
L'inizio della nuova stagione di ricerca dell'Istituto Tethys è stato segnato da un incontro speciale. Al largo di Sanremo, i ricercatori e i partecipanti alle attività di citizen science, a bordo della nave Pelagos, hanno infatti osservato una famiglia di capodogli composta da una femmina adulta, un piccolo e un giovane esemplare. L'avvistamento è avvenuto nelle acque del Santuario Pelagos, una vasta area marina protetta tra il Mar Ligure, il Mar Tirreno settentrionale e le vicine acque della Francia e del Principato di Monaco, istituita proprio per tutelare cetacei e altri animali marini.
Secondo le stime dei ricercatori, la femmina osservata misurava circa 9 metri di lunghezza, mentre il piccolo era lungo circa 5 metri e potrebbe avere all'incirca un anno di età. Con loro era presente anche un individuo leggermente più grande, probabilmente un giovane appartenente allo stesso gruppo familiare. Potrebbe trattarsi di un figlio nato negli anni precedenti e rimasto con la propria madre.

L'analisi delle fotografie della coda, una tecnica chiamata foto-identificazione che permette di riconoscere i singoli individui grazie alle caratteristiche uniche delle loro pinne e dei loro margini caudali, ha inoltre riservato un'altra gradita sorpresa. La femmina era infatti già stata osservata nell'ottobre scorso e nelle stesse acque, confermando ancora una volta l'importanza di quest'area per la specie.
Ma l'episodio che ha colpito maggiormente i partecipanti è stato il comportamento di uno dei giovani capodogli. L'animale si è avvicinato spontaneamente all'imbarcazione, nuotando attorno allo scafo e mostrando più volte la testa fuori dall'acqua, quasi come se stesse osservando a sua volta le persone a bordo. Si tratta di un comportamento piuttosto raro, documentato solo poche volte dai ricercatori del Tethys.

I capodogli (Physeter macrocephalus) sono i più grandi cetacei odontoceti (ovvero dotati di denti, come orche e delfini) del pianeta. I maschi adulti possono superare i 16 metri di lunghezza e pesare decine di tonnellate, mentre le femmine sono generalmente più piccole. Vivono in gruppi familiari formati soprattutto da femmine e giovani, mentre i maschi adulti tendono a condurre una vita più solitaria. Sono famosi per le loro immersioni in profondità e possono scendere a oltre mille metri di profondità alla ricerca di calamari e altre prede.
Inoltre, sono anche tra i mammiferi dotati del più complesso e sofisticato sistema di comunicazione vocale, composto da clic e altre vocalizzazioni che stiamo imparando a comprendere davvero solo da qualche anno. Negli ultimi tempi, infatti, diversi studi hanno scoperto che il linguaggio dei capodoglio è sorprendentemente simile al nostro: comunicano per esempio utilizzando regole e strutture fonetiche paragonabili alle nostre vocali e grazie alla tecnologia un giorno potremmo forse persino riuscire a decifrare questo linguaggio.

Avvistamenti come quello avvenuto al largo di Sanremo dimostrano però anche quanto il Mediterraneo sia ancora una casa importante per questi e altri giganti del mare. Tuttavia, capodogli, delfini e balene devono purtroppo convivere con numerose minacce legate alle attività umane, come il traffico navale, il rischio di collisioni con le imbarcazioni e le eliche, l'inquinamento acustico prodotto dai motori e la presenza di reti da pesca in mare.
Per questo il Santuario Pelagos rappresenta un "rifugio" fondamentale per questi animali marini. L'area protetta favorisce la ricerca scientifica, il monitoraggio delle popolazioni e la sensibilizzazione del pubblico, contribuendo a ridurre l'impatto delle attività umane sui cetacei del Mediterraneo. Ogni avvistamento raccolto dai ricercatori e dai volontari aiuta inoltre a comprendere meglio la vita ancora misteriosa di questi affascinanti mammiferi e a proteggerli in un mare sempre più "invaso" dagli esseri umani.