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23 Settembre 2026
13:13

Percorso obbligatorio per vivere con un cane di qualsiasi razza sia e stop a strumenti coercitivi: un nuovo Ddl in Senato

Presentato in Senato un nuovo Ddl per la proprietà responsabile dei cani. Nel testo si propone la formazione obbligatoria per i care giver a prescindere dalla razza e si punta all'eliminazione degli strumenti coercitivi.

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Nessuna razza pericolosa per definizione ma chiunque voglia vivere con un cane dovrà obbligatoriamente seguire un percorso di formazione. E' in sintesi il contenuto del Disegno di Legge n. 1987 appena approdato in Senato a firma del Senatore Antonio De Poli. Una proposta che si va ad aggiungere alle altre che da tempo languono in Parlamento e che riguardano tutte la "proprietà responsabile" e la tutela della incolumità pubblica.

A differenza però di altre ipotesi paventate, questo Ddl non ghettizza determinate tipologie ma punta sulla responsabilità del care giver, rispettando l'assunto scientifico della non correlazione tra razza e aggressività potenziale, come assodato del resto da anni anche a livello legislativo in Italia. Nella relazione introduttiva, infatti, viene specificato che "le evidenze scientifiche più recenti dimostrano l'inefficacia delle normative basate sulla razza del cane (Breed Specific Legislation), evidenziando come il rischio di aggressione sia determinato prevalentemente da fattori legati alla gestione dell'animale, al contesto ambientale e alla qualità della relazione con il proprietario.
In tale contesto, la proposta si fonda su un approccio preventivo, educativo e multifattoriale, orientato a intervenire sui determinanti reali del rischio attraverso il rafforzamento delle competenze dei caregiver".

Un elemento importantissimo nel dettato del Ddl è che viene esplicitamente sottolineato che "è vietato il ricorso a metodi coercitivi e a strumenti avversivi". Si tratta di una profonda innovazione, qualora passi il disegno di legge, da parte del legislatore che però non farebbe altro che dare seguito a quanto stabilito anche a livello europeo e che, prima o poi, dovrà essere recepito anche in Italia.

Cosa contiene il ddl sul percorso responsabile per vivere con i cani

Il disegno di legge prevede l'istituzione di un percorso formativo nazionale, con un corso base e una ipotesi "rafforzata" per le situazioni a rischio, con un sistema di valutazione fondato su criteri scientifici e non discriminatori. La formazione prevede un corso (fruibile anche online) tenuto da educatori e istruttori cinofili, psicologi, personale dell'Asl e veterinari esperti in comportamento che insegneranno alle persone l'etologia del cane, la comunicazione tra essere umano e animale, gli elementi di gestione quotidiana e i bisogni dell'animale nonché un focus sulla prevenzione dell'aggressività e la sicurezza nelle interazioni e la normativa vigente e le responsabilità connesse alla proprietà e alla detenzione del cane.

La formazione è prevista come obbligatoria per tutti, anche per coloro che già vivono con un cane, e andrebbe svolta entro 48 mesi dall'eventuale entrata in vigore della legge. C'è anche una specifica sull'età delle persone: chi ha compiuto 75 anni è previsto che abbia un garante che avrà la responsabilità giuridica e gestionale dell'animale nei casi in cui il soggetto principale abbia problemi che gli impediscono di seguire l'animale.

Qualora non si segua l'obbligo di formazione, il Ddl prevede che vi sia anche l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria e nel caso di "reiterata inadempienza … misure progressive di limitazione della detenzione dell'animale". I proventi derivanti dal mancato obbligo di frequentazione del corso serviranno al finanziamento di interventi per la tutela del benessere animale e per la prevenzione degli episodi di aggressione.

Il testo rimanda poi alle Regioni e ai Comuni "gli adempimenti con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente" e a specifici decreti del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'interno per i contenuti e la durata dei percorsi formativi, i criteri per la valutazione del rischio e i criteri per l'individuazione dei metodi coercitivi e degli strumenti avversivi.

Di fronte a un continuo monitoraggio delle tante proposte che si avanzano sul delicato tema della relazione tra cane e uomo che abbiamo sempre fatto su Kodami anche guardando all'estero, questo testo ad ora ci sembra il più vicino a un'idea concreta di intermediazione da parte della Istituzioni. La responsabilità del cosiddetto care giver è del resto l'elemento centrale della buona riuscita di un rapporto che fa parte del quotidiano di 9,1 milioni di cani, ovvero il numero di questi animali che vivono nelle famiglie italiane secondo l'ultimo rapporto Assalco-Zoomark. Significa che in un'Italia in cui oltre la metà delle famiglie italiane (54,5%) vive almeno con un animale domestico, ci sono 1,2 cani in ogni nucleo e la responsabilizzazione a valle della scelta è l'unica strada percorribile.

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