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27 Agosto 2026
10:07

Catturato Gianni, il lupo confidente del Cremonese: sarà trasferito lontano dai centri abitati

Catturato nel Cremonese il lupo confidente Gianni, che da mesi si avvicinava a persone e abitazioni. Ora sarà trasferito lontano dai centri abitati.

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Il lupo Gianni frquentava regolarmente i centri abitati dallo scorso febbraio. Foto Polizia Provinciale Cremona

È stato catturato nella notte tra il 25 e il 26 agosto il lupo confidente che ormai da mesi si aggirava tra Gadesco Pieve Delmona, Persico Dosimo e le campagne circostanti, in provincia di Cremona. Per molti abitanti del posto era diventato semplicemente "Gianni", un animale ormai familiare che veniva osservato e fotografato regolarmente durante le sue incursioni notturne tra le strade, le case e le aree industriali.

L'operazione è stata condotta dalla Polizia Provinciale con il supporto di un medico veterinario esperto nelle tecniche di narcosi, un naturalista e un tecnico faunistico, sotto il coordinamento di Regione Lombardia, ISPRA ed ERSAF. Il lupo è stato individuato anche grazie a un drone dotato di telecamera termica, narcotizzato e poi catturato.

Ora saranno analizzati alcuni campioni biologici e il DNA dell'animale. Gli esami serviranno a stabilirne l'identità genetica e a capire a quale popolazione appartenga. Successivamente verrà valutata la destinazione più adatta, con l'obiettivo di trasferirlo lontano dai centri abitati.

Che cosa significa lupo "confidente"

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Un lupo che frequenta regolarmente entri abitati lasciandosi avvicinare dalle persone viene detto "confidente"

La cattura non è stata decisa semplicemente perché Gianni frequentava le aree urbane. Un lupo può attraversare regolarmente anche aree urbanizzate senza per questo rappresentare un pericolo. Il problema nasce quando un individuo mostra una confidenza anomala verso gli esseri umani, cioè quando perde progressivamente la sua naturale diffidenza che dovrebbe portarlo a mantenere le distanze dalle persone.

Ed è proprio quello che sembrava accadere nel Cremonese. Il lupo frequentava sempre più spesso i centri abitati e, secondo le segnalazioni raccolte nei mesi scorsi, si lasciava anche avvicinare pericolosamente dalle persone. Un comportamento del genere non significa necessariamente che l'animale sia pericoloso, ma può inevitabilmente aumentare il rischio di incidenti, morsi e situazioni difficili da gestire.

Un lupo dovrebbe infatti cercare di evitare gli esseri umani e quando invece comincia ad associare la presenza delle persone alla possibilità di trovare cibo facile può diventare progressivamente più audace, problematico da gestire e quindi pericoloso.

Gli avvistamenti di Gianni erano iniziati a febbraio

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L'operazione è stata condotta dalla Polizia Provinciale di Cremona

I primi avvistamenti risalgono allo scorso febbraio, quando il lupo era comparso nella zona industriale di Gadesco Pieve Delmona. Da lì aveva iniziato a muoversi soprattutto durante la notte tra le vie dei centri abitati e nelle campagne circostanti, probabilmente sfruttando la disponibilità di rifiuti e cibo facile.

Nel frattempo, alcune persone avevano purtroppo iniziato a lasciargli intenzionalmente da mangiare, nonostante i ripetuti inviti della Polizia Provinciale a non farlo. È un comportamento particolarmente problematico quando riguarda un carnivoro selvatico: alimentare intenzionalmente un animale può infatti favorire l'associazione tra esseri umani e disponibilità di cibo, contribuendo così a renderlo ancora più confidente.

La situazione era poi diventata ancora più delicata nelle ultime settimane. In un'occasione, infatti, un residente di Persico Dosimo aveva fatto entrare il lupo nel proprio giardino e lo aveva trattenuto per avvertire i Carabinieri. Episodi di questo tipo dimostrano quanto la distanza tra il selvatico e le persone si fosse ormai quasi del tutto azzerata e la cattura era perciò diventata inevitabile.

Le proteste per la cattura del lupo

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Il lupo era diventato confidente anche perché diverse persone gli lascano regolarmente del cibo, comportamento vietato e pericoloso

La notizia della cattura ha però provocato anche forti proteste, soprattutto sui social. Non tutti gli abitanti, infatti, vedevano Gianni come una minaccia: per alcuni residenti era infatti diventato quasi una presenza abituale del territorio, tanto da ricevere appunto un nome e una sorta di "identità" pubblica.

Ma proprio questa eccessiva familiarità era diventata il problema principale. Un lupo non è un animale domestico e il fatto che possa apparire tranquillo o lasciarsi avvicinare non significa che sia sicuro e soprattutto giusto interagire con lui. La scelta di intervenire nasce quindi dalla necessità di ristabilire una distanza  sicurezza tra l'animale e le persone, prima che la situazione possa degenerare: anche un singolo morso avrebbe potuto portare al suo abbattimento.

La cattura di Gianni arriva, inoltre, in un momento in cui il tema dei lupi che frequentano le aree urbane è tornato prepotentemente al centro dell'attenzione anche in altre zone d'Italia.

In Puglia continuano le ricerche degli animali che hanno aggredito alcune persone

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Il lupo ritenuto responsabile del aggressioni a Noicattaro, nel Barese

In Puglia proseguono infatti le ricerche degli animali ritenuti responsabili di alcune aggressioni avvenute nelle ultime settimane. Nel Barese una task force coordinata dalla Prefettura sta cercando l’individuo che avrebbe aggredito tre bambini a Noicattaro il 4 e il 15 agosto. Le autorità hanno autorizzato la cattura dopo aver classificato il comportamento dell'animale come particolarmente critico.

In Salento, invece, lo scorso 21 agosto tre turisti sono stati feriti a Punta Pizzo, nel territorio di Gallipoli, da un animale che i presenti hanno identificato come un lupo. Gli accertamenti dovranno però chiarire con certezza la specie, perché in questi casi l'aspetto "lupino" non è sufficiente a stabilire l'identità dell'animale: potrebbe infatti trattarsi anche di un cane.

Sono situazioni diverse da quella del Cremonese e non vanno automaticamente sovrapposte. Ma hanno un elemento in comune: quando un grande carnivoro selvatico perde la sua naturale diffidenza verso gli esseri umani e comincia a frequentare con regolarità i centri abitati, diventa necessario intervenire cercando di tutelare contemporaneamente le persone e gli animali.

Per Gianni, ora, la fase successiva sarà proprio questa: capire chi è geneticamente, da quale popolazione proviene e quale sarà il luogo più adatto per restituirgli una vita lontana dalle case e dalle persone.

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