
Un giovane orso bruno è stato trovato morto in Friuli-Venezia Giulia e, a distanza di diversi giorni dal ritrovamento, le cause della morte restano ancora ignote. L'animale è stato rinvenuto nell'area del torrente Arzino, nei pressi della località di San Francesco, nel comune di Vito d'Asio, in provincia di Pordenone. Il corpo è stato scoperto nella serata dell'11 giugno dal personale della stazione forestale di Pinzano al Tagliamento, intervenuto dopo la segnalazione di un cittadino. Si trattava di un giovane orso del peso di circa 83 chilogrammi e con un'età stimata tra i due e i tre anni.
Dopo il recupero, il corpo dell'animale è stato trasferito al Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell'Università di Udine, dove sono stati effettuati i primi esami veterinari post mortem. Queste analisi servono a ricostruire le condizioni di salute dell'animale e a individuare eventuali traumi, malattie o altre possibili cause di morte.
Agli accertamenti hanno partecipato anche specialisti dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, della Clinica veterinaria Tergeste, del Corpo forestale regionale e del Museo friulano di storia naturale. Tuttavia, i primi esami non hanno permesso di stabilire con certezza che cosa abbia causato la morte dell'animale. Per questo motivo sono stati disposti ulteriori approfondimenti diagnostici, che richiederanno però tempi più lunghi. Nel frattempo le autorità stanno continuando le verifiche sul territorio e collaborano con gli enti delle aree confinanti per ricostruire la provenienza dell'orso e i suoi ultimi spostamenti prima della morte.
La presenza dell'orso bruno sulle Alpi orientali è in aumento negli ultimi anni grazie all'espansione naturale della popolazione presente soprattutto in Trentino. Recentemente, un altro orso è stato anche avvistato in un centro abitato Valtellina, dove è stato inseguito e filmato da un'automobilista.
Proprio per questo ogni ritrovamento o avvistamento viene seguito con particolare attenzione per permettere ai ricercatori e alle autorità a monitorare lo stato di conservazione della specie, individuare eventuali minacce per la sua sopravvivenza e soprattutto ad allertare la popolazione della presenza di plantigradi nei pressi di centri abitati o trai sentieri di montagna.