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28 Agosto 2026
12:41

Noicattaro, arriva la conferma del DNA: ad aggredire la bambina è stato un lupo maschio

Il DNA conferma che l’animale che ha aggredito una bambina a Noicattaro il 4 agosto è un lupo appenninico maschio. Nel frattempo proseguono le ricerche finalizzate alla cattura. Secondo gli esperti, bisogna intervenire rapidamente rimuovendo l'animale senza però creare allarmismi.

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Il lupo ritenuto responsabile delle aggressioni a Noicattaro

Il canide che il 4 agosto ha aggredito una bambina a Noicattaro, nel Barese, era un lupo appenninico maschio. A confermarlo sono le analisi genetiche effettuate sugli indumenti della piccola, sui quali erano rimaste tracce biologiche dell'animale. Il risultato permette così di stabilire con certezza la specie coinvolta nell'aggressione.

La conferma arriva mentre proseguono le operazioni della task force coordinata dalla Prefettura di Bari per individuare e catturare l'animale. Le fototrappole installate nelle campagne intorno a Noicattaro hanno nel frattempo documentato la presenza di almeno tre lupi nella zona. Non è però ancora possibile stabilire, sulla base delle immagini, se uno di questi sia proprio il maschio responsabile dell'aggressione.

La distinzione è importante. Il fatto che nell'area siano presenti più lupi non significa infatti che tutti abbiano avuto un ruolo nei tre diversi episodi che si sono verificati tra il 4 e il 15 agosto. L'obiettivo delle ricerche è ora arrivare a individuare e catturare il prima possibile l'animale coinvolto, come avvenuto recentemente nel Cremonese con il lupo confidente "Gianni".

Un comportamento anomalo che necessita un intervento immediato

La conferma del DNA aggiunge un elemento importante alla vicenda che sta facendo molto discutere nelle ultime settimane: non si tratta più soltanto di stabilire quale animale fosse presente a Noicattaro, ma di gestire un lupo che, in base alle informazioni disponibili, ha mostrato un comportamento decisamente anomalo per la specie.

Lo aveva spiegato nei giorni scorsi a Fanpage.it Marco Antonelli, zoologo esperto di grandi carnivori dell'associazione Lupi Periurbani. Un lupo che perde la naturale diffidenza nei confronti delle persone può diventare un animale pericoloso. Secondo Antonelli, individui che mostrano comportamenti del generi sono un rischio concreto per le persone e vanno rimossi anche per il bene delle propria specie.

La cattura dell'animale non riguarda infatti soltanto la sicurezza pubblica, ma anche la conservazione della specie. Un singolo individuo che entra ripetutamente in contatto con le persone e arriva ad aggredirle può infatti contribuire a costruire nell'opinione pubblica un'immagine del lupo come animale naturalmente pericoloso. Ma quel comportamento non rappresenta quello della specie nel suo complesso.

I lupi, infatti, sono generalmente animali schivi e tendono a evitare il contatto con l'essere umano. Gli episodi di aggressione sono possibili, ma rimangono eventi estremamente rari. Proprio per questo, secondo Antonelli, è necessario intervenire sul singolo individuo responsabile senza trasformare il caso di Noicattaro in una rappresentazione generale del lupo.

Le ricerche del lupo continuano

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Secondo gli esperti, bisogna intervenire rapidamente rimuovendo l'animale senza però creare allarmismi

La Regione Puglia aveva già autorizzato la cattura dell'animale, con il parere favorevole di ISPRA. Le operazioni prevedono l'impiego di fototrappole, droni con termocamera e altri strumenti di monitoraggio, sono condotte da personale specializzato e stanno quindi proseguendo. Nel frattempo restano in vigore le misure di sicurezza adottate dal Comune di Noicattaro, con il divieto di accesso notturno a parchi, aree verdi e alcune zone rurali.

Fino a quando l'animale non sarà individuato, le autorità invitano la popolazione a rispettare le restrizioni e a evitare le aree interessate dalle ricerche. Contestualmente, continuano le attività di monitoraggio anche a Gallipoli, dove si cerca ricerca il canide che venerdì 21 agosto ha ferito una donna, sua figlia e un uomo intervenuto per aiutarle. In questo caso, tuttavia, non è ancora possibile stabilire se l'animale coinvolto sia stato effettivamente un lupo. Resta infatti in piedi l'ipotesi che si tratti di un cane.

La conferma genetica del caso di Noicattaro, consente dunque di fare un passo avanti nell'accertamento dei fatti. Ora resta da capire se sia stato sempre lo stesso individuo a essere coinvolto nei tre diversi episodi e bisognerà riuscire a catturarlo. La priorità, come sottolineato anche dagli esperti, è gestire il caso senza minimizzarlo, ma anche senza alimentare un allarmismo generalizzato nei confronti di una specie che, nella grande maggioranza dei casi, evita il contatto diretto con le persone.

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