
Firenze, Palermo e Roma. Sono solo tre metropoli italiane simboliche dell'uso di quanto le carrozze trainate dai cavalli continuano ad essere la norma. E ciò nonostante ogni anno si discuta della necessità di porre una fine a questo sfruttamento e si continui ad andare avanti a botta di ordinanze che non tutelano realmente gli animali. La verità è che le "botticelle" sono ancora molto diffuse sul territorio nazionale e questi giorni in cui il Belpaese sta affrontando l'ondata di caldo a patire e rischiare di morire sotto al sole ci sono anche i cavalli sfruttati per questo tipo di proposta turistica.
Un passo importante è stato fatto recentemente nella Capitale, dove 15 su 16 vetturini ancora in attività sono in procinto di accettare la proposta del Comune alla riconversione della licenza in taxi. Il dibattito è ancora in corso, visto che c'è un irriducibile che non ha firmato il protocollo previsto dal Campidoglio che prevede anche degli incentivi significativi tra cui sconti sull'acquisto dell'automobile.
A Palermo, invece, è stata emanata come ogni anno un'ordinanza che limita l'uso dei cavalli durante la giornata, riducendo l'arco orario in cui i vetturini possono farsi trovare in strada. A seconda del bollettino quotidiano rispetto alle condizioni climatiche i vetturini dovranno attenersi al divieto di circolazione dalle 11,30 alle 17 e per un massimo di sei ore di attività giornaliera. Nel 2025 l'orario di inizio e di fine era più avanti nel tempo, ovvero tra le 12.30 e le 16. A parte giornate di caldo anomalo, poi, l'ordinanza prevede che le carrozze non possono circolare nelle ore più calde, ovvero dalle 13,30 alle 15,30.
Per quanto riguarda Firenze, invece, vale la regola della soglia dei 35 gradi all'ombra: una volta raggiunta è espressamente vietato sottoporre i cavalli ad attività di trasporto e ad oggi non ci sono nuove ordinanze in merito.
L'opinione pubblica in tutto il Paese è sempre più sensibile a questo tema, prova ne sono anche le mail che riceviamo quotidianamente in redazione per segnalazioni da tutto lo Stivale. Ma turisticamente le botticelle continuano a essere richieste e proposte. E ancora in troppi scelgono il giro in carrozza per vedere le città, senza alcuna attenzione alle condizioni climatiche severe. Tutto ciò non accade solo in Italia, ma in gran parte del mondo e anche in altre città occidentali. Recente del resto è il caso di un cavallo che si è imbizzarrito a Central Park, a New York, e che ha provocato la morte di un turista di 18 anni. La giovane è stata sbalzata dalla carrozza e l’incidente ha riacceso il dibattito anche in Usa sulle condizioni degli animali.
Siamo di fronte a una realtà distopica, fondamentalmente. Da una parte infatti il quadro che emerge è quello di una transizione ormai ampiamente ritenuta necessaria sul piano politico e culturale, ma che continua a essere irrisolta sul piano operativo a fronte poi di un numero esiguo di lavoratori che sono anche messi in condizione dall'amministrazione, come nel caso di Roma, della garanzia della continuità lavorativa. Il superamento delle carrozze trainate da cavalli non è una semplice questione di principio ma un'esigenza coerente con un paese che voglia davvero dirsi moderno e capace di garantire degli standard qualitativi anche solo a livello turistico: lo "spettacolo" di persone trainate da cavalli che camminano calpestando l'asfalto bollente nel "salotto" della città è sempre di più una cartolina negativa da mostrare al mondo. Ma ciò che non è più accettabile, in una società moderna, è non tenere conto in generale del benessere degli animali. E non solo rispetto alla stagione estiva, sempre.