
Con l'arrivo della primavera, in Giappone tornano a farsi vedere anche gli orsi, e con loro cresce la preoccupazione per incontri sempre più frequenti con gli esseri umani. Il 2025 è stato infatti un anno record, con oltre 200 feriti e almeno 7 morti. Gli avvistamenti stanno ora aumentando a un ritmo più rapido rispetto allo scorso anno. Gli animali, appena usciti dal letargo, sono affamati e in cerca di cibo, e non è raro che si avvicinino a zone rurali, centri abitati, infrastrutture e stazioni ferroviarie.
Orsi in città e allerte diffuse: un fenomeno in crescita

Le segnalazioni arrivano soprattutto dal nord-est del Paese, nella regione del Tohoku, ma anche da Hokkaido, la più settentrionale delle isole principali. In prefetture come Aomori, Iwate e Fukushima le autorità hanno già diramato allerte dopo numerosi avvistamenti in pochi giorni. In Giappone vivono due specie diverse di orso: l'orso bruno dell'Ussuri (Ursus arctos lasiotus), diffuso a Hokkaido, e l'orso nero giapponese (Ursus thibetanus japonicus), presente invece sull'isola di Honshu.
I primi sono più grandi, più pericolosi e sempre più numerosi: la popolazione è infatti più che raddoppiata negli ultimi trent'anni, arrivando a oltre 12.000 individui. In alcuni casi, gli orsi vengono avvistati anche tra le abitazioni e nei quartieri residenziali, contesti in cui fino a pochi anni fa erano considerati eventi eccezionali. La situazione è particolarmente delicata anche perché coincide con la cosiddetta "Settimana d'oro", un periodo di vacanze in cui molte persone si spostano verso campagne e aree montane, aumentando il rischio di incontri.

Il 2026 si è aperto con il ritrovamento nella prefettura Iwate, sull'isola di Honshu, del corpo di una donna rinvenuta in circostanze compatibili con un attacco di orso, mentre poco prima un agente di polizia era rimasto ferito in un episodio simile nella stessa area.
In un altro caso, nella prefettura di Fukushima, un orso di circa 100-120 chilogrammi è entrato in un quartiere residenziale dove, secondo i residenti, non era mai stato visto prima. Dopo un lungo inseguimento da parte della polizia, l'animale è stato abbattuto da un cacciatore autorizzato.
Perché gli orsi si avvicinano sempre di più alle aree urbane
Negli ultimi anni, gli attacchi di orso in Giappone sono aumentati in modo significativo, tanto da richiedere l'intervento dell'esercito e l'aumento delle quote d'abbattimento. Tra aprile 2024 e aprile 2025 si sono registrati 238 incidenti, un numero record, con almeno 7 vittime, anche se alcune stima parlano addirittura di 13. La maggior parte dei casi si è concentrata proprio nel nord-est del Paese. Secondo gli esperti, questo aumento non è casuale, ma il risultato di diversi fattori che si sommano tra loro aumentando il rischio di incontri ravvicinati.
Uno dei motivi principali riguarda la disponibilità di cibo. Gli orsi si nutrono in gran parte di frutti e semi, che rappresentano una risorsa fondamentale per accumulare energia. Negli ultimi anni, però, la produzione di frutti e semi come ghiande e faggiole è stata piuttosto scarsa. Alcuni studi suggeriscono che la produzione degli alberi segua cicli irregolari, influenzati anche dai cambiamenti climatici e dalle estati sempre più calde. In annate "povere", gli orsi diventano più mobili e più inclini a esplorare nuovi territori, compresi quelli urbanizzati.

Quando il cibo naturale diminuisce, gli orsi sono quindi costretti a spostarsi più spesso verso aree abitate in cerca di alternative: rifiuti, coltivazioni, allevamenti o mangimi per animali domestici. Tutto questo aumenta inevitabilmente le occasioni di incontro con gli esseri umani. Se un orso trova poi del cibo vicino alle case e riesce ad allontanarsi senza pericoli, è più probabile che torni, e che perda gradualmente la naturale diffidenza verso le persone associando queste aree alla presenza di cibo facile.
A tutto ciò, va anche aggiunto lo spopolamento, soprattutto al nord, lo spopolamento delle aree rurali. I villaggi svuotati e i campi ormai abbandonati hanno infatti ridotto le "zone cuscinetto" tra le montagne e le aree urbane, facilitando l'avvicinamento dei plantigradi.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Non tutto, però, è già scritto. Gli esperti prevedono che il 2026 potrebbe essere un anno più favorevole per la produzione di semi, e questo potrebbe ridurre la pressione degli orsi verso le aree abitate. Resta comunque una fase delicata: proprio in primavera, subito dopo l'ibernazione, gli orsi dovrebbero nutrirsi soprattutto di foglie e piante spontanee in montagna. Il fatto che vengano già avvistati vicino alle città è quindi un segnale da non sottovalutare.
Per questo le autorità invitano alla prudenza, soprattutto nelle zone rurali e durante le escursioni. Perché la convivenza tra esseri umani e grandi carnivori – in Giappone come altrove – è sempre più una sfida complessa e molto delicata, che richiede attenzione, educazione alla natura e una gestione attenta del territorio.