla fine di un'immersione, proprio mentre catturava e mangiava una preda.

È un'immagine spettacolare, ma anche importante dal punto di vista conservazionistico. Vedere una foca monaca cacciare in un'area protetta suggerisce infatti che questi fondali offrano abbastanza tranquillità e abbastanza risorse alimentari da attirare una specie ancora rarissima e molto schiva. La foca monaca (Monachus monachus) è infatti uno dei mammiferi marini più minacciati al mondo e per decenni è praticamente scomparsa da gran parte delle coste italiane.
Secondo l'Area Marina Protetta di Punta Campanella, negli ultimi 14 mesi sono stati registrati 24 avvistamenti nella ZSC, la Zona Speciale di Conservazione che comprende i fondali tra la Penisola Sorrentina, la costiera amalfitana e Capri. Per monitorare la presenza della specie, l'AMP collabora infatti con ISPRA usando anche strumenti non invasivi come fototrappole e analisi di DNA ambientale, cioè le tracce genetiche che gli animali lasciano in acqua attraverso pelle, saliva o feci e che permettono di rilevarne la presenza.
Il nuovo video conferma una tendenza ormai evidente: gli avvistamenti di foca monaca in Italia sono in aumento negli ultimi anni. Non significa che la specie sia fuori pericolo, ma suggerisce che stia tornando a frequentare tratti di costa da cui mancava da moltissimo tempo. La Campania, in particolare, è diventata uno dei luoghi simbolo di questo ritorno: già nell’estate scorsa e nei mesi precedenti si erano moltiplicate le segnalazioni lungo la costa campana e tra le isole del Golfo di Napoli, da Capri a Ischia fino alla stessa Punta Campanella e in Cilento.

Ed è proprio questo forse il punto più interessante: la ricomparsa della foca monaca non è solo una buona notizia per una specie ancora rarissima, ma è anche un segnale sullo stato di salute del mare. Dove la biodiversità cresce, dove il disturbo umano diminuisce e dove alcune zone vengono davvero protette, aumentano anche le possibilità che animali così esigenti tornino a frequentarle.
Per questo, in caso di incontro con una foca, la regola è sempre la stessa: mantenere le distanze, evitare rumori e qualsiasi interazione, non inseguirla né avvicinarsi per fotografarla, e segnalare l'avvistamento all’Area Marina Protetta di Punta Campanella, a ISPRA o alla Capitaneria di Porto. Con una specie così rara, soprattutto il comportamento di chi la osserva può fare la differenza.