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30 Luglio 2026
10:19

Un cane o un gatto non migliorano il benessere in automatico: conta la qualità della relazione

Uno studio svizzero condotto su oltre 2.300 persone dimostra che avere un cane o un gatto non migliora automaticamente salute e benessere. A fare la differenza è la qualità della relazione: supporto emotivo, tempo condiviso e legame con l’animale.

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Vivere con un cane o con un gatto non fa bene "in assoluto", dipende dalla qualità della relazione che si ha con l'animale. Per anni la scienza ha prodotto studi in cui risultava la correlazione tra il benessere umano e il possesso di un individuo a quattro zampe ma ora un nuovo studio, sulla scia anche di altri che già hanno approfondito il tema, precisa che non basta la sola presenza per migliorare la qualità della vita dell'umano del binomio ma, appunto, il valore stesso del rapporto che si crea.

Il team di ricercatori dell'Università di Basilea, dell'Istituto svizzero di medicina tropicale e di sanità pubblica, dell'Università di Lucerna e dell'Open University dei Paesi Bassi ha analizzato i dati relativi a oltre 2.300 persone in Svizzera, mettendo a confronto chi vive con animali domestici e chi no. Le persone con accanto un animale domestico sono risultate essere in uno stato di salute leggermente inferiore in generale rispetto a chi invece non ha un cane o un gatto al fianco, e hanno riportato anche una maggiore quantità di comportamenti non salutari. "Non abbiamo riscontrato differenze nell'utilizzo dei servizi sanitari, nella solitudine, nella soddisfazione di vita, nel benessere psicologico o nella quantità di supporto sociale umano tra proprietari di animali domestici e non proprietari – scrivono i ricercatori – Le persone con contatti regolari con gli animali non differivano per stato di salute, comportamenti salutari, utilizzo dei servizi sanitari, solitudine, soddisfazione di vita, benessere psicologico o supporto sociale umano rispetto alle persone senza contatti regolari con gli animali".

Dai risultati emerge anche che l'attaccamento all'animale non è correlato "alla salute, alla solitudine, alla soddisfazione di vita e al benessere psicologico", mentre il supporto socio-emotivo da parte dell'animale e la quantità di contatto con l'animale invece sì ma non sempre, "talvolta" precisano gli autori. L'attaccamento e il supporto socio-emotivo da parte dell'animale, però, è risultato maggiore nelle donne, in relazione ai cani e quando le persone trascorrevano più tempo con l'animale.

Da questo ultimo passaggio e in un'altra parte della ricerca in cui viene sottolineata l'importanza della qualità della relazione, possiamo trovare il vero fondamento di tutti gli studi scientifici che riguardano il rapporto con un altro animale che l'essere umano mette in atto. Il punto infatti non è che fa bene di per sé la presenza di un cane o un gatto, ma sono decisivi la qualità della relazione e il non considerare l'animale di per sé come un "antistress" con il pelo.

Gli esperti chiariscono molto bene questo passaggio nello studio: " Fattori legati alla relazione, tra cui il supporto socio-emotivo fornito dall'animale e la quantità di contatto con esso, sono risultati talvolta associati al benessere. Inoltre, la qualità della relazione uomo-animale dipendeva da diversi fattori, come il tempo trascorso con l'animale o la specie animale. Questi risultati suggeriscono che le associazioni tra il possesso di animali domestici e la salute e il benessere umano dipendono dalle caratteristiche del proprietario, dell'animale e della relazione uomo-animale stessa. Il nostro studio dimostra che il possesso di animali domestici è un costrutto complesso e dovrebbe essere concettualizzato in modo multidimensionale per comprenderne le possibili associazioni positive o negative con gli esiti in termini di salute".

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