
E' un'Italia sempre più composta da persone e animali domestici: i cittadini del Belpaese che hanno un cane o un gatto, ma anche altre specie accanto sono sempre di più. Come ogni anno Assalco Zoomark ha prodotto il suo report che restituisce la fotografia di un paese in cui gli animali sono parte integrante di più della metà delle famiglie italiane. Oltre il 54% delle famiglie vive con almeno un animale, rispetto al 46% dell'anno scorso: percentuale che supera il 66% nelle case con bambini.
E' diminuito, invece, il numero totale di animali censiti, soprattutto nelle specie diverse da cani e gatti: da 64,9 milioni nel 2024 a 53,6 milioni nel 2025. Significa che gli italiani comprano sempre meno specie come pesci, rettili o anfibi o altri mammiferi: un dato importante da mettere in evidenza a fronte di una cattività decisamente non positiva per questa tipologia di animali.
La popolazione degli animali domestici in Italia
La popolazione degli animali da compagnia in Italia è stata stimata in 53,6 milioni di individui. I pesci rappresentano ancora la quota più consistente: sono oltre 25 milioni quelli che vivono in 1,7 milioni di acquari, seguiti da 11 milioni di gatti e 9,1 milioni di cani. Nelle case degli italiani ci sono anche 4,1 milioni di uccelli, 2,7 milioni tra rettili e anfibi e 1,4 milioni di piccoli mammiferi.

Le famiglie con bambini hanno la presenza più alta di animali domestici
Il report mette in evidenza un dato su tutti: oltre la metà delle famiglie italiane (54,5%) vive almeno con un animale domestico. I cani e i gatti rimangono gli animali più presenti, pesci a parte: rispettivamente sono nel 28,7% e nel 26,7% delle case degli italiani. Praticamente ci sono 1,5 gatti e 1,2 cani in ogni nucleo e la distribuzione varia in base alla struttura familiare.
E all'interno di questo dato la quota più rappresentativa è quella di nuclei che hanno al loro interno dei bambini piccoli: il 66,7% di questi vive con un animale accanto.
I cani sono più diffusi tra le famiglie con figli piccoli (40,8% vs il 28,7% del totale famiglie), mentre i gatti sono maggiormente presenti tra le famiglie con figli più grandi (33,7% vs il 26,7% del totale famiglie).
Anche chi ha figli oltre i 20 anni è particolarmente attratto dalla vita con un cane, un gatto o un'altra specie: il 60%. In pratica dove ci sono figli ci sono più animali, un dato che sconfessa quanto spesso viene detto (anche da Papa Francesco che più volte era intervenuto su questo tema) che "si prendono animali e non si fanno più figli".
Secondo quanto emerge dal rapporto, il motivo della presenza maggiore degli animali dove ci sono bambini attiene al loro ruolo dal punto di vista della crescita positiva: avere accanto un altro individuo di un'altra specie aumenta la possibilità di coinvolgere più facilmente i bambini nella gestione responsabilizzandoli.
Gli altri animali, invece, trovano maggiore diffusione tra i single con figli, che mostrano una maggiore varietà di specie possedute: i pesci arrivano all'11%, gli uccelli al 7,3%, rettili e piccoli mammiferi si attestano rispettivamente al 5,7% e al 4,0%. I single senza figli, invece, hanno in egual misura cani e gatti: "è pertanto sfatato il mito della preferenza dei felini per chi vive da solo" scrivono nell'indagine di Assalco Zoomark.
Donne e uomini hanno preferenze diverse: "Mentre tra i gatti lo squilibrio a favore delle donne non è così marcato, confermando il trend dei ‘cat dad', tra i proprietari di cani emerge una disparità in favore degli uomini: il 25,3% degli uomini single, infatti, ha un cane rispetto al 19,7% delle donne single".
Cresce il desiderio di adottare un cane o un gatto
Nei canili e nei gattili italiani ci sono migliaia di individui che attendono una famiglia. Secondo il report l'intenzione di far entrare un cane o un gatto in casa è decisamente alta da parte del panel di riferimento:: circa un quinto (quasi il 20%) delle famiglie senza animali d’affezione ha dichiarato l’intenzione di prenderne uno nei prossimi 12 mesi. La percentuale sale al 32,1% tra chi ha già un animale domestico in famiglia.

Chi sono i cani presenti nelle famiglie degli italiani: quanto vivono e cosa mangiano
Cani di razza, principalmente. Sì, sebbene gli italiani manifestino la propensione ad adottare come si è visto prima, nelle case ci sono in totale decisamente molti più cani di razza rispetto ai meticci: i primi si attestano complessivamente al 73,1% mentre i secondi sono solo il 26,9%. Tra le tipologie più diffuse i cosiddetti "cani da compagnia", molto ambiti sul mercato per questioni legate anche alla moda purtroppo: Barboncini, Maltesi e Chihuahua. Il meticcio, però, visto dal punto di vista della "classifica delle razze" è decisamente la tipologia più diffusa.

