
Un uomo di 35 anni è morto dopo essere stato attaccato da un orso bruno in Bulgaria. È successo all'interno del parco naturale di Vitosha, una zona montuosa poco distante dalla capitale Sofia. Il corpo è stato ritrovato sabato scorso lungo un sentiero che collega due rifugi nella parte nord-occidentale dell'area protetta.
Secondo quanto riferito dalle autorità bulgare, gli esami effettuati da un medico legale e da un esperto di fauna selvatica hanno confermato che le ferite riportate erano compatibili con l'attacco di un orso, con tutta probabilità una femmina accompagnata dal proprio cucciolo. Le autorità hanno subito rafforzato i controlli nella zona: la polizia pattuglierà i sentieri, verranno installate fototrappole e un drone sorvolerà l'area per individuare eventuali spostamenti dell'orso.
Il parco naturale di Vitosha è una delle mete escursionistiche più frequentate da chi vive nei dintorni della capitale. Oltre agli orsi, ospita molte altre specie come cervi, caprioli, cinghiali e lupi. Secondo le stime, nella zona vivrebbero tra i 18 e i 20 orsi bruni.
Le indicazioni delle autorità bulgare per prevenire gli attacchi degli orsi

Gli attacchi sono però molto rari e spesso avvengono quasi sempre in situazioni particolari, soprattutto quando una femmina percepisce una minaccia per i propri piccoli oppure quando l'incontro con una persona avviene all'improvviso e a distanza ravvicinata. In questi casi l'animale può reagire in modo aggressivo per difesa.
Per questo motivo il Ministero dell'Interno bulgaro ha invitato gli escursionisti a seguire alcune semplici precauzioni: camminare in gruppo quando possibile, fare rumore lungo il percorso per segnalare la propria presenza ed evitare di lasciare rifiuti o cibo nei boschi, che potrebbero attirare gli animali. In Bulgaria gli attacchi mortali da parte degli orsi sono eventi piuttosto eccezionali. L'ultimo caso documentato risaliva infatti al 2010, sui monti Rodopi, al confine con la Grecia.
Orsi in crescita e convivenza difficile in Europa: il caso della vicina Romania

Gli incontri con i plantigradi sono invece molto più frequenti nella vicina Romania, dove negli ultimi anni il numero degli orsi è aumentato notevolmente e il dibattito sulla loro gestione è diventato molto acceso. Nel 2025, il motociclista italiano Omar Farang Zin venne attaccato e ucciso dopo essersi fermato per fotografare da vicino un'orsa con cuccioli. Purtroppo, sulla strada panoramica Transfăgărășan che attraversa i Carpazi, molti turisti danno da mangiare agli orsi per avvicinarli contribuendo ad aumentare notevolmente i rischi.
Gli incidenti negli ultimi anni sono quindi aumentati e il governo ha autorizzato centinaia di abbattimenti per provare ad arginare il problema. La convivenza tra esseri umani e grandi carnivori resta una delle sfide più delicate per molti Paesi europei, Italia inclusa. Gli orsi stanno lentamente tornando in diverse aree del continente grazie alle misure di protezione adottate negli ultimi decenni, ma questo significa anche che gli incontri con le persone possono diventare più frequenti.
Per gli esperti, la prevenzione, sapere come comportarsi e una corretta campagna di informazione restano gli strumenti più importanti per ridurre i rischi e favorire una convivenza più sicura.