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2 Maggio 2026
15:43

Rapporto grandi carnivori 2025: in Trentino 118 orsi, lupi in calo e sciacalli in aumento

Nel 2025 in Trentino si stimano 118 orsi e 22 branchi di lupi, in calo. Aumentano gli sciacalli dorati. Quattro orsi morti, tre per bracconaggio. Preoccupano i danni ai cartelli informativi. Questi i dati principali dell’ultimo rapporto grandi carnivori.

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Secondo il nuovo rapporto grandi carnivori, in Trentino e zone limitrofe ci sono circa 118 orsi

In Trentino gli orsi sono 118, mentre i lupi diminuiscono. Sono i dati principali che emergono dal nuovo Rapporto grandi carnivori 2025, documento che raccoglie numeri, attività di gestione e risultati scientifici sullo stato di salute delle popolazioni di grandi predatori sulle Alpi centro-orientali. I dati fanno riferimento all'anno 2025.

Secondo il monitoraggio genetico – una tecnica che analizza il DNA raccolto da peli, feci o saliva per identificare i singoli animali – gli orsi presenti in Trentino e nelle aree limitrofe sono 118, escludendo i cuccioli nati nell’anno. Il dato è accompagnato da un intervallo di confidenza (99-141), cioè una stima statistica che indica il margine di incertezza del conteggio.

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Diminuiscono i lupi, con 22 branchi segnalati. Nel 2024 erano 27

Diversa la situazione dei lupi: nel 2025 sono stati censiti 22 branchi complessivi, 12 nel Trentino orientale e 10 in quello occidentale. Un numero in calo rispetto ai 27 branchi registrati nel 2024. Il branco è il gruppo familiare tipico dei lupi, composto da una coppia riproduttiva e dai suoi cuccioli.

Accanto a orsi e lupi, cresce invece la presenza dello sciacallo dorato, un canide arrivato in Italia da qualche decennio e un po' una via di mezzo tra una volpe e un lupo. La specie è in espansione da diversi anni e oggi è diffusa in gran parte della provincia, dove sono stati accertati almeno quattro nuclei riproduttivi, a conferma di una popolazione in rapida e costante crescita.

Come vengono gestiti orsi e lupi in Trentino

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In espansione lo sciacallo dorato, con almeno quattro nuclei riproduttivi

La gestione di questi grandi carnivori, sottolinea il rapporto, si basa su quattro pilastri: monitoraggio continuo, prevenzione dei danni, informazione verso il pubblico e interventi mirati sui singoli individui problematici. In concreto, questo significa per esempio distribuire cassonetti "anti-orso" per evitare che gli animali trovino cibo nei centri abitati, oppure installare recinzioni elettrificate – fornite gratuitamente agli allevatori – per proteggere greggi e apiari. Dove queste misure sono applicate correttamente, i danni diminuiscono in modo significativo.

Il riferimento normativo per la gestione dell'orso è il PACOBACE, il Piano d'azione interregionale che definisce come intervenire nei casi più critici. Per i lupi, invece, si segue un protocollo elaborato da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), basato su linee guida europee. Questi documenti stabiliscono quali comportamenti sono considerati rischiosi – come l'eccessiva confidenza verso gli esseri umani – e quali azioni adottare, dalla dissuasione fino, nei casi estremi, alla rimozione dell'animale.

Nessun orso problematico, ma tre casi di bracconaggio

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Nel 2025, non c’è stato nessun orso problematico, ma ben tre casi di bracconaggio

Uno dei dati più interessanti è che nel 2025 non sono stati segnalati orsi problematici. Secondo il rapporto, questo risultato potrebbe essere legato anche al fatto che nel 2024 i tre individui ritenuti "pericolosi" erano stati rimossi. Resta però la possibilità che nuovi individui problematici emergano in futuro, indipendentemente dalle misure di prevenzione.

Non ci sono stati abbattimenti di orsi nel 2025, ma quattro individui sono comunque morti. Tre di questi sono stati uccisi illegalmente: si tratta di due femmine adulte, F32 e F104, colpite da arma da fuoco, e di un giovane maschio, M119, i cui resti sono stati ritrovati in un parco giochi. La quarta morte è dovuta a un investimento stradale, che ha coinvolto un cucciolo. I casi di bracconaggio sono stati confermati dalle analisi dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

Il problema dei cartelli informativi rimossi

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Il 30% dei cartelli informativi installati è stato rimosso o danneggiato. Foto Provincia Autonoma di Trento

Infine, il rapporto evidenzia un problema spesso meno evidente, ma significativo: la comunicazione. Migliaia di cartelli informativi con le regole di comportamento da seguire nelle aree frequentate dagli orsi sono stati installati sul territorio, ma circa il 30% è stato rimosso o danneggiato, a volte più volte nello stesso punto. Un gesto che può sembrare irrilevante, ma che in realtà ostacola la diffusione di informazioni fondamentali per la sicurezza delle persone e degli animali.

In un territorio dove la convivenza con i grandi carnivori rimane un obiettivo impegnativo, complesso e tutt'ora fortemente divisivo, questi comportamenti non fanno altro che rendere ancora più difficile e rischiosa la coesistenza con lupi e orsi. Conoscere le regole, rispettarle e non ostacolarne la diffusione resta infatti uno degli strumenti più efficaci per ridurre i conflitti, incidenti e garantire quanto più possibile un equilibrio tra attività umane e grandi carnivori.

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