
Per quasi cinque mesi ha vagato tra Gadesco e Persico Dosimo, nel Cremonese, generando preoccupazione, ma anche curiosità, per gli abitanti della zona. Lo avevano chiamato Gianni e, per il suo comportamento particolarmente confidente, era stato catturato nella notte tra il 25 e il 26 agosto. Dopo la cattura, però, è arrivata la sorpresa: l'animale ha il microchip. Il "lupo" Gianni, potrebbe non essere un lupo.
Il dispositivo, inserito sotto la pelle, contiene infatti il codice che permette di risalire all'identità dell'animale e del suo proprietario formale. Dai controlli dell’ATS è infatti emerso che Gianni è registrato regolarmente all'anagrafe degli animali d'affezione. Potrebbe quindi essere un Cane Lupo Cecoslovacco, come alcune immagini avevano già lasciato sospettare. Tuttavia, per ora, senza analisi del DNA non è possibile escludere nulla.
Nel frattempo, l'animale è stato comunque restituito al suo umano di riferimento, che risiederebbe fuori dalla provincia di Cremona, mentre sono stati disposti ulteriori accertamenti per chiarire definitivamente la sua origine. A dare la risposta finale sarà il DNA. L'analisi genetica permette infatti di distinguere con maggiore certezza un lupo da un cane e di individuare eventuali tracce di ibridazione.
È un passaggio fondamentale perché le varie ipotesi situazioni hanno conseguenze molto diverse sia dal punto di vista della gestione, ma anche soprattutto legale. Anche il comportamento di Gianni, d'altra parte, aveva già lasciato qualche dubbio sulla sua natura. L'animale si avvicinava alle persone, era entrato anche nel cortile di un'abitazione e accettava il cibo offerto senza mostrare particolare aggressività. Ma il comportamento, da solo, non basta per identificare una specie.
Lo dimostra anche il caso di Noicattaro, nel Barese, dove gli accertamenti genetici hanno invece confermato che l’animale che ha aggredito una bambina è un lupo appenninico maschio. Il caso è particolarmente delicato, vista la natura dell'animale e le altre segnalazioni di morsi e incidenti. Per questo è stata disposta la sua cattura.
Due vicende diverse che mostrano però quanto sia importante non fermarsi solo all'apparenza: quando un animale sembra un lupo non è sempre detto che lo sia: è solo il DNA a poter fornire la risposta definitiva. Per Gianni, dunque, la storia del "lupo confidente" potrebbe presto trasformarsi semplicemente in quella di un cane che bisognerà comunque capire come mai per mesi ha girovagato così lontano da casa senza che nessuno ne rivendicasse la proprietà, anche solo per tranquillizzare la popolazione.
Sono ancora tante, quindi, le domande senza risposta, ma quel che è certo è che la storia del "lupo" Gianni sembra tutt'altro che finita.