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18 Giugno 2026
7:54

Bonobo, scimpanzé, gorilla e oranghi pensano ognuno in modo diverso dagli altri, proprio come facciamo noi umani

In uno studio pubblicato su Psychological Science è stato scoperto che le grandi scimmie hanno abilità cognitive che differiscono tra i singoli esemplari. La ricerca non solo ha reso noto che la cognizione varia costantemente tra i singoli individui, ma fa capire quanto ancora poco sappiamo sulle capacità intellettive delle grandi scimmie.

Immagine
Ritratto di Scimpanzé pigmeo di un adulto (Pan paniscus, Scimpanzè pigmeo)

In uno studio pubblicato su Psychological Science è stato scoperto che bonobo, scimpanzé, gorilla e oranghi hanno abilità cognitive che differiscono tra i singoli esemplari. La ricerca non solo ha reso noto che la cognizione varia costantemente tra i singoli individui, ma fa capire quanto ancora poco sappiamo sulle capacità intellettive delle grandi scimmie.

Il lavoro è stato svolto da un team di ricercatori del Dipartimento di Psicologia culturale e comparativa del Max Planck Institute nel 2023 ma pubblicato solo da pochi giorni. La ricerca ha analizzato il comportamento di  48 individui che appartengono alle cosiddette "grandi scimmie". IL campione comprendeva quattro specie, di età e sesso diversi: bonobo, scimpanzé, gorilla e oranghi. Le scimmie hanno partecipato a una serie di sei test cognitivi nell'arco di un anno e mezzo, tra cui compiti volti a verificare se fossero in grado di seguire uno sperimentatore umano, comprenderne i segnali comunicativi e ricordare dove andare a cercare del cibo. Queste attività si basavano su procedure precedentemente utilizzate dagli psicologi comparativi nella ricerca per valutare la cognizione sociale, il ragionamento e le funzioni esecutive nelle grandi scimmie.

"Comprendere la variabilità delle abilità cognitive è fondamentale per comprendere sia l'evoluzione che lo sviluppo della cognizione", hanno scritto gli esperti proprio nel primo capoverso dello studio, precisando che "Le prestazioni nei compiti sono state predette in modo più forte da caratteristiche individuali stabili piuttosto che da variabili transitorie o a livello di gruppo".

In pratica i risultati hanno portato a far emergere una notevole variabilità tra i singoli primati, anche all'interno della stessa specie. Variabili come il gruppo di appartenenza, l'esperienza pregressa nella ricerca, il sesso e le condizioni di allevamento si sono rivelate forti predittori delle prestazioni. Inoltre, queste differenze individuali nelle prestazioni cognitive sono rimaste relativamente stabili nel corso dello studio per la maggior parte dei compiti.

"Spesso è così che concepiamo le differenze individuali negli esseri umani, chiedendoci se si tratti di tratti stabili o di proprietà intrinseche dell'individuo. E abbiamo trovato prove piuttosto convincenti che questo valga anche per le grandi scimmie", ha affermato uno degli autori dello studio, il professore Manuel Bohn.

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