L’età media dei cani si attesta intorno ai 6 anni, con una concentrazione maggiore nella fascia tra i 3 e i 5 anni (31.7%), mentre dal punto di vista della morfologia domina la taglia medio-piccola, con una maggior presenza di cani tra i 5 e i 10 kg (26,5%) e un peso medio di circa 14,7 kg.
L’alimentazione dei cani è fortemente orientata verso i prodotti commerciali: quasi 9 famiglie su 10 li utilizzano e oltre due terzi (68,2%) lo fanno in modo prevalente o esclusivo. Le cose variano però a seconda della distribuzione geografica: "A Nord-Ovest e nelle grandi città si ha l’uso più frequente e sistematico di prodotti industriali (fino a oltre 78%), al Sud e nei piccoli centri c’è maggiore ricorso a modelli misti o meno strutturati: nei centri sopra i 100.000 abitanti prevale l’alimentazione industriale, nei piccoli comuni è prevalente l’uso alternato e meno continuativo". Rispetto alla tipologia familiare si ha un uso più frequente di alimenti industriali nelle famiglie con figli piccoli o senza figli.
Tra le tipologie di prodotto, le crocchette sono le più usate (48,6%), seguito dal mix, ovvero la combinazione di secco e umido (39,9%). La scelta dipende dalla qualità degli alimenti secondo la percezione delle persone e dai consigli che si ricevono dal veterinario di fiducia. Altro aspetto importante nella scelta è la praticità d'uso e c'è anche il legame al marchio, oltre il considerare il prezzo più vantaggioso e anche il riscontro rispetto all'appetibilità da parte del cane.
Si diffonde sempre di più anche l'abitudine a dare a Fido uno snack, ovvero il mondo dei masticativi e dei premietti che cresce accanto all’alimentazione principale: sono utilizzati da oltre tre quarti delle famiglie, principalmente per offrire al proprio cane un momento di relax o per l'igiene orale. Interessante però quanto siano reputati importanti proprio nell'ambito della relazione: un terzo delle persone intervistate utilizza lo snack per rafforzare il legame con il proprio cane.
Chi sono i gatti presenti nelle famiglie degli italiani: quanto vivono e cosa mangiano
In circa un quarto delle famiglie italiane (26,7%) c'è un gatto. I piccoli felini "vincono" rispetto ai cani con una maggiore presenza media per famiglia: 1,5 contro l'1,2. C'è da sottolineare, per, che oltre un terzo delle famiglie con gatti ne ha in casa almeno due.
I gatti sono più diffusi nelle famiglie con figli sopra i 20 anni (33,7%), ma in generale sono presenti in tutte le tipologie di nuclei familiari e, a differenza di Fido, sono prevalentemente meticci (oltre il 40%), mentre tra le razze spicca l’Europeo (17,0%).
L’età media è leggermente inferiore rispetto ai cani, attestandosi sui 5,5 anni, con la concentrazione più alta nella fascia 3–5 anni (32,2%).

Per quanto riguarda l'alimentazione, l’utilizzo di alimenti commerciali è ancora più diffuso rispetto ai cani: "riguarda quasi la totalità delle famiglie (95,7%) e, nella maggior parte dei casi, rappresenta la modalità prevalente di alimentazione (77,5%)". Anche in questo caso le abitudini variano a seconda dell'area geografica: nel Nord-Ovest (80,2%) e nelle grandi città (82%) l’uso di alimenti industriali è più intenso e costante.
Rispetto alla tipologia familiare si ha un ricorso più sistematico agli alimenti industriali da parte delle coppie senza figli, mentre nelle famiglie con figli c’è maggiore flessibilità.
La soluzione più adottata dalle persone di riferimento dei gatti è il mix tra alimenti secchi e umidi (63,9%) e anche per i mici la scelta ricade su alimenti di qualità attraverso la percezione della persona e anche in base al suggerimento del veterinario. La praticità d'uso è fondamentale anche in questo caso ma il peso maggiore ce l'ha l'appetibilità e chi vive con un gatto sa bene quanto possa essere selettivo. Come per i cani, anche per i gatti è molto diffuso l’utilizzo di snack (70%), visto come la condivisione di un momento di relax.
I costi del mantenimento di un cane o di un gatto: un animale domestico come un "bene di lusso"
Vivere con un cane o con un gatto in Italia è una scelta che pesa sul portafogli. La spesa per l’alimentazione di cani e gatti, però, secondo il report "è generalmente percepita come moderata dalla maggioranza delle famiglie (quasi il 60%), ma circa un terzo la considera elevata".
Il tema della riduzione al 10% dell’IVA sugli alimenti per cani e gatti è molto sentito: l’aliquota IVA del 22% è quella applicata ai beni di lusso e oltre l’80% delle persone si dichiara favorevole alla riduzione sul "pet food".
Il rapporto a tal proposito sottolinea quanto sia importante venire incontro alle famiglie italiane rispetto a questo tema, portando un esempio di una proposta di legge a New York, negli Stati Uniti volta ad esentare gli alimenti per cani e gatti dall’imposta sulle vendite, equiparandoli a prodotti alimentari di prima necessità. "L’iniziativa si fonda sul principio che gli animali da compagnia siano sempre più considerati membri a pieno titolo della famiglia e che il loro mantenimento, a partire dall’alimentazione, non possa essere assimilato a un consumo voluttuario".