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31 Agosto 2026
8:17

Stop al collare a strozzo e più controlli su annunci online: cosa prevede il nuovo regolamento UE per cani e gatti

Dal 30 agosto 2026 è in vigore il nuovo regolamento UE sul benessere e la tracciabilità di cani e gatti: nuove regole e restrizioni su allevamento, vendite, condizioni di detenzione, microchip e collari.

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Il regolamento introduce per la prima volta standard comuni per tutti gli Stati membri

Dal 30 agosto 2026 è entrato formalmente in vigore il nuovo regolamento europeo dedicato al benessere e alla tracciabilità di cani e gatti. Il provvedimento, pubblicato il 10 agosto nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, introduce per la prima volta standard comuni per tutti gli Stati membri. Le principali disposizioni, però, inizieranno ad applicarsi solo dal 31 agosto 2028 e altre entreranno in vigore negli anni successivi.

Il Regolamento (UE) 2026/1818 nasce anche dalla necessità di contrastare il commercio illegale di cani e gatti, un fenomeno favorito dalle differenze tra le normative nazionali e dalla crescente diffusione delle compravendite online. L'obiettivo è quindi rendere più uniformi le condizioni di allevamento, vendita e detenzione e soprattutto permettere di ricostruire più facilmente la provenienza degli animali per contrastare i traffici illeciti.

Più attenzione a benessere, alimentazione e riproduzione

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Tra le nuove regole legate al benessere anche il divieto di allevare animali con tratti estetici estremizzati

Le nuove regole stabiliscono i requisiti minimi per allevamenti, strutture di vendita, rifugi e altre strutture in cui vengono detenuti cani e gatti. Gli animali dovranno avere accesso ad acqua fresca e pulita e a un'alimentazione adeguata alle loro esigenze, oltre a spazi e condizioni che permettano di esprimere i normali comportamenti della specie. È prevista anche una maggiore attenzione alla formazione delle persone che si occupano quotidianamente degli animali.

Il regolamento interviene inoltre anche sulla riproduzione e l'allevamento. Saranno vietati gli accoppiamenti tra animali strettamente imparentati, come genitori e figli o fratelli e sorelle, perché la consanguineità aumenta il rischio di malattie ereditarie e può compromettere la salute degli animali. Tuttavia, sono previste eccezioni autorizzate per alcune razze locali rare con un patrimonio genetico particolarmente limitato.

Un altro punto molto importante riguarda i cosiddetti caratteri estremi selezionati per motivi estetici, cioè caratteristiche fisiche selezionate attraverso la riproduzione che possono provocare problemi di salute, come nel caso del muso schiacciato dei cani brachicefali o le orecchie piegate nei gatti, che alcuni paesi hanno già vietato. Gli animali con determinate caratteristiche che ne compromettono la salute non potranno più essere utilizzati per la riproduzione.

Vietato il collare a strozzo e stop alle mutilazioni estetiche

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Sarà vietato anche il collare a strozzo o "a scorrimento", ancora molto utilizzato anche qui in Italia

Tra le novità più discusse c'è il divieto del collare a strozzo, sia nella versione con punte sia in quella senza. Significa mettere finalmente al bando in modo definitivo in tutti i paesi che appartengono all'Unione europea il cosiddetto "collare a scorrimento", uno strumento coercitivo ancora largamente utilizzato, anche in Italia, da parte di un certo tipo di cinofilia di stampo addestrativo.

Il regolamento vieta inoltre pratiche che possano provocare dolore o lesioni, salvo specifiche esigenze mediche. Anche le mutilazioni eseguite soltanto per modificare l'aspetto dell'animale, come il taglio delle orecchie, della coda o delle corde vocali, non saranno consentite. In Italia, caudotomia e conchectomia sono già vietate, ma in alcuni paesi erano ancora consentite. Ora potranno essere effettuate soltanto quando giustificati da motivi medici e dovranno essere eseguiti da un veterinario con adeguata anestesia e analgesia.

Le nuove norme stabiliscono inoltre alcuni limiti agli animali tenuti legati, come i cani tenuti a catena, pratica già vietata in alcune regioni italiane. Un cane o un gatto non potrà essere tenuto legato per più di un'ora consecutiva, salvo alcune eccezioni come cure veterinarie e concorsi, e non potrà vivere in maniera permanente all'interno di gabbie o box chiusi.

Microchip obbligatorio, ma con tempi lunghi e diversi per allevatori e privati

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Il microchip diventerà obbligatorio anche per i gatti

Uno degli aspetti più importanti riguarda la tracciabilità degli animali. Tutti i cani e i gatti dovranno essere identificati individualmente attraverso un microchip e registrati in una banca dati nazionale. Le banche dati degli Stati membri dovranno inoltre poter comunicare tra loro, così da rendere più semplice risalire all'identità e alla provenienza di un animale. L'obbligo arriverà però gradualmente.

Per chi alleva o immette cani e gatti sul mercato scatterà dal 31 agosto 2030. Per i privati che convivono con cani dal 31 agosto 2036 e per quelli con gatti dal 31 agosto 2041. Gli animali già identificati con un microchip conforme prima del 31 agosto 2028 saranno considerati in regola, purché il dispositivo sia ancora leggibile. In Italia, il microchip è già obbligatorio per i cani, mentre per i gatti lo prevedono solo alcune regioni: Lombardia, Puglia e Friuli-Venezia Giulia. In tutte le altre è al momento facoltativo.

Più controlli anche sugli annunci online

Il regolamento interviene infine anche sulle vendite e sulle adozioni pubblicizzate online. Gli annunci dovranno contenere informazioni e sistemi di verifica che permettano di collegare l'animale alla sua identificazione e alla persona che lo immette sul mercato. Dovrà inoltre comparire un'avvertenza che ricordi che un animale non è un giocattolo e che accoglierlo in casa è una decisione destinata a cambiare la vita di chi lo prende e, naturalmente, dell'animale stesso.

La nuova normativa non cancella le leggi nazionali più restrittive: gli Stati membri potranno continuare ad applicare regole più severe per garantire una maggiore protezione degli animali e una migliore tracciabilità.

Il cambiamento, quindi, non sarà immediato per chi vive con un cane o un gatto. Il regolamento è già entrato in vigore, ma la sua applicazione sarà progressiva e si estenderà per diversi anni. Si tratta comunque di un passo in avanti importante. L'obiettivo è infatti costruire un sistema comune europeo nel quale benessere, tracciabilità e controllo della provenienza di cani e gatti siano più difficili da aggirare, favorendo così maltrattamenti, abbandoni e traffici illeciti.

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