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28 Ottobre 2026
13:19

Nei bonobo sono le femmine a cacciare di più: uno studio ribalta ciò che pensavamo sui nostri cugini primati

Uno studio del Max Planck Institute of Animal Behavior durato dieci anni rivela che le femmine di bonobo cacciano più dei maschi e che le diverse comunità sviluppano tradizioni culturali e preferenze di caccia diverse.

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Anche i bonobo cacciano e a farlo sono soprattutto le femmine

Tra i nostri parenti primati più stretti, la caccia non è necessariamente un'attività riservata ai maschi. Nei bonobo, infatti, sono soprattutto le femmine a catturare le prede, anche quando hanno piccoli da accudire. Non solo: le diverse comunità possono anche sviluppare vere e proprie tradizioni, specializzandosi nella cattura di animali differenti. È quanto emerge da un nuovo studio durato ben dieci anni, che mette in discussione alcuni preconcetti sul comportamento delle scimmie e offre nuovi spunti per ricostruire anche le origini della caccia nella nostra specie.

La ricerca, condotta dai ricercatori del Max Planck Institute of Animal Behavior e pubblicata sulla rivista Current Biology, ha analizzato 415 catture di prede da parte di due diverse comunità di bonobo che vivono a LuiKotale, nella Repubblica Democratica del Congo. I risultati mostrano che le femmine sono responsabili del 60% delle cacce in cui è stato possibile identificare chi aveva catturato la preda, mentre i maschi hanno un ruolo meno importante di quanto si pensasse.

Le femmine cacciano di più, anche quando hanno piccoli da accudire

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Alcune mine di bonobo condividono un colobo rosso catturato nella foresta. Foto Victor Ammann/Max Planck Institute of Animal Behavior

A differenza degli scimpanzé, già noti per le loro battute di caccia di gruppo spesso guidate dai maschi, i bonobo sono stati a lungo considerati erroneamente scimmie "pacifiste" e cacciatori più occasionali, poco inclini a inseguire e catturare altri animali. Le osservazioni raccolte negli ultimi decenni (in particolare uno studio del 2008) avevano però già iniziato a modificare questa immagine e questo nuovo studio offre un quadro molto più completo.

I ricercatori hanno seguito per dieci anni due comunità abituate alla presenza di esseri umani, documentando le catture e, quando possibile, identificando sesso ed età delle scimmie coinvolte. È così emerso che le femmine non si limitano solo approfittare delle prede catturate dai maschi, ma partecipano attivamente alla caccia e spesso sono proprio loro a portarla a termine. La presenza di piccoli, inoltre, non sembra interferire con  le attività di caccia.

E non si tratta necessariamente di prede facili: maschi e femmine catturano anche altre piccole scimmie come i colobi rossi, primati in grado di difendersi e di rendere particolarmente rischiosi gli inseguimenti tra i rami. L'età, invece, sembra influenzare il tipo di preda. Le femmine più giovani si dedicano soprattutto alla caccia di altri primati tra le chiome degli alberi, mentre quelle più anziane ed esperte catturano più frequentemente ungulati terrestri, come le piccole antilopi della foresta. Queste ultime vengono catturate dalle femmine circa tre volte più spesso rispetto ai maschi.

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Un gruppo di femmine di bonobo e ha appena catturato un'antilope del genere Cephalophorus. Immagine da Hohmann et al., 2026

Nel complesso, le prede cacciate comprendevano soprattutto primati arboricoli (43%) e ungulati terrestri (42%), a dimostrazione di quanto la dieta carnivora dei bonobo possa essere diversificata. Secondo gli autori, il successo delle femmine è probabilmente collegato anche alla loro posizione sociale. Nei bonobo, come è noto, sono soprattutto le femmine a occupare i gradini più alti della piramide sociale, anche grazie alle alleanze che stabiliscono tra loro, e spesso riescono così a mantenere il controllo delle prede, decidendo chi può mangiare e quando.

La possibilità di poter conservare più facilmente il possesso della carne potrebbe quindi rendere la caccia particolarmente vantaggiosa per le femmine, incoraggiandole a cacciare più spesso. Al contrario, i maschi potrebbero essere meno propensi a cacciare anche per evitare conflitti e il rischio di perderle. Tuttavia, al momento, questa è solo un ipotesi tra quelle che potrebbe spiegare queste differenze tra i due sessi nella società dei bonobo.

Ogni comunità di bonobo ha le sue tradizioni di caccia

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Le due comunità studiate hanno preferenze diverse in fatto di prede. Una preferisce i colobi (a sinistra), l'altra piccole antilopi del genere Cephalophorus

Un altro risultato particolarmente interessante riguarda le differenze tra le due comunità studiate. Pur vivendo in aree molto vicine e avendo a disposizione prede simili, non cacciano tutti gli stessi animali. Una comunità si concentra prevalentemente sui mammiferi terrestri, mentre l'altra si è specializzata nella cattura delle scimmie arboricole. Differenze che, secondo i ricercatori, potrebbero dipendere non soltanto dalle condizioni ambientali, ma anche da comportamenti e preferenze sviluppati e mantenuti all'interno dei singoli gruppi.

Si tratta quindi di possibili tradizioni culturali, un fenomeno già documentato in altri primati e in tante altre specie animali. Negli scimpanzé e nei bonobo, in particolare, molti comportamenti vengono infatti appresi socialmente e vengono poi trasmessi tra i vari individui e alle successive generazioni, dando così origine a differenze culturali tra popolazioni della stessa specie per esempio nella preferenze alimentari o nell'utilizzo di strumenti.

In questo caso, però, serviranno ulteriori studi per capire quanto queste differenze dipendano effettivamente dall'apprendimento sociale e quanto, invece, da altri fattori ecologici o sociali. Gli autori intendono ora approfondire proprio questo aspetto, studiando come le strategie di caccia cambiano nel tempo e tra comunità differenti.

Cosa racconta su di noi la caccia nei bonobo

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I bonobo dimostrano che la nostra storia evolutiva non è stata così lineare e univoca come ipotizzato in passato

Come accade sempre quando si studiano bonobo e scimpanzé, anche queste nuove scoperte ci offrono inevitabili spunti di riflessione sulla nostra storia evolutiva. Per molto tempo, una parte importante delle ricostruzioni sulle origini della caccia umana si è basata sull'immagine un po' stereotipata del maschio forte e cacciatore, spesso utilizzando il comportamento più "violento" degli scimpanzé come termine di paragone.

Ma gli scimpanzé non sono i nostri diretti antenati, così come non lo sono i bonobo. Entrambe le specie sono nostri parenti evolutivi molto stretti e discendono da antenati comuni agli esseri umani. Proprio per questo, il fatto che abbiano sviluppato comportamenti di caccia così diversi suggerisce quindi che la presunta predominanza maschile nella caccia non fosse necessariamente una caratteristica presente in tutti i nostri antenati e che poi abbiamo ereditato anche noi.

Questo non dimostra naturalmente che le femmine dei nostri antenati cacciassero più dei maschi, ma invita a considerare una maggiore varietà di possibili organizzazioni sociali e strategie di sussistenza. Anche perché la caccia, come mostrano questi bonobo, può dipendere non soltanto dalle capacità fisiche, ma anche dalle relazioni sociali, dal rango degli individui coinvolti e dalle tradizioni che ciascuna comunità sviluppa in maniera unica nel tempo.

